Per brevi tratti
Giovanna Durì

Inizia come grafico editoriale nel 1979, con brevi escursioni anche in campo pubblicitario, fino a ricondurre il proprio lavoro attorno alla sua vecchia passione, il disegno, occupandosi però del disegno altrui.

Cura cataloghi e mostre per i migliori illustratori contemporanei: Lorenzo Mattotti, Gabriella Giandelli, Gianluigi Toccafondo, Guido Scarabottolo, Franco Matticchio, Giorgio Maria Griffa, Pia Valentinis, Stefano Ricci, José Munoz, Roland Topor e altri. Collabora con case editrici nazionali ed estere. Anche se non ha mai smesso di disegnare è solo dalla primavera del 2012 che espone i propri lavori e pubblica piccoli libri.

03.07.2013

Golfino azzurro

Tratta Udine – Padova,  ore 8.07 (andata)   Hanno appena annunciato un cambio di binario, seguito dal brontolio di fondo dei “signori viaggiatori”. Una signora con un golfino azzurro si avvicina spaesata e con l’occhio vitreo mi chiede se il treno che sta arrivando è quello che va a Padova. Devo avere un’aria noiosamente rassicurante, perché succede spesso che si rivolgano a me per informazioni varie quali orari e binari. Vorrei confermare, precisando che il treno va fino a Mestre e poi da lì si prende la coincidenza per Padova. Invece mi ascolto mentre pronuncio la frase che mi garantirà il viaggio che non vorrei: – Non si preoccupi signora, anche io vado a Padova!–. Da quell’istante non potr...

13.05.2013

Troppe consonanti fanno male

Tratta Udine - Trieste, ore 11.40 (andata) Troppe consonanti fanno male   Sale una donna con la fronte corrucciata. Parla in modo concitato al cellulare, in lingua rumena penso. Inciampa su un trolley. Lo scosta con garbo, come fosse un cane vecchio o un ragazzino,  senza mai mollare il filo della telefonata. È compatta, di media statura e di aspetto sano. Vestita male, ma quasi bella. Si siede a poca distanza da me. Riceve una seconda telefonata. La lingua è la stessa, una raffica di consonanti.   Il tono è meno aggressivo e la conversazione dura almeno quindici minuti, ma l’espressione del suo viso non cambia. Alla terza telefonata parla in spagnolo. Inizio finalmente a capire qualcosa. Dalla lista dei detersivi che sta elencando...

10.04.2013

In treno

In treno ho sempre viaggiato in prima classe, anche nelle brevi percorrenze. Non per snobismo e neppure perché sia ricca. Semplicemente perché sono “Figlia di Ferroviere”, come recitava la dicitura scritta in grassetto sulla mia tessera. E quando inizi da piccola l’imprinting poi ti impedisce di viaggiare scomoda. In tutti quei viaggi sono sempre stata avvolta da una bolla di torpore. Mai una discussione. Le conversazioni, se c’erano, si svolgevano pacate e noiose quando riguardavano persone, prevedibili e noiose se i soggetti erano cose. L’unico vantaggio restava la possibilità di leggere, sparita con l’avvento dei cellulari e la scomodità dei nuovi sedili. A un certo punto facevo molta fatica a distinguere la prima...