Cybertesti
Andrea Libero Carbone

Andrea Libero Carbone, editore, saggista, traduttore, esplora i territori di confine dell'editoria e dell'umanistica digitale. Ricercatore indipendente, si interessa di storia del pensiero e dell'immaginario filosofico e scientifico.

 

duepuntiedizioni.it
filosofiadellachiacchiera.it

25.01.2016

Libro, moschetto, libro

Per il mercato del libro nell’Inghilterra dell’età elisabettiana, agli albori del copyright, la violenza istituzionale nelle sue forme più elementari era uno strumento regolativo. Un Decreto della Camera Stellata del 1586, infatti, concedeva agli editori-stampatori-librai membri della Stationer’s Company il diritto di far valere con la forza il loro monopolio assoluto sulla produzione libraria, istituito dalla Stationer’s Charter del 1557. Gli agenti della corporazione avevano dunque facoltà, quando mossi da «ragionevoli cause di sospetto», di penetrare in «abitazioni, laboratori, depositi o botteghe», compiere perquisizioni, sequestrare gli stampati illegali, arrestare i violatori del monopolio, nonché «...

11.11.2015

Pagare il sapere

Finire contro un paywall, cioè contro un muro che può essere valicato soltanto dietro pagamento di un pedaggio, è un’esperienza che l’utente medio di internet conosce di certo molto bene. Può succedere quando si cerca un articolo di giornale, il video di un musicista favorito, un modello di lettera commerciale in inglese scritto meglio.   Al ricercatore scientifico di qualsiasi disciplina capita sempre, sistematicamente. In questo caso, però, l’accesso alle informazioni, ai dati, alle conoscenze e alla letteratura critica è una questione cruciale, da cui dipende la possibilità stessa di condurre la ricerca. Ma c’è un’altra differenza importante. Per attenersi alle soluzioni legali, l’...

15.10.2015

Vite postume del libro

Un recente articolo del New York Times ha annunciato al mondo che il libro di carta non è morto. Ripresa in Italia da La Repubblica, la notizia ha fatto un rapido giro dei social, dove gli integrati hanno lautamente sbeffeggiato gli apocalittici con variazioni sul (notoriamente scivoloso) tema del ride bene chi ride ultimo. Il falsetto di questo dibattito tra posizioni appiattite da un’irresistibile forza centrifuga, fino a ridursi a sagome grottesche, è in sé degno di nota. Da un lato il sottotesto è la dubbia teoria della disruptive innovation: è come se tutti aspettassero una qualche dirompente invenzione tecnologica o di business model, capace di sparigliare tutto e poi riassettare la filiera e il mercato editoriale in forme altre e impreviste...

13.08.2015

Libri e crowdfunding. Un dubbio

Così Leopardi: «Se gli scrittori conoscessero personalmente a uno a uno i lor futuri lettori, è credibile che non si prenderebbero troppa pena di proccurarsi la loro stima scrivendo accuratamente, né forse pure scriverebbero. Il considerarli coll’immaginazione confusamente e tutti insieme, è quello che, presentandoli loro sotto il collettivo e indefinito nome e idea di pubblico, rende desiderabile o valutabile la loro lode o stima ec. (10 marzo 1829)» (Zibaldone, 4471).   Ora, è anche verosimile che il crowdfunding possa segnare un’epoca nuova per l’(auto)editoria indipendente, ma con quali conseguenze sullo statuto dello scrittore e del lettore, o più in generale sulle condizioni dello scrivere e del leggere?...

22.06.2015

L’arraffalibri, il pirata e l’editore

L’arraffalibri, il pirata e l’editore stanno seduti allo stesso tavolo, e brindano alla salute. Non è l’incipit di una barzelletta per addetti ai lavori, ma una possibile descrizione figurata di certe dinamiche complesse dell’economia immateriale del libro, che la retorica legalista del discorso ufficiale sulla condivisione di contenuti digitali tra pari tende a occultare. Presto, però, la strana intesa tra personaggi in apparenza tanto diversi potrebbe diventare di dominio pubblico, banale e scontata quanto uno status o un tweet, grazie a BookGrabbr, web app lanciata nel maggio scorso al Book Expo America di Chicago. L’idea è che il lettore possa letteralmente “arraffare” (to grab) un libro digitale, a patto che lo faccia in...

21.04.2015

Il self-publishing non esiste

Scagli la prima pietra chi almeno una volta non ha concepito, o addirittura fatalmente enunciato, una frase assimilabile a «Eh, in Italia nessuno legge, ma un libro vuole pubblicarlo chiunque». Continuano del resto a proliferare le piattaforme di self-publishing e vanity press che offrono servizi a pagamento a una schiera di aspiranti autori, generalmente percepita come folta, e che in effetti può spiattellare numeri a molti zeri: ilmiolibro.it, ad esempio, vanta oggi oltre 200.000 utenti visitatori, non meno di 130.000 utenti registrati, e più di 20.000 “scrittori” che hanno creato e diffuso la propria opera attraverso il sistema di auto-pubblicazione. I principali operatori in Italia, oltre a ilmiolibro.it (marchio del Gruppo Editoriale L'...

10.12.2014

I pubblici della cultura

Che in Italia mediamente la fruizione culturale, come del resto la partecipazione al dibattito pubblico sulla cultura, si mantenga a livelli deprimenti, è una cosa che leggiamo e sentiamo dire spesso, e non conosco commentatore, me incluso, che prima o poi non finisca per rilevarlo con toni più o meno accorati. Poche, pochissime, però, sono anche le indagini approfondite e attrezzate sull’anatomia dei pubblici della cultura in Italia: scarseggiano di conseguenza anche le analisi rigorose delle cause di questa penuria, e le ipotesi sensate per porre rimedio allo stato di cose presente.   Va dunque salutato con molto favore che con questo obiettivo la collana dell’editore FrancoAngeli Pubblico, professioni e luoghi della cultura, diretta da Francesco...

12.09.2014

Orwell, Amazon e l’economia domestica del libro

Nella burrascosa tenzone tra Amazon e Hachette che ha infervorato il gossip editoriale agostano, di recente ripercorsa su queste stesse pagine da eFFe con una condivisibile proposta politica al lettore, ha fatto molta sensazione, tra le altre cose, una goffa citazione di George Orwell. I portavoce di Bezos hanno estrapolato un brano dal contesto originale, interpretando alla lettera un’evidente antifrasi, da un testo pubblicato il 5 marzo 1936 sul «New English Weekly», dove lo scrittore recensisce parte del programma editoriale dei mitici tascabili Penguin. Come il «New York Times» ha segnalato tra i primi, infatti, basta leggere un estratto un po’ più corposo per cogliere l’ironia dell’articolo:   «Sei centesimi, per i...

18.06.2014

Quattro ipotesi sul commercio della libreria

Je vous dirai donc d’abord qu’il ne s’agit pas simplement ici des intérêts d’une communauté Denis Diderot   Prima ipotesi, apocalittica: le librerie scompariranno dai nostri quartieri, come già i minilab per lo sviluppo fotografico in un’ora, i negozi di dischi, e inoltre le cabine telefoniche e le buche per lettere. A giudicare dal loro attuale ritmo di chiusura, sembrerebbe anche che questo destino debbano incontrarlo presto, soprattutto quelle indipendenti. Il digitale smaterializza e disintermedia, mentre la libreria si trova in fondo in fondo a tutta una catena alimentare fatta di oggetti materiali e intermediari che producono un accumulo di costi e colli di bottiglia. I libri li compreremo altrove. O forse non li...

05.02.2014

Rivoluzione in prestito

the public peace of libraries might certainly have been preserved if a new species of controversial books had not arisen of late years Jonathan Swift   Il trambusto che c’è oggi in biblioteca è piuttosto diverso da quello che immaginò Swift nella Battle of the books. Benché a quanto pare molti critici non se ne siano dati per inteso, Antichi e Moderni hanno smesso di farsi la guerra da un bel pezzo: alleati, ordiscono rivoluzioni nella penombra degli scaffali, il brusio dei server accompagna il loro discorso dei mondi nuovi.   Dopo quattro mesi di attività, BiblioTech, la prima biblioteca (nel senso non soltanto dell’istituzione ma anche, congiuntamente, dell’edificio) pubblica digitale – spacciata dalla stampa...

31.12.2013

Come finisce questo libro

Segnata dalla scomparsa di André Schiffrin, critico lucidissimo delle derive finanziarie in editoria e rivoluzionario sperimentatore di formule nuove, la fine di quest’anno di libri già a dir poco malinconico si disbriga senza alcun canto del cigno. Il calo del 6,5% a valore rispetto al 2012, da poco rilevato, ha i modi di un inabissamento ripido ma lineare, privo di scossoni. Come però è stato messo in evidenza da uno studio dell’Associazione Italiana Editori basato su dati Nielsen Bookscan e Informazioni Editoriali, un’accelerazione di questo ininterrotto decadimento si è verificata in corrispondenza dell’approvazione della cosiddetta legge Levi.   Fortemente voluto dalla stessa AIE ed esplicitamente rivolto a...

20.11.2013

Google batte tutti

Depositata lo scorso 14 novembre, la sentenza che dà ragione a Google nella lunga controversia avviata dalla Gilda degli Autori apre un nuovo capitolo nella storia dell’editoria. Dopo otto anni di processo, a Google viene riconosciuto che l’elaborazione digitale di materiali librari protetti da copyright nell’ambito del progetto di scansione e digitalizzazione noto come Google Books, che in questi anni ha riguardato oltre venti milioni di volumi, rientra nei canoni dell’“uso legittimo” (fair use), e pertanto non costituisce una violazione del diritto di copia. Gli aspetti più interessanti di questa sentenza che, manco a dirlo, riguarda uno dei principali attori della nostra società globale dell’informazione, non si limitano...

08.11.2013

Editoria: vivere di nuvole

La persistenza tenace di un’organizzazione del mercato basata sulla filiera lunga e sulle concentrazioni funzionali dei grandi gruppi, che di questa lunga filiera controllano ogni passaggio, dalla produzione alla distribuzione, rende il sistema editoriale italiano simile a una specie di goffo lucertolone giurassico votato a una rapida estinzione in un mondo dove i meteoriti fatali si chiamano immaterialità, commons, condivisione dei saperi, intelligenza collettiva, post-scarsità, accesso, disintermediazione.   Refrattario alla sperimentazione di modelli diversi, nel suo inesorabile declino questo sistema sta trascinando con sé anche molti soggetti antagonisti, piccole librerie ed editori indipendenti, ed esasperando la precarizzazione del lavoro...