Scritture

L’ABC della letteratura algerina in 8 autori

L'ottava edizione di Babel, Festival di letteratura e traduzione (Bellinzona, 12-15 settembre 2013), attraversa il continente africano alla ricerca delle giovani voci e delle nuove letterature di lingua francese, con scrittori dal Madagascar, Maghreb, Mali, Congo Kinshasa, Camerun, Ruanda, Burundi, e inoltre il concerto della band tuareg Tartit, le proposte di artBabel e la rassegna cineBabel.       Come anteprima per Doppiozero, abbiamo chiesto a Selma Hellal, fondatrice e direttrice delle edizioni «barzakh», di scrivere un personale abbecedario della letteratura algerina.       Oltre a Selma Hellal e al suo compagno e co-fondatore di «barzakh» Sofiane Hadjadj, l'Algeria sarà rappresentata al festival...

Maria Attanasio. Il condominio di via della Notte

In un futuro poco lontano la nostra privacy sarà completamente violata e noi nemmeno ce ne accorgeremo, perché totalmente assuefatti dal sistema. Questo sospetto costituisce la materia prima con cui Maria Attanasio dà forma al romanzo distopico II condominio di via della Notte (Sellerio).   L’autrice non fa altro che spingere un po’ più in là la realtà in cui già viviamo: le numerose violazioni della privacy sui social network, da noi sottoscritte giorno per giorno, danno sempre più potere a chi guadagna sulle nostre relazioni interpersonali. Qualche mese fa aveva avuto una notevole diffusione un divertente e allo stesso tempo shockante spot belga volto a mettere in guardia tutti noi utenti di internet. Non...

Fiori di morte: Jack Kerouac a Milano

La grande americanista e traduttrice Marisa Bulgheroni raccoglie in Chiamatemi Ismaele. Racconto della mia America, in uscita presso il Saggiatore, i suoi incontri con gli scrittori che hanno fatto la storia della letteratura e della società americana dal secondo dopoguerra a oggi (da Norman Mailer a Harold Brodkey e Grace Paley, passando tra gli altri per Saul Bellow, Philip Roth, Allen Ginsberg, Vladimir Nabokov, Cynthia Ozick). Sono splendidi articoli e interviste pubblicati soprattutto a partire dal 1959 al 1991, integrati da ritratti e da ricordi inediti.     E così ecco il leggendario Jack Kerouac, che non sono riuscita a incontrare in America, che non avrei più creduto di poter incontrare, che, a sorpresa, sono invitata a presentare al...

Alexander Masters. Un genio nello scantinato

Come è possibile scrivere la biografia di una persona che «si rifiuta di parlare […] non ha ricordi d’infanzia […], non è portato per gli aneddoti, non è interessato a analizzare le sue capacità, il suo stile di vita o le sue relazioni con le persone e lavora su un argomento di importanza cosmica che nessuno capisce tranne lui»?   Alexander Masters, che già si era cimentato in una biografia sui generis con il suo primo libro Stuart: A Life Backwards, ci riesce con successo in Un genio nello scantinato. Biografia di un uomo felice (Traduzione di Andrew Tanzi). L’“uomo felice” è Simon Norton, matematico brillante, già bambino prodigio che a soli tre anni si dilettava con calcoli...

Daniele Del Giudice. In questa luce

L'idea di un certo pensiero scientifico come pensiero di «sorvolo», come di una «scienza che manipola le cose e rinuncia ad abitarle» – che Merleau-Ponty dipana nel suo saggio L'oeil et l'esprit (1960) – dove il mondo si staglia come oggetto di fronte al soggetto che lo attraversa sempre dall'interno, abitandolo, ha accompagnato, minandola, la lettura dell'ultima fatica di Daniele Del Giudice, In questa luce, edita da Einaudi, non a caso, forse, tra le Frontiere.     La fatica, prima di tutto; una parola che qui non è banale abitudine fraseologica, ma dichiarazione programmatica di quell'inevitabile lavorìo-al-fallimento, di un «operare affinché i progetti vengano bucati, invalidati...

Vásquez. Il rumore delle cose che cadono

Secondo Jean-Luc Nancy l’incontro amoroso possiede sempre un’importante dose di casualità, non tanto perché avviene normalmente per caso, piuttosto perché non è possibile “incontrare l’altro per pura e semplice necessità” (M’ama, non m’ama, UTET, 2009, p. 22). In effetti, Antonio Yammara, protagonista del romanzo Il rumore delle cose che cadono, (Ponte Alle Grazie, traduzione di Silvia Sichel), dell’autore colombiano Juan Gabriel Vásquez, tutto avrebbe potuto immaginare fuorché di vivere una vertiginosa serie di eventi che l’avrebbe portato a conoscere Maya Fritts, figlia di Elaine Fritts e Ricardo Laverde, e con lei dedicarsi al faticoso compito di frugare nei ricordi di una nazione,...

Jacques Rancière. Politica dello spettatore

In un testo recente, il filosofo e sinologo François Jullien ha provato ad argomentare una distinzione tra i concetti di “differenza” e “scarto” che può essere utile anche per comprendere l’utilizzo del termine in questo libro. Se la differenza si arrocca su una posizione di difesa di un’identità, in funzione della quale stabilisce un sistema chiuso che prende le distanze da ogni altro sistema di paragone, lo scarto tende invece a valorizzare i poli del confronto, ponendoli in uno stato di tensione che prova a evidenziare le potenze di entrambi e che disfa il concetto stesso di identità. Il vantaggio dello scarto consisterebbe pertanto nel creare uno spazio di articolazione che è precisamente uno spazio “tra...

Valerio Nardoni. Capelli blu

Capelli blu, primo romanzo del critico e traduttore letterario Valerio Nardoni, si configura come il cortometraggio allucinato di un'avaria, la ricostruzione accidentata di quel momento in cui il meccanismo della vita gira a vuoto e si capisce che di lì a poco finirà per guastarsi. Il libro è anche un giallo, sfumato di noir e di oniriche e traballanti indagini psicologiche.   Jilium – dal cognome Virgili, storpiato e rilatinizzato ai tempi della scuola – lavora come cassiere in un discount; è un giovane laureato di “quell’età in cui i calciatori iniziano a sembrarti dei ragazzini o allo sportello delle poste, anziché il contabile avanzato dall’Ottocento russo, c’è uno con l’...

Raffaello Baldini

Per me Raffaello Baldini è stato a lungo soltanto una voce, al telefono. Al lunedì, se non ricordo male. Una voce insieme roca e vellutata: c’erano due armoniche, una più bassa, ruvida, l’altra più dolce, quasi di flauto.   Avevo iniziato a lavorare da Franco Quadri alla fine degli anni Settanta, e uno dei miei compiti – in un’era ormai lontana, in cui non esistevano né computer né fax – consisteva nel trascrivere a macchina i manoscritti delle sue recensioni per “Panorama”. A volte Franco non era in ufficio, quando arrivavamo Silvia Bergero e io, e non aveva nemmeno lasciato il testo sulla scrivania di via Caradosso. Non esistevano nemmeno i telefoni cellulari, in quell’evo lontano. Se...

Willa Cather. Pionieri

Sono in molti a sostenere che i grandi scrittori siano sempre – o quasi – dei provinciali. Di Willa Cather sappiamo essenzialmente due cose: che fece della vita nella frontiera americana, delle sue storie di immigrati e gente in cerca di fortuna il centro della sua opera narrativa, e che i suoi protagonisti più memorabili sono donne dal forte temperamento che non si lasciano abbattere dalla difficile vita nei nuovi insediamenti del Midwest alla fine dell’800.   Come ogni buon scrittore provinciale che si rispetti, restò sempre legata a Red Cloud, il villaggio del Nebraska in cui si trasferì bambina con la famiglia, scenario di un fallimento familiare (la fattoria non fu un successo, e la famiglia dovette abbandonarla) e allo stesso tempo...

Antonio Moresco. La lucina

L’incanto, nell’ultimo libro di Antonio Moresco avvolge anche il dolore e l’ostilità della natura. Un incanto doloroso, che dà corpo a un tempo sospeso.   Un uomo vive solo, unico abitante di un borgo di montagna. Avanza in una realtà in cui le sole tracce di umanità sono così lontane da non fare rumore, avanza nell’«enorme solitudine vegetale». Lo sguardo registra, le parole interrogano gli animali. È la natura, l’unico vero Altro: una natura meravigliosa e insopportabile, che invade, avvinghia e copre di nero le strade. La natura nel suo accadere incessante e inevitabile, il creato che non è creato: materia, cellule.       Lo smarrimento di senso non si fa...

Tom McCarthy. Déjà-vu

Nel 2007 ISBN aveva dimostrato di essere tra gli editori italiani più attenti in fatto di avanguardie portando con incredibile prontezza nel nostro paese questo Déjà Vu (traduzione di Anna Mioni), che Zadie Smith ha definito una volta “uno dei grandi romanzi inglesi degli ultimi dieci anni”. Il suo autore, Tom McCarthy, è infatti piuttosto noto alla stampa anglosassone, e tuttavia ai tempi la traduzione italiana era passata quasi inosservata. La recente pubblicazione per Bompiani del suo ultimo romanzo C  ha fornito l’occasione per una ristampa di questo esordio fulminante, e si spera servirà anche per accostare il pubblico di casa nostra a una delle voci più interessanti della narrativa britannica contemporanea....

Sandro Campani. La terra nera

Con La terra nera Sandro Campani ci porta nel cronotopo che gli è ideale e in cui erano ambientate anche le sue due precedenti prove narrative, il romanzo È dolcissimo non appartenerti più (Playground 2005) e la raccolta di racconti Nel paese del Magnano (Pequod 2010, vincitore del premio A. Loria): siamo nell’appennino emiliano, quel lembo a sud fra le province di Reggio Emilia e Modena che nel passaggio dagli anni ’80 a oggi si è progressivamente spopolato, lasciando nei giovani che ancora lo abitano,  e perlopiù fanno la spola con la città e la pianura, spaesamento e disadattamento. Sentimenti che non portano a nessun vagheggiare nostalgico, anzi nella medietà attentamente descrittiva che è la cifra stilistica...

Mathias Malzieu. L’uomo delle nuvole

Come muore la bellezza? Come muoiono i candidi, i puri di cuore, coloro a cui non tocca, per destino o per conformazione dell’anima, la miseria di una quotidiana compromissione con il mondo ?  Nel folclore ebraico dell’Europa centro-orientale esiste una maschera chiamata Schlemiel, l’Innocente. La parola deriva dall’unione, in lingua jiddish, di Schlimm “cattiva” e Mazl “sorte”. Letteralmente Schlemiel è quindi lo sfortunato. Sfortunato non perché inviso alla sorte, ma perché incapace di sottostare alle semplici pratiche che governano la vita degli uomini. Chi è Schlemiel arriva sempre in ritardo strappandosi, per la fretta, la manica della giacca nella maniglia di una porta. Spesso cade o si lascia cadere...

Emmanuela Carbé. Mio salmone domestico

Pezzi di cartone con sagome disegnate, e poi ritagli di parole. Disegni e oggetti. Libri, modi di dire, ed anche frasi già sentite, come una lunga stringa di parole attaccate insieme, da utilizzare senza ridurla a unità più piccole. E, tra i ritagli, anche sagome di lettere. Lettere e parole, trattini a unire le lettere e spazi bianchi da lasciare tra una parola e l’altra, nel caso. Perché anche il linguaggio si fa pezzi, con l’idea che tali pezzi possano essere invertiti e che nascano magari parole nuove: riducendo gli spazi, o accostando le sillabe sempre nello stesso modo così da fare di esse un ritornello che diviene un’entità e prende consistenza, iniziando a muoversi nel mondo, facendosi magari anche oggetto, o...

Yves Citton. Mitocrazia

Al centro del discorso sta il rapporto tra mito e politica, che è fondativo della dimensione del politico stesso e che si rivela sempre più attuale in anni di attività politica mediatizzata, spettacolare e 'liquida'. Nelle società contemporanee lo spazio pubblico è stato egemonizzato da una civiltà delle immagini di derivazione televisiva, e via via digitali, multimediali e transmediali, capace di mettere in crisi una consolidata tradizione di pensiero critico. In Italia, la cui crisi politica può essere pienamente spiegata da vent'anni di mitologia berlusconiana trionfante (farsesca versione di quella neoliberale) che hanno oscurato nel senso comune oltre cento anni di epos dell'emancipazione legata al movimento operaio...

Mauro Covacich. L'esperimento

“A scacchi si perde e si vince sempre in modo diverso. Ogni volta che finisci un incontro hai la certezza che non si ripeterà. Miliardi e miliardi di storie, ma nessuna esposta ai capricci del destino, tutte sviluppatesi nelle ferree combinazioni della logica”: quando Gioia pronuncia queste parole si avverte che Mauro Covacich, autore de L’esperimento, sta forse indicando il suo modo di intendere il prodursi delle storie, delle “storie senza narratore”. Nel gioco degli scacchi dopo la prima mossa si virtualizzano quattrocento posizioni possibili, settantaduemila alla seconda, fino a arrivare alla sublime cifra di dieci alla centoventi possibilità di posizioni, movimenti, eventi; allo stesso modo, attraverso la sapiente ars combinatoria della...

Peter Cameron. Il weekend

La campagna è quella nei dintorni di New York, l’atmosfera è di fine secolo: un weekend, un critico d’arte e il suo nuovo giovane compagno in visita ad una coppia abbiente e non più affiatata, una ricca signora in villeggiatura ospite per la cena. Basta poco per saltare indietro di un secolo, basta la fuga dalla metropoli, l’assenza di telefoni cellulari, niente internet e un profluvio di discussioni esistenziali.   Peter Cameron è tutt’altro che uno scrittore decadente, ma irrimediabilmente decadente è la borghesia che rappresenta, una classe espansa che per esclusiva sopravvivenza ha accolto a sé la diversità, sia intellettuale che sessuale, una classe tollerante per interesse che guarda con nostalgica...

Berliner Tango

Quando mi è stato chiesto di scrivere un reportage narrativo per @00SerialTW ho pensato che fosse una buona idea provare a raccontare Neukölln, il kiez (quartiere) di Berlino che conosco meglio e in cui ho ambientato BerlinXxX, il romanzo a cui sto attualmente lavorando.   A Neukölln trascorro le mie giornate: al Tempelhofer Park o a Hasenheide Park quando c'è il sole (ho scritto questo post proprio da qui), tra le strade che nascono da Hermannplatz, come Sonnenallee e Karl-Marx-Straße, o, quando scende la sera, allo Schillerkiez. Non solo Neukölln è il quartiere in cui ho vissuto i miei quattro anni berlinesi, ma è anche il quartiere che senza dubbio ha subito la trasformazione più marcata: da kiez...

Saga. Il canto dei canti

In una manciata di millenni l'uomo ha costruito la propria storia, l'ha voluta Civiltà; ha sviluppato la propria dimensione psichica e comportamentale avvalendosi della complicità di un animale che facendosi cavalcatura ne ha potenziato le doti fisiche: l'ha fatto più alto, più veloce, più potente: l'ha fatto cavaliere. Una linea di frattura ha diviso l'umanità che ha potuto fare affidamento sui cavalli da quella che ha dovuto farne a meno. Cavalcare ha modificato la forma mentale dell'uomo e l'Era delle Macchine non è che lo stadio terminale di uno sviluppo abbastanza cosciente da siglare cavallo\vapore l'unità di misura della potenza meccanica. Era ieri e sembra preistoria. Un buco nero...

Alberto Prunetti. Amianto

Le parole di Alberto Prunetti sono pietre. Dure, grevi, precise, come il titolo del suo libro: Amianto, la biografia di un operaio: il metalmeccanico saldatore tubista Renato, padre dello scrittore.   Negli anni Sessanta del boom economico, Renato è un giovane che di giorno lavora in fabbrica e la sera fa il cameriere, si sposa, compra casa, diventa padre. E poi continua a lavorare in trasferta, senza sosta. Le ricorrenze della sua vita sono legate ai luoghi delle raffinerie e delle acciaierie più tossiche del nostro paese: Casale Monferrato, Taranto, Piombino, Busalla. Un Grand Tour alla rovescia, scandito dalle scorie dei metalli pesanti che gli entrano nel corpo: piombo, titanio, zinco,   e poi l’amianto, le cui fibre indistruttibili si...

Carson McCullers. La ballata del caffé triste

In un’intervista video del ’56, Carson McCullers racconta la genesi di uno dei suoi romanzi, The Member of the Wedding (versione italiana Invito di nozze, Longanesi 1964). Il giornalista le sta molto vicino, quasi la cinge con il braccio, in un gesto che vorrebbe essere protettivo e invece risulta volgare, forzato. Ben presto la nostra attenzione smette di recepire l’inglese mezzo impastato mezzo sussurrato della scrittrice per restare completamente catturata dai suoi gesti fragili ed eleganti, dall’inermità dello sguardo, dall’evidente distacco dal rito a cui sta partecipando, e insieme dalla sua totale partecipazione fisica e sforzo nel portare a termine quello stesso rito.     Carson McCullers era nata in Georgia; durante l...