Visti e scritti
Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna, nato a Bagheria, in Sicilia, ha iniziato negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d'origine; da questo lavoro è nato anche un libro scritto con Leonardo Sciascia sulle feste religiose. Trasferitosi per qualche tempo a Parigi, è passato poi a reportages all'estero e dal 1982 è entrato a far parte della della Magnum Photo. Fotografo tra i più versatili, ha lavorato per la moda, la pubblicità e il reportage.

29.05.2012

Bambina con la sua capra, Benares, 1972

  Non era facile capire chi portasse al pascolo chi.   La capra, in effetti, oltre che essere più pettinata, aveva un’espressione di responsabilità nettamente superiore.

16.05.2012

Italo Calvino, Parigi, 1981

A Parigi lo incrociavo ogni tanto in qualche manifestazione culturale italiana alla quale partecipavano dei suoi amici.   Lo guardavo da lontano, naturalmente elegante, con un’espressione ironica. Aveva l’aria appartata anche quando conversava con altri.   Una volta gli chiesi una breve intervista, non ricordo su quale argomento. Fu gentilissimo.   Quando trascrissi la registrazione rimasi colpito dal fatto che le sue breve frasi sembravano già scritte. C’erano persino i punti e virgola.    

02.05.2012

Travestito brasiliano, Parigi 1980

Corrispondente a Parigi per L’Europeo, ogni anno, con inevitabilità meteorologica, a metà primavera, col risvegliarsi della natura e degli ormoni, arrivava inevitabile la richiesta: che c’è di nuovo nel sesso in Europa? Non poteva mancare la voce di Parigi.   Un anno gli scambisti, un anno le percentuali sull’adulterio.   Quell’anno la conquista del Bois de Boulogne da parte dei travestiti sudamericani.   Questa disinibita signora, o signore, simpatica e intelligente, mi fornì ampie informazioni di prima mano.

10.04.2012

Donna in processione, Granada, 1984

  Mantiglie, rosari, merletti, occhi di fuoco.   Le processioni della Semana Santa sono tra gli spettacoli più erotici dell’Andalusia.

07.03.2012

Donna palestinese, Beirut, 1976

A Beirut nel corso di una delle crisi e dei massacri che hanno insanguinato la città. Questa volta tra cristiani e palestinesi.   Nel cortile dell’ospedale, questa donna aspettava di potere avvicinare il marito, forse morente, che stavano medicando.   Nei teatri delle guerre come delle catastrofi mi è sempre sembrato che quello che meglio raccontava i fatti fossero le facce, le espressioni degli uomini e delle donne che quei fatti, quelle cose che vengono chiamate Storia, li subiscono e basta.   Senza capire, forse, col sentimento, che la sola cosa che stanno vivendo e che si ripete è la loro sconfitta.

22.02.2012

François Mitterrand, Parigi, 1977

  Dopo De Gaulle, forse l’ultimo re della monarchia repubblicana francese.   Ha attraversato la storia moderna del suo paese imprimendovi la propria impronta carismatica, contraddittoria e con contrastate zone luminose e oscure.   Qui lo seguivo per  il quartiere di Montmartre durante una campagna elettorale. Attraversava mercati, stringeva mani, entrava nei bistrot a bere un bianco, ma nella sua recita di accessibile familiarità non veniva mai scalfita la sua distanza di stratega solitario, forse cinico, come dicevano, sicuramente solo.