Ouverture

Signore e signori è un libro di Camilla Cederna, uscito nel 1966, in cui la scrittrice, notevolissima e oggi abbastanza tralasciata, che meglio ha raccontato il costume dell’Italia del dopoguerra, abbandonava il racconto dei salotti milanesi, per passare all’impegno politico, parlando del caso Pinelli e dando il via all’attacco frontale al presidente Giovanni Leone e alla di lui rapace famiglia. Questa rubrica ne cita il titolo, evocando allo stesso tempo anche il coevo Signore e signori di Pietro Germi (1965), micidiale affresco corale del Veneto bianco bigotto e sessuomane, per raccontare personalità di oggi che sono come la lettera rubata di Edgar Allan Poe, talmente in evidenza nelle pratiche culturali attuali, che risultano praticamente invisibili. Eppure comunque sono centrali oggi nel Belpaese per una loro idiosincrasia, per una peculiarità, per modi di dire e di fare. Spiccano in un ambiente avvezzo soprattutto alla polemica sterile e alla rampogna rancorosa, ma che ben di rado fa la conta delle identità curiose e stravaganti, preferendo il noto, lo stranoto, il notissimo, contro cui poter eventualmente lanciare strali nel caso di successi, affermazioni, acclamazioni. Come sempre le cose avvengono sempre un po’ più in là dei salamelecchi, dei premi, dei ricchi cotillons dispensati in serate di gala. Il pensiero si muove secondo onde spesso imprevedibili, per cui la famosa farfalla che batte le ali a San Francisco, davvero è in grado di inserire nel discorso comune un’idea, come quello di cui racconta Inception, che inizialmente piccolissima, matura, fino a diventare condivisa, oppure ossessiva, divorante, in grado di determinare terremoti. Le carte sono in tavola, il pranzo è servito e gli stereotipi trionfano sovrani, anche se, mentre il maggiordomo pulisce le briciole dal tavolo, durante l’ennesima cena sociale, può talvolta scattare un altro sguardo. Questa, quindi, è l’ouverture di un viaggio con tappe bisettimanali articolato in incontri e scontri, dialoghi e monologhi, racconti e diari, per identità di oggi, senza teorie e senza manifesti, disegnando una mappa tanto improbabile quanto precisa. 

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13 Febbraio 2011