Visti e scritti
Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna, nato a Bagheria, in Sicilia, ha iniziato negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d'origine; da questo lavoro è nato anche un libro scritto con Leonardo Sciascia sulle feste religiose. Trasferitosi per qualche tempo a Parigi, è passato poi a reportages all'estero e dal 1982 è entrato a far parte della della Magnum Photo. Fotografo tra i più versatili, ha lavorato per la moda, la pubblicità e il reportage.

26.02.2013

Jorge Luis Borges, Palermo, 1984

A Palermo. Non, però, nell’ormai irriconoscibile quartiere bonearense di Palermo dove Borges nacque  e ha vissuto, ma in Sicilia, dove lo scrittore si era recato per ricevere un premio e per compiere un viaggio in un luogo per lui così ricco di memorie letterarie e di echi spirituali. Incontro Borges sulla terrazza del suo albergo davanti a un nitido mare. La giornata è radiosa. Lui sembrava bere quella particolare fragranza dell’aria, diceva di sentire che il cielo doveva essere azzurrissimo. Si volse verso il sole, la cui luce ignorava, ma di cui sentiva il calore, e cominciò a declamare: “Dolce color d’oriental zaffiro... Dante, Purgatorio, canto primo”, precisò con un sorriso timido. Il suo amato Dante. La...

14.02.2013

Gabriele Basilico à bord de mer

Chissà se Gabriele Basilico amava andare per mare. E chissà perché, in questo momento, dopo che da pochi minuti ho saputo della morte di Gabriele, mi scopro dentro questa domanda assurda come un tormentone assurdo.     Forse perché subito mi ha assalito il film, tra le tante, delle sue immagini, che amo molto, di Bords de mer, di porti, di navi che fanno dialogare le loro forme con le architetture delle città che le accolgono. Ha detto più volte che poteva trascorrere ore ad incantarsi di queste meravigliose relazioni. O forse perché tra i luoghi comuni della morte c’è quello di immaginarla come un salpare verso il riposante nulla del mare infinito.     Sono siciliano, con la morte ho...

17.01.2013

Milan Kundera, Parigi, 1981

Era stato Dominique Fernandez a presentarmelo. Nel 1977. Impressionante, allegro, travolgente. Andai a trovarlo a Rennes, dove insegnava, per fargli un’intervista per L’europeo. Vera preparò una buonissima cena con un dolce, ricordo, coperto di semi di papavero. Avevo letto Lo scherzo eAmori ridicoli, che mi sembrarono e mi sembrano tra i libri moderni più straordinari che abbia letto. Tradotti in Italia non avevano suscitato nessuna eco. L’intervista rimase in attesa mesi. Quando ne sollecitavo la pubblicazione il responsabile delle pagine culturali dell’Europeo mi diceva che lui la proponeva, ma il direttore commentava invariabilmente: Kundéra, ma chi è sto Kundéra? Poi venne D’Agostino e il suo tormentone sull’...

13.12.2012

Emilio Isgrò, Milano, 1969

Siciliano di Barcellona Pozzo di Gotto.   Lavorava a Oggi e io all’Europeo. Solo un pezzo di corridoio ci divideva ma non ci eravamo mai incontrati. Avevamo amici in comune. Aveva cominciato a fare i suoi libri cancellati che sarebbero diventati famosi. Mi intrigarono molto. Volli incontrarlo. Lo fotografai. Intelligentissimo, sarcastico, spiazzante. Mi piacevano molto le sue poesie visive.   Molti anni dopo concepì un monumento a un seme d’arancia, ingrandito diecimila volte, per una piazza della sua città siciliana. Mi chiese di raccontarne le genesi. Mi ci sono molto divertito. Tra le altre, ho fatto una fotografia di un tir sull’autostrada lungo la fiancata del quale si leggeva : “Questo tir trasporta un seme d’arancia...

19.11.2012

Joseph Beuys, Kassel, 1977

Con il suo immancabile cappello mentre partecipa ad un picnic davanti alla Documenta di Kassel. Affascinate e misterioso. Seducentissimo o spiazzante fino all’irritazione. In quella Documenta presentava un pistone che girava dentro una massa di grasso giallastro. Roba per me incomprensibile.   Ma che sia stato un grande artista, mi ha fatto capire Mimmo Paladino, basterebbero a dimostrarlo i suoi straordinari disegni.

02.10.2012

Felicia Bartolotta Impastato, Cinisi, 1983

Facevo un lavoro su donne e mafia: le madri, le mogli, le figlie di quanti dalla mafia erano stati ammazzati. Quelle, soprattutto, che cominciavano a parlare, dopo secoli di silenzio, che si ribellavano. Volevo incontrare Felicia Impastato.   Una amica e importante fotografa, specialista in mafia, mi aveva detto che sarebbe stato difficile cavarne un buon ritratto. Troppo poco suggestivo il salottino piccolissimo borghese nel quale Felicia incontrava le persone che volevano parlarle di suo figlio. Ancora se ne parlava poco. Il film I cento passi era di la da venire. Ma se la fai parlare molto, se magari le fai tirare giù il ritratto di Peppino che è attaccato al muro, magari piange, magari si crea una situazione forte.   Naturalmente non le ho fatto...