Per brevi tratti
Giovanna Durì

Inizia come grafico editoriale nel 1979, con brevi escursioni anche in campo pubblicitario, fino a ricondurre il proprio lavoro attorno alla sua vecchia passione, il disegno, occupandosi però del disegno altrui.

Cura cataloghi e mostre per i migliori illustratori contemporanei: Lorenzo Mattotti, Gabriella Giandelli, Gianluigi Toccafondo, Guido Scarabottolo, Franco Matticchio, Giorgio Maria Griffa, Pia Valentinis, Stefano Ricci, José Munoz, Roland Topor e altri. Collabora con case editrici nazionali ed estere. Anche se non ha mai smesso di disegnare è solo dalla primavera del 2012 che espone i propri lavori e pubblica piccoli libri.

28.02.2015

La modella

Udine –  Treviso, ore 11.07 (andata) Treviso –  Udine, ore 18.36 (ritorno)   In treno ho annotato, schizzato, rubato discorsi e scattato foto agli ambienti, più che agli umani, sempre con la tensione e l’imbarazzo di essere scoperta. Non ho mai chiesto a nessuno di posare per un disegno.   Oggi salgo di fretta, senza il tempo di prendere un giornale o una bottiglietta d’acqua e senza la sicurezza di aver preparato bene la borsa. Passo almeno una quindicina di minuti a controllare, foglio per foglio, che non manchi nulla per l’appuntamento di lavoro del pomeriggio. Sopita l’ansia, mi rilasso e chiudo gli occhi. Quando li riapro ho l’impressione che tutto il treno mi abbia imitato. E rimango incantata dalla visione di...

15.07.2014

La pazienza

Sono partita presto, contavo di rientrare almeno due ore prima. Non ho voglia di nulla, solo di tornare a casa. Mi siedo nel primo posto libero, senza scegliere i miei compagni di viaggio.  Estraggo dalla borsa un quotidiano. In tutto il giorno non sono riuscita neppure a sfogliarlo. Lo svolazzare delle pagine mi avverte subito che nel corridoio c’è movimento, gente che va su e giù.   I miei occhi vogliono restare incollati all’articolo che ho deciso di leggere, ma l’istinto sposta il campo visivo sulla sinistra. Noto che la fonte di gran parte del movimento è una sola persona, una donna agitata, che sembra cercare qualcuno o qualcosa. Si è bloccata di colpo davanti a una ragazza seduta al mio fianco, parlandole in una lingua che...

25.02.2014

La ragazza tatuata

Prendo posto di fronte a una ragazza. Nonostante il freddo di fine gennaio sembra accaldata. Pochi istanti dopo mi accorgo che il riscaldamento del vagone è al massimo.
 La ragazza guarda fuori dal finestrino. Ha una pelle fine e liscia che sembra porcellana, associazione banale, ma è la materia a cui ho pensato quando l’ho vista. Porta un taglio cortissimo fatto da mani inesperte, come quelle che hanno eseguito i tatuaggi che, con uno sguardo a volo d’uccello, vedo sui suoi avambracci esposti. Noto che la densità dei pasticci si concentra su quello sinistro, il che fa supporre che buona parte se la sia fatta da sola. Una farfallina sghemba e asimmetrica, qualche stella a cinque punte, una rosa dei venti, un serpente che sembra passato sotto le ruote di un...

02.01.2014

L'orsacchiotto

19 dicembre. Tratta Pordenone - Udine, ore 18,52 (ritorno)   Giovedì sono andata a Pordenone, non stavo bene ma l'impegno preso era stato rimandato troppe volte. Controvoglia, all'ultimo minuto, ho preso un blocco di carta mediocre perché non riuscivo a trovare il mio preferito, l'astuccio degli occhiali che poi si è rivelato vuoto e un librino da viaggio che non ricordavo di avere letto almeno due volte. Mi aspettavo un viaggio pessimo, confermato per quanto riguarda l'andata ma al rientro sono stata ripagata.   A Pordenone è salito sul treno un signore anziano di bell'aspetto, teneva per una zampa inferiore un orsacchiotto di buona qualità, infiocchettato ma non confezionato. Lo afferrava con il braccio teso...

04.12.2013

La visione

La visione Tratta Udine -Venezia,  ore 8.07 (andata)   Al quarto annuncio di ritardo del “Regionale Veloce 2449”, penso che chi ha dato il nome a quel treno non sia una persona prudente. Quando i passeggeri prendono posto sono comprensibilmente nervosi. Molti di loro per “solo” 48 minuti hanno perso la coincidenza con qualche Freccia Bianca, Rossa o Argento. Alcuni imprecano contro le ferrovie, il governo e la Fiat, che finisce sempre per essere nominata quando si insulta la rete ferroviaria.   Non fa caldo, è autunno, ma i finestrini sono tutti aperti e le tendine sbatacchiano rumorosamente creando un effetto “diligenza inseguita dagli Apaches”. Forse è solo un trucco del capotreno per enfatizzare la velocit...

02.09.2013

Il grosso cane

Tratta Udine -Venezia,  ore 15.07 (andata) Il grosso cane   Salgo a Udine. Il treno sudato arriva da Trieste. Ha i vagoni modello “finestrini che non si aprono” e naturalmente l’aria condizionata non funziona. Perfetto. Secondo i canoni di un pomeriggio d’agosto su un convoglio locale, il tutto è quasi rassicurante penso. Trovo posto in una prima declassata da un biglietto sbiadito che ne confonde il numero,  un biglietto declassato anch’esso, poverino.   Se respiro regolarmente e mi muovo poco, ho qualche possibilità di sopravvivenza. Discreto scambio di occhiate con i vicini di posto. Un sorriso, un’alzata di sopracciglia. Confortanti segni d’intesa. Mi metto a leggere cullata dal rumore del...