Scritture

Lettera da Parigi. Un bacio per noi

Pubblichiamo un estratto dalla nuova edizione di Riga. Constantin Brancusi a cura di Elio Grazioli e Marco Belpoliti in questi giorni disponibile in libreria     Grazie per il quadro, Marisa, ci ho messo sopra un vetro. L’uomo dipinto con il balzo datogli dalla terra! (Sono arrivato a preferire le figure maschili a quelle femminili perché quei corpi hanno in qualche modo più bisogno di essere disegnati, visto che si è sgretolato un ideale). L’uomo da te dipinto, e intorno a lui gli orizzonti, e accanto a lui, il vero, non dipinto, lichene che ha resistito alla siccità e a ogni temperatura estrema per milioni di anni. Lichene primordiale, petali, piume – li tieni tra le pagine e ne tiri fuori uno, come un biglietto da un...

Andrea Dei Castaldi. Finistère

Goethe non era un neoclassicista frustrato. Giona Domizi avrebbe voluto urlarlo in faccia a quel grasso professore con i capelli unti appiccicati alla fronte. Avrebbe voluto urlare che l'università non è un luogo dove acquisire coscienza della propria individualità, ma solo dove parcheggiarsi per un po', illudendosi di essere speciali, fino a quando una pergamena dall'aria antiquata non suggella la fine degli anni in cui ci si può legittimamente sentire grandi in potenza. Ma Giona Domizi avrebbe voluto urlare più forte molte altre cose, che invece si teneva dentro, con il rischio di rimanerne soffocato. Davide, il fratello gemello, era morto durante l'inverno in un incidente stradale e a lui, il sopravvissuto, restava tutta la fatica di...

Furukawa Hideo. Belka

Kiska è un’isola dell’arcipelago della Aleutine, estremo nord del pianeta, là dove le correnti calde dell’Oceano Pacifico si mescolano con quelle gelide del Mare di Bering. L’isola – rocciosa e inospitale – appartiene agli Stati Uniti, ma, nel 1942 insieme alla vicina Attu, viene  per alcuni mesi occupata dall’esercito giapponese. Quando gli americani ne riprendono possesso, a Kiska ci sono soltanto quattro cani, tre pastori tedeschi e un hokkaido. I giapponesi se ne sono andati, rapidamente e furtivamente, approfittando della nebbia permanente che li ha resi invisibili.   I cani non sono però cani qualunque. Sono veterani di guerra, esperti di situazione limite. Uno di loro, la femmina Explosion, apparteneva...

Glyn Dillon. Il Nao di Brown

Pubblicato da SelfMadeHero nel 2012 dopo quattro anni di lavoro, è uscito per Bao Publishing Il Nao di Brown di Glyn Dillon, poliedrico autore inglese di storie e immagini per tv, cinema, fumetti e giocattoli.
 La copertina è l’anima del libro: la biografia emotiva, gialla-rossa-nera-bianca, di una giovane donna con la testa imprigionata in una lavatrice, in attesa di vivere liberamente il suo presente (in inglese Nao si pronuncia now, come si legge sul display). 
     Nao è bella e attraente come Valentina di Manara. Capelli neri e lucidi, sempre di corsa in bicicletta e vestita di rosso, tranne nella fotografia in prima pagina che la ritrae a tredici anni con maglietta gialla e occhiali da sole.     Tutto nella sua vita...

Sottsass. Tornano sempre le primavere, no?

  Beaubourg Il 27 aprile 1994 fu inaugurata la mostra di Ettore al Beaubourg a Parigi, tre anni dopo quella del padre a Trento. Era la prima mostra antologica dedicata al suo lavoro che Ettore aveva accettato di realizzare. In quei tre anni era cambiato. Da mitteleuropeo ad architetto-designer radicale, con codino e barba. L’ho accompagnato in un giro – a porte ancora chiuse all’autorità e al pubblico – dentro la “fossa” centrale del piano terra del Centre Pompidou, che ospitava quella cascata di meraviglie. 
Lui con Fernanda Pivano e io a distanza con la mia Nikon. Più tardi sono iniziati i riti ufficiali, Ettore 
si è prestato con infinita disponibilità. Guardandolo attraverso l’obiettivo, si poteva cogliere un fremito di paura. Mi aveva bisbigliato, come di sfuggita: «Sai, ti...

Franco Arminio. Geografia commossa dell'Italia interna

Per Franco Arminio, il fondatore della paesologia, il paesaggio non esiste. Non è mai, cioè, un’immagine, uno spazio di contemplazione, o, per quanto l’attenzione alle sue peculiarità sia un requisito importante, qualcosa da descrivere, ma un ambiente di esperienza, che per essere tale passa per l’emozione. È il luogo del fare. Ma siccome per lui nessun fare prescinde da un investimento passionale, diventa immediatamente un luogo appassionato. Il luogo delle passioni. Se non si danno queste condizioni, è la l’accidia, quando non la catatonia. Anche se esse prendono il sopravvento e invadono la scena, peraltro. Come sa chiunque abbia qualche grano di ipocondria in sé.     Molte cose che lo scrittore...

Kim Young-ha. L'impero delle luci

L'impero delle luci (Traduzione di Andrea Benedittis, Metropoli d'Asia) è opera di uno dei più importanti scrittori sudcoreani, Kim Young-ha, ancora giovane (è nato nel 1968), le cui opere sono tradotte in tutto il mondo (da noi i racconti Cosa ci fa un morto nell’ascensore?, Trad.di Imsuk Jung , O barra O Edizioni) e “hanno ispirato film e serie televisive di notevole successo” (cito dal risvolto). Si presenta come una spy story ma ha l'ambizione, in buona parte riuscita, di essere molto di più: una riflessione sui rapporti tra le due Coree e sui relativi modelli di vita, anche il discorso è prevalentemente rivolto ai cambiamenti che il Sud ha vissuto negli ultimi decenni.     Niente di nuovo, per chi...

Francesco Pecoraro. La vita in tempo di pace

Di Ivo Brandani, sessantotto anni, ingegnere, protagonista della Vita in tempo di pace (Ponte Alle Grazie 2013) sapevamo già molto e da molto tempo: dalla raccolta di sette racconti Dove credi di andare (Mondadori 2007) e dai pezzi saggio-narrativi di Questa e altre preistorie (Le Lettere 2008). Due opere costruite con mezzi diversi e che tuttavia partono dagli stessi materiali potremmo dire avantestuali (scartafacci) pubblicati per molti anni da Francesco Pecoraro nel suo retrobottega, il blog personale.   La storia di Ivo Brandani si consuma nel tempo di una giornata, il 29 maggio 2015: siamo nel non-luogo dell'aeroporto di Sharm el-Sheik, ben lontano dalla Dublino di inizio Novecento; Brandani qui attende il compiersi del destino, salire sull'aereo che lo...

Teresa Ciabatti. Il mio paradiso è deserto

“Di tutto il patrimonio che avevano, cosa gli è rimasto? Quel castelletto col borgo intorno, niente.” (Mia suocera)   E' questa la frase che apre il romanzo di Teresa Ciabatti Il mio paradiso è deserto, e che riassume con caustica e sintetica saggezza la vicenda al centro del libro. E' la storia dei Bonifazi, famiglia romana dall'enorme ricchezza e influenza.   Attraverso gli occhi prima di Marta, “la figlia”, quindi di Attilio, “il padre”, e infine di Pietro, “il figlio”, ci ritroviamo nel mondo dorato e ricchissimo che Attilio Bonifazi – il cosiddetto “Ottavo Re di Roma” – ha costruito per sé e la sua famiglia. A poco a poco però scopriamo il vuoto che...

Clara Usón. La figlia

In una nota tradotta da Massimo Rizzante, Danilo Kiš rivendica la natura squisitamente letteraria dei personaggi di origine ebraica che abitano le sue opere, nel senso che essi “non sono che letterarietà, straniamento […] questo perché il mondo degli ebrei dell’Europa centrale è un mondo scomparso, un mondo di ieri, e come tale si trova nel campo di una realtà non-reale. Nel campo, quindi, della letteratura”. Continua, qualche riga più in là: “Se le mie origini non fossero immerse nella nebbia, mi domando quali ragioni avrei di fare letteratura”(L’ultimo bastione del buon senso, in Nuova Prosa, n° 40, giugno 2004, p. 27).   E’ proprio dalla rivendicazione di questa stessa...

L'architettura italiana oggi

Pubblichiamo un estratto da Storia dell'architettura italiana 1985-2015 (Einaudi) di Marco Biraghi e Silvia Micheli da oggi in libreria.       La cultura architettonica italiana dagli anni ottanta a oggi – in misura forse maggiore rispetto a qualsiasi altra disciplina – ha attinto in maniera instancabile all’opera di Italo Calvino: in modo particolare alle Città invisibili e alle Lezioni americane. E se nel caso del primo la quantità dei rimandi, benché spesso pretestuosi, poteva lasciarsi spiegare sulla base di ragioni meramente “tematiche”, nel caso del secondo presupponeva invece l’esistenza di una corrispondenza, di un “piano analogico” tra letteratura e architettura: un’...

L'emozione di Alice Munro

Se ripenso, retroattivamente e collettivamente, ai libri di Alice Munro, credo che l'emozione rimasta in me più intatta – tra quelle sezionate con la caparbietà di una vita dalla scrittrice canadese – sia la tristezza. Una tristezza reticente e tenace, di quelle che si riescono a dare per scritto forse solo oltreoceano. La tristezza dei grandi spazi compressi in piccoli nuclei, dell'orizzonte imploso nella famiglia. Tristezza è un termine ambiguo, molto spesso intriso di estetica, o compiacimento. In molti racconti di Munro sembra invece una sorta di codice per decrittare il dolore, una specie di lente con cui esprimere, o nascondere, la violenza imposta (esposta) dalla vita. Dovessi per forza trovare un termine di paragone, fallace come tutti,...

Matteo Marchesini. Atti mancati

Quante sono le linee d’ombra di una vita? Quante volte si ha la sensazione di aver oltrepassato un confine incerto, di essersi lasciati alle spalle il torpore di una noia quotidiana, di sentirsi infine leggeri e sollevati da una corrente ascensionale, per poi trovarsi dopo qualche tempo, ancora una volta, assopiti in una età incolore? Il protagonista del breve romanzo di Matteo Marchesini, Atti mancati (Voland), vive in una Bologna grigia di polvere, di un pulviscolo accumulatosi sui suoi occhi con il passare del tempo. Marco, senza accorgersene, non vuole vedere, non vuole davvero capire che cosa sia accaduto in quel pomeriggio di quattro anni prima, quando le due persone con cui condivideva tutto se ne sono andate.     Poi un giorno qualcuno dal...

Il beneficio dell'inventario

Da tempo Balloon aspettava il libro giusto da cui prendere il volo. Finalmente un’illuminazione: Il beneficio dell’inventario di Giuda, “Geographical Institute of Unconventional Drawings Arts”, casa editrice di Ravenna nata del 2011 per “indagare il tradimento delle immagini” attraverso fumetto, illustrazione, poesia e critica d’arte.    Il beneficio dell’inventario, Liliana Salone (illustrazioni) e Marco Lobietti (testi), Giuda edizioni 2013.   Il beneficio dell’inventario non si limita a essere un’irregolare graphic novel ma è un gioco visivo, destabilizzante e poetico, che invita a scoprire la narrazione per immagini. Una chiave di lettura, o un punto di svolta, anche per il progetto Giuda....

Intervista a Playboy

Pubblichiamo un estratto da Marshall McLuhan, Intervista a Playboy. Un dialogo diretto con il grande sacerdote della cultura pop e il metafisico dei media pubblicato da Franco Angeli.     Playboy: Sembra sostenere che praticamente ogni aspetto della modernità sia diretta conseguenza dell’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg.   McLuhan: Ogni aspetto della cultura occidentale meccanica ha preso forma dalla tecnologia della stampa, ma l’età moderna è l’età dei media elettrici, che danno forma ad ambienti e culture antitetiche rispetto alla società dei consumi meccanica derivante dalla stampa. La stampa ha strappato l’uomo dalla sua tradizionale matrice culturale,...

Il segreto di Goya

Pubblichiamo un estratto dal libro Il segreto di Goya di Marco Belpoliti pubblicato da Johan & Levi     Nel corso delle sue avventure don Chisciotte non dorme mai. Così avviene nella prima parte del romanzo, dalla veglia d’armi nell’osteria sino al primo ritorno a casa a dorso di giumento, tutto dolorante per le botte ricevute. Mentre il curato e il barbiere esaminano i libri, fonte della sua pazzia, e li gettano nella catasta, cui verrà appiccato il fuoco con l’aiuto della nipote del signor Quijana, don Chisciotte sta dormendo. Ma è un sonno agitato, abitato da continue visioni, che lo inducono a parlare in un soliloquio fatto di prodi cavalieri, cortigiani e tornei, e che lo spingono ad alzarsi di scatto dal letto e a menare...

Utopie minimaliste

Pubblichiamo un estratto dal libro Utopie minimaliste di Luigi Zoja da oggi in libreria per Chiarelettere.     È ancora attuale l’utopia?   Hanno ancora senso i progetti utopici? L’Atlante delle Utopie include ottanta autori, 186 pagine, duecento carte geografiche e infinite tabelle. Il pensiero utopico ha dominato il XIX secolo è dilagato nel successivo: anche nel Duemila è sorprendentemente attivo, ma più lontano dal discorso pubblico. Quella che sembra essersi esaurita non è l’utopia in ogni senso, ma l’utopia massimalista. Gran parte delle ≪rivoluzioni≫ nazionaliste del XIX secolo avevano un limitato bagaglio di ideali utopici. Nel XX esse culminarono nei fascismi, che possono esser detti...

Milo De Angelis. Millimetri

Sono passati trent’anni dalla pubblicazione di Millimetri, il secondo libro di Milo De Angelis, nella collana di poesia dell’Einaudi. Una nuova edizione celebra degnamente l’anniversario arricchendo quel capolavoro, esile e definitivo, con la riproduzione di alcuni dattiloscritti originali e una postfazione firmata a quattro mani da Giuseppe Genna e Aldo Nove (Il Saggiatore).   All’epoca, i due scrittori milanesi avevano più meno sedici anni, e leggevano Millimetri sull’autobus che li portava a scuola. Era ancora un tempo, quello, nel quale chissà come, chissà perché, i libri di poesia trovavano il modo di finire nelle mani dei lettori più intensi, inaffidabili, e difficili da conquistare: ragazzini di periferia...

Claude Cahun: un 'aria di famiglia

Pubblichiamo un estratto da Oltre lo specchio. Claude Cahun e la pulsione fotografica di Silvia Mazzucchelli (Johan & Levi editore)     Un Air de famille è la fotografia di un oggetto molto caro a Lucy Schwob, una delle sue rare opere esposte in pubblico. L’artista la realizza su invito di André Breton per un’occasione prestigiosa: l’“Esposizione surrealista di oggetti” svoltasi a Parigi presso la galleria di Charles Ratton nel maggio 1936 e alla Burlington Gallery di Londra, a cui partecipano gli artisti più influenti del momento.   Claude Cahun, Un air de famille   Scrive anche un breve articolo dal titolo “Prenez garde aux objets domestiques”, per la rivista Cahiers d’Art...

Gilda Policastro. Sotto

Dopo vari libri di critica e di poesia e a tre anni dal romanzo Il farmaco, che ha suscitato molti consensi e qualche polemica, arriva la seconda prova narrativa di Gilda Policastro: Sotto.   Già il titolo, asciutto, è un buon indizio del mondo e del modo della narrazione. L'ambiente è quello del precariato intellettuale che si muove nei meandri, se non nelle cloache dell'università di massa, alla ricerca di un posto di lavoro: borsisti, ricercatori, ex, attuali o aspiranti; professori che gestiscono il loro micropotere locale come arbitri interessati di destini vacillanti e che per questo si credono dei; galoppini di lungo corso; studentesse disposte, all'occorrenza, con la massima disinvoltura, a concessioni in passato ritenuti...

Copricapi e corone

Pubblichiamo un estratto dall'ultimo libro di Claudio Franzoni, Da capo a piedi (Guanda) da pochi giorni in libreria.       Copricapi e corone «Forse qualche lettore è stato colpito da una fotografia di Papa Paolo VI con in testa una corona di penne Sioux circondato da un gruppetto di ‘Pellerossa’ in costumi tradizionali: un quadretto folcloristico estremamente imbarazzante quanto più l'atmosfera appariva familiare e bonaria».     Con queste parole Pier Paolo Pasolini commentava sul «Corriere» una foto apparsa sui giornali dieci giorni prima, in occasione di un’udienza di nativi americani a Castel Gandolfo. Il papa è in piedi, al centro della foto, in tonaca bianca e...

Francesco M. Cataluccio. La memoria degli Uffizi

Tutto nasce da un rito laico nel libro del fiorentino Francesco M. Cataluccio, La memoria degli Uffizi (Sellerio, pp. 184, euro 14, eBook 9.99). Un’educazione sentimentale che diviene passo dopo passo l’educazione al bello: ogni domenica insieme al fratello, l’autore si reca a vedere una sala sempre diversa della Galleria degli Uffizi, guidato dal padre e ispirato dalla struggente passione per l’arte della madre.   Cosa vede lo scrittore-bambino nella wunderkammer a due passi da casa? Moltissimi dettagli. Lettere di un alfabeto dello sguardo, “aneddoti narrati dalle immagini” suggerisce l’autore, citando Ernst H. Gombrich, che lasciano sospesa la nostra incredulità: l’ombelico del crocifisso (Croce 432) di un Anonimo...