Scritture

Mauro Covacich. L'esperimento

“A scacchi si perde e si vince sempre in modo diverso. Ogni volta che finisci un incontro hai la certezza che non si ripeterà. Miliardi e miliardi di storie, ma nessuna esposta ai capricci del destino, tutte sviluppatesi nelle ferree combinazioni della logica”: quando Gioia pronuncia queste parole si avverte che Mauro Covacich, autore de L’esperimento, sta forse indicando il suo modo di intendere il prodursi delle storie, delle “storie senza narratore”. Nel gioco degli scacchi dopo la prima mossa si virtualizzano quattrocento posizioni possibili, settantaduemila alla seconda, fino a arrivare alla sublime cifra di dieci alla centoventi possibilità di posizioni, movimenti, eventi; allo stesso modo, attraverso la sapiente ars combinatoria della...

Peter Cameron. Il weekend

La campagna è quella nei dintorni di New York, l’atmosfera è di fine secolo: un weekend, un critico d’arte e il suo nuovo giovane compagno in visita ad una coppia abbiente e non più affiatata, una ricca signora in villeggiatura ospite per la cena. Basta poco per saltare indietro di un secolo, basta la fuga dalla metropoli, l’assenza di telefoni cellulari, niente internet e un profluvio di discussioni esistenziali.   Peter Cameron è tutt’altro che uno scrittore decadente, ma irrimediabilmente decadente è la borghesia che rappresenta, una classe espansa che per esclusiva sopravvivenza ha accolto a sé la diversità, sia intellettuale che sessuale, una classe tollerante per interesse che guarda con nostalgica...

Berliner Tango

Quando mi è stato chiesto di scrivere un reportage narrativo per @00SerialTW ho pensato che fosse una buona idea provare a raccontare Neukölln, il kiez (quartiere) di Berlino che conosco meglio e in cui ho ambientato BerlinXxX, il romanzo a cui sto attualmente lavorando.   A Neukölln trascorro le mie giornate: al Tempelhofer Park o a Hasenheide Park quando c'è il sole (ho scritto questo post proprio da qui), tra le strade che nascono da Hermannplatz, come Sonnenallee e Karl-Marx-Straße, o, quando scende la sera, allo Schillerkiez. Non solo Neukölln è il quartiere in cui ho vissuto i miei quattro anni berlinesi, ma è anche il quartiere che senza dubbio ha subito la trasformazione più marcata: da kiez...

Saga. Il canto dei canti

In una manciata di millenni l'uomo ha costruito la propria storia, l'ha voluta Civiltà; ha sviluppato la propria dimensione psichica e comportamentale avvalendosi della complicità di un animale che facendosi cavalcatura ne ha potenziato le doti fisiche: l'ha fatto più alto, più veloce, più potente: l'ha fatto cavaliere. Una linea di frattura ha diviso l'umanità che ha potuto fare affidamento sui cavalli da quella che ha dovuto farne a meno. Cavalcare ha modificato la forma mentale dell'uomo e l'Era delle Macchine non è che lo stadio terminale di uno sviluppo abbastanza cosciente da siglare cavallo\vapore l'unità di misura della potenza meccanica. Era ieri e sembra preistoria. Un buco nero...

Alberto Prunetti. Amianto

Le parole di Alberto Prunetti sono pietre. Dure, grevi, precise, come il titolo del suo libro: Amianto, la biografia di un operaio: il metalmeccanico saldatore tubista Renato, padre dello scrittore.   Negli anni Sessanta del boom economico, Renato è un giovane che di giorno lavora in fabbrica e la sera fa il cameriere, si sposa, compra casa, diventa padre. E poi continua a lavorare in trasferta, senza sosta. Le ricorrenze della sua vita sono legate ai luoghi delle raffinerie e delle acciaierie più tossiche del nostro paese: Casale Monferrato, Taranto, Piombino, Busalla. Un Grand Tour alla rovescia, scandito dalle scorie dei metalli pesanti che gli entrano nel corpo: piombo, titanio, zinco,   e poi l’amianto, le cui fibre indistruttibili si...

Carson McCullers. La ballata del caffé triste

In un’intervista video del ’56, Carson McCullers racconta la genesi di uno dei suoi romanzi, The Member of the Wedding (versione italiana Invito di nozze, Longanesi 1964). Il giornalista le sta molto vicino, quasi la cinge con il braccio, in un gesto che vorrebbe essere protettivo e invece risulta volgare, forzato. Ben presto la nostra attenzione smette di recepire l’inglese mezzo impastato mezzo sussurrato della scrittrice per restare completamente catturata dai suoi gesti fragili ed eleganti, dall’inermità dello sguardo, dall’evidente distacco dal rito a cui sta partecipando, e insieme dalla sua totale partecipazione fisica e sforzo nel portare a termine quello stesso rito.     Carson McCullers era nata in Georgia; durante l...

Fabio Viola. Sparire

Sparire, di Fabio Viola, è un libro inospitale, faticoso, che fa sentire in trappola. Ci riguarda, e non lo vorremmo. Non è sparita solo Elisa, che Ennio, il protagonista, va in Giappone a cercare. Ma è sparita, o sul punto di sparire, ogni cosa: la storia d’amore che forse non è mai stata tale, per quanto muova Ennio da un capo all’altro del mondo, il Giappone così come si è disegnato nel nostro immaginario; nemmeno il desiderio ha consistenza, né Ennio stesso, né la realtà tutta intera; ogni senso.     Non è la trama, il dipanarsi dei fatti, il cuore del romanzo. L’organizzazione logica è spezzata, e il tempo sembra un tempo sospeso, che concorre a suggerire l’...

Roberto Bolaño. Stella distante

Dalla collaborazione tra Filippo Tommaso Marinetti e l’aviatore Fedele Azari, “che unisce le qualità di capopilota istruttore a quelle di parolibero futurista”, così come lo descrive lo stesso poeta, nasce a Milano, nel 1929, il Primo dizionario aereo italiano: “Questo lavoro”, si legge nelle pagine d’apertura al dizionario firmate da entrambi, “non poteva essere compiuto, così preciso e vitale ad un tempo, che da noi futuristi, con la nostra passione per la velocità e per la nuova estetica della macchina, armata dalla nostra tipica volontà di sintesi e precisione” (Marinetti, Azari, Primo dizionario aereo italiano, Milano, Morreale, 1929).     Se ogni avventura umana, così come...

Alla ricerca della madre

Cos’è l’origine? È il luogo senza spazio, senza tempo, senza luce. È l’istante da cui fuggire se si vuole nascere. Ma è anche la madre che con il suono della sua lingua scandisce il ritmo di ogni parola futura, il nucleo a cui fare ritorno, come in un vortice che dà la vita e poi la riprende nel suo buio. Così accade nei romanzi di Luigi Romolo Carrino e Andrea Gentile, due differenti modi di avvicinarsi alla figura materna, il vuoto originario impossibile da conoscere, se non divenendo essi stessi vuoti originari, partecipi al mistero della creazione: nascita, vita, morte, ora diventato il mistero della scrittura: mano, occhio, pagina.     Il titolo scelto da Carrino è esplicito: Esercizi sulla madre...

Infografica e visualizzazione delle informazioni

Pubblichiamo l'introduzione a L'arte funzionale. Infografica e visualizzazione delle informazioni di Alberto Cairo in uscita in questi giorni da Pearson.    Se mi si chiedesse di nominare un mistero che mi ha affascinato nel corso degli anni, direi la capacità del nostro cervello di creare e comprendere rappresentazioni visive con diversi gradi di astrazione: elementi grafici che codificano dati, concetti, connessioni e posizioni geografiche. Com’è possibile che il cervello, una massa raggrinzita di carne e grasso pigiata in una cavità per lei troppo piccola, possa assolvere a compiti tanto impegnativi? Questo volume è il mio personale tentativo di dare risposta a tale domanda.     Il cervello umano ha decine di...

Come nasce un'idea

Da qualche anno si è tornati a parlare, con crescente interesse, di Adriano Olivetti (1901-1960): il grande industriale, l’innovatore politico e sociale, il creatore di una classe dirigente, l’inventore della moderna comunicazione aziendale attraverso la committenza a grafici, designer e architetti, e molto altro. Ognuno di questi aspetti, di solito separatamente, viene messo in luce da articoli, interviste, libri, ma ogni volta sembra che il discorso riprenda da capo, con cliché duri a morire: l’utopista, l’industriale illuminato, l’intellettuale visionario, ecc.   Insomma non mancano le interpretazioni, le mitologie, i racconti, ma è assente il pensiero di Adriano Olivetti. Soprattutto mancano i suoi libri. Così, Un...

Alessandro Bertante. Estate crudele

Via Crespi a Milano è un taglio, una delle mille strade di una città che non è più Milano, ma piuttosto il crogiuolo di un’inedita comunità di solitari, ognuno avulso dagli altri per lingua, ambizioni e cultura.   E parte dalla strada Alessandro Bertante, dai suoi odori e dai suoi codici misteriosi quanto plateali, per raccontarci di un uomo solo e in perenne combattimento che attraversa le miserie di un inferno dal fuoco spento, senza nemmeno più la compagnia di un passato rimosso e accatastato nel fondo di un’esistenza cinica e malinconicamente battuta e persa.   Estate crudele si apre con un omicidio o meglio una sfida a duello, preludio di un duello permanente fatto di occhi straziati e di stanche legioni di...

Marta Pastorino. Il primo gesto

La scrittura di Marta Pastorino (Il primo gesto, Mondadori, 185 pp., 17 €) ricorda un albero d’inverno, con rami spogli, tratti netti ed essenziali. Non ci sono sbavature, ma nemmeno sprazzi di colore. Si potrebbe confondere questa voce monocromatica con una sorta di anonimia stilistica, ma saremmo molto lontani dall’essenza del libro. “Mentre tengo la mano sul ventre, sento un colpo, so che è il bambino che si muove, ma mi spavento, mi fa paura e vorrei che non fosse lì, a galleggiare dentro di me, ho voglia solo di uscire, di sedermi sugli scogli, come facevo prima, quando non ero incinta, e andavo davanti al mare”. Sembra che ogni frase o inciso contenga uno strano gioco di sottrazione delle parole. Come se il lacerarsi di una vita, che...

Benvenuti nel ghetto: Moni Ovadia e gli Stormy Six

Il 19 aprile del 1943 gli ebrei del ghetto di Varsavia – uomini e donne, vecchi e bambini - si ribellavano alla violenza delle SS e tenevano loro testa, armi in pugno, per quasi un mese. Si tratta del primo episodio di resistenza armata contro i nazisti; un episodio tanto più significativo perché a esserne protagonisti –in condizioni di disperata inferiorità militare e di quasi totale isolamento- sono le vittime designate della persecuzione razzista e del genocidio, i “subumani senza onore” dai quali le truppe di Hitler si attendevano solo viltà e sottomissione.     Quando Moni Ovadia ha proposto a noi Stormy Six di progettare insieme  una serata di rievocazione di quell’episodio (Reggio Emilia, Teatro...

Piergiorgio Paterlini. Fisica quantistica della vita quotidiana.

L’ultimo libro di Piergiorgio Paterlini (Einaudi 2013) è fatto di 101 micronarrazioni talvolta non più lunghe di due righe (un esempio: - A chi lo dici. Scusami sono di corsa.), talvolta più estese, mai eccedenti la paginetta, in un caso composte da una sola frase e un emoticon.   Provare a ricondurre una storia all’estrema sintesi è uno degli esercizi da sempre in voga nelle scuole di scrittura, e a ragione, poiché nella capacità di riassumere si vede la comprensione profonda di un testo, della sua natura, dei suoi meccanismi di funzionamento. E d’altronde, uno dei padri del gusto e dell’estetica moderni, Mies van der Rohe ci ha insegnato che “less is more”, che dal togliere può scaturire la...

I fatti di Roth e l’inverno di Auster

Philip Roth è seduto al tavolo davanti alla macchina da scrivere. Lo vediamo attraverso la finestra, rinchiuso tra le sbarre dell’infisso. Inforca un paio di occhiali da vista, una mano sul fianco e una al mento. Un sottile nervosismo sembra attraversarlo, la bocca socchiusa e la mascella in tensione, forse la presenza del fotografo, più probabilmente la rilettura del testo. A prima vista sembra notte, lo fa pensare anche la lampada accesa, in realtà nel riflesso della finestra s’intravede una luce diurna che illumina alcuni alberi. La fotografia è di Bob Peterson e fa parte di una serie che ritrae Philip Roth al lavoro. Siamo nel 1968: l’anno successivo il Lamento di Portnoy lo metterà al centro della scena letteraria americana. Vent...

Pane e cultura

Pubblichiamo un'anticipazione dal libro di Bruno Arpaia e Pietro Greco, La cultura si mangia!, Guanda, da oggi nelle librerie.   D’accordo, ne siamo consapevoli: è fin troppo facile iniziare con le ormai celebri dichiarazioni di Giulio Tremonti. Ma non è colpa nostra se, quando era ministro dell’Economia, il commercialista di Sondrio ha riassunto in una sola battuta i pregiudizi e le arretratezze di buona parte del Paese rispetto a tutto ciò che sa di pensiero, di riflessione, di elaborazione culturale, di sguardo lungo sui nostri destini. «Con la cultura non si mangia» ha dichiarato infatti Tremonti il 14 ottobre 2010. Poi, non contento, ha aggiunto: «Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura...

Autobiografia del dolore

Georges Perec, sdraiato sul divano dello psicoanalista Jean-Bertrand Pontalis, ritrova il suo ricordo più doloroso. Un ricordo d’infanzia, riguardante la deportazione della madre. In W ou le souvenir d’enfance, sua opera autobiografica pubblicata nel 1975, consegna il compito di dire quel dolore straziante a una casella vuota. Non un capitolo, ma un taglio tra un capitolo e l’altro: tre puntini di sospensione che interrompono una struttura che intreccia un racconto di finzione a una collezione di ricordi. La lacerazione più grande si consegna in un vuoto che toglie l’aria.Primo Levi nella prefazione di Se questo è un uomo scrive il suo passo indietro rispetto al dolore: testimoniare e cercare di comprendere per restituire «uno studio pacato dell’animo umano».Ma la poesia che...

Alessandro Raveggi. Nella vasca dei terribili piranha

Ci vuole un po’ per entrare nel cuore del romanzo di Alessandro Raveggi, Nella vasca dei terribili piranha, (Effigie Edizioni, pp. 211, 19€), per capire che quello che si incontra nel primo capitolo, la “cosa” che il bagnino Marinatos scova impigliata in una rete di plastica tra gli scogli della costa di Fuerteventura, è l’oggetto misterioso, salvifico e apocalittico attorno al quale ruotano, come magnetizzati, i personaggi della storia. L’elemento entro cui tale attrazione si propaga è l’acqua, l’oceano, gli abissi, dai quali l’origine anfibia di ogni umano è richiamata in vita, in una nostalgia antica che ha in sé qualcosa di irresistibile e fatale. Ma questo è ciò che si comprende alla fine...

Candidato e testimonial

Se si vuole capire cosa succede a una nazione, non si può fare a meno di osservarne la pubblicità. L’abbiamo scritto sul primo numero di Bill, citando Norman Douglas, lo riscriviamo all’indomani delle elezioni, dal momento che anche in materia politica la pubblicità italiana si è pronunciata da tempo.   Prendiamo una delle caratteristiche più tipiche della nostra democrazia: la proliferazione dei cosiddetti partiti personali, quelli nati cioè intorno a singoli personaggi. Lo si è detto, soltanto in Italia sono così numerosi. Bastava guardare la quantità di cognomi sulla scheda elettorale 2013: il partito di Monti, di Grillo, di Ingroia, di Berlusconi, di Giannino, e prima ancora quelli di Di Pietro, di...

L'omaggio dello scrittore torinese ad Antonio Tabucchi / Andrea Bajani. Mi riconosci

Tra le mani il nuovo romanzo di Andrea Bajani, Mi riconosci. Si è rinnovato un pensiero, che mi aveva attraversato con Ogni Promessa e prima ancora con Se consideri le colpe.Un pensiero che è una frase di Roland Barthes: “la parola mi trasporta con questa idea: che farò qualcosa con lei”. E non è solo perché l’autore in questo romanzo racconta della libertà che i personaggi si prendono rispetto alle intenzioni di chi scrive, ma perché la potenza di questo ‘con’ abita ogni sua pagina: fare qualcosa con le parole, stare al mondo con le parole.Forse è troppo, e per una recensione soltanto poi, ma mi pare che si possa dire quel che dovrebbe essere ovvio, e che in verità ha smesso di essere tale da un po’, e cioè che Andrea Bajani è uno scrittore e i suoi romanzi sono letteratura. Si...

Pierpaolo Antonello, Dimenticare Pasolini

Il libro di Pierpaolo Antonello Dimenticare Pasolini. Intellettuali e impegno nell’Italia contemporanea (Milano, Mimesis, 2013)  cerca di sfatare alcuni miti o luoghi comuni sugli intellettuali italiani in epoca contemporanea. Il primo è che siano scomparsi, il secondo che questo sia, eventualmente, un fatto negativo. Gli intellettuali in Italia in realtà esistono, stanno bene e sono in numero crescente. Per capirlo basta semplicemente cambiare i parametri della definizione, cercando di individuare quella intellettualità diffusa, presente soprattutto tra le nuove generazioni, che si configura in maniera diversa dall’intellettualismo di vecchio stampo, di carattere verticistico e moralistico, prescrittivo e narcisistico, dominato da maitre à...