Scritture

Giacomo Verri. Partigiano Inverno

Partigiano Inverno (Nutrimenti, pp. 237, € 17) è un romanzo che narra alcune azioni compiute dalla Resistenza in Valsesia nel dicembre del 1943. Le sue pagine hanno una consistenza porosa: sculture in cui si alternano vuoti e volumi, abissi e superfici, illusioni e speranze.   L’autore sceglie di dare voce a pochi personaggi, ognuno dei quali si porta dentro il rimorso di un’occasione mancata: Umberto Dedali, un ragazzino di undici anni che vive a Borgosesia con il nonno, suo zio Italo Trabucco, professore in pensione – insieme preparano un bellissimo presepe, emblema dell’armonia assente dalle loro vite – e Jacopo Preti, studente universitario innamorato come il giovane Milton di Una questione privata, che si unisce ai ribelli delle...

Furio Jesi. Mito, violenza, memoria

Anticipiamo un brano dal nuovo libro di Enrico Manera, Furio Jesi. Mito, violenza, memoria, Carocci editore. Attraverso la figura di Jesi, storico delle religioni, mitologo e giornalista, Enrico Manera analizza il recente dibattito sul mito, nel suo indissolubile legame con la politica e con la costruzione delle identità delle società moderne.   Leggi la quarta di copertina.     Furio Jesi è stato uno studioso dalla straordinaria varietà di interessi, capace di ibridare discipline e di intrecciare problemi apparentemente distanti grazie a un’erudizione profonda, un’intelligenza sottile e una scrittura formidabile. [...]   Nello studio del mito Jesi è una luminosa meteora che emerge per originalit...

Aziende camorristiche e clerici bigotti

Pubblichiamo un estratto dal nuovo libro di Stefano Bartezzaghi, Dando buca a Godot. Giochi insonni di personaggi in cerca d’aurore, Einaudi Stile Libero Extra, da oggi in libreria.                                                   Nome del gioco: Anagramma politico.   Meccanismo: Si dispongono le lettere del nome-e-cognome (senza tralasciarne, aggiungerne o sostituirne alcuna) di un personaggio politico cercando di costruire una nuova frase, pertinente alla sua personalità.   Esempio: Giovanna Melandri = Madonna virginale....

Gabriella Kuruvilla. Milano, fin qui tutto bene

Milano è un nodo: non esiste centro, non esiste periferia, ma una costellazione di provincie. Non provincie padane, settentrionali o italiane, Milano è la provincia dell’impero più di ogni altra città. Ogni storia s’intreccia, ogni individuo s’incrocia, ma le vicende rimangono ognuna separata dalle altre e così gli individui, sempre e solo singolarità sparse. Gabriella Kuruvilla entra sotto la pelle di quattro milanesi tipici (e quindi atipici all’infuori di questa confusa e complicata città), nasconde la propria voce nella loro e affronta un tour tra gli stereotipi e i vezzi milanesi, con leggerezza, ma non senza una sostanziale nostalgia. Milano è infatti nostalgica: per i non milanesi la nostalgia...

The Collared Dove Sound

The Collared Dove Sound di Sabrina Ragucci e Giorgio Falco Testi di Sabrina Ragucci e John Gossage e un racconto di Giorgio Falco Da Sabrina Rigucci, The Collared Dove Sound: Il titolo di un’opera rivela meglio a se stessi il lavoro mentre si fa. The Mourning Dove Song sarebbe stato un ottimo titolo, forse fin troppo letterario, da romanticismo inglese, tipo Ode to a Nightingale. La mourning dove non è l’usignolo di Keats, è una tortora, ma mourning significa anche lutto. Gli esseri umani sembrano scomparsi nella zona sud di Milano, uno dei posti più inquinati d’Europa; certo, potrebbero essere dietro le tende delle finestre, le finestre spiano noi che li cerchiamo, le case ci osservano. Impigliato tra le immagini, solo una sorta di...

Auden, Isherwood, Spender. Il diario di Sintra

Arrivare a Sintra, luogo dell’immaginario, fiabesco come pochi, nel Novecento patria d’elezione di miliardari, eccentrici, scrittori, artisti in fuga dalle scomode familiarità della madrepatria o semplicemente in cerca di un Altro posto in cui vivere. Un luogo parallelo sì, ma assolutamente altro, con i suoi castelli, la sua nebbia, le sue guglie, la sua anima al tempo stesso nordica e mediterranea. Non è un caso che nel corso dei secoli Sintra abbia affascinato viaggiatori così diversi e provenienti da luoghi così disparati, primo fra tutti Byron, per non parlare della nutrita colonia inglese che all’inizio del secolo scorso fugge dalle restrizioni sociali dell’Inghilterra del tempo per cercare uno stile di vita meno...

Alessandro Cinquegrani. Cacciatori di frodo

Cacciatori di frodo di Alessandro Cinquegrani (Miraggi Edizioni, pp. 112, € 12,50) è la messa in scena della lingua del dolore, di un dolore psicotico, ossessivo, incontenibile. Chi legge si ritrova spettatore di un teatro di parole che “rotolano” sulla pagina, braccate dalla sofferenza di chi parla. Ma in questo libro non c’è solo una lingua malata, perché una storia viene raccontata anche se a intervalli discontinui, in una incessante zoppia di pensieri.   Il protagonista si chiama Augusto, ha una moglie bella dalla pelle candida, Elisa, che ogni mattina percorre 12 chilometri a piedi per andare a morire sulle rotaie di un binario morto, in attesa di un treno che non arriverà mai. Un suicidio cercato ad ogni alba. Ed...

Linda Lê. Lettera al figlio che non avrò

Fare i conti con il proprio futuro prima ancora che con il proprio passato è forse il primo accorgimento necessario per chi oggi oltre la soglia dei trent’anni è obbligato a gestire con adeguata calma le nevrosi e i disequilibri emotivi dati da un ambiente sociale decadente e restio al ricambio generazionale.   Linda Lê è una delle autrici più interessanti del panorama francese degli ultimi anni. Con Lettera al figlio che non avrò (Barbès editore, pp. 96, € 12. Traduzione di Tommaso Gurrrieri) del 2011 ha saputo sintetizzare e dare forma al principale fantasma di una generazione obbligata alla precarietà diffusa da un sistema che prima ancora che espellerla non ha mai contemplato la possibilità di un suo...

Angelo Morino. Il film della sua vita

A distanza di cinque anni dalla sua morte, avvenuta nel 2007, è stato pubblicato Il film della sua vita (Sellerio, 218 pp, 13 €), l’ultimo romanzo di Angelo Morino. Ultimo in ordine di pubblicazione ma non di stesura: la sua gestazione infatti comincia nel 1999, poco dopo la morte della madre e ben prima della composizione degli altri suoi tre romanzi.   Si tratta dunque di un testo che rappresenta per l’autore l’iniziazione alla scrittura di sé, nella quale non si era mai cimentato prima perché impegnato nella saggistica o, come scrive Vittoria Martinetto nella postfazione, “in uno scrivere transitivo – scrivere qualcosa e di qualcosa”. Con la morte della madre, Morino “si lascia andare allo scrivere di s...

Massimo Miro. La faglia

La faglia (Il Maestrale, p. 144, euro 16) di Massimo Miro è un romanzo che nasce da un interrogativo e un’illusione: sarebbe stato possibile salvare Aldo Moro? Purtroppo no. E con lui nemmeno il destino di un paese. È questa la lucida conclusione a cui approda Goffredo Mezzasalma, detto Gomez, protagonista e voce narrante del libro, un adolescente che negli anni Settanta vive in un’immaginaria periferia a Torino – molto simile alla Berlino di Christiane F. – con un gruppo di amici: Jumbo, Sgummo, Novi e Ligure, che si dividono fra risse e piccoli furti.   Gomez è l’unico sopravvissuto. Ora si è trasferito a Milano, è sposato, benestante, ma questa apparente felicità viene turbata dall’irrompere di...

Delphine de Vigan. Niente si oppone alla notte

La morte della madre e la sua vita: ripartire dal suo suicidio per ripercorrerne i tratti di una vita infelice e tragica, faticosa fino all’estenuazione, ma non per questo priva di momenti di assoluta gioia e soprattutto di profonda libertà.   Delphine de Vigan ritorna su uno dei temi centrali dei suoi precedenti romanzi, su tutti Jours sans faim con cui ha esordito sotto pseudonimo raccontando la sua lotta contro l’anoressia e il complicato rapporto con la madre. Romanzo autobiografico, ma anche reportage capace d’indagare i tardi anni Settanta del riflusso e del disincanto.   Il tono dell’autrice è sempre misurato: in terza persona quando si tratta di rievocare, per altro con splendida delicatezza, l’infanzia della madre e...

Sandro Bonvissuto. Dentro

Sono tre racconti a comporre Dentro, l’esordio narrativo di Sandro Bonvissuto, tre racconti legati dalla comune identità del protagonista; o così almeno si è portati a pensare, dal momento che quelli descritti sono episodi di vita narrati in prima persona che sembrano scandire le tappe di un romanzo di formazione, montato però a ritroso. Adulto in carcere, adolescente sui banchi del liceo, e infine bambino, tra mura domestiche e strade di terra battuta che conducono altrove. L’unità tuttavia non è data dalla continuità della trama, né da un’eziologia al contrario, ma dalla peculiarità di un linguaggio icastico che veicola, nei racconti, un’identità di sguardo.   Il primo momento,...

Jean-Luc Benoziglio. Il re di Francia, seguito e fine

Scrivere di un mondo che è per noi definitivamente perduto, raccontare di un secolo che non esiste più, non è cosa affatto facile. Del tutto priva di una sua immagine addomesticata perché non ancora disegnata secondo una rete di rimandi che la renda leggibile al nostro occhio contemporaneo, ogni epoca passata porta sempre con sé, nel momento della sua apparizione in un testo letterario, tutta la radicale estraneità del proprio mondo ris­petto al nostro. Come un naufrago sulla spiaggia, ogni secolo riemerso mostra sempre sul corpo le incrostazioni del mare che ha appena lasciato, immagini, segni linguistici per noi impensabili e che ne fanno, di fatto, un fascinosissimo mostro. Un animale sconosciuto. Ulisse sporco di sale che appare...

Isabella Santacroce. Amorino

Cos’è Amorino (Bompiani, pp. 330, euro 17,50) di Isabella Santacroce? Un romanzo che si sviluppa come un nastro di Möbius: infinito e circolare, sulla cui superficie si avvicendano la scrittura e la vita, la realtà e la finzione, la scrittrice e il personaggio, in un moto vorticoso che suscita impressioni contrastanti: voyeurismo e repulsione, attrazione e disgusto, curiosità e confusione.   La storia, che fa parte di una trilogia intitolata Desdemona undicesima composta da altri due romanzi,  V.M. 18 (Fazi 2007) e Lulù Delacroix (Rizzoli 2010) è ambientata nel 1911 a Minster Lovell, brumoso villaggio inglese dove si rifugiano personaggi ambigui: le attraenti gemelle Annetta e Albertina Stevenson, l’una specchio e ombra...

8x8. Si sente la voce

Se vale la massima galileiana del “discorrere come correre”, il romanzo è una gara di fondo con distanze lunghe e spazi dilatati, che esige uno sforzo prolungato e un continuo adattamento a ritmo e resistenza. Il racconto è invece uno scatto, un lavoro anaerobico che nella breve durata concentra velocità e potenza. È allora fondamentale la partenza, la spinta sui blocchi per ottenere la maggiore propulsione, la lettura d’un fiato; “in ogni caso il racconto è un’operazione sulla durata, un incantesimo che agisce sullo scorrere del tempo, contraendolo o dilatandolo” diceva Calvino.   Così, nella prefazione all’antologia di racconti Si sente la voce (CartaCanta editore, Forlì, 2012, p. 240...

Siri Hustvedt. L’estate senza uomini

La scrittura di Siri Hustvedt è prima di tutto un sistema nervoso. La storia si sviluppa per pulsazioni: gli eventi sono centri d’intensità. Come nei suoi romanzi precedenti, sempre in bilico tra narrazione e saggismo, Hustvedt sviluppa due piani di racconto che in L’estate senza uomini (Einaudi, Torino 2012, pp.160, € 17. Traduzione di Gioia Guerzoni) sono ancor più evidenti: la commedia romantica - un’esplicita citazione di Persuasione di Jane Austen (letto dal gruppo di amiche della madre della protagonista) - e un livello quasi prettamente filosofico che attraverso un montaggio di varie teorie, in testa Alla ricerca della felicità di Stanley Cavell, sviluppa una forma di analisi e di critica del genere della commedia romantica...

Eugenio Baroncelli. Falene

Il titolo del libro di Eugenio Baroncelli, Falene (Sellerio, 281 pp., 14 €), coincide con quello che Virginia Woolf aveva originariamente previsto per il suo romanzo Le onde: la sensibilità dell’autrice era stata infatti colpita dal dibattersi disperato di una falena contro il vetro della sua finestra, nel tentativo di resistere alla morte; essa sembrava rappresentare, in modo puntuale e semplice, la tragicità e l’assurdità della vita, nel breve tempo che le è concesso di durare. Baroncelli, con la sua opera, prova a riguadagnare questo sguardo presentandoci 237 biografie della lunghezza media di una “leale paginetta”, di personaggi più o meno celebri che hanno saputo stimolare, con i loro movimenti disperati e scomposti,...

Andrés Barba. Agosto, ottobre

Tomàs è in vacanza con la famiglia al mare, il suo sarà un agosto torrido e complicato, fatto di nuove amicizie e brutali violenze, paure e improvvise fughe verso un’età adulta quale ultimo rifugio possibile. Nel tentativo di quietare le continue eccitazioni sessuali alternate a repentini sensi di colpa, Tomàs vive uno sdoppiamento tra la propria vita individuale complicata e ricca di sensazioni e la propria vita sociale pulsionale e inconsapevole: un nuovo gruppo di amici, la prima esperienza sessuale e l’appartenenza ad un branco come segno di una conquistata virilità.   Andrés Barba (Agosto, ottobre, Mondadori, 129 p., € 10,00, trad. di Matteo Colombo) delinea i caratteri di un adolescente contemporaneo con la...

Marco Ercolani. Turno di guardia

Marco Ercolani è psichiatra e quindi non sorprende che la follia occupi un posto rilevante nel suo lavoro di scrittore e critico. Sorprendono invece la varietà dei modi in cui il suo rapporto di medico e artista con essa è stato declinato e la molteplicità delle forme che ha assunto: mai come ambiente, fonte di storie o serbatoio di personaggi o aneddoti, ma sempre spazio mutevole indagato al limite, in bilico sul filo tra follia e opera, esperienza e studio, malattia e sintomo, persona e paziente, cercando di preservare a ciascun corno della dicotomia la sua specificità e autonomia, il rispetto per la voce che gli è propria e insieme la possibilità di un passaggio dall’uno all’altro: ponte, porta, segno, empatia. Vale a...

Erlend Loe. Saluti e baci da Mixing Part

Telemann ha un solo unico pensiero, il teatro. Pensarlo, pensarlo e pensarlo ancora. E forse un giorno scrivere un lavoro teatrale. Nel frattempo si isola ogni volta che può tentando di ridurre ogni sua nevrosi a questo unico pensiero che gli permetterà prima o poi di diventare un vero e proprio uomo di teatro. La moglie di Telemann, Nina, tende invece a voler badare ai figli e ad esplorare le montagne attorno a Garmisch, dove la famiglia ha scelto di passare le vacanze. Ogni tanto cerca attenzioni da Telemann, ma tutto questo può avvenire nel ristretto spazio disponibile tra un pensiero e l’altro sul teatro. Erlend Loe scrive una storia di fallimento e consolazione che ha come centro la famiglia medio-borghese di Telemann e le sue continue fughe dalla realt...

Suse Vetterlein. Amorizzazioni

Nel romanzo Amorizzazioni (Verbavolant Edizioni, pp. 229, euro 13) di Suse Vetterlein accadono fatti strani. All’inizio, nel paese di Alpo, tutto va a gonfie vele: i prati sono in fiore, il sole splende luminoso, gli uccelli cantano nel cielo, la Ciocchindustria è fiorente e  gli alpigiani - sgrammaticati esperti di grammatica - si nutrono di cioccolato e allucinogeni. Il migliore dei mondi possibili direbbe ironicamente Voltaire. Forse.   Poi il pentagramma si attorciglia e la musica cambia:  le mucche smettono di ruminare e diventano “postmoderne”, gli asini iniziano a scioperare, l’economia si blocca e per giunta Maidy, la protagonista dalle lunghe trecce bionde, non suona le campane una volta all’ora, bensì al ritmo del...

Matteo Galiazzo. Sinapsi

C’è un libro di Vila-Matas, Bartleby e compagnia, in cui lo scrittore catalano passa in rassegna quelli che definisce gli “scrittori del NO”, ovvero coloro che, come lo scrivano di Melville, a un certo punto decidono di abbandonare la pratica della scrittura. I motivi sono molti: dalla constatazione dell’insufficienza del linguaggio al desiderio di liberarsi in un solo colpo sia dell’angoscia della scrittura che delle cattive maniere dei colleghi letterati, fino alla sacrosanta affermazione di Oscar Wilde, per cui “non fare assolutamente niente è la cosa più difficile del mondo, la più difficile e la più intellettuale”. Ecco perché di questa raccolta di scritture disperse su riviste varie e “...