Visti e scritti
Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna, nato a Bagheria, in Sicilia, ha iniziato negli anni Sessanta raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d'origine; da questo lavoro è nato anche un libro scritto con Leonardo Sciascia sulle feste religiose. Trasferitosi per qualche tempo a Parigi, è passato poi a reportages all'estero e dal 1982 è entrato a far parte della della Magnum Photo. Fotografo tra i più versatili, ha lavorato per la moda, la pubblicità e il reportage.

06.02.2012

Fausto Melotti, Milano, 1984

  Incontravo spesso Fausto Melotti nel laboratorio di Franco Sciardelli, dove stampava le sue acqueforti. Gran signore ironico. Acuto e sottile come i suoi disegni. Aveva con Sciardelli quella speciale complicità che hanno gli artisti con il proprio stampatore. Qui vidi Sciardelli riflesso nei suoi occhiali.

24.01.2012

Donna col bambino, Licata, 1967

  Madonna col bambino. Quante ne abbiamo viste, sin da piccoli, dipinte, in statue lignee, nei libretti di catechismo, nelle chiese, nei santini, nei libri di storia dell’Arte, nei musei. Se fai il fotografo e ti trovi davanti a una madre con il suo bambino in braccio non puoi prescindere dalla memoria di quell’iconografia. Persino quel panno dietro le figure, anche se qui serve soltanto a nascondere una dispensa, mantiene una parentela con i fondi d’oro e i drappi azzurri tempestati di stelle che riempiono la nostra memoria. Ma la fotografia non è la pittura; si coniuga sempre al singolare, non è buona a produrre simboli. È la sua gloria. Questa è quella donna e mamma, per nulla celestiale, magari con un’ombra di baffi,...

13.01.2012

Signora milanese al ballo di Montecarlo, 1968

  Il tema del ballo era la Belle Epoque. Io ero stato inviato dall’Europeo soprattutto per fotografare la principessa Grace. Avevo noleggiato uno smoking per l’occasione. Anche i fotografi dovevano essere in tema. Scoprii indossandolo che era uno smoking senza tasche. Da croupier. In perfetta in sintonia con il luogo.

10.01.2012

Sciascia. 9+0

L'8 gennaio Leonardo Sciascia avrebbe compiuto 90 anni e a noi piace festeggiarlo attraverso le parole e le immagini del suo amico Ferdinando Scianna.     “Che cretino!”, commenta il magistrato ad elogio funebre del commissario di Una storia semplice il cui errore ha rivelato le sue complicità mafiose e lo ha portato a uccidere e a esser ucciso. Cretino perché si é fatto scoprire. Intelligente, infatti, per lui, per troppi cretini veri, è chi, nel disprezzo di tutti, attraverso la menzogna la fa franca. “Era un cretino!” simmetricamente sentenzia don Luigi, alla fine di A ciascuno il suo. Un epitaffio per il professore Laurana, il quale , per avere cercato la verità ed essersi illuso di trovare giustizia,...

08.12.2011

Leonardo Sciascia, Racalmuto, 1964

Non ci eravamo conosciuti da molto tempo. Ma il colpo di fulmine della nostra amicizia era già scoccato. Ero andato a vederlo a Racalmuto. Mi chiese di fare una fotografia, alla parrocchia di Sant’Anna, dell’atto di nascita di Fra Diego La Matina, l’eretico racalmutese di tenace concetto che aveva ucciso il suo inquisitore con le catene che lo imprigionavano e sulla cui storia Leonardo stava completando Morte dell’Inquisitore. Feci la foto sul registro conservato in sacrestia e mentre lui si congedava dal parroco lo precedetti in chiesa. Davanti all’urna con il Cristo morto vidi le due bambine. Mi avvicinai fulmineo: c’era una fotografia da fare, e la feci. Ma con la coda dell’occhio vidi Leonardo che si avvicinava. Seppi che a un certo...

14.11.2011

Il paradosso di Pino Musi

L’interminabile agonia della fotografia, che, tra inutili lutti e opportunisti entusiasmi, da una ventina d’anni non accenna ad arrestarsi, mi sembra abbia avuto con un recente, sorprendente lavoro di Pino Musi, un singolare, inatteso sviluppo. Perché singolare e inatteso? Per rispondere occorre fare riferimento alle varie forme della apparentemente variegata ma sostanzialmente unidirezionale via, o vicolo cieco, imboccati dai molti “artisti” e teorici della cosiddetta post-fotografia. La faccenda meriterebbe un dettagliato studio di carattere estetico-sociologico che non mi sembra sia ancora stato intrapreso. Forse a causa della incoercibile noia suscitata da così tanti fuochi d’artificio, in fin dei conti tutti riconducibili ad un...