Scritture

Campioni # 4. Valerio Magrelli

Valerio Magrelli, L’igienista mentale: divertimento alla maniera di Orlan e Raccoglimento da Id., Il sangue amaro («Bianca» Einaudi, gennaio 2014), p. 5 e p. 132   A)   L’igienista mentale: divertimento alla maniera di Orlan   La Minetti platonica avanza sulla scena composto di carbonio, rossetto, silicone. Ne guardo il passo attonito, la sua foia, la lena, io sublunare, arreso alla dominazione   di un astro irresistibile, centro di gravità che mi attira, me vittima, come vittima arresa alla straziante presa della cattività, perché il tuo passo oscilla come l’ascia che pesa   fra le mani del boia prima della caduta, ed io vorrei morirti, creatura artificiale, fra le zanne, gli artigli, la tua...

Uwe Johnson. I giorni e gli anni

La tetralogia come forma di articolazione della grande arte è probabilmente una passione tedesca. Inevitabile pensare, tra gli esempi più alti, al Ring wagneriano, tetralogia si direbbe per antonomasia, oppure, passando al Novecento, alle storie di Giuseppe e i suoi fratelli firmate da Thomas Mann. Testi, o quantomeno titoli, notissimi. – Accanto a loro, si segnala per importanza, e forse non per notorietà presso il grande pubblico, un’altra tetralogia, di vocazione ed esiti profondamente diversi: si tratta del capolavoro di Uwe Johnson (1934-1984) I giorni e gli anni, opera schiva e profonda che rivela sin nel sottotitolo – «dalla vita di Gesine Cresspahl» – la predilezione dell’autore per la prosa documentaria e per una...

Un libro esplora il rapporto tra immagine e scrittura / Immagini, immaginari, immaginazioni

È uscito da Donzelli Nell’occhio di chi guarda. Scrittori e registi di fronte all’immagine, a cura di Clotilde Bertoni, Massimo Fusillo e Gianluigi Simonetti. Pubblichiamo la postfazione di Stefano Chiodi.     I felt as if I had been plunged into a sea of wine of thought, and must drink to drowning. But the first distinct impression which fixed itself on one was that of the entire superiority of Painting to Literature as a test, expression and record of human intellect, and of the enormously greater quantity of Intellect which might be forced into a picture – and read there – compared with what might be expressed in words. John Ruskin, Diary, 8 September 1849   Cosa può aggiungere il critico d’arte a chiusura di un libro che esplora in vivo la distanza, la...

Walter Nardon. Sibber

Walter Nardon lo conosco abbastanza bene. Una decina d’anni fa abbiamo fondato, assieme a Massimo Rizzante, il Seminario Internazionale sul Romanzo all’Università di Trento. Ho curato con lui alcuni di libri di taglio più o meno accademico prima di prendere le distanze da un mondo universitario che si ostinava a non darmi da vivere.   Ho letto vari suoi lavori critici, dai saggi contenuti in quei volumi alla sua tesi di dottorato, dedicata alle poetiche di Gianni Celati e Milan Kundera. Ho presente anche il suo primo libro di racconti, Il ritardo, la sua lingua sorvegliata, l’incedere esatto. Sono stato più volte a casa sua, in un paesino a 666 metri di altitudine tutt’altro che diabolici, in una ubertosa valle del Trentino in cui si...

Antonio Riccardi. Cosmo più servizi

Immaginate un bricoleur al lavoro che, invece di armeggiare con i pezzi di un vecchio meccano o con i vagoni di un trenino elettrico, prova a disporre sul tavolo pezzi di vita ricomparsi misteriosamente da un lontano passato. Persone che quelle storie di vita hanno vissuto, uomini, donne ormai decomposti nelle loro sepolture, assorbiti dalla terra, dei quali tuttavia è rimasto qualche brandello di parole, mesti epitaffi funebri ma anche oggetti, scritture autografe, memorie racchiuse nelle testimonianze di chi li ha conosciuti.   Ora immaginate che questa accozzaglia di cose e parole prendano la strada di un racconto che trasforma la loro muta presenza in azioni, memorie, desideri, sogni, delusioni. Non pensate però ad un racconto unitario, a un romanzo ma a tante...

Rihani. Il libro di Khalid

È raro che un libro ripescato dal passato sia così incisivo sul presente, e forse, sul futuro come Il libro di Khalid di Ameen Rihani (Mesogea, 2014). L'autore era un siro-libanese che fece la spola tra patria mediorientale e Stati Uniti; il libro, tra i primi romanzi arabi e primo scritto in lingua inglese, fu pubblicato a New York nel 1911. In buona parte autobiografico il protagonista emigra con l'amico Shakib in cerca di fortuna e di esperienze nel nuovo mondo.   Stabilitosi nell'allora fiorente Little Syria sarà ambulante, bohémien, carcerato formando se stesso nel confronto con l'occidente, tema oggi scottante su cui il romanzo offre interessanti spunti. L'impatto a Ellis Island non è di certo dei più felici (...

Saga. Il canto dei canti

Memoria è cattedra dei morti di macerie fa testo polvere sull’estetica rovine a puntellare l’etica   memoria è cattedra dei morti galleggia sullo spazio dell’oblio là dove i morti seppelliscono i morti   un cavaliere muove nella storia lento traversa geografia macerie polvere rovine i secoli dei secoli a fargli compagnia.   In casa: sasso e legno, focolare in viaggio: ferro e cuoio, fuochi di bivacco.   Eco di calpestii, frammenti di clamore incupa, s’abbuia tramonto di un giorno, tramonto di un’Era.   S’alza sommesso il canto sinuoso come spire d’incenso sontuoso come sole calante. Non vorrei essere che qui in questa incerta ora.     Per un teatro barbarico di...

Michele Mari. Roderick Duddle

Ce lo ripete ormai da anni che l'ossessione è il nucleo dell'ispirazione dello scrittore e che la letteratura non può essere considerata un tentativo di addomesticare i demoni, essendo al contrario una resa incondizionata, il lasciarsi assediare e possedere fino a diventare lo stesso corpo inerme dei mostri che ci seguono fin dall'infanzia come i più fedeli animali da compagnia.   Ci eravamo abituati a pensare che in Michele Mari il veleno scorresse come linfa vitale nella scrittura e che le sue ossessioni dovessero necessariamente incarnarsi nelle affettazioni di una maniera intrisa di aurei arcaismi e rabbiosi anatemi, di altissimi lemmi inusitati e infime espressioni gergali, di gelidi spasmi e furenti sintassi – insomma di quella lingua e...

Slow Motion Riot

Sedici anni dopo l’edizione Mondadori, nel frattempo uscita di catalogo, Il Saggiatore ha meritoriamente ripubblicato (unico neo, i tanti refusi) la traduzione di Sergio Altieri del primo romanzo di Peter Blauner, Slow Motion Riot (1991).   Quello che a torto potrebbe passare come un mero noir, o thriller, o chissà quale altro caso relegato nel suo colore o genere, è a conti fatti qualcosa di più: un libro che diverte, appassiona, toglie il fiato e sospinge la lettura senza indurre cedimenti; un romanzo ben scritto e ancor meglio congegnato; ma anche un grande lavoro sotto il profilo culturale, da cui trapela una forte consapevolezza storica e sociale.   Protagonista è Steven Blaum, impiegato al Dipartimento per la libertà vigilata di...

Poesia del lavoro: What Work Is

Pubblichiamo un estratto dalla rivista Il Semicerchio. Rivista di Poesia comparata. XLDIII/XLIX (2013/1-2) - Pacini editore.   Upon Banker’s Hill the party’s going strong Down here below we’re shackled and drawn… (Bruce Springsteen)     «Quando dico lavoro», scrive Philip Levine, «intendo quel genere brutale di lavoro fisico che molti di noi cercano di evitare, ma che coloro che non hanno doti particolari o una formazione professionale sono spesso costretti ad accettare per guadagnarsi da vivere in una società spietata e competitiva come la nostra». Levine, poeta laureato della Library of Congress nel 2011-12, conosce direttamente il lavoro duro della fabbrica, della Chevrolet Gear e della Axle Factory nella...

Fontana. Morte di un uomo felice

Giacomo Colnaghi vive accampato al Casoretto, periferia orientale di Milano, si  muove in bicicletta e spesso torna solo a tarda sera dopo lunghe giornate di lavoro al Palazzo di giustizia. Attraversa Milano d’estate, di mattina e di notte. Colnaghi è un giovane uomo di trentasette anni sposato con due figli ed è felicemente un uomo dello Stato. Per lo Stato ha sacrificato la propria vita, scegliendo di vivere in un monolocale per poter meglio seguire un’inchiesta sul terrorismo rosso che gli è stata affidata. Colnaghi può raggiungere la moglie a Saronno districandosi dal lavoro solo una volta a settimana; quando va bene. La loro vita è ridotta all’incrocio tra arrivi e partenze, tra le malattie e la crescita. Quella di Colnaghi...

Wu Ming. L'armata dei sonnambuli

L'uscita de L'armata dei sonnambuli di Wu Ming, il nuovo romanzo del collettivo bolognese che ha già avuto tre ristampe in poche settimane, è l'occasione per ragionare su un'officina letteraria che è anche un cantiere di riflessione sociale e politica vasto e ramificato, fortemente radicato in rete e su Giap in particolare. Un factory che ha ormai quindici anni – da quando cioè Q conquistava l'attenzione dei lettori con un romanzo storico ambientato durate la riforma protestante che era anche un vero e proprio western teologico.   Da allora romanzi di gruppo e opere soliste hanno messo in scena conflitti e creato cortocircuiti in diversi ambiti, dalla Resistenza di Asce di guerra alla questione di Trieste e del confine orientale...

Tiziano Terzani, Un’idea di destino

“7 ottobre 1996, Francoforte. Fiera del Libro. Mai più. 10 ottobre 1996, Amburgo. Spiegel addio. 16-19 ottobre 1996 Cernobbio. Aspen. Basta con questo mondo. […] Viviamo in strani tempi dove la letteratura è pubbliche relazioni, dove quel che si produce non conta, basta che venda, dove le relazioni sono virtuali, dove la conoscenza viene uccisa dall’informazione, dove le menzogne sono vendute come verità, dove la dittatura della mente domina la democrazia, dove i cittadini e le menzogne sono al centro dell’universo. La moralità è persa, tutti i criteri sono economici, l’economia mette fuori gioco l’etica e l’estetica. Dove può condurre questo credere solo nell’economia?”   In quei...

La scuola dovrebbe insegnare a nominare le cose / Andrea Bajani. La vita non è in ordine alfabetico

In un’intervista pubblicata su Repubblica, Andrea Bajani dice che solo le parole possono salvarci, e che la scuola dovrebbe insegnare a nominare le cose: inventare parole, piegandole, montandole, così che possano dire per bene, e dire per noi, il mondo.La scuola fa anche da cornice all’ultimo libro dello scrittore torinese pubblicato per Einaudi, La vita non è in ordine alfabetico: un maestro e le sue ventuno lettere con le quali, questo il maestro dice ai ragazzi, si può fare tutto.La vita non è in ordine alfabetico (Einaudi) sono trentotto brevi racconti.Eppure, come l’attimo della bambina con il costume verde in copertina, che allarga le braccia come alla «fine di un’acrobazia, l’uscita da una capriola o dalle parallele», contengono molto di più.Il passato e il presente, tutta la...

Campioni # 3. Gabriele Frasca

Gabriele Frasca, Rimi, I da Id., Rimi («Bianca» Einaudi, gennaio 2013), p. 33   che ci sia un piano è certo ma lo scopo della bonifica si scopre in proprio. quando per ogni assenza s’arroventa un raggio da stagliare nel tramonto. come all’approssimarsi della sera dovesse darsi in mille pezzi il giorno. ciascuno luminoso ancora il giusto ma solo d’una luce tutta sua. finché comprendi che credesti un sole lo sciame delle stelle appena spente. che solo perché stampano dal corpo l’ombra che detti giureresti attive. se nel chiarore di quei morti incendi li ravvivi per quanto più ti stagli. e scorgi in loro quello che hai creduto tenerti in te nell’intimo tenace. così che poi sembra che sia un albergo quella...

Villalobos. Se vivessimo in un paese normale

Messico, primi anni Ottanta. Oreste vive a Lagos de Moreno, un anonimo paesotto nello stato di Jalisco dove la gente tende a credere all’esistenza dei santi e degli extraterrestri, i preti condizionano irreparabilmente l’educazione sentimentale maschile e l’erotismo è una questione tanto umana quanto bovina. Ha quasi quattordici anni, vive con la sua famiglia in una casetta che pare una scatola delle scarpe, ha sei fratelli – Aristotele, Archiloco, Callimaco, Elettra, Castore e Polluce – ed è il protagonista di Se vivessimo in un paese normale, l’ultimo, divertente romanzo di Juan Pablo Villalobos, tradotto dallo spagnolo da Stefania Marinoni per gran vía edizioni.   Oreo (così lo chiamano familiari e amici) trascorre...

Gli oggetti di Fiori

Umberto Fiori (Poesie 1986-2014 - Mondadori, 2014) si aggira per la città, camminatore solitario, vigile, attentissimo. Osserva scene, situazioni, eventi urbani, luoghi, oggetti, cercandone sempre la parte in ombra, quella che sfugge allo sguardo consueto, strappando luoghi e oggetti al loro uso e alla loro funzione. Ed è proprio questa disfunzione che getta su di loro un altro significato, ci spiega Fiori con la classica forza della similitudine, come quando cade dal tavolo una carta dei tarocchi e noi vediamo sul pavimento il viso della papessa finalmente unico, sottratto alla sua allegoria. La poesia di Fiori racconta questa unicità in cui gli oggetti si presentano allo sguardo veritiero e dentro tale sguardo accadono nuovamente. È una poesia dell'...

Duras. Moderato cantabile

Moderato cantabile di Marguerite Duras (Nonostante edizioni, traduzione e postfazione di Rosella Postorino, pp. 136, euro 15,00) è un romanzo di fantasmi. Fantasmi nel senso etimologico del termine, apparizioni, ierofanie del desiderio. Fantasma è il corpo esanime della donna che nelle prime pagine del romanzo appare stesa a terra in un caffè del porto. Fantasma è la figura dell'uomo che l'ha appena uccisa, chino su di lei, mentre la chiama amore, mentre la bacia sulla bocca e si sporca le labbra del sangue che lentamente le fuoriesce dai denti.   Fantasmi sono i loro due corpi uniti, vere e proprie apparizioni agli occhi di Anne, la protagonista, che dalla casa di fronte ha sentito le urla e ora è lì, all'entrata del caff...

L'onta del significato

La pubblicazione presso L’orma – come numero 2 della nuova serie della collana fuoriformato (pubblicata per 31 volumi da Le Lettere, fra il 2006 e il 2012) – di Una profonda invidia per la musica. Invenzioni a due voci con Paolo Terni, di Giorgio Manganelli, rappresenta un adempimento lungamente atteso. Sin dall’inizio del progetto di fuoriformato, infatti, volevo pubblicare nella loro originale forma fonografica le bellissime conversazioni a tema musicale che Manganelli ebbe con Terni a Radio Tre Rai nel luglio del 1980, e che già erano conosciute – solo in forma trascritta, però – nel libro di Terni, Giorgio Manganelli ascoltatore maniacale, pubblicato da Sellerio nel 2001. Complesse questioni di diritti hanno reso possibile solo ora...

Marco Magini. Come fossi solo

Dirk, Romeo, Dražen: un casco blu olandese, un giudice del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, un soldato serbo-croato. Sono tre uomini che non si conoscono, eppure si troveranno uniti per sempre da una stessa storia che ha nome Srebrenica. Dirk non vorrebbe più svegliarsi, riesce a percepirsi quando si taglia ed è lui stesso che sanguina, Dražen si accusa per non impazzire, il giudice González lascia la toga per poter continuare a convivere con la sua coscienza. Tre uomini, tre punti di vista in soggettiva portano il lettore nella testa di Dražen che uccide, di Dirk che osserva impotente e di Ramon che, dopo, dovrà giudicare – il massacro lo raccontano loro due, il soldato arruolato nelle file dell'esercito della Repubblica serba...

Claudio Panzavolta. L'ultima estate al Bagno Delfino

L’Italia alla fine del secolo: il rito della vacanza, gli amori in spiaggia, le nostalgie e le malinconie giovanili. L’ultima estate al Bagno Delfino (ISBN edizioni) copre un arco di tempo che va dalla fine degli anni Ottanta al 2014, un gruppo di ragazzini che crescono in un sorta di quotidianità vacanziera già in parte fuori dal tempo. La spiaggia come microcosmo di storie e passioni, un luogo a tratti immaginifico a tratti desolante in cui ognuno ha un ruolo dal bambino all’adulto, dal bagnino alla madre ansiosa e soprattutto un luogo dentro al quale prima o poi ognuno è chiamato a recitare la parte dell’altro. Si gioca, si cambia e s’invecchia sulla spiaggia al cambiar delle stagioni, al passare degli anni.   Fabio mette i...

Una voce nel tempo

Non accetto però lo faccio. Però non accetto. (Valeria Parrella, Tempo di imparare) Persona, spazio, tempo. Una voce senza nome, la voce di una donna, parla da una città che pure non è nominata. È Napoli: continuamente allusa, descritta per dettagli, parti per il tutto, scorci; additata da qualche riferimento esplicito, ma sporadico (a Posillipo, per esempio); proclamata, di fatto, dall'espressione della voce, che ha giri di frase napoletani soprattutto nel riportare dialoghi ma – a tratti e più lievemente – anche nel suo monologare («E stavamo tutte donne sul bagnasciuga»). È il caso di parlare di una voce, prima che di una scrittura, perché si tratta di un romanzo tanto scritto quanto trascritto. La...