Ritratti

Nuto Revelli e quel cavaliere di Marburg che non amava la guerra

Cent’anni fa, il 21 luglio 1919, nasceva Nuto Revelli: alpino, partigiano, scrittore di etica civile                       Il disperso di Marburg, pubblicato da Einaudi nel 1994, segue le fila di un’inchiesta condotta da Nuto Revelli nell’arco di ben otto anni e, come altri suoi libri, ha la struttura di un diario. Revelli aveva detestato per tanti anni i tedeschi, identificandoli con l’ideologia disumana che li aveva condotti in una guerra terribile. Tenente del battaglione Tirano, aveva conosciuto la durezza e la protervia dell’esercito germanico durante la ritirata di Russia, e poi durante la Resistenza, da comandante partigiano nelle fila di Giustizia e Libertà. Nell’ultima parte della sua vita era venuto a sapere di un...

19 gennaio 1919-19 gennaio 2019 / Pietrangeli Touch

Avrebbe cento anni Antonio Pietrangeli, se non fosse annegato al largo di Gaeta, neanche cinquantenne, nel luglio del 1968. Un banale incidente, verso la fine delle riprese di un film “su commissione”, Come, quando, perché (1969), che sarà portato a termine da Valerio Zurlini, un altro irregolare del cinema italiano morto troppo presto. Pietrangeli muore in quel ’68 di cui il figlio Paolo sarà uno dei cantori, con canzoni-simbolo come Contessa (“Compagni dai campi e dalle officine,/ prendete la falce e portate il martello…”), prima di seguire con minor fortuna le orme del padre. Soprattutto, Pietrangeli muore proprio nel momento in cui vengono al pettine parecchi nodi irrisolti della caotica e talvolta sconvolgente modernizzazione italiana: nodi che nei suoi film aveva saputo cogliere e...

15 gennaio 1914 / Etty Hillesum e la gratitudine

“Non sopravvalutare le tue forze interiori”, scrive Etty Hillesum in un passo del suo Diario (Adelphi, 2012). È la mattina del 10 marzo 1941. Il groviglio della sua anima, che non smette di interrogare, è groviglio che, al cuore, ha questo “sentirsi prescelta”, questo “dover diventare ‘qualcuno’” cui fa spesso ritorno. L’educazione spirituale passa, per la giovane ebrea che morirà ad Auschwitz, attraverso una profonda accettazione della propria “nullità”: io stessa, scrive, devo scomparire interamente, devo abbandonare il mio piccolo ego. La propria vita emotiva e intellettuale è messa in relazione con quella delle persone che, ai suoi occhi, appaiono “normali”; sa bene, tuttavia, che non le è dato comprendere nulla del mondo interiore di chi ha davanti. Del proprio, invece, conosce la...

Becoming. La mia storia / La doppia e tripla coscienza di Michelle Obama

Perché dovremmo occuparci delle memorie di Michelle Obama, Becoming. La mia storia (ed. or. New York, Penguin Random House; tr. it. di Chicca Galli, Milano, Garzanti, 2018)? Già, perché dovremmo occuparci di un testo supercommerciale, di un successo editoriale programmato per l'uscita contemporanea in trenta lingue (30!) il 16 novembre, quali le memorie della First Lady degli Stati Uniti (FLOTUS in gergo) nel periodo 2008-2016, e forse, chissà, ancora First Lady in un futuro non lontano? Proprio per questo. Perché siamo di fronte a un libro pianificato per influenzare l'opinione pubblica, dal momento che sarà acquistato in milioni di esemplari sul pianeta, anche se molto meno letto. Tanti lo regaleranno a Natale, anzi tante, si dice, perché sarebbe un libro per donne, scritto da una donna...

I cancelli dell'acqua / Il pendolo di Zygmunt Bauman

Modernità liquida, ovvero il mondo sottosopra   La canzone di Peter Gabriel Downside Up, dell'album Ovo, costituisce, secondo me, una sintesi appropriata dell'incessante lavoro di decostruzione e ricostruzione effettuato da Bauman in tutta la sua lunga avventura intellettuale e contiene in nuce le caratteristiche salienti della modernità liquida. Gabriel esprime nel testo il senso di straniamento al cospetto di un mondo che si trasforma fino a rovesciarsi: l'edificio più alto e l'impressione che stia crollando, un equilibrio interno che si polverizza, la percezione che tutto si stia muovendo attorno, uno scenario di cose stabili e solide che si sfilacciano, si frantumano, mentre qualunque cosa su cui si poteva contare svanisce. E mentre il corpo si svuota del suo peso e viene...

Oggi a Trieste: "Gli esploratori dell'inconscio" / Mio nonno Cesare Musatti

Chi ha nella propria famiglia figure un po’ ingombranti che hanno acquisito una certa notorietà nel loro campo o è irresistibilmente attratto in quell’ambito, in modo un po’ ineluttabile, oppure se ne sta accuratamente alla larga a qualche chilometro di distanza. Io appartengo a questo secondo gruppo, non ho mai letto per intero alcuno dei libri di mio nonno, nemmeno quelli più godibili e “divulgativi” dell’ultimo pezzo della sua vita. Professionalmente mi sono tenuta alla larga sia dalle orme del nonno sia – per non sbagliare: penso però sia stata una scelta saggia – dai percorsi lavorativi di mio padre e mia madre. Di mestiere faccio l’avvocato giuslavorista, di psicoanalisi e di psicologia so molto poco e quel che so lo ho appreso, potrei dire “per osmosi”, da mio nonno, da mio padre...

Addii (1952-2018) / Eimuntas Nekrosius, la vita in palcoscenico

La prima volta che ho visto uno spettacolo di Nekrosius non mi sono reso conto di stare vedendo uno spettacolo di Nekrosius. 1989, Teatro Festival Parma, una rassegna che ha rivelato tanto teatro straniero. È annunciato uno Zio Vanja in russo, o forse in lituano, senza traduzione. Inizia alle 22, dura quattro ore. Mi dico: provo a vederne un po’… Lo spettacolo mi ipnotizza. Ricordo il ritmo da vaudeville, come lo voleva Cechov, insieme ridicolo e tragico. Servi clown. Attori di grande presenza, che comunicavano perfino in una lingua sconosciuta. Colpi di pistola, che annunciavano quello della scena madre… Un Cechov che negava la tradizione naturalistica raccontando la fine di un mondo… Dovetti correre a prendere il treno prima della fine. Con rimpianto.   Ho scoperto molto dopo che l...

A 25 anni dalla morte / Fellini, antropologo e profeta

«Comincia un grande futuro», scrive Tullio Kezich nell’ultima pagina della sua biografia felliniana, riprendendo uno dei tanti necrologi apparsi in occasione della scomparsa del grande regista. Quel futuro è il nostro presente: un quarto di secolo ci separa ormai da quel 31 ottobre 1993 in cui Federico Fellini cessava di vivere, dopo due settimane di agonia seguite dalle televisioni di mezzo mondo (con macabra ironia, qualcuno parlerà di “set felliniano”).  In fondo, alla morte – non solo la sua – Fellini ci aveva preparati da sempre. La sua filmografia, dai Vitelloni in avanti, non è che una continua meditazione/esorcismo sul tempo che passa e consuma la vita e i sogni («Una mattina ti svegli, eri ragazzo fino a ieri e adesso non lo sei più») e sul mistero del “dopo”, al quale...

La biografia di Kershaw riletta oggi / Hitler torna?

Continua il nostro speciale Ritorno al futuro. L'idea è quella di rileggere libri del passato che offrano una prospettiva capace di illuminare il momento che viviamo oggi.  Per leggere gli altri contributi cliccare sul nome dello speciale a sinistra sopra il titolo in questa stessa pagina.   Si ripeterà? Questa estate ho preso in mano un libro che desideravo leggere da tempo. S’intitola Hitler ed è stato scritto da quello che è il maggior storico del Führer, Ian Kershaw, un signore inglese oggi di 76 anni, che lo ha pubblicato in due volumi nel 1998. Due anni fa è uscita l’edizione ridotta in 1673 pagine presso Bompiani (mancano circa 600 pagine di note), che mi ero affrettato ad acquistare. Stava sullo scaffale accanto ad altre biografie del Führer in attesa del momento adatto...

Romanzi, teatro e canzonette / Umberto Simonetta: un paroliere di lusso

Parlando con un amico, faccio il nome di Umberto Simonetta. Dallo sguardo, capisco che non gli dice molto. “Sai chi è, no? Lo scrittore, quello di Tirar mattina, Lo sbarbato, Il giovane normale…”. Niente. “Ma la ballata del Cerutti Gino la conoscerai…” “Eh! Certo! Giorgio Gaber!” “La musica è di Gaber, ma le parole sono di Simonetta. Come anche quelle di Una fetta di limone, Trani a gogò, Porta romana, Le nostre serate, Il Riccardo…”. Le accenno una dopo l’altra. “Belle! Pensavo fossero di Gaber…” “Te l’ho detto: musica di Gaber, testo di Simonetta” “Ah però, bravissimo! Mica male!”.  Oltre che scrittore e autore teatrale di successo, Umberto Simonetta (Milano, 1926-1998) è stato un paroliere tra i più originali e innovativi dell’epoca in cui nasceva in Italia quella che si sarebbe...

A vent'anni dalla sua morte / Le “lezioni americane” di Bruno Munari

Essendo uno degli atenei più importanti al mondo, l’Università di Harvard è stato uno dei crocevia privilegiati per intellettuali e artisti italiani in visita negli Stati Uniti. Particolare risonanza pubblica hanno avuto nel nostro paese le Charles Eliot Norton Lectures, un programma di Visiting Professorship istituito nel 1925 attraverso cui quale scrittori, artisti, intellettuali di fama mondiale vengono invitati a trascorrere un anno accademico nell’università del Massachusetts. Famose e celebrate saranno le Lezioni Americane che Italo Calvino avrebbe dovuto tenere a Harvard nell’autunno del 1985, ma mai portate a termine a causa della sua morte improvvisa avvenuta nell’estate dello stesso anno. Il libro pubblicato postumo diventerà una sorta di testamento letterario e critico che ha...

25 giugno 1925 – 18 settembre 2018 / Robert Venturi, architetto gioioso

Dunque il 2018 si porta via due grandi americani della East Coast, Tom Wolfe e Robert Venturi. Di Richmond, Virginia, il primo, di Filadelfia, Pennsylvania, il secondo, nonostante tutte le loro differenze stilistiche resteranno entrambi legati alla città di Las Vegas scoperta letteralmente da Wolfe in uno dei primi reportage del New Journalism, Las Vegas (What?) Las Vegas (Can’t Hear You! Too Noisy) Las Vegas!!!!, pubblicato su “Esquire” nel febbraio del 1964. «Las Vegas è l’unica città al mondo in cui lo skyline non è costituito da edifici come a New York o da alberi come a Wilbraham, Massachusetts, ma da segnali stradali» è la sintesi del suo paesaggio urbano. In quel periodo Venturi stava preparando il suo primo libro, Complexity and Contradiction in Architecture, pubblicato poi dal...

Anniversari / Giuseppe Pontiggia, uno sconfinato amore per la ragione e la letteratura

Giuseppe Pontiggia se ne è andato, quindici anni fa, lasciandoci pagine di rara profondità intellettuale, illuministica passione per la ragione, abilità di scrittura e cordiale fraternità. Tra i suoi libri più importanti: L’arte della fuga, Il giocatore invisibile, Il raggio d’ombra, La grande sera, Nati due volte, Prima persona. La sua biblioteca, 45.000 volumi, e le sue carte sono custodite dal 2004 a Mendrisio in Svizzera. Il Comune di Milano aveva sciaguratamente rinunciato alla possibilità di conservare e far conoscere gli strumenti di cultura e di lavoro di uno dei nostri maggiori scrittori, nato a Como il 25 settembre 1934 e scomparso a Milano, il 27 giugno del 2003.   Questo testo è la trascrizione di un nostro dialogo, avvenuto il 22 marzo del 2001, presso la biblioteca di...

Il senso del ridicolo 2018 / Lucia Poli: con un ceffone e un whisky

  Dal 28 al 30 settembre si terrà a Livorno la terza edizione del festival Il senso del ridicolo, dedicato all'umorismo, alla comicità e alla satira. Fra gli ospiti di questa edizione ci sarà anche Lucia Poli. Fiorentina di nascita e romana d'adozione, attrice - e autrice - per il teatro, il cinema, la radio e la TV, è stata, con la fondazione del Teatro Alberico nel 1975, una delle figure-chiave del teatro d'avanguardia in Italia. Le rendiamo omaggio con un affettuoso ritratto, scritto dal fratello Paolo (1929-2016) e tratto dalla raccolta Alfabeto Poli (Einaudi, 2013), a cura di Luca Scarlini, al quale va il nostro grazie per averne concessa la riproduzione.   La biologia in primo luogo. La nostra somiglianza paradossale è una...

Vertigine sconsacrata / Ritratto di Venedikt Erofeev

1 Henri Focillon scrive: «I visionari li si direbbe a disagio nello spazio e nel tempo. Interpretano più che imitare, trasfigurano più che interpretare». E ribadisce: «Il visionario soggiace al potere della vertigine». Nella letteratura russa del secondo novecento non c’è autore più fedele alla vertigine di Venedikt Vasil’evic Erofeev (1938-1990), autore del celebre poema-romanzo, Moskva-Petuski (1969-1970). Venedikt Erofeev, nella sua opera irridente e anomala, tragica e sconsacrata, sembra tradurre «in forma di romanzo» quattro celebri versi dell’amato Aleksandr Blok: «Inchiodato al banco d’una bettola / sono ubriaco da un pezzo, che importa. / Su una trojka la mia felicità / in un fumo d’argento è rapita…». La vertigine di Erofeev è l’estasi alcolica. In russo ‘Erofeiv’ significa ‘...

24 novembre 1930 - 20 settembre 2018 / La Inge. Coloratissima.

Inge Feltrinelli è stata forse l'ultima regina dell'editoria internazionale.   In Italia ha sostenuto con straordinaria vitalità, lucidità ed energia lo sviluppo della casa editrice e soprattutto della catena di librerie che si era trovata a dover governare in un momento difficilissimo, dopo la tragica morte di Giangiacomo Feltrinelli sotto il traliccio di Segrate nel 1972, con il loro figlio Carlo ancora ragazzino.   La biografia – ma era già leggenda – la vuole bambina, Inge Schoental, figlia di padre ebreo, che sopravvive nella Germania nazista. Poi è la giovane, bella e talentuosa fotografa che diventa amica dei grandi scrittori del momento. Alla fine degli anni Cinquanta è la compagna di Giangiacomo, geniale e inquieto, ricchissimo e comunistissimo, quando diventa l'editore...

Un pensatore del contemporaneo / Paul Virilio, il filosofo del disastro

Una leggenda mai confermata, ma anche mai smentita, racconta che Mohamed Atta, il capo del gruppo terroristico che ha abbattuto le Torri gemelle, sia stato uno studente del dottorato tedesco dove insegnava Paul Virilio. Di sicuro c’è solo il fatto che Atta era stato uno studente d’ingegneria e d’architettura con una laurea in urbanistica e che nella progettazione dell’attentato, da lui portato a termine, c’è qualcosa che ricorda alcuni dei libri del filosofo e architetto francese scomparso in questi giorni. Che cosa?   Il primo libro pubblicato da Virilio s’intitola Bunker Archéologie ed è uscito nel 1975. Si tratta della sua tesi di laurea redatta a 25 anni per ottenere l’abilitazione in Urbanistica, disciplina da lui esercitata per qualche tempo, prima di diventare uno dei filosofi...

24 agosto 1927 - 13 settembre 2018 / Guido Ceronetti e il ponte Morandi

Ho conosciuto Guido Ceronetti solo nelle pagine dei suoi libri, sfiorandone la conoscenza personale solo una volta nel 2013 a Finalborgo, in provincia di Savona, dove era premiato come “Inquieto dell’anno”. Quella volta ero arrivato inopinatamente in ritardo, confondendo  l’ora dell’evento,  L’ho conosciuto dunque solo attraverso la sue parole e le sue idee - taglienti, talvolta dissacranti, spesso folgoranti e  mai banali -  come moltissimi. Moltissimi certo, ma mai abbastanza verrebbe  da pensare se si è anche solo poco che meno attenti osservatori della vita sociale come della cronaca politica attuale, specie se guardata  il 14 settembre 2018 da un angolo della Liguria di ponente, ad un mese esatto dal crollo del ponte Morandi di Genova.   Mi accorgo...

Il ricordo di un editore / Luigi Luca Cavalli-Sforza: diversi ma uguali

La mia conoscenza di Luca è nata nella metà degli anni ’90 quando dirigevo Einaudi, attraverso Alberto Piazza che, con lui e Paolo Menozzi, stava preparando Storia e geografia dei geni umani che avrei voluto pubblicare con lo Struzzo ma che poi uscì da Adelphi nel 1997. Fondamentale nella sua lunga ricerca sulla genetica delle popolazioni, questo libro monumentale fu accompagnato nello stesso anno dal più agile Geni, popoli e lingue, elaborazione delle lezioni da lui tenute al Collège de France ed esempio straordinario di chiarezza e capacità di divulgazione scientifica. Prima di questi, Luca aveva pubblicato libri importanti con Mondadori, come Chi siamo?, Perché la scienza ed altri, a testimonianza del suo particolare amore per il racconto della scienza, per la quale ha speso un’intera...

(Parlarne ancora per non ciarlarne più) / Il senso di Salvini per il selfie

Il giornalista del “Giornale di Brescia” Emanuele Galesi ha raccontato – molto bene e con un equilibro e un garbo che oggi fanno eccezione – le derive del significato generate dalla “foto del selfie di Salvini”: una foto Ansa, opera di Simone Arveda, scattata al funerale (18 agosto) delle vittime del crollo del ponte Morandi a Genova (14 agosto). L’articolo, più precisamente, racconta come il post sulla bacheca Facebook di Galesi (18 agosto, ore 15:15) che riprendeva questa foto, aggiungendo la didascalia “Funerale / Selfie”, sia diventato virale. E quali siano state le conseguenze di questa viralità vissuta in prima persona. Condiviso migliaia di volte (adesso che sono le 02:26 del 20 agosto, le condivisioni sono 1932) e ripreso da più parti, il post ha fatto notizia sulle principali...

Progetto Jazzi / Gerhard Rohlfs. Il professore che amava camminare

Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA). Pubblichiamo qui una serie di ritratti di camminatori e camminatrici, a partire da quello del linguista Gerhard Rohlfs; persone che hanno legato il proprio lavoro - più una passione che una professione - all'attività del camminare.   Gerhard Rohlfs, filologo, linguista e glottologo, nato a Berlino nel 1892, sviluppò le sue ricerche e organizzò il suo pensiero camminando, come lo scrittore Robert Walser. Insegnò filologia romanza nelle Università di Tubinga e di Monaco di Baviera. Ricevette l’incarico di studiare i dialetti del Sud Italia da Jakob Jud e Karl Jaberg, due...

28 marzo 1950 – 17 agosto 2018 / Claudio Lolli, amico chansonnier

A un certo punto, mentre passeggiavo per le terre di Montaigne, ho cominciato a ricevere messaggi sulla morte di Claudio Lolli. Il primo era di Marco Lodoli, tristissimo. Diceva così: ho cantato tante volte le sue canzoni, era un puro. Poi di Giorgio van Straten e di Lorenzo Mattotti: entrambi mi ringraziavano per avergli fatto conoscere una persona così speciale. E poi tanti altri. Doppiozero mi ha subito chiesto di scrivere su di lui e ho accettato volentieri, anche se in realtà non lo vedevo da quasi trent'anni. Non mi era mai successo niente del genere: essere ringraziato per aver condiviso un'amicizia di tanti anni fa.   La Francia ha molto a che fare con il mio rapporto con Lolli. Anche con la fine delle nostre frequentazioni. Molti anni fa morì un nostro comune amico, Luca...