Scritture

La scala delle temperature

Pubblichiamo la prefazione dal volume di Luca Trevisani, Water Ikebana Stories About Solid & Liquid Things pubblicato da Humboldt Books     I feel emotional landscapes they puzzle me State of Emergency 
 nihil est toto, quod perstet, in orbe. cuncta fluunt, omnisque vagans formatur imago […]; nam quod fuit ante, relictum est, fitque, quod haut fuerat, momentaque cuncta novantur. […] Nec species sua cuique manet, rerumque novatrix ex aliis alias reparat natura figuras […] Sono parole di Ovidio, nelle Metamorfosi (XV, 177-8, 184-5, 252-3: «In tutto il mondo non c’è cosa che duri. Tutto scorre, e ogni fenomeno ha forme errabonde […]: quello che è stato si perde, quello che non era diviene, ed è tutto un continuo...

Campioni # 1. Gian Maria Annovi

La Signora # 1 me la mettono in casa per forza ad aspettare che muoia una non italiana una troia io che insegnavo il latino che traducevo il greco e ora una cosa che sbatte le ciglia che appena mugugna un sacco di ossa e respiro e lenzuola […] La Scolta # 2 mattina lava Signora con carozina. lava tutta. con saponetta. con spunia. lava capelli anche. lava là in fondo che Signora non vuole e mi grida. ma io volio profuma di buono non quello suo odore di donna che more.   da Id., La scolta (Roma, nottetempo, novembre 2013, pp. 33, € 4), p. 11 e p. 13   Già col primo dei nostri «Campioni» poetici tocca contravvenire a una delle regole che ci siamo dati per questo gioco: la scelta cioè – per ciascun libro a sua volta...

Campioni. Giustificazione non petita

Accusatio manifesta. Facile, facilissimo il ruolo dell’accusatore: di fronte a una nuova rubrica di poesia in Rete. Col fiorire della bloggherìa indiscriminata, da un decennio a questa parte, per non parlare dell’universale “statistica” (da status) più di recente incoraggiata e prescritta dai social network (nei romanzi distopici del Novecento ci si ingegnava a fanta-tecnologicamente immaginare con quali modalità le Società di Controllo del futuro sarebbero riuscite a Sorvegliare e Punire i loro sudditi: ora che il paradiso collettivista lo abbiamo finalmente conseguito, sappiamo che l’uovo di Colombo consisteva nel fare in modo che i sudditi stessi, compiaciuti, si esibissero da sé allo sguardo del Panottico), il Narciso di...

Mohsin Hamid tra Oriente e Occidente

Nato e cresciuto in Pakistan, emigrato negli Stati Uniti e poi Inghilterra, Mohsin Hamid da cinque anni è tornato a vivere nella sua Lahore.   La sua vita finora si è letteralmente divisa tra tre continenti, in un continuo avanti e indietro: prima per gli impegni professionali del padre, professore universitario ingaggiato dalla Stanford University, poi per una formazione accademica all’altezza della migliore borghesia orientale, condotta tra New York (Princeton: laurea in lettere) e Londra (Harvard: seconda laurea in legge), dove ha ottenuto anche il passaporto inglese. Su questo asse a doppio scorrimento che collega Oriente e Occidente, però, oltre alla propria carriera professionale (in società di consulting management) Hamid ha fondato anche il...

Giorgio Falco. La gemella H

La foto in copertina, di Sabrina Ragucci, mostra tre mele appoggiate su un piano. Non sono freschissime; una anzi – la prima da sinistra – mostra pronunciati i segni del tempo. Ma il modo in cui sono riprese – il bianco e nero, lo sfumato dei contorni, l’ombra incerta sul piano – è proprio da una collocazione precisa nel tempo che le allontana.     Di nuovo delle mele sono chiamate in causa dalla prima frase che si legge (un refrain che tornerà, in seguito, con quieta ma tenace insistenza): «Noi mangiavamo le mele solo nello strudel, prima». È la frase che canticchia fra sé la protagonista e (per lunghi tratti) voce narrante del nuovo romanzo di Giorgio Falco (il secondo, dopo l’esordio con Pausa...

Paul Yoon. La riva del silenzio

La storia è sullo sfondo: la guerra, la prigionia, un lungo viaggio dalla Corea del Nord fino al Brasile, mentre quello che resta nella rete della scrittura levigata e assorta di Paul Yoon è invece la vita intima di un giovane uomo catapultato in un nuovo mondo tra visioni e sogni. Non un libro sul silenzio come farebbe pensare il titolo La riva del silenzio (traduzione di Manuela Faimali, per altro diverso dall’originale Snow Hunters e inutilmente ammiccante), ma un piccolo libro sulla memoria di un secolo, il Novecento, che inesorabilmente s’impiglia nella vita privata di questo giovane apprendista sarto. Gli eventi si trasformano così in sensazioni, un’educazione sentimentale che passa dalle dita del vecchio sarto esperto, fin nelle mani ancora...

Ciao! Sono la Stefi

C’ero anche io tra le migliaia di bambine che alle elementari aspettavano ogni settimana le strisce della Stefi sul Corriere dei Piccoli, pubblicate regolarmente dal 1976 e oggi ospitate di tanto in tanto dal Corriere della Sera.   Ciao! Sono la Stefi, Grazia Nidasio, Rizzoli 1978 Lucy e Mafalda erano bambine troppo adulte per i miei gusti.   Linus, anno X, numero 1, Milano Libri 1974   I cento volti a fumetti di Pierino la Peste, Marcelo Ravoni e Valerio Riva (a cura di), A. Mondadori Editore 1972 pag. 70 La Stefi, invece, era una bambina vera: Stefi Morandini, otto anni, una famiglia tradizionale ma aperta e affettuosa, due fratelli adolescenti (il Cesare e Valentina), Ubu, il cane, la nonna, molti amici e compagni di scuola, Eziomaria il preferito.
Una...

L’irriconoscibile in Antonella Anedda

Lo sfaldamento dei corpi e dei nomi. L’assottigliamento del sé che impallidisce, sino a divenire quasi spettrale. La scomposizione di un’immagine, il ritaglio dei dettagli. Dove si incontrano questi due movimenti: il vento gelato del tempo cui siamo in balia, che disperde le identità materiali e simboliche, e la furia analitica dello guardo che fissa i particolari, li isola dal tutto.   Sfaldamento e scomposizione: all’incrocio di queste due correnti ascensionali stanno i due ultimi libri di Antonella Anedda: i saggi, dedicati alla storia dell’arte e al suo incontro ecfrastico con la poesia, di La vita dei dettagli. Scomporre quadri, immaginare mondi e quindi la raccolta poetica Salva con nome (rispettivamente del 2009 e 2012, da cui provengono...

Jonathan Littell. Trittico

Non è molto sorprendente che uno scrittore come Jonathan Littell, così affascinato dalla violenza da farne il centro propulsore del suo talento, si sia deciso a comporre un Trittico di studi su Francis Bacon (trad. di Luca Bianco, Einaudi). A volte, soprattutto nel primo dei tre pannelli del libro, sembra adoperare la stessa intensità analitica, insieme fredda e appassionata, dei reportages dalla Cecenia e dalla Siria – per tacere delle pagine più truculente delle Benevole. Com’è noto, molti detrattori di Littell vedono in questa ossessione nient’altro che una cinica ricerca di effettacci a scopo scandalistico-commerciale. Ma c’è una critica delle intenzioni e una critica dei risultati, e confonderle genera spesso abbagli...

Paolo Zanotti. Il testamento Disney

Che cosa ci fanno Paperoga, Paperetta, Pluto, Eta Beta e Gastone per le strade di Genova? Si avvicina il Carnevale? Si è finalmente realizzato il progetto originario di costruire sulla Riviera ligure e non a Parigi il grande centro di divertimento ormai noto come EuroDisney (un progetto, si ricorderà, naufragato per i consueti ostacoli della burocrazia italiana)? O invece ci troviamo sul set di una nuova serie televisiva per il canale satellitare della multinazionale americana?   Nulla di tutto questo. Più semplicemente siamo entrati nell’ultimo, stralunato romanzo di Paolo Zanotti. Adoperare ora parole come queste può apparire una concessione al generale cordoglio – de mortis nisi bonum –, ma Zanotti, scomparso alla fine del 2012 a...

Bernard Quiriny. La biblioteca di Gould

Un odioso rompicapo affligge il lettore dell'ultimo libro di Bernard Quiriny La biblioteca di Gould (traduzione di L. Di Lella e G. Girimonti Greco, L'orma 2013) che voglia cimentarsi in accaniti smontaggi e rimontaggi dei racconti matrioska punteggiati di Borges, Perec, Queneau, Calvino, Bolaño e chi più ne sa più ne metta, in una vertiginosa parabola di attraversamenti letterari: “i libri (soprattutto quelli che non sono mai stati scritti) possono diventare metafore assai duttili per parlare del mondo sfuggendo all’assillo del realismo e confessando l’origine cartacea della propria intelligenza” (Carlo Mazza Galanti su Alias, poi in minima&moralia).   Quiriny sembra sfidarci a duello con un'operazione che ricorda per...

Il desiderio di Francesco Piccolo

Il titolo dell’ultimo libro di Francesco Piccolo, Il desiderio di essere come tutti, rivela non tanto un’ambizione politica più o meno discutibile, ma più precisamente un sentimento privato. Il racconto è infatti incentrato attorno al bisogno di un desiderio (come per altro nel romanzo che lo precede, La separazione del maschio) e non di una volontà, sentimento più fortemente politico. E non è un caso che l’educazione politica e sentimentale dell’autore spesso s’intrecci davanti a quel totem che è la televisione, tanto più in Italia. Piccolo, chiuso in casa, seduto in camera dei genitori o nel salotto, non partecipa, ma guarda e gli avvenimenti storici diventano eventi televisivi. Così è...

Vladimir Sorokin. La coda

Si dice che girasse un indovinello, nell’URSS degli anni ’60: “Qual è quell’animale lungo almeno cento metri, che ha mille piedi e si nutre di cavoli?”. Si trattava del fenomeno di massa più conosciuto dai cittadini dell’Unione Sovietica, simbolo di un sistema in cui ciò che serviva non era mai disponibile al momento giusto e in quantità sufficiente. La coda. Per ovviare alla difficoltà di acquistare i beni necessari, chiunque – studenti, operai, madri con bambini, anziani e ragazze – si sottoponeva a interminabili file preventive, a volte essendo all’oscuro della merce che veniva venduta.   Ed è la coda la protagonista del libro che prende il suo nome, riedito da Guanda (traduzione di...

Le rose di Pantani

«Il 14 febbraio 2004 sarà ricordato come un giorno funesto, per tutto questo paese di ipocriti matricolati che siamo. Bisogna ritornare su questo fatto, tanto eclatante e già tanto rimosso con le autopsie, che ci assolverebbero, per l'overdose di cocaina che ha stroncato il cuore di Marco, il Pirata Pantani. Non trovate qualche assonanza fraterna con «corsaro» Pasolini? Tutti e due imprendibili, soprattutto sulle salite, sulle vette del corpo e dello spirito.» Così scriveva, il 31 marzo 2004, a p. 26 del quotidiano “l’Unità”, il poeta e critico letterario Gianni D’Elia. L’articolo Pantani suicidato da tutti viene ora riproposto integralmente, col titolo Il pirata Pantani e il Corsaro Pasolini, nel...

Mi chiami semplicemente Stockhausen

Pubblichiamo un estratto dell'introduzione di Massimo Viel a Karlheinz Stockhausen, Sulla musica, a cura di Robin Maconie, Postmedia book da pochi giorni in libreria     “Il 22 Agosto 2012, appena due mesi fa e circa quattro anni e mezzo dopo la morte del compositore, abbiamo avuto l’ultima occasione di assistere alla prima esecuzione di un lavoro di Karlheinz Stockhausen. Si tratta del MITTWOCH (Mercoledì), la terza opera, nell’ordine progettuale, delle sette che compongono il ciclo LICHT (Luce), ognuna dedicata a un giorno della settimana. A dir la verità il Mercoledì era già stato rappresentato nelle sue singole sezioni e in versione concertistica, il che nel contesto delle produzioni stockhauseniane significa essenzialmente...

Lidia Ravera. Piangi pure

È un diario senza data d’inizio quello che si apre con una dichiarazione anagrafica della protagonista: un lungo diario al termine del quale si apre un romanzo che si pone come parziale riscrittura del diario stesso. Ed è proprio nello slittamento della voce narrante che vede la protagonista in prima persona nel diario e in terza nella forma romanzo l’aspetto più interessante della narrazione di Lidia Ravera. Lo stile è quello dell’autobiografia, una sorta di ragazza del secolo scorso solo apparentemente rassegnata e ben decisa ad inseguire, foss’anche per l’ultima volta, la passione e tutte le sue complicazioni.   Storia di una donna, storia di una famiglia, storia intima e politica, e più di tutto ancora storia di...

La chiave del paradiso

Pubblichiamo un estratto dall'ultimo libro di Marco Belpoliti, L'età dell'estremismo (Guanda). In questa occasione abbiamo inaugurato una sezione sul nostro sito che raccoglie materiale inedito e d'archivio messo a disposizione di tutti gli interessati.   Nel gennaio del 1984 Mohammed Salam, giornalista libanese, si trova nelle immediate retrovie del fronte dove iracheni e iraniani si fronteggiano, precisamente vicino al villaggio di al-Usair, nei pressi del ponte sul Tigri, dove sette anni dopo, nel 1991, il generale americano Norman Schwarzkopf si fermerà nella sua avanzata durante la Prima guerra del Golfo. Nelle settimane precedenti c’è stata una lunga tregua, poi di colpo comincia un attacco iraniano. Salam è uno dei pochi...

John Barth. L'algebra e il fuoco

Basta una semplice ricerca sul sito web di una libreria online per rendersi conto di quanti pochi risultati pertinenti restituisca, in Italia, la keyword "letteratura postmoderna": con l'eccezione del buon lavoro di Remo Ceserani (Raccontare il postmoderno, Bollati Boringhieri, 1997), il nucleo forte delle pubblicazioni di area non accademico-specialistica poggia ancora sui classici di Umberto Eco, da Lector in fabula a Opera aperta. Basterebbe questo, e il confronto con la ricca produzione anglosassone, per assegnare un posto importante all'edizione italiana dei saggi di John Barth pubblicati da minimum fax sotto il titolo borgesiano di L'algebra e il fuoco (traduzione Damiano Abeni, cura di Martina Testa) .      Tra gli anni Sessanta e Ottanta Barth...

Harold Brodkey. Questo buio feroce

In apertura di Questo buio feroce di Harold Brodkey (Traduzione di Delfina Vezzoli), la moglie Ellen Schwamm Brodkey ringrazia gli amici più stretti per la vicinanza “nel corso di questi ultimi anni di vita, duramente conquistati”. E sono anni di vita duramente conquistati quelli di cui racconta Harold Brodkey, ma non riguardano solo gli anni della malattia, anzi spesso non coincidono nemmeno, riguardano piuttosto la coscienza del proprio posto nel mondo: ruolo, immagine, memoria di sé. Brodkey non imbroglia le carte, la sua è sempre letteratura anche quando, come in questo caso, l’obiettivo è totalmente puntato su se stesso. La malattia, il ricovero e l’AIDS diagnosticato diventano l’ultima storia da raccontare, l’ultimo...

Alighiero Boetti: disegni e ricami

Pubblichiamo un estratto dall'ultimo libro di Michele Dantini Macchina e stella. Tre studi su arte, storia dell'arte e clandestinità: Duchamp, Johns, Boetti (Johan & Levi) in libreria in questi giorni       Qual è l’origine dell’interesse di Boetti per tecniche desuete, delegate o in apparenza artigianali, come il ricamo? La collaborazione di Boetti con ricamatrici afghane e di Peshawar (Pakistan) inizia nel 1971. Già nel 1969, tuttavia, l’artista chiede ad Anne-Marie Sauzeau, sua moglie e nell’occasione musa, di ricamare a punto croce la mappa dei territori occupati nel Sinai dall’esercito israeliano al tempo della “guerra dei sei giorni”. Possiamo interpretare l’impiego di...

Delio Tessa. La bella Milano

A Palazzo Morando, nella Milano del quadrilatero, si può in questi giorni visitare una delle innumerevoli mostre fotografiche dedicata alla città tra le due guerre. Di solito la massima attrazione per i visitatori, e vale anche questa volta, è osservare le fotografie della Milano che non c'è più: quella dei Navigli, della Darsena, il glorioso sistema di trasporti via acqua che si fa risalire a Leonardo e che dava un tono da ville d'eau alla città. I Navigli vennero interrati tra il 1929 e il '30 e da allora aleggia un sentimento di nostalgia in fondo antitetico allo spirito milanese che, come tutte le grandi città, o che si credono tali, è sempre pronto ad abbracciare con entusiasmo il partito del nuovo.   I...

Il topo sognatore

Si legge raccontandoselo a voce bassa, Il topo sognatore e altri animali di paese. Si legge muovendo la testa per rincorrere le parole e sfiorando con le dita quei graffi, che sono il disegno e che sono il corpo, come a voler sentire il pelo o la superficie rugosa della proboscide o la trasparenza delle ali. Gli animali occupano lo spazio, senza alcun rispetto della scala. Lo occupano con lentezza: la farfalla che ama stare dove non c’è niente da fare, magari in una chiesa che l’uomo non abita più e un fiore è finalmente cresciuto là dove c’era l’altare; la formica che non ha troppa voglia di uscire di casa per mettersi in fila per un chicco di grano, alla faccia di La Fontaine e della sua morale efficientista; il ragno che si fa sottile per mancanza di mosche, dimagrisce tanto da...