Scritture

Vladimir Sorokin. La coda

Si dice che girasse un indovinello, nell’URSS degli anni ’60: “Qual è quell’animale lungo almeno cento metri, che ha mille piedi e si nutre di cavoli?”. Si trattava del fenomeno di massa più conosciuto dai cittadini dell’Unione Sovietica, simbolo di un sistema in cui ciò che serviva non era mai disponibile al momento giusto e in quantità sufficiente. La coda. Per ovviare alla difficoltà di acquistare i beni necessari, chiunque – studenti, operai, madri con bambini, anziani e ragazze – si sottoponeva a interminabili file preventive, a volte essendo all’oscuro della merce che veniva venduta.   Ed è la coda la protagonista del libro che prende il suo nome, riedito da Guanda (traduzione di...

Le rose di Pantani

«Il 14 febbraio 2004 sarà ricordato come un giorno funesto, per tutto questo paese di ipocriti matricolati che siamo. Bisogna ritornare su questo fatto, tanto eclatante e già tanto rimosso con le autopsie, che ci assolverebbero, per l'overdose di cocaina che ha stroncato il cuore di Marco, il Pirata Pantani. Non trovate qualche assonanza fraterna con «corsaro» Pasolini? Tutti e due imprendibili, soprattutto sulle salite, sulle vette del corpo e dello spirito.» Così scriveva, il 31 marzo 2004, a p. 26 del quotidiano “l’Unità”, il poeta e critico letterario Gianni D’Elia. L’articolo Pantani suicidato da tutti viene ora riproposto integralmente, col titolo Il pirata Pantani e il Corsaro Pasolini, nel...

Mi chiami semplicemente Stockhausen

Pubblichiamo un estratto dell'introduzione di Massimo Viel a Karlheinz Stockhausen, Sulla musica, a cura di Robin Maconie, Postmedia book da pochi giorni in libreria     “Il 22 Agosto 2012, appena due mesi fa e circa quattro anni e mezzo dopo la morte del compositore, abbiamo avuto l’ultima occasione di assistere alla prima esecuzione di un lavoro di Karlheinz Stockhausen. Si tratta del MITTWOCH (Mercoledì), la terza opera, nell’ordine progettuale, delle sette che compongono il ciclo LICHT (Luce), ognuna dedicata a un giorno della settimana. A dir la verità il Mercoledì era già stato rappresentato nelle sue singole sezioni e in versione concertistica, il che nel contesto delle produzioni stockhauseniane significa essenzialmente...

Lidia Ravera. Piangi pure

È un diario senza data d’inizio quello che si apre con una dichiarazione anagrafica della protagonista: un lungo diario al termine del quale si apre un romanzo che si pone come parziale riscrittura del diario stesso. Ed è proprio nello slittamento della voce narrante che vede la protagonista in prima persona nel diario e in terza nella forma romanzo l’aspetto più interessante della narrazione di Lidia Ravera. Lo stile è quello dell’autobiografia, una sorta di ragazza del secolo scorso solo apparentemente rassegnata e ben decisa ad inseguire, foss’anche per l’ultima volta, la passione e tutte le sue complicazioni.   Storia di una donna, storia di una famiglia, storia intima e politica, e più di tutto ancora storia di...

La chiave del paradiso

Pubblichiamo un estratto dall'ultimo libro di Marco Belpoliti, L'età dell'estremismo (Guanda). In questa occasione abbiamo inaugurato una sezione sul nostro sito che raccoglie materiale inedito e d'archivio messo a disposizione di tutti gli interessati.   Nel gennaio del 1984 Mohammed Salam, giornalista libanese, si trova nelle immediate retrovie del fronte dove iracheni e iraniani si fronteggiano, precisamente vicino al villaggio di al-Usair, nei pressi del ponte sul Tigri, dove sette anni dopo, nel 1991, il generale americano Norman Schwarzkopf si fermerà nella sua avanzata durante la Prima guerra del Golfo. Nelle settimane precedenti c’è stata una lunga tregua, poi di colpo comincia un attacco iraniano. Salam è uno dei pochi...

John Barth. L'algebra e il fuoco

Basta una semplice ricerca sul sito web di una libreria online per rendersi conto di quanti pochi risultati pertinenti restituisca, in Italia, la keyword "letteratura postmoderna": con l'eccezione del buon lavoro di Remo Ceserani (Raccontare il postmoderno, Bollati Boringhieri, 1997), il nucleo forte delle pubblicazioni di area non accademico-specialistica poggia ancora sui classici di Umberto Eco, da Lector in fabula a Opera aperta. Basterebbe questo, e il confronto con la ricca produzione anglosassone, per assegnare un posto importante all'edizione italiana dei saggi di John Barth pubblicati da minimum fax sotto il titolo borgesiano di L'algebra e il fuoco (traduzione Damiano Abeni, cura di Martina Testa) .      Tra gli anni Sessanta e Ottanta Barth...

Harold Brodkey. Questo buio feroce

In apertura di Questo buio feroce di Harold Brodkey (Traduzione di Delfina Vezzoli), la moglie Ellen Schwamm Brodkey ringrazia gli amici più stretti per la vicinanza “nel corso di questi ultimi anni di vita, duramente conquistati”. E sono anni di vita duramente conquistati quelli di cui racconta Harold Brodkey, ma non riguardano solo gli anni della malattia, anzi spesso non coincidono nemmeno, riguardano piuttosto la coscienza del proprio posto nel mondo: ruolo, immagine, memoria di sé. Brodkey non imbroglia le carte, la sua è sempre letteratura anche quando, come in questo caso, l’obiettivo è totalmente puntato su se stesso. La malattia, il ricovero e l’AIDS diagnosticato diventano l’ultima storia da raccontare, l’ultimo...

Alighiero Boetti: disegni e ricami

Pubblichiamo un estratto dall'ultimo libro di Michele Dantini Macchina e stella. Tre studi su arte, storia dell'arte e clandestinità: Duchamp, Johns, Boetti (Johan & Levi) in libreria in questi giorni       Qual è l’origine dell’interesse di Boetti per tecniche desuete, delegate o in apparenza artigianali, come il ricamo? La collaborazione di Boetti con ricamatrici afghane e di Peshawar (Pakistan) inizia nel 1971. Già nel 1969, tuttavia, l’artista chiede ad Anne-Marie Sauzeau, sua moglie e nell’occasione musa, di ricamare a punto croce la mappa dei territori occupati nel Sinai dall’esercito israeliano al tempo della “guerra dei sei giorni”. Possiamo interpretare l’impiego di...

Delio Tessa. La bella Milano

A Palazzo Morando, nella Milano del quadrilatero, si può in questi giorni visitare una delle innumerevoli mostre fotografiche dedicata alla città tra le due guerre. Di solito la massima attrazione per i visitatori, e vale anche questa volta, è osservare le fotografie della Milano che non c'è più: quella dei Navigli, della Darsena, il glorioso sistema di trasporti via acqua che si fa risalire a Leonardo e che dava un tono da ville d'eau alla città. I Navigli vennero interrati tra il 1929 e il '30 e da allora aleggia un sentimento di nostalgia in fondo antitetico allo spirito milanese che, come tutte le grandi città, o che si credono tali, è sempre pronto ad abbracciare con entusiasmo il partito del nuovo.   I...

Il topo sognatore

Si legge raccontandoselo a voce bassa, Il topo sognatore e altri animali di paese. Si legge muovendo la testa per rincorrere le parole e sfiorando con le dita quei graffi, che sono il disegno e che sono il corpo, come a voler sentire il pelo o la superficie rugosa della proboscide o la trasparenza delle ali. Gli animali occupano lo spazio, senza alcun rispetto della scala. Lo occupano con lentezza: la farfalla che ama stare dove non c’è niente da fare, magari in una chiesa che l’uomo non abita più e un fiore è finalmente cresciuto là dove c’era l’altare; la formica che non ha troppa voglia di uscire di casa per mettersi in fila per un chicco di grano, alla faccia di La Fontaine e della sua morale efficientista; il ragno che si fa sottile per mancanza di mosche, dimagrisce tanto da...

Scrittori in fabbrica

La dismissione è un crollo, l’assenza è tempo libero, i cicli di produzione diventano esperienza autobiografica slegata da ogni vincolo di classe all’interno del generale appiattimento determinato dal precariato. La classe operaia non esiste più, si sa; ma gli operai resistono tra una chiusura e l’altra e raccontare le loro storie spesso significa attraversare un deserto di senso dentro cui non ha più alcun valore la razionalità alienante dell’organizzazione, del lavoro e di quella che una volta era la dura vita di fabbrica.   Oggi di duro è rimasta la vita tout court al cui centro non domina la dignità del lavoro e della lotta sindacale, ma la malattia: ultimo e unico residuo di una cultura ormai tutta...

Botho Strauß. L'inizio perduto

Nell’Inizio perduto di Botho Strauß – testo del 1992, da poco tradotto in italiano per i tipi di Mimesis (a cura di Eugenio Bernardi) – le «riflessioni» annunciate nel sottotitolo vertono su un concetto che a una considerazione sommaria potrebbe apparire anodino. «Beginnlosigkeit», letteralmente l’«assenza di inizio», è infatti l’argomento centrale della riflessione straußiana. Titolo «geniale» secondo Eugenio Bernardi, curatore dell’edizione italiana, inseritosi in maniera inattesa nella poliedrica produzione di un autore, classe 1944, noto a livello internazionale soprattutto per le sue virtù di drammaturgo abile a cogliere per mezzo di sagaci strutture dialogiche le tendenze...

La pagina dello scrittore

Michel Serres riceve oggi il Premio Nonino 2014   Udine, per la grappa, e Bordeaux, per il vino, si trovano sensibilmente alla stessa latitudine, un po’ al di sopra e un po’ al di sotto del 45° grado Nord, un ambiente esatto e beato della zona temperata. Da una parte e dall’altra delle Alpi, esse segnano le estremità di un paese un tempo unificato: la Gallia, qui cisalpina e transalpina dalle mie parti. Nel corso dei secoli il vostro Virgilio e il nostro Montaigne sono fratelli. Italia del Nord, Francia del Sud, vallata del Po, valle della Garonna: la stessa nazione, gli stessi abitanti, la stessa cultura, la stessa lingua. Quella nella quale Dante si dice che esitasse a scrivere la sua Divina Commedia.   Conserviamo ancora oggi alcune tracce...

Claudio Magris. Segreti e no

“Solo politica, sulla vita privata non rispondo”: così François Hollande ha dichiarato durante la prima conferenza stampa dopo le foto pubblicate da Closer in cui veniva indicato come amante dell’attrice Julie Gayat. Un appello alla vita privata, quando una volta si sarebbe detto che il privato è pubblico e quindi politico. Ed è proprio in questa dichiarazione che si misura la mediocrità di un leader che non è tale, perché pretende di separare la propria immagine agli occhi dei francesi: la distinzione tra vita privata e vita pubblica è propria delle star, non di un presidente che si voleva normale e che finisce suo malgrado con  l'evidenziare più ancora di Sarkozy la propria diversità di...

Alessandro Garigliano. Mia moglie e io

Una rigida struttura (tempo determinato/tempo indeterminato), ossessiva, intermittente, tic tac scandisce la narrazione di Mia moglie e io (LiberAria 2013), il romanzo di esordio del catanese Alessandro Garigliano che non dovrebbe passare inosservato. Se l'uomo contemporaneo è fondato sul lavoro Mia moglie e io è la storia di un fallimento. Ci sono due giovani precari senza figli. Lei, insegnante, riesce in qualche modo a salvarsi andando avanti giorno dopo giorno. Lui è immobile ad eccezione dei casi in cui trova lavoro: commesso in libreria (se un codice isbn identifica univocamente un libro «anch'io agognavo gruppi di cifre che mi schedassero di fronte a chiunque»), impiegato all'ufficio di collocamento («non è l'impresa che...

Tommaso Soldini. Uno per uno

Mendrisio o Essaouira, la perla del Marocco? Viaggiare per tornare a casa o provare a migrare definitivamente? Vivere di controllo e calcoli o di scommesse profonde, pronti a perdere tutto per poter forse guadagnare l’infinito? Queste le possibilità offerte ai personaggi del romanzo di Tommaso Soldini Uno per uno, che apparentemente non hanno nulla in comune, se non la residenza nel Canton Ticino e un’esistenza frustrante, effetto delle loro storie, a volte complicate solo perché umane e fragili, altre appesantite da eventi lontani e traumatici.   La prima parte del libro, A casa, è così dedicata al passato, alle narrazioni in prima persona di ciò che inchioda queste persone a quel che è stato, alle briglie che impediscono loro...

Nanni Balestrini. Carbonia

Sul settimo numero di «Atti impuri» – foglio ribaldo e sedizioso dove qualcosa di buono si trova sempre – il collettivo torinese Sparajurij, per il cinquantenario del Gruppo 63, ha fatto una lunga intervista a Nanni Balestrini. Sulla poesia, la narrativa, l’Italia di allora e quella di oggi. Fra l’altro dice ora, Balestrini: «vale la pena di fare delle cose sempre nuove, buttarle via, andarle a riprendere dopo che sono rimaste lì tanto tempo e magari sono maturate oppure marcite, chi lo sa. Il problema è di manipolare il più possibile». Quello della manipolazione dei materiali, si sa, è sempre stato il suo metodo di lavoro privilegiato, concettualmente anfibio tra parola e immagine (sostiene infatti che gli...

Gianni Celati. Selve d'amore

È uscito di recente da Quodlibet un libro da non perdere, Selve d’amore di Gianni Celati, una raccolta formata da quattro racconti che proseguono la serie fortunata dei Costumi degli italiani, inaugurata dallo stesso editore nel 2008. Nei nuovi racconti ritroviamo sullo sfondo alcuni personaggi indimenticabili che abbiamo imparato a conoscere nei primi due volumi, ma l’onore del primo piano spetta ora alle figure femminili, alle madri dei liceali incontrati nella classe scolastica di Pucci, prese anche loro, come i figli adolescenti, nelle selve della passione amorosa, che le porta a misurarsi con vicende molto difficili da sbrogliare, mettendole di fronte a scelte cruciali.     Così accade in Matrimonio Bellavista alla signora Marcocesa, che...

Efraim Medina Reyes. Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio

Nel centro storico di Città Immobile – Cartagena de Indias, Colombia, se proprio non si può fare a meno di una geografia plausibile dove potere inquadrare le misteriose “morti per combustione spontanea” (attentati intimidatori? Ma no, figuriamoci!) – tra le facciate degli antichi palazzi coloniali frazionati dai capitali stranieri e convertiti in hotel, boutique e ristoranti di lusso, c’è il Pesce Ghiaccio Bar Club, convincente scenario che è il punto di partenza del trascinante intreccio proteiforme dell’ultimo romanzo di Efraim Medina Reyes Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio (Feltrinelli, traduzione di Gina Maneri).     Ex residenza di una famiglia ebrea di gran riguardo passata a venditori di...

Lingua, critica e antropologia

Può sembrare strano che vi sia una relazione tra critica letteraria e antropologia. La critica letteraria si occupa di un’attività umana molto particolare, a cui si applica con una certa difficoltà il criterio della razionalità strumentale: faccio questa cosa per ottenere questo fine. Anzitutto perché non è possibile definire in modo univoco l’attività stessa, il che cosa è la letteratura. In secondo luogo non è immediatamente chiaro a cosa serva. In realtà le risposte a queste domande sono state molte e talora in contraddizione le une con le altre.   L’antropologia invece si occupa di una questione di estrema rilevanza, nella quale ne va dell’identità stessa dell’uomo,...

Fitzgerald, talento a parte

Dal 2010, quando a settant'anni dalla morte dell'autore, le opere di Francis Scott Fitzgerald sono uscite fuori diritti e sono divenute di pubblicabili ad libitum da qualche editore, il corpus non vastissimo della sua produzione è stato oggetto di un vero e proprio saccheggio.   I suoi romanzi (quattro in tutto, più l'incompiuto The Last Tycoon), come anche le raccolte più significative di racconti, sono stati pubblicati in diverse edizioni; alcune delle nuove traduzioni - profondamente necessarie, come del resto lo sono state e lo sarebbero per gli altri maestri della narativa america degli anni venti e trenta, da Steinbeck a Faulkner, da Caldwell all'ancora «intonso» Hemingway - hanno consentito di ammirare la maestria...

Pascale. Le attenuanti sentimentali

Antonio Pascale è «a) un musicista mancato; b) un regista mancato; c) un giocatore di basket mancato». Poeta mancato no, perché la poesia la ama da lontano, senza sfiorarla. Narratore mancato nemmeno e lo dimostrano La città distratta, Passa la bellezza e i racconti di S'è fatta ora.   Sono passati sei anni dall'ultima opera narrativa e, per stroncare sul nascere l'ansia da prestazione, Le attenuanti sentimentali (Einaudi, 2013) inizia con una programmatica abiura: «questo non è un romanzo ma un giro in bicicletta».   Non è un romanzo, sono riflessioni quotidiane, è autofiction, un dispetto alla struttura tradizionale,  un modo intelligente di imbrogliare la trama.  ...