Visti e scritti
Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna, nato a Bagheria, in Sicilia, ha iniziato negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d'origine; da questo lavoro è nato anche un libro scritto con Leonardo Sciascia sulle feste religiose. Trasferitosi per qualche tempo a Parigi, è passato poi a reportages all'estero e dal 1982 è entrato a far parte della della Magnum Photo. Fotografo tra i più versatili, ha lavorato per la moda, la pubblicità e il reportage.

02.05.2012

Travestito brasiliano, Parigi 1980

Corrispondente a Parigi per L’Europeo, ogni anno, con inevitabilità meteorologica, a metà primavera, col risvegliarsi della natura e degli ormoni, arrivava inevitabile la richiesta: che c’è di nuovo nel sesso in Europa? Non poteva mancare la voce di Parigi.   Un anno gli scambisti, un anno le percentuali sull’adulterio.   Quell’anno la conquista del Bois de Boulogne da parte dei travestiti sudamericani.   Questa disinibita signora, o signore, simpatica e intelligente, mi fornì ampie informazioni di prima mano.

10.04.2012

Donna in processione, Granada, 1984

  Mantiglie, rosari, merletti, occhi di fuoco.   Le processioni della Semana Santa sono tra gli spettacoli più erotici dell’Andalusia.

07.03.2012

Donna palestinese, Beirut, 1976

A Beirut nel corso di una delle crisi e dei massacri che hanno insanguinato la città. Questa volta tra cristiani e palestinesi.   Nel cortile dell’ospedale, questa donna aspettava di potere avvicinare il marito, forse morente, che stavano medicando.   Nei teatri delle guerre come delle catastrofi mi è sempre sembrato che quello che meglio raccontava i fatti fossero le facce, le espressioni degli uomini e delle donne che quei fatti, quelle cose che vengono chiamate Storia, li subiscono e basta.   Senza capire, forse, col sentimento, che la sola cosa che stanno vivendo e che si ripete è la loro sconfitta.

22.02.2012

François Mitterrand, Parigi, 1977

  Dopo De Gaulle, forse l’ultimo re della monarchia repubblicana francese.   Ha attraversato la storia moderna del suo paese imprimendovi la propria impronta carismatica, contraddittoria e con contrastate zone luminose e oscure.   Qui lo seguivo per  il quartiere di Montmartre durante una campagna elettorale. Attraversava mercati, stringeva mani, entrava nei bistrot a bere un bianco, ma nella sua recita di accessibile familiarità non veniva mai scalfita la sua distanza di stratega solitario, forse cinico, come dicevano, sicuramente solo.

06.02.2012

Fausto Melotti, Milano, 1984

  Incontravo spesso Fausto Melotti nel laboratorio di Franco Sciardelli, dove stampava le sue acqueforti. Gran signore ironico. Acuto e sottile come i suoi disegni. Aveva con Sciardelli quella speciale complicità che hanno gli artisti con il proprio stampatore. Qui vidi Sciardelli riflesso nei suoi occhiali.

24.01.2012

Donna col bambino, Licata, 1967

  Madonna col bambino. Quante ne abbiamo viste, sin da piccoli, dipinte, in statue lignee, nei libretti di catechismo, nelle chiese, nei santini, nei libri di storia dell’Arte, nei musei. Se fai il fotografo e ti trovi davanti a una madre con il suo bambino in braccio non puoi prescindere dalla memoria di quell’iconografia. Persino quel panno dietro le figure, anche se qui serve soltanto a nascondere una dispensa, mantiene una parentela con i fondi d’oro e i drappi azzurri tempestati di stelle che riempiono la nostra memoria. Ma la fotografia non è la pittura; si coniuga sempre al singolare, non è buona a produrre simboli. È la sua gloria. Questa è quella donna e mamma, per nulla celestiale, magari con un’ombra di baffi,...