Scritture

Imm'

Imm’ è una collana che intende occuparsi di cultura dell’immagine perché si basa sull’assunto di partenza che l’immagine non è solo un oggetto di studio, ma influisce sugli strumenti e i modi con cui si fa cultura. Quando Lazslo Moholy-Nagy lanciò, ormai novant’anni fa, il famoso monito secondo cui l’analfabeta di domani – per noi dunque di oggi – non sarà chi non sa leggere la scrittura ma chi non sa decifrare le immagini, profetizzava la società dell’immagine, come oggi la chiamiamo abitualmente, ma anche la necessità di un’altra “lettura”. Da qualche parte la chiamano “svolta iconica”, da altre parti “cultura visuale”, secondo approcci e...

Liberal di Paolo Sortino

Leggere un libro in cui si ripongono grandi aspettative è sempre un esercizio rischioso. È banale ricordarlo, ma anche utile nel momento in cui ci si accinge a commentare il secondo romanzo di Paolo Sortino, lo scrittore che più di tutti, nella sua generazione, ha saputo incidere con il libro d’esordio. Quando uscì quattro anni fa, Elisabeth  [Einaudi 2011, n.d.r.] fu un pugno nello stomaco per tanti critici e lettori: lo fu per chi ne amò la poesia e la potenza, così come per chi rimase sconcertato o infastidito dall’audacia con cui l’autore si appropriava di una storia vera per farne finzione. Al di là di ogni giudizio, Sortino aveva saputo dimostrare una lucidità e un rigore stilistico rari, capaci di...

Sam Zabel e la penna magica di Dylan Horrocks

Di tutte le forme e i generi narrativi il fumetto è probabilmente quello che più di ogni altro è legato alla dimensione dell'evasione, utilizzato com'è da milioni di lettori come strumento a buon mercato con il quale, senza fare nemmeno troppo sforzo, ci si può proiettare in universi più o meno lontani dal nostro, infiniti mondi finzionali dove regnano codici e regole facilmente riconoscibili e governabili. La sedimentazione della pratica del romanzo grafico, per come questa è stata sintetizzata da Will Eisner in poi, ha certamente mescolato le carte, ampliando in modo esponenziale le potenzialità del fumetto e facendo della narrazione sequenziale uno strumento attraverso il quale affrontare temi complessi e ambiziosi con l...

Il genio dell’abbandono. Wanda Marasco

In prima approssimazione, Il genio dell’abbandono di Wanda Marasco è la biografia di un artista. Oggetto del libro è infatti la vita dello scultore e pittore Vicenzo Gemito, nato a Napoli nel 1852 e ivi scomparso nel 1929 (per inciso, ricordo che fino al 16 luglio sono esposte al Museo di Capodimonte 90 delle 372 opere della collezione Minozzi, acquisita l’anno scorso dal Ministero dei Beni culturali, in attesa di restauro e sistemazione definitiva). Ciò premesso, dell’impresa della Marasco non s’è però ancora detto nulla. Per quanto scrupolosa possa essere la corrispondenza con i documenti e le testimonianze – a partire dal profilo che Salvatore Di Giacomo pubblicò, vivente ancora Gemito, nel 1923 – l’...

Dario Fani. Ti seguirò fuori dall'acqua

In Tu che mi guardi tu che mi racconti (Feltrinelli 1997), Adriana Cavarero rifletteva sulla narrazione come momento decisivo per la strutturazione dell'identità (Edipo, che ha bisogno di raccontare la sua storia per scoprire chi è), e citava Borges, che nella Biografia di Tadeo Isidoro Cruz scrive: “qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento: il momento in cui l'uomo sa per sempre chi è”. Fedele a questo principio, Borges non racconta tutte le notti di Isidoro, bensì solo “la notte in cui finalmente vide il proprio volto, la notte in cui finalmente udì il proprio nome. Intesa bene, quella notte consuma la sua storia; per dir meglio, un istante di quella notte, un atto di quella...

I pomi della discordia del Kashmir

Nel 2008, una settimana prima di vincere le elezioni, il presidente Obama disse che risolvere la controversia sulla lotta per l’autodeterminazione nel Kashmir (causa di tre guerre tra India e Pakistan dal 1947 a oggi) rientrava nei suoi obiettivi cruciali». L’India accolse con sbigottimento la sua dichiarazione; da allora, però, Obama non si è quasi più pronunciato in merito. Ma lunedì 8 novembre 2010, durante la visita al nostro paese, ha dato un’immensa soddisfazione ai suoi ospiti affermando che gli Stati Uniti non interverranno in Kashmir e annunciando il proprio sostegno alla candidatura indiana a un seggio nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Pur parlando con eloquenza delle minacce poste dal terrorismo, non ha detto una...

Re/Search Milano

Libreria Popolare di via Tadino Giorgio Fontana   La prima cosa che noti, forse, è il legno. La quantità di legno che c'è ovunque — legno vivo, ripiani e librerie vecchio stile, non una traccia di metallo, in legno persino gli scaffali delle riviste — e che riviste: “lo Straniero”, “Left wing”, “A”, “Legendaria”, “Hystrio”, “Atti impuri”. Poi noti i libri, ovviamente: ovunque, belli stipati, non come in tante librerie di oggi dove lo spazio sembra più importante della carta. Qui la carta abbonda eccome; e di qualità. La libreria Popolare di via Tadino — nata nel 1974 su iniziativa di alcuni dirigenti Cisl, Mario Cuminetti, Lucia Pigni Maccia, padre...

Francesco Orlando. Gli oggetti desueti

«perirono fin le rovine»  (Lucano, Pharsalia)     Nell'insonnia della vita la materia si replica senza sosta in varianti progressive. Il mondo annega negli oggetti, come scriveva qualche anno fa Deyan Sudjic. E così la cosa di oggi è scarto del domani. Realtà inutile, invecchiata, la si liquida sul ritmo del desidero infinito. La materia che non dorme mai si rigenera nella trasformazione continua e butta fuori detriti, oggetti abbandonati, relitti. Come l'angelo della storia che procede dando le spalle al futuro e osservando le rovine che lascia sotto di sé. La letteratura per Francesco Orlando, uno dei massimi critici letterari del Novecento italiano, è come un catalizzatore che attrae lo scarto della storia e...

Love and Rockets

Lo scorrere del tempo è stato sempre un problema per il fumetto popolare americano. Nella patria dei comic book di super eroi, il legame fra il passare degli anni e i personaggi in calzamaglia è stato inevitabilmente il grande convitato di pietra nel rapporto fra scrittori, disegnatori e lettori. Esiste sì un principio di logica interna al racconto – o meglio ai racconti – che si sono accumulati negli anni intorno ad un gruppo di personaggi, la così detta continuity. Questo strano concetto, custodito gelosamente da editor che tutto sanno e tutto governano, permette di ricostruire una catena quantomeno plausibile fra i tanti eventi accumulatisi in anni di storie. Ma anche questo sacro vincolo di credibilità è stato più volte...

Orazio Labbate. Lo Scuru

Quanto pesa un libro? «21 grammi» direbbe Sean Penn, con il suo volto perennemente inquieto. E «Quante vite viviamo? Quante volte si muore?» si chiede il suo personaggio, un matematico in fin di vita, nell’omonimo film di Iñárritu. «Si dice che nel preciso istante della morte tutti perdiamo 21 grammi di peso. Nessuno escluso. Ma quanto c'è in 21 grammi? Quanto va perduto? Quando li perdiamo quei 21 grammi? Quanto se ne va con loro?»   Anche il lettore del primo romanzo di Orazio Labbate, Lo Scuru (Tunué, 2014) potrebbe porsi queste domande. Si può dire che il libro pesa davvero 21 grammi. E tuttavia non è un respiro l’anima di questo libro, le parole non svolazzano leggere per l’aria...

L'inconscio delle città

M. Una Metronovela (Einaudi, 2015) non è semplicemente uno tra i migliori libri di Stefano Bartezzaghi, ma inaugura con forza un nuovo tempo del suo lavoro di scrittura e di ricerca; quello di una maturità irregolare, storta, filosofica e letteraria insieme. Questo libro è innanzitutto una intensissima prova di letteratura, se per letteratura si intende, innanzitutto, la ricerca attiva di una lingua nuova, eccentrica, non prevista dal Codice ordinario del linguaggio, capace non solo e non tanto di raccontare la realtà, ma di redimerla.   La struggente e irresistibile Milano di Bartezzaghi, vista attraverso la lente privilegiata della metropolitana, delle sue fermate (Garibaldi, Moscova, Conciliazione, Porta Venezia, Loreto…) e delle sue linee (...

Annemarie Schwarzenbach. Gli amici di Bernhard

Un romanzetto lumpen, questo di Annemarie Schwarzenbach, di recente tradotto per L’Orma (Gli amici di Bernhard, 2014). E non perché siano effettivamente straccioni, i suoi protagonisti, quanto piuttosto in obbedienza al perdurante stereotipo connesso alla mitografia dell’artista: idealista interamente dedito alla ricerca della «bellezza della vita» e dell’«accesso al nucleo più profondo della propria anima», talmente perso dietro al rovello del talento da non poter nutrire alcuna preoccupazione di ordine materiale, né tantomeno in grado di arrivare a percepire l’orizzonte materiale come autentica limitazione. O, quando occasionalmente così non fosse, pronto a uscirne rapidamente, come il giovane Bernhard, grazie...

Maurizio Torchio. Chi sono i cattivi?

Da qualche anno a questa parte sembra che il tema della costrizione e della segregazione abbia acquisito centralità in certa produzione romanzesca italiana. Lo osservava recentemente, nel corso di una presentazione, lo scrittore Alcide Pierantozzi, che metteva in relazione la costrizione fisica sperimentata dai personaggi con la costrizione economica, sociale e psicologica sofferta invece dai loro autori, “costretti” letteralmente, in tempi di lavoro culturale liquido e liquefatto, a scrivere in condizioni precarie o ricattatorie. Non credo sia questa la strada per comprendere questo nuovo percorso del romanzo italiano, né che questa sia la prospettiva giusta entro cui leggere un romanzo centrale e decisivo di questa nuova tendenza come Cattivi (Einaudi 2015) di...

Federico Novaro. Love Song

Di matrimoni gay in Italia si continuerà a parlare ancora per cento duecento forse trecento anni, quindi non giunge tardi questa recensione al libro di Federico Novaro (Love song. Storia di un matrimonio, Milano, Isbn, 2014, pagine 135, euro 12,50, e-book 6,99). Arriverà prima la chiesa cattolica a permettere ai propri preti (intendo a quelli eterosessuali) di sposarsi che non lo stato italiano (laico) a consentirlo a due gay. Dunque questo è un libro – meriti propri a parte – destinato a durare a lungo, molto a lungo. Qui poi parliamo di due libri in uno e, se la scelta estetica può essere discutibile, farete davvero un affare, a comprarlo. Il famoso due al prezzo di uno.   Il primo libro racconta la storia, sia concreta che sentimentale, di...

Castiglioni maestri del design

In veste di designer   Tra le pagine del catalogo per un Museo del design italiano secondo Mendini, anno 2010, si trova un vestito a colori dalla foggia bizzarra: l’abito da designer di Achille Castiglioni. Come quello di un Arlecchino futurista, deperiano, è fatto di ritagli e sfridi ricuciti: càmice da lavoro che, derogando la serietà ingessata del professionista, funziona come astuccio esteso, a cingere, ad avvolgere il corpo di tasche e taschini, ed è capace di custodire addosso al designer, pronti all’uso, gli strumenti del mestiere. Capace anche – almeno idealmente, secondo un rituale non si sa quanto atteso – di introdurci allo spirito che gioiosamente dava il tono al lavoro nello studio-bottega; di inaugurare come spazio-...

Julián Herbert. Ballata per mia madre

Ci sono autori che contraddistinguono un’epoca letteraria, abbastanza grandi da proiettare ombre lunghissime sull’intera letteratura a venire e abbastanza prolifici da generare non solo libri vertiginosi, ma anche schiere di seguaci ed epigoni più o meno affezionati. Uno di questi autori, abitatore d’eccellenza della letteratura che solitamente è chiamata postmoderna, è il cileno Roberto Bolaño, il quale, nell’epigrafe di un suo brevissimo romanzo scritto su commissione agli inizi degli anni zero per Random House Mondadori S.A., Un romanzetto lumpen (trad. it. di Ilide Carmignani, Adelphi, 2013), riporta uno stralcio tratto da Antonin Artaud che recita così: «Tutta la scrittura è porcheria. Le persone che escono dal...

Vincenzo Consolo. Cento possibilità, un solo destino

I quadri posti sull’unica parete libera, nello studio della vecchia casa milanese nei pressi di via Solferino – il disegno di un San Girolamo nella caverna immerso nella lettura, un libro aperto posto dentro una teca di plexiglass con le parole cancellate e un solo brandello evidente “raccon” (opera di un artista concettuale), due planimetrie secentesche di Palermo e Messina tirate via dal Siciliae antiquae di Cluverio – aiutano a descrivere e rappresentare l’autobiografia pubblica dello scrittore siciliano; e, peraltro, assai meglio della puntuale e per molti irrinunciabile citazione iconica del Ritratto d’ignoto di Antonello da Messina, paradigma descrittivo tradottosi in luogo comune sull’autore, da quando Sciascia lo usò in quel delizioso articolo intitolato L’ignoto marinaio.  ...

Ricercatore: il più bel mestiere del mondo

L’anno scorso a Genova l’università, di concerto con il comune e altre realtà regionali, ha promosso un convegno intitolato Il ‘mestiere’ del ricercatore. Testimonianze del lavoro più bello del mondo il cui obiettivo ancora oggi appare misterioso. Mentre l’accademia, giorno dopo giorno, sta ultimando lo scavo della propria fossa, e nel momento in cui anche enti cittadini di ricerca immediatamente e socialmente vitale come l’Ist di San Martino (ricerca antitumorale) elimina a ciclo continuo ricercatori e collaboratori, un convegno del genere non suona solo come un anacronismo, ma si rivela essere un autentico atto di umorismo cinico.   Solo pochi anni fa si parlava di «una carriera attraente per i giovani ricercatori...

Padre simbolico e madre virtuale

Gli adolescenti odierni navigano in acque molto diverse da quelle del passato. Il contesto in cui sono nati e cresciuti ha caratteristiche nuove rispetto a quello in cui si sono venuti al mondo e diventati grandi i loro genitori. Si tratta di un fatto innegabile. È cambiata la società, sono diversi i valori di riferimento della famiglia ed è avvenuta una sorprendente metamorfosi che ha cambiato i connotati delle mamme e dei papà.   Fino a qualche decennio fa era possibile affermare che madri e padri si fossero suddivisi i compiti in modo marcatamente differenziato. Le mamme accudivano e i padri sgridavano, davano regole mettendosi a una distanza talmente verticale da far venire il torcicollo ai figli. La storia di una tipica famiglia tradizionale del...

Aciman nel deserto di Harvard

Harvard Square di André Aciman (Guanda 2014) è un romanzo fatto di un personaggio. Un personaggio che entra in scena, prende sempre più spazio, trascina narratore e lettori dentro una vita senza regole e senza futuro, per il tempo di un’estate. Una figura che sovrasta le altre, con impertinenza e dolcezza, lungo il procedere della storia, diventandone spina dorsale e cuore pulsante.   Siamo nei mesi più caldi del 1977 a Cambridge, USA, e un dottorando di letteratura ad Harvard incontra un uomo che potrebbe cambiargli la vita. Kalaj, diminutivo di Kalashnikov, è un tassista tunisino musulmano, impulsivo, vulcanico, instancabile e generoso. Ma anche insopportabile nelle continue critiche al modello americano, all’interno del quale,...

Abdicare alla solitudine

Chi manda le onde (Mondadori, 2015), ultimo romanzo di Fabio Genovesi, è una ballata polifonica dalle tonalità acide e lunari, una corale discettazione sulla mancanza e sulla fatalità. Tre voci e cinque protagonisti principali di diverse origini, generazioni e magagne, ma tutti in qualche modo spersi: Luna, nove anni, albina, larga fantasia, occhiali neri e una sprovveduta attrazione per le promesse del mare; sua madre Serena, bellezza maldestramente sepolta dalla diffidenza e dal dolore; Zot, orfano di Chernobyl, anacronistico bambino-vecchio spudoratamente ottimista; Ferro, rigido pensionato trincerato in uno stralunato cinismo e Sandro, utopista precario, insegnante distratto e catechista senza vocazione.   Tutti gli altri (Tunué, 2015), primo romanzo...

Milano ha un futuro?

Una città come questa non è per viverci, in fondo: piuttosto si cammina vicino a certi muri, si passa in certi vicoli (non lontani dal luogo del supplizio) e parlando con la voce nel naso avidi, frettolosi si domanda: non è qui che buttavano loro cartocci gli untori?   da Giovanni Raboni, Tutte le Poesie (1949-2004), Einaudi, 2014       Che posto strano, chi ci arriva da fuori e non ci è abituato si sorprende che sia una città «volutamente» trasandata. Come se la cifra più forte del suo attestarsi sulla bassa non sia il magnifico Duomo, ma l’assenza di dettagli, il voler comunicare «qui non abbiamo tempo» per la bellezza. Una città ricca – ovviamente anche povera...