Ritratti

Un filosofo classico. Gilles Deleuze a vent'anni dalla morte

ll 4 novembre 1995 moriva a Parigi il filosofo francese Gilles Deleuze. Doppiozero lo ricorda, a vent'anni dalla morte, con una serie di scritti suoi e su di lui.     È possibile “situare” con precisione la posizione di Gilles Deleuze nella storia della filosofia. Non aggiungo l'aggettivo “moderna” o “contemporanea” perché la storia della filosofia è una sola dal momento che a definirla non è la successione dei sistemi di pensiero ma la riproposizione costante e monotona di una sola questione, quella che concerne la possibilità per la filosofia di cominciare. Può darsi, cioè, un pensiero puro, un pensiero senza immagine, un pensiero che sia libero dalle presupposizioni della doxa,...

C come cultura

ll 4 novembre 1995 moriva a Parigi il filosofo francese Gilles Deleuze. Doppiozero lo ricorda, a vent'anni dalla morte, con una serie di scritti. Iniziamo oggi con una delle lettere dell'abcedeario, film-conversazione con Claire Parnet registrato tra il 1988 e il 1989, con la clausola di non pubblicare nulla di quanto detto se non dopo la morte del filosofo.   C è C come cultura...     Sì, perché no…     Ecco. Tu sei uno che non ama dirsi ‘colto’, questo significa che tu dici che tu leggi, che vedi i film, che guardi le cose, per un sapere preciso, quello di cui hai bisogno per un lavoro definito, preciso, che è quello che stai facendo. Ma nello stesso tempo, tu sei una persona che tutti i sabati va a...

La medicina Camus

In un saggio pubblicato quarant'anni fa sulla rivista "Plural" (e ora disponibile nel volumetto Tra Sartre e Camus, Scheiwiller 2010), Mario Vargas Llosa invitava a rileggere Camus e comprenderlo alla luce della sua "triplice condizione di provinciale, uomo di frontiera e membro di una minoranza". Aggiungo un quarto elemento: il suo appartenere al mondo mediterraneo — il suo difenderne un'idea non banale. L'anno che comincia a chiudersi, che intravede il suo autunno, ha di nuovo visto questo mare al centro delle cronache — il referendum greco e le dimissioni di Tsipras, più di duemila migranti morti in acqua fra i molti che hanno affrontato il viaggio verso l'Europa. E potremmo aggiungere la situazione a Gaza (che Mohammed Omer sul...

Oliver Sacks, perdite & eccessi

Quando nel 1986 uscì in italiano L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di uno sconosciuto medico nato a Londra nel 1933, che viveva a New York, di nome Oliver Sacks, lo acquistai subito. Lo tenni sul tavolo per quasi un anno, poi quando mi decisi a leggerlo, complice una malattia invernale, fu una straordinaria scoperta. Il libro si leggeva tutto d’un fiato e lasciava basiti. Mi colpì, non solo quello che c’era scritto nel libro, ovvero le storie che Sacks raccontava con un talento unico, da scrittore, bensì il modo con cui aveva diviso i vari capitoli del suo libro: Perdite, Eccessi, Trasporti, Il mondo dei semplici. La fantasia e la penna di medico-scrittore si coniugavano con un modo di pensare e organizzare le storie raccolte...

Giordano Bruno

In copertina, sullo sfondo di un cielo temporalesco, si staglia, tetra e angosciante, l’immagine della protagonista di Campo dei Fiori di Massimo Bucciantini, la statua di Giordano Bruno che sorge a Roma in Campo de’ Fiori. L’oscurità incombente fa apparire la statua un neo-gotico spettro, un revenant. E tale in fondo è stato il “Nolano” (come si autodefiniva nei suoi dialoghi italiani), arso vivo nel 1600 nella stessa Piazza che ne conserva il monumento, dopo una prigionia quasi decennale tra le carceri dell’Inquisizione romana: un “ritornante”, dopo secoli di quasi oblio, nella cultura italiana di metà Ottocento. Il precursore dell’idea di un universo infinito, di una natura vivente e divinizzata, in cui...

Luca Rastello

A che punto sei, avevo chiesto pensando all’ambiziosa scrittura che aveva in corso. Se fossi eterno sarei a posto, ma dato che sono caduco… Luca ironizzava e scherzava, intanto diceva cose profondissime senza dimenticare, mai, nemmeno per un attimo, Madame Problema che gli fiatava sul collo. Tematizzava l’argomento, lui, soggetto della malattia, la riduceva ogni volta a un oggetto. Che è diventato qualcosa che anche noialtri, i cosiddetti sani, abbiamo potuto condividere e partecipare così all’avventura strozzata ed esaltante dei dieci anni della sua malattia.   Non sopportando quanto gli era capitato, deciso fin da subito a non darla vinta, Luca era riuscito a trasformare la sua malattia in una causa, una causa collettiva che sommava le tante...

Mircea Eliade. Uno sciamano contemporaneo

Mircea Eliade (1907-1986) è con ogni probabilità lo studioso di religioni più noto e influente del Novecento, grazie al fascino del suo pensiero e di un’indubbia capacità di scrittura. Lo studioso romeno, poi radicato negli Stati Uniti, è considerato tra i fondatori della cosiddetta “Chicago School” di storia delle religioni e ha scritto libri che sono autentici best-sellers, oltre ad avere una prolifica produzione letteraria di fiction, al punto da figurare alla fine degli anni Settanta tra i potenziali candidati al premio Nobel per letteratura.   Mircea Eliade   Anche Hollywood non è rimasta estranea all’aura sapienziale dello studioso: Francis Ford Coppola ha realizzato Un’altra giovinezza (Youth...

Romanzo di un giovane povero

Simone Carella (1946) è pugliese d’origine ma romano d’adozione. È stato uno degli animatori del teatro di ricerca, ma non solo, a Roma dalla fine degli anni ’60 ad oggi. Dalle prime esperienze al teatro Dioniso di Giancarlo Celli al movimento studentesco, dall’amicizia con Gino De Dominicis all’ideazione del mitico Festival di Poesia di Castelporziano, Simone non ha mai smesso di inventare spettacoli, festival ed eventi che hanno contraddistinto un’epoca.           Simone Carella    È stato l’animatore del Beat 72 di Roma, un teatro off che è stata una vera e propria fucina dell’avanguardia culturale italiana della seconda metà del Novecento. Regista teatrale, autore, impresario, factotum, perfomer, Simone Carella ha fatto...

Grillo, il teatro e la svolta copernicana

Una delle principali «metafore assolute», secondo il grande filosofo e metaforologo tedesco del Novecento Hans Blumenberg (1920-1991) è la metafora del «teatro del mondo», nella quale interagiscono soggetto e oggetto, sfondo e spettatore, spettatore e  «spettato» (spettacolo?). Le metafore assolute definiscono l'orientamento dell'uomo nel mondo e ne rivelano la posizione e le trasformazioni. Sono alcune (poche) immagini base che rendono possibile cogliere la realtà e rappresentarla con una efficacia e una forza evocativa che sfuggono al concetto; sono linee guida che indirizzano la nostra riflessione. Una di queste metafore assolute è, ripetiamo, la metafora del «teatro del mondo» (altre metafore assolute...

Lo stop di Grillo

Anche se il M5S resta la più grande forza d'opposizione, le elezioni europee del maggio 2014 segnano una battuta d'arresto per il “Partito del Grillo”. Soprattutto, i fatti contraddicono i proclami trionfalistici sparati da Grillo e Casaleggio alla vigilia del voto.   Ovviamente il dato principale è l'incapacità del M5S di elaborare una credibile proposta politica – i programmi del partito restano un'accozzaglia di temi sensibili e vaghi obiettivi, speso contraddittori – che si è scontrata con una speranza politica più credibile, quella incarnata dall'avversario Renzi.   Il successo elettorale del 2013 aveva spiazzato anche Grillo e i suoi, che avrebbero preferito limitarsi al ruolo di “cani...

Grillo: oltre il teatro della crudeltà

Due vendicatori si aggirano in questi stessi giorni per l’Europa: lo Scaramouche giustiziere di Incredibili sulle ceneri del Terrore robespierriano raccontato da Wu Ming (L’armata dei sonnambuli, Einaudi) e il Beppe Grillo mattatore della Vecchia Politica sulle macerie di due incompiute repubbliche italiane analizzato da Oliviero Ponte di Pino nel bel libro Comico & Politico (Raffaello Cortina Editore), recensito su queste pagine da Marco Belpoliti.   Entrambi i volumi prendono le mosse (casualmente?) dalla Rivoluzione Francese e dal ruolo che vi ebbero gli artisti di teatro come gruppo ai margini della società costituita, che li aveva in passato ghettizzati; piccola enclave instabile ma dotata di una sapienza antica, disponibile a sovvertire ogni...

I Purissimi grillini non sono la cura

Niente di nuovo, sotto il cielo che sta sulla testa dei cittadini italiani. Anzi, qualcosa di arciitaliano, come la nostalgia di un’era di purezza (sì, ma quale?), il vittimismo che diviene identità politica, il complotto come entità superiore, che tutto determina senza nemmeno il bisogno di essere dimostrato. È il grillismo, signore e signori, che è nipote di una storia lunga, di riflessi linguistici e di mentalità che affondano le radici in una storia iniziata ben prima che Grillo fosse, ben prima – addirittura – che ci fosse la nostra Repubblica frutto dell’antifascismo e della vittoria sovietico-americana. È dentro a questa chiave interpretativa del fenomeno politico di questi anni, naturalmente il Movimento 5...

Grillo dentro e fuori

Comico & Politico, il libro di Oliviero Ponte di Pino, ripercorre la vicenda di Grillo lungo una traiettoria che collega il teatro al computer. E' un salto storico sorprendente tra l'antico palcoscenico "civile" e il qui e ora del web. Nel bel mezzo, però, va collocata un'interruzione pubblicitaria. La storia del leader M5S, infatti, s'intreccia con la pubblicità molto più di quanto si pensi. E non si parla qui dei discussi proventi del suo sito o delle strategie di web marketing messe in atto da Casaleggio e associati. Piuttosto si risale alle origini del metodo-Grillo. Chi di noi non ha accreditato il racconto di un Grillo esiliato dalla tv a seguito della celebre barzelletta sui socialisti che rubano? Era il novembre 1986, e da quell...

M5S: Un po' broadcast, un po' network

Romperò un computer con la mazza a ogni spettacolo. (Beppe Grillo)   Tra le tante letture che si possono dare del fenomeno Grillo – e sicuramente quella di Oliviero Ponte di Pino, in Comico & politico. Beppe Grillo e la crisi della democrazia, è una delle più affascinanti – proverò a concentrarmi sul rapporto di Grillo con la rete e con la cultura digitale. Un comico che nel 2000 si dichiarava luddista è diventato il profeta della democrazia digitale. Come è possibile? Blog, streaming, meetup, web 2.0, democrazia diretta online, sono le parole chiave ripetute come dei mantra e rese popolari dal comico genovese, dopo che nel 2004 ha fatto la conoscenza dello stratega digitale Gianroberto Casaleggio. La mia tesi però...

Grillo e la crisi della democrazia

Nel 1975 Beppe Grillo lavora per una ditta di jeans, la Panfin. Vende calzoni e, come racconta a un giornalista del “New Yorker”, durante un ritiro aziendale imbraccia la chitarra, suona e narra barzellette ai colleghi e al padrone della Panfin. Qualche giorno dopo riceve una lettera di licenziamento: il boss ritiene che, se passa le serate alla chitarra e a far battute, non potrà certo vendere jeans dalle 8 del mattino. Grillo prende lo scatolone del campionario e lo getta dalla finestra. Undici anni dopo, diventato un comico di successo, racconta un’altra barzelletta in televisione. È il 15 novembre 1986. Si tratta della celebre battuta sui socialisti in Cina: Martelli chiama Craxi durante una cena in Cina. Ma senti un po’, gli dice, se qui sono...

Beppe Grillo tra Sanremo e Roma

L'apparizione alla prima serata del Festival di Sanremo, il 18 febbraio, è un ottimo esempio dell'efficacia comunicativa di Grillo. Il primo gesto avrebbe potuto compierlo qualunque cittadino, esercitando un proprio diritto. Infatti viene replicato da due disoccupati che interromperanno l'inizio dello show. Per diventare protagonista della serata inaugurale del Festival al leader del più importante partito politico italiano (almeno a giudicare dai sondaggi) basta infatti acquistare due biglietti per la platea del Teatro Ariston, uno per sé e uno per suo figlio. A quel punto tenerlo fuori dalla grande sagra nazional-popolare sarebbe un inaccettabile provvedimento poliziesco. Il secondo passaggio - comunicare l'acquisto dei biglietti ai media - crea...

Parco Nazionale del Doi Phu Kha

In Thailandia ancora non esiste, come nella maggioranza dei paesi del Sud Est asiatico, una legge nazionale che regolamenti in modo democratico l’accesso dei locali – in gran parte agricoltori residenti nelle aree rurali – alle abbondanti risorse del territorio. Questa lacuna ha come conseguenza la sistematica violazione dei diritti umani delle popolazioni (in gran parte gruppi etnici non T’ai) nelle aree (anche costali e insulari) in cui sorgono riserve naturalistiche regolamentate dallo stato.    Thailandia – Provincia di Nan                              Bacino fluviale del Chao Phraya  ...

Skyislands, il lato inesplorato del mondo

Inseguo affannosamente Michele Menegon attraverso i corridoi del MuSe. A pochi giorni dalla partenza avere un minuto per stare seduti sembra impossibile e i preparativi sembrano non finire mai. Ci sono mille cose da fare: accordarsi con i colleghi in Sudafrica, Svizzera e Brasile, preparare gli strumenti per laboratorio mobile, trovare, mappe, gps, torce, attrezzatura da campo, definire gli accordi con gli sponsor, e poi interviste, radio, TV.   L’aria è densa di emozione, Michele Menegon ricercatore dall’aria vispa e inquieta della sezione “biodiversità tropicale” del Muse di Trento, sta infatti per partire a capo di una delle ultime spedizioni di esplorazione biologica sul nostro pianeta: Skyislands.     Una spedizione...

La Terra è rotonda

A: Ci sono alcune ovvietà scientifiche che non dovrebbero più fare notizia. Nel 2013 un articolo che titola La Terra è rotonda dovrebbe presentare solo un contenuto ironico, sarcastico o polemico (come in questo caso).   Stessa cosa dovrebbe succedere con il concetto banale che “discendiamo tutti da un’unica specie”, in quanto esito diretto del meccanismo di speciazione, descritto al pubblico da Darwin e Wallace a partire dal 1859, secondo il quale - semplificando - da una specie si generano due o più specie.   Proprio come in un albero genealogico, dovrebbe essere chiaro oggi ai più che tutte le specie viventi sono imparentate l’una con l’altra e che andando a ritroso nel tempo tutti discendiamo, a...

Solo Pampers poteva pensarci

Quando vai in pensione puoi essere finalmente sincero. E questo vuol dire che libererò di un peso, perché forse finalmente non sarò più costretto a preoccuparmi delle ricadute sociali, per non dire del domino di pettegolezzi che appena si dà la stura alle confessioni, si diffonde sempre, come una di quelle epidemie di chiacchiere che specialmente l'accademia sa far circolare. Insomma vi posso confidare una storia che risale a quasi quaranta anni fa, quando ero ancora uno studente, un giovane studente di Lettere Moderne. Ho un ricordo di me che muove quasi alla tenerezza.   Uno di quei tipi che si tocca un sacco i capelli e che si guarda allo specchio indossando i cardigan bordeaux che fino a qualche anno prima schifava. Ero un ragazzo; un...

I tre talismani di Calvino

Il 15 ottobre 2013 Italo Calvino avrebbe compiuto novant’anni. Difficile pensarlo vecchio, lui che è sempre stato l’immagine della giovinezza, dello scrittore scattante, rapido, veloce, leggero, come il suo Cosimo, Barone di Rondò, saltato dalla finestra di casa direttamente sui rami degli alberi.     Calvino è l’unico scrittore italiano della seconda metà del XX secolo a essere passato dall’età giovanile direttamente alla vecchiaia, saltando a piè pari l’età adulta, così che l’idea che abbiamo conservato di lui, a quasi trent’anni dalla scomparsa, è quello di un puer senex, un saggio dall’intramontabile aspetto giovanile. Nel lasso di tempo che è...

Isteria e narcisismo a cinque stelle

Riprendo il tema del trickster, figura inquietante, già descritta, a proposito di Grillo, da Marco Belpoliti in queste pagine. Nel capitolo L’isteria totalitaria, dei Linguaggi dell’isteria, ero convinto di un fenomeno che ho chiamato totalitarismo sublime. Una sorta di populismo coatto. Non che il populismo sia totalitario tout court. È un ingrediente che caratterizza il totalitarismo.   Quel che manca in quel testo è l’analisi del populismo vuoto, che non sta da nessuna parte. Il fenomeno del Movimento Cinque Stelle –  non vogliono esser più chiamati grillini in virtù dei rimproveri di verticismo mossi loro dai piraten tedeschi – è destinato a franare nel momento in cui la tesi indimostrabile che ognuno...