raccontarci le parole più espressive dei nostri dialetti

 

Ritratti

Tocco Blu, non gioco più

Nella notte tra l’undici e il dodici marzo del 2016, Bologna è cambiata, non è più la stessa; lo veniamo a sapere da una ondata massiva sui social network fatta di immagini e didascalie; lo veniamo a sapere se, passeggiando in zona Bolognina o in via Mascarella, ci accorgiamo, puntando gli occhi al muro, che qualcosa manca. Non è propriamente una mancanza quella che ci provoca straniamento, ma ci accorgiamo che per una volta il grigio parla più del rosso e, in generale, del colore. Durante la notte e per tutto il sabato l’artista Blu, aiutato da persone appartenenti a ciò che viene definita spesso come “la Bologna underground”, ha scelto di occultare tutte le sue opere oramai parte integrante del tessuto urbano bolognese,...

È scomparsa oggi la scrittrice e saggista Pia Pera / Il giardino di Pia Pera

Ho incontrato la prima volta Pia Pera a Milano, nella sede della Garzanti, dove lavorava, verso la fine degli anni Ottanta. Da come era vestita, e come sorrideva, mi sembrò una simpatica signorina inglese. Ovviamente non glielo dissi, ma, parlando dei comuni interessi per il mondo slavo, mi fece sapere che aveva studiato in Inghilterra. Era stata allieva di Isabel de Madariaga, autrice di fondamentali studi come Caterina di Russia (Einaudi, 1988) e Ivan il Terribile (Einaudi, 2006). Pia Pera si era occupata dei “vecchi credenti”: quei fanatici ortodossi con le barbe, perseguitati dal “modernizzatore” Pietro il Grande. Pubblicò, di lì a poco, quando ancora nutriva legittimamente delle speranze di una carriera universitaria, uno studio scritto come un romanzo: I vecchi credenti e l’...

@ Ray Tomlinson

Per gli italiani è la chiocciolina, per i russi un cagnolino, i greci ci vedono un papero, i tedeschi una scimmia che afferra un ramo, i coreani un mollusco, i giapponesi un vortice, gli israeliani un dolce arrotolato. Si sta parlando di @. Il suo nome inglese è at ed è diventata famosissima grazie alla posta elettronica. È bastato il gesto di un ingegnere elettronico americano, Raymond Tomlinson, detto Ray, scomparso ieri a 74 anni, che la vide su una telescrivente. Era un semplice carattere sulla tastiera, poco utilizzato e collocato sopra la lettera P. Ray non sapeva che aveva una storia antica, semplicemente gli piacque e per giunta non la usava nessuno. La telescrivente era un modello della American Telephone and Telegraph (AT&T); ma @ era già in circolazione dal 1882. Lo tirò...

Umberto Eco. Lotta alla stupidità

E poi molti hanno detto: Umberto Eco è un classico. Così tutti a rileggerlo trovandovi cose nuove: come ad avverare, ex post, l’affermazione forse più frequente nei ricordi coccodrillosi apparsi i giorni immediatamente successivi la sua dipartita. E per il desiderio di essere come tutti, direbbe un recente strega, l’ho fatto anch’io che lo faccio da sempre. Ho prenotato dal mio edicolante di fiducia Come viaggiare con un salmone (abbinato a “Repubblica”, € 10) sapendo perfettamente che avrei acquistato una parte del Secondo diario minimo (letto e recensito all’epoca). E sono corso in libreria a procurarmi una copia del Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida (La nave di Teseo, pp. 469, € 20) prima che ne esaurissero le scorte, sapendo altrettanto bene che si sarebbe trattato d’...

"L'importante è che la morte ci trovi vivi" / Marcello Marchesi. Il signore di mezza età

“Che bella età la mezza età… serenità… tranquillità”, così cominciava la sigla del Signore di mezza età (1963), un varietà di costume firmato da Marcello Marchesi insieme a Camilla Cederna e Gianfranco Bettetini. Marchesi, fino ad allora dietro le quinte, per la prima volta si presenta alla ribalta con una rassicurante maschera con baffi, occhiali, cappello, impermeabile e ombrello: il signore di mezza età che oppone la sua epoca e i suoi ricordi al presente. Sono gli anni del boom e in Italia chi ha 40-50 anni si sente superato da una nuova generazione con costumi diversi. È la scintilla che farà da detonatore ai successivi conflitti generazionali e il tema di molti film come La voglia matta (1962) di Luciano Salce dove il quarantenne Ugo Tognazzi è attratto dalle grazie acerbe della...

Abbiamo lasciato Auschwitz cantando / Etty Hillesum. Lo scandalo della bontà

Deportata ad Auschwitz Etty Hillesum ha con sé, nello zaino, la Bibbia e una grammatica russa, lingua della madre. L’ultima cartolina postale, indirizzata all’amica Christine van Nooten, è datata 7 settembre 1943: la giovane donna la lascia cadere dal treno diretto al campo. “Abbiamo lasciato il campo cantando, papà e mamma molto forti e calmi, e così Misha. Viaggeremo per tre giorni. Arrivederci da noi quattro”. Muore ad Auschwitz due mesi dopo, il 30 novembre 1943. Muore che non ha ancora trent’anni.   Etty Hillesum trascorre l’adolescenza a Deventer, studiando nel liceo dove il padre insegna Lingue classiche. Prima di ottenere il lavoro nella Sezione di Assistenza sociale ai deportati nel campo di smistamento di Westerbork, svolge controvoglia un impiego amministrativo presso il...

Calvino vive, viva Calvino

Pochi scrittori del secondo Novecento hanno saputo coniugare come Calvino i multiformi campi del sapere nella pagina letteraria. Nell’inventio dei generi e soprattutto dei materiali extraletterari, Calvino è stato un inesausto esploratore, avendo sondato le possibilità dell’astrazione astronomica, le durezze della fisica, gli incantamenti dei tarocchi, l’ingegneria fiabesca, il visivo filmico, la classificazione botanica, il disegno architettonico, e ha tracciato percorsi e mappe territoriali che spetta a noi riattraversare e fare nostri.   La contrapposizione tra il Calvino cerebrale e il Pasolini viscerale, o tra l’incolume e il martire, personalmente non mi appassiona. Come se l’uno o l’altro modo fossero patenti di qualit...

Michel Serres. Dal rito alla scienza

René Girard è scomparso pochi giorni fa, all’età di 91 anni. Esce tra pochi giorni Il tragico e la pietà (edizioni Dehoniane), libro scritto, come ha ricordato anche Massimo Panarari su La Stampa di ieri, con un altro “grande di Francia”: Michel Serres. I due si conobbero nel 1969, all'università di Stanford, ed è sopratutto in Roma che il debito di Serres con le tesi di Girard sulla violenza e il sacro si fa evidente. Ricordiamo così René Girard pubblicando integralmente uno dei suoi testi dedicato proprio a Michel Serres, testo compreso nel volume Riga, curato da Gaspare Polizzi e Mario Porro (Marcos y Marcos, 2015).     “Contrariamente a quanto si crede, la scienza non annulla ci...

Posture

Negli ultimi anni della guerra, mentre era internato in un campo di prigionia, Emmanuel Lévinas comincia a scrivere quello che diverrà il suo primo libro, Dall’esistenza all’esistente, pubblicato nel 1947. Non è facile misurare la novità e il singolare, quasi feroce svolgimento che qui riceve l’ontologia del suo maestro di Friburgo, Martin Heidegger. L’essere non è più un concetto, è un’esperienza sordida e crepuscolare, che si coglie tra il sonno e la veglia, negli stati di fatica e di insonnia, nel bisogno e nella nausea – e, innanzitutto, nelle posture e nelle imposture del corpo. Nella stanchezza, in cui la coscienza sembra allentare la presa e quasi disdire il suo abbonamento all’esistenza,...

Un filosofo classico. Gilles Deleuze a vent'anni dalla morte

ll 4 novembre 1995 moriva a Parigi il filosofo francese Gilles Deleuze. Doppiozero lo ricorda, a vent'anni dalla morte, con una serie di scritti suoi e su di lui.     È possibile “situare” con precisione la posizione di Gilles Deleuze nella storia della filosofia. Non aggiungo l'aggettivo “moderna” o “contemporanea” perché la storia della filosofia è una sola dal momento che a definirla non è la successione dei sistemi di pensiero ma la riproposizione costante e monotona di una sola questione, quella che concerne la possibilità per la filosofia di cominciare. Può darsi, cioè, un pensiero puro, un pensiero senza immagine, un pensiero che sia libero dalle presupposizioni della doxa,...

C come cultura

ll 4 novembre 1995 moriva a Parigi il filosofo francese Gilles Deleuze. Doppiozero lo ricorda, a vent'anni dalla morte, con una serie di scritti. Iniziamo oggi con una delle lettere dell'abcedeario, film-conversazione con Claire Parnet registrato tra il 1988 e il 1989, con la clausola di non pubblicare nulla di quanto detto se non dopo la morte del filosofo.   C è C come cultura...     Sì, perché no…     Ecco. Tu sei uno che non ama dirsi ‘colto’, questo significa che tu dici che tu leggi, che vedi i film, che guardi le cose, per un sapere preciso, quello di cui hai bisogno per un lavoro definito, preciso, che è quello che stai facendo. Ma nello stesso tempo, tu sei una persona che tutti i sabati va a...

La medicina Camus

In un saggio pubblicato quarant'anni fa sulla rivista "Plural" (e ora disponibile nel volumetto Tra Sartre e Camus, Scheiwiller 2010), Mario Vargas Llosa invitava a rileggere Camus e comprenderlo alla luce della sua "triplice condizione di provinciale, uomo di frontiera e membro di una minoranza". Aggiungo un quarto elemento: il suo appartenere al mondo mediterraneo — il suo difenderne un'idea non banale. L'anno che comincia a chiudersi, che intravede il suo autunno, ha di nuovo visto questo mare al centro delle cronache — il referendum greco e le dimissioni di Tsipras, più di duemila migranti morti in acqua fra i molti che hanno affrontato il viaggio verso l'Europa. E potremmo aggiungere la situazione a Gaza (che Mohammed Omer sul...

Oliver Sacks, perdite & eccessi

Quando nel 1986 uscì in italiano L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di uno sconosciuto medico nato a Londra nel 1933, che viveva a New York, di nome Oliver Sacks, lo acquistai subito. Lo tenni sul tavolo per quasi un anno, poi quando mi decisi a leggerlo, complice una malattia invernale, fu una straordinaria scoperta. Il libro si leggeva tutto d’un fiato e lasciava basiti. Mi colpì, non solo quello che c’era scritto nel libro, ovvero le storie che Sacks raccontava con un talento unico, da scrittore, bensì il modo con cui aveva diviso i vari capitoli del suo libro: Perdite, Eccessi, Trasporti, Il mondo dei semplici. La fantasia e la penna di medico-scrittore si coniugavano con un modo di pensare e organizzare le storie raccolte...

Giordano Bruno

In copertina, sullo sfondo di un cielo temporalesco, si staglia, tetra e angosciante, l’immagine della protagonista di Campo dei Fiori di Massimo Bucciantini, la statua di Giordano Bruno che sorge a Roma in Campo de’ Fiori. L’oscurità incombente fa apparire la statua un neo-gotico spettro, un revenant. E tale in fondo è stato il “Nolano” (come si autodefiniva nei suoi dialoghi italiani), arso vivo nel 1600 nella stessa Piazza che ne conserva il monumento, dopo una prigionia quasi decennale tra le carceri dell’Inquisizione romana: un “ritornante”, dopo secoli di quasi oblio, nella cultura italiana di metà Ottocento. Il precursore dell’idea di un universo infinito, di una natura vivente e divinizzata, in cui...

Luca Rastello

A che punto sei, avevo chiesto pensando all’ambiziosa scrittura che aveva in corso. Se fossi eterno sarei a posto, ma dato che sono caduco… Luca ironizzava e scherzava, intanto diceva cose profondissime senza dimenticare, mai, nemmeno per un attimo, Madame Problema che gli fiatava sul collo. Tematizzava l’argomento, lui, soggetto della malattia, la riduceva ogni volta a un oggetto. Che è diventato qualcosa che anche noialtri, i cosiddetti sani, abbiamo potuto condividere e partecipare così all’avventura strozzata ed esaltante dei dieci anni della sua malattia.   Non sopportando quanto gli era capitato, deciso fin da subito a non darla vinta, Luca era riuscito a trasformare la sua malattia in una causa, una causa collettiva che sommava le tante...

Mircea Eliade. Uno sciamano contemporaneo

Mircea Eliade (1907-1986) è con ogni probabilità lo studioso di religioni più noto e influente del Novecento, grazie al fascino del suo pensiero e di un’indubbia capacità di scrittura. Lo studioso romeno, poi radicato negli Stati Uniti, è considerato tra i fondatori della cosiddetta “Chicago School” di storia delle religioni e ha scritto libri che sono autentici best-sellers, oltre ad avere una prolifica produzione letteraria di fiction, al punto da figurare alla fine degli anni Settanta tra i potenziali candidati al premio Nobel per letteratura.   Mircea Eliade   Anche Hollywood non è rimasta estranea all’aura sapienziale dello studioso: Francis Ford Coppola ha realizzato Un’altra giovinezza (Youth...

Romanzo di un giovane povero

Simone Carella (1946) è pugliese d’origine ma romano d’adozione. È stato uno degli animatori del teatro di ricerca, ma non solo, a Roma dalla fine degli anni ’60 ad oggi. Dalle prime esperienze al teatro Dioniso di Giancarlo Celli al movimento studentesco, dall’amicizia con Gino De Dominicis all’ideazione del mitico Festival di Poesia di Castelporziano, Simone non ha mai smesso di inventare spettacoli, festival ed eventi che hanno contraddistinto un’epoca.           Simone Carella    È stato l’animatore del Beat 72 di Roma, un teatro off che è stata una vera e propria fucina dell’avanguardia culturale italiana della seconda metà del Novecento. Regista teatrale, autore, impresario, factotum, perfomer, Simone Carella ha fatto...

Grillo, il teatro e la svolta copernicana

Una delle principali «metafore assolute», secondo il grande filosofo e metaforologo tedesco del Novecento Hans Blumenberg (1920-1991) è la metafora del «teatro del mondo», nella quale interagiscono soggetto e oggetto, sfondo e spettatore, spettatore e  «spettato» (spettacolo?). Le metafore assolute definiscono l'orientamento dell'uomo nel mondo e ne rivelano la posizione e le trasformazioni. Sono alcune (poche) immagini base che rendono possibile cogliere la realtà e rappresentarla con una efficacia e una forza evocativa che sfuggono al concetto; sono linee guida che indirizzano la nostra riflessione. Una di queste metafore assolute è, ripetiamo, la metafora del «teatro del mondo» (altre metafore assolute...

Lo stop di Grillo

Anche se il M5S resta la più grande forza d'opposizione, le elezioni europee del maggio 2014 segnano una battuta d'arresto per il “Partito del Grillo”. Soprattutto, i fatti contraddicono i proclami trionfalistici sparati da Grillo e Casaleggio alla vigilia del voto.   Ovviamente il dato principale è l'incapacità del M5S di elaborare una credibile proposta politica – i programmi del partito restano un'accozzaglia di temi sensibili e vaghi obiettivi, speso contraddittori – che si è scontrata con una speranza politica più credibile, quella incarnata dall'avversario Renzi.   Il successo elettorale del 2013 aveva spiazzato anche Grillo e i suoi, che avrebbero preferito limitarsi al ruolo di “cani...

Grillo: oltre il teatro della crudeltà

Due vendicatori si aggirano in questi stessi giorni per l’Europa: lo Scaramouche giustiziere di Incredibili sulle ceneri del Terrore robespierriano raccontato da Wu Ming (L’armata dei sonnambuli, Einaudi) e il Beppe Grillo mattatore della Vecchia Politica sulle macerie di due incompiute repubbliche italiane analizzato da Oliviero Ponte di Pino nel bel libro Comico & Politico (Raffaello Cortina Editore), recensito su queste pagine da Marco Belpoliti.   Entrambi i volumi prendono le mosse (casualmente?) dalla Rivoluzione Francese e dal ruolo che vi ebbero gli artisti di teatro come gruppo ai margini della società costituita, che li aveva in passato ghettizzati; piccola enclave instabile ma dotata di una sapienza antica, disponibile a sovvertire ogni...

I Purissimi grillini non sono la cura

Niente di nuovo, sotto il cielo che sta sulla testa dei cittadini italiani. Anzi, qualcosa di arciitaliano, come la nostalgia di un’era di purezza (sì, ma quale?), il vittimismo che diviene identità politica, il complotto come entità superiore, che tutto determina senza nemmeno il bisogno di essere dimostrato. È il grillismo, signore e signori, che è nipote di una storia lunga, di riflessi linguistici e di mentalità che affondano le radici in una storia iniziata ben prima che Grillo fosse, ben prima – addirittura – che ci fosse la nostra Repubblica frutto dell’antifascismo e della vittoria sovietico-americana. È dentro a questa chiave interpretativa del fenomeno politico di questi anni, naturalmente il Movimento 5...

Grillo dentro e fuori

Comico & Politico, il libro di Oliviero Ponte di Pino, ripercorre la vicenda di Grillo lungo una traiettoria che collega il teatro al computer. E' un salto storico sorprendente tra l'antico palcoscenico "civile" e il qui e ora del web. Nel bel mezzo, però, va collocata un'interruzione pubblicitaria. La storia del leader M5S, infatti, s'intreccia con la pubblicità molto più di quanto si pensi. E non si parla qui dei discussi proventi del suo sito o delle strategie di web marketing messe in atto da Casaleggio e associati. Piuttosto si risale alle origini del metodo-Grillo. Chi di noi non ha accreditato il racconto di un Grillo esiliato dalla tv a seguito della celebre barzelletta sui socialisti che rubano? Era il novembre 1986, e da quell...