Scritture

Bruno Osimo. Bar Atlantic

Il Bar Atlantic (Marcos y Marcos, 320 pp., 15 €) è il bar dell’Esselunga, un bancone circolare lucido di piastrelle blu oltremare; un approdo rassicurante per camerieri, commesse, magazzinieri e clienti abituali. Un non-luogo che del porto ha il nome oceanico, il viavai stanco e operoso e la confusione creativa di sonorità familiari e inusuali. Qui Bruno Osimo ha messo a punto il suo romanzo e qui il suo protagonista siede a un tavolino d’angolo: un caffè americano e il laptop acceso nelle pause sospese tra le tante vite incompiute che compongono la sua precaria unità. Adàm è israeliano, dottore in lingua e letteratura ebraica, ha trentacinque anni e cinque contratti in cinque università differenti; ha una casa a...

Colette. Prigioni e paradisi

Prigioni e paradisi (Del Vecchio editore, pp. 208, € 13) non è semplicemente una raccolta di abbozzi, racconti brevi o note. Colette è nell’occhio delle cose, i suoi scritti sono fatti di un insieme di frammenti sensibili, la biografia, il corpo, l’arte culinaria che si mescolano tra di loro. Colette modella con maestria il senso dell’esistenza, quel raro momento nella vita che è pienezza, quel frammento che ogni cosa fa risplendere.   Libro vitale eppure docile, irrazionale e icastico, in poche righe definisce un mondo dandogli forma e contenuto attraverso brevi annotazioni biografiche su Chanel o Landru, o descrivendo minuziosamente un pranzo marocchino. Ogni parola assume un odore, un gusto. Il lettore annusa e si sazia di una...

Davide Enia. Così in terra

Così in terra (Dalai, pp. 302, euro17,50) è il primo romanzo del drammaturgo e attore Davide Enia; un libro composto da un insieme di storie che si alternano come le scene di un’opera teatrale.   Molti dei personaggi fanno la loro comparsa su un palcoscenico che ha la forma di una moderna arena: il ring di un incontro di pugilato. Tutti devono superare la propria linea d’ombra, il punto di non ritorno, come nei racconti di Tim O’Brien: il nonno Rosario sopravvissuto alla prigionia in Africa, lo zio Umbertino, pugile sconfitto e seduttore, il padre Francesco, morto poco prima di combattere per il titolo nazionale e infine il giovanissimo Davidù, figlio, nipote e pugile, soprannominato il “Poeta”, a cui viene lasciata un’...

Iván Thays. Un posto chiamato Oreja de Perro

La voce narrante non perde tempo. Scopre le carte fin dalle primissime pagine: la paternità mutilata del protagonista, l’abbandono da parte della moglie, l’incarico che il direttore del quotidiano gli assegna in una delle zone più desolate del paese, la musica caraibica del tutto inopportuna in mezzo alle Ande peruviane, le fosse comuni e il silenzio di mosche di Oreja de Perro. Orecchio di cane, in italiano. Forse per la particolare conformazione del territorio, di difficile accesso, i sassi che ricoprono il terreno brullo sembrano nei sulle estremità cartilaginose dei cani. In realtà sono stati i militari a dare questo nomignolo alla fascia meridionale del distretto di Chungui, nel dipartimento di Ayacucho, che visto su una qualsiasi carta...

Enrico Macioci. La dissoluzione familiare

Viene da chiedersi: La dissoluzione familiare di Enrico Macioci (Indiana, 331 pp, 24,50 €) è un romanzo? La domanda sembra il titolo di un quadro di Magritte, visto che sulla copertina, sotto l’immagine di un libro apparentemente privo di parole ma consunto ai margini come se fosse stato letto, compare la scritta Romanzo, come a dissolvere un dubbio legittimo e prevedibile.   È proprio il concatenarsi continuo di ambiguità semantiche e metaletterarie che permette all’autore di giocare con il lettore proponendo innumerevoli “exercises de style”, narrazioni contenute in altre narrazioni che suggeriscono divertenti regressioni all’infinito, elenchi borgesiani in cui le categorie che tengono insieme gli elementi sono prive di...

Carola Susani. Eravamo bambini abbastanza

Ci sono immagini che retroagiscono sulla nostra conoscenza delle cose, dei libri, delle persone. Appena sento il nome di Carola le immagini che si formano immediatamente nella mia testa sono due. Una è lei circondata dalle sue bambine; sono sedute per terra, in una galleria d’arte, in una giornata primaverile a Roma e giocano, incuranti della gente attorno. Sono facili, sciolte, contente; potrebbe esserci chiunque attorno, loro sono chiuse nel loro cerchio magico e se ne fregano. L’altra è Carola da piccola in mezzo alle rovine del Belìce: i suoi genitori sono architetti veneti e nel ‘68 l’hanno portata lì perché volevano collaborare alla ricostruzione. Trascorsero in baracca diversi anni: anni di lotta politica, ma anche di...

Fulvio Ervas. Se ti abbraccio non aver paura

Se ti abbraccio non aver paura (Marcos y Marcos) di Fulvio Ervas è la storia del lungo viaggio che un padre, Franco Antonello, decide di intraprendere con il figlio Andrea, affetto da autismo: alla faccia delle perplessità dei dottori e dei consigli dei manuali. Un viaggio attraverso il Nord America, passando per Las Vegas e cercando il Coyote Ugly, e poi giù verso il Messico, la povertà, il Guatemala, i riti sciamanici, lungo chilometri di deserto e villaggi che, con buona pace dei navigatori satellitari e dei cartografi, esistono soltanto nei racconti e nei legami della gente. Luoghi come Arraial, meta finale di questi due mesi di macchina e moto, barche e aerei, percorsi dormendo in lussuosi alberghi o accampati in giacigli di fortuna, lasciandosi...

Catherine O’Flynn. Ultime notizie da casa tua

   Non c’è una pagina sprecata nell’edizione minimum fax del libro di Catherine O’Flynn. Dalla copertina alla quarta finale tutto è perfettamente coordinato al punto che risulta difficile distinguere la qualità del romanzo dall’aspetto grafico. Una simbiosi assoluta, come spesso capita con i titoli dell’editore romano.   In copertina troviamo il televisore Algon di Brionvega, a fianco una classica teiera: lui arancione, lei rossa. Algon è del 1964, nella foto ha la maniglia alzata: è un televisore nomade, e ha lo schermo rivolto all’insù, come un cagnolino verso il suo padrone, diceva il suo designer Marco Zanuso. E di televisione racconta il romanzo, una televisione che ha ormai...

Francesco Targhetta. Perciò veniamo bene nelle fotografie

Perciò veniamo bene nelle fotografie, di Francesco Targhetta, (Ibsn, 2012. 248 pp., 19,90 €) è un romanzo in versi; un esperimento voluto dalla casa editrice, che ha convinto il dottorando trentunenne già autore di poesie a dispiegare negli spazi lunghi del romanzo una storia che sembra autobiografica e universale. La voce che parla è quella di un dottorando intorno ai trent’anni con una tesi in storia contemporanea e qualche rara supplenza in licei di provincia. Ma è anche il dimesso lamento di una generazione perduta, o almeno vorrebbe sembrarlo, nel plurale del titolo o nella congestione di progetti e speranze disfatte in un appartamento condiviso. La voce che parla è una sola ma ne contiene tante: c’è Los,...

César Aira. I fantasmi

Si spende tutta la vita a convincersi del contrario e poi saltano fuori così, senza neppure spaventare a morte. Allora non ce ne sono, di storie. I fantasmi esistono. Eccome. Inutile girarci intorno: alla lettera, s’intende. Meglio affrontarli di petto, a viso scoperto e con una buona dose di pragmatismo, magari dando loro dei pagliacci infarinati, come non esita a fare Elisa. Del resto ci sono giorni in cui verrebbe proprio voglia di strozzarne uno, soprattutto quando oltrepassano i limiti del quieto vivere. Mica possono permettersi proprio tutto, solo perché sanno stare in equilibrio sui bordi delle antenne paraboliche, fluttuare attraverso i pavimenti o raffreddare il vino nei loro toraci millenari, e starsene lì, nudi, con il gingillo a ciondoloni, a...

Francesca Melandri. Più alto del mare

Più alto del mare di Francesca Melandri (Rizzoli, pp. 238, euro 17) è un libro che richiede tempo per riflettere. Le sue parole sono tanti piccoli spazi che inghiottono i pensieri e lasciano il lettore sospeso tra le storie dei protagonisti e le vicende degli anni Settanta.   I due personaggi principali sono Paolo e Luisa, lui professore di filosofia con un figlio brigatista pluriomicida e lei contadina, con un marito assassino e cinque figli da sfamare. La storia del loro breve incontro inizia a bordo di un traghetto che li conduce sull’isola dove si trova il carcere di massima sicurezza in cui i familiari scontano la pena. A confronto ci sono la sfera pubblica, le vicende del terrorismo viste dallo sguardo obliquo e insolito di un padre che si addossa le...

Milena Agus. Sottosopra

Sottosopra (Milena Agus, Nottetempo, 2012) è l’unico titolo possibile per questo romanzo-clessidra, che nei continui capovolgimenti dei piani spaziali confonde i sensi e le cronologie. Il punto fermo intorno cui ruotare è la voce di una giovane universitaria che si fa narratrice delle vicende dei vicini di casa intrecciate alle sue memorie private. L’infanzia della protagonista è raggomitolata nelle giornate spese con la madre ad aspettare ospiti che non si presentano, a vestirsi bene per fare visita a parenti che non si fanno mai trovare in casa. Così le vane attese e gli inviti a vuoto finiscono nella quieta follia materna, che si preoccupa delle bibite da offrire agli ospiti venuti per le condoglianze, come se il cadavere del marito...

Edmund White. Un giovane americano

Tra le righe di Un giovane americano c’è un momento in cui il narratore, che è un grande divoratore di libri, si chiede: “E se avessi raccontato la mia esistenza esattamente com’era? Se l’avessi mostrata in tutta la sue densità, nel suo tedio, nella sua passione tenuta segreta?”. È una dichiarazione di poetica ed è anche una presa di posizione rispetto allo statuto della letteratura: invenzione, realismo o confessione? Chi parla è un giovane quindicenne, insoddisfatto della propria vita, che riversa nella lettura la sua inettitudine a una normale socievolezza. Per chi si sente solo, escluso, leggere può servire infatti ad evadere, a costruire una vita parallela alla propria. A sognare, ma pure a peccare,...

Alessandra Sarchi. Violazione

Violazione, il primo romanzo di Alessandra Sarchi (Einaudi, 271 pp., 18€), si apre con un capitolo chiamato “Il mondo”, che presenta due dei personaggi, Primo e Jon, a partire dal momento aurorale del risveglio, in cui l’intero mondo del soggetto si ricostruisce pian piano, nonostante la resistenza di chi dorme e vorrebbe indugiare in quel limbo dove la vita è ancora senza nome. Sia Primo che Jon si chiedono “Chi sono?” e cercano di articolare i propri nomi, anche se sulle prime faticano a sentire in essi un senso, una storia.   Poi gradualmente emerge la coscienza, i due mondi si popolano di oggetti e ricordi che ci dicono come queste vite abbiano dato forma a due personalità molto diverse e destinate, nel corso della storia, a...

Speciale Adolescenza | Le ceneri del senso della vita: Niente di Janne Teller

Cosa succede quando il nichilismo, “il più sgradevole degli ospiti” come lo ha definito Martin Heidegger, bussa alla porta e diventa il credo degli adolescenti? É questo il tema di Niente di Janne Teller edito da Feltrinelli. Il libro, pensato per un pubblico di ragazzi, è uscito in Danimarca nel 2000, ha riscosso diversi premi e grande successo di critica ma ha anche suscitato forti polemiche per la durezza, la violenza, l’immoralità che caratterizzano i suoi personaggi. Già tradotto in Italia da Fanucci nel 2004 (con il titolo L’innocenza di Sofie), oltre che in Nord Europa è diventato un caso letterario in Germania, negli Stati Uniti, in Spagna e Francia, con eguale strascico di censure e proibizioni, proteste di...

Marco Missiroli. Il senso dell’elefante

La scrittura di Marco Missiroli è elegante, equilibrata e raffinata. Ho letto Il senso dell’elefante (Guanda, 2011) in una notte: si tratta di un libro che trattiene e che coinvolge, non tanto per la favola amara che si ricostruisce via via che la narrazione procede, o per il desiderio di stringere i fili in un unico nodo, quanto per l’atmosfera; conquistata dal desiderio di rimanere tra quegli odori. Certo, sin da principio il lettore intuisce di avere qualcosa da scoprire: dei tasselli vanno messi a posto e l’indugiare dell’autore nella descrizione di alcuni particolari è teso a indirizzare la nostra attenzione, tradendo intenzionalmente l’esistenza di un mistero. Abbiamo bisogno dei dettagli, e li conquistiamo pagina dopo pagina,...

L’unità d’Italia nella letteratura

Termina oggi la nostra Antologia della Letteratura Italiana dedicata al tema dell’unità. Scrivere anche solo una parola in più a proposito della ricorrenza dell’unità italiana, dopo la pletora di pubblicazioni occasionate dal centocinquantenario che, nel corso del 2011, ha gravato sugli scaffali dei lettori più tenaci, rischia di essere solamente superfluo, se non molesto.   Ma, a questo proposito, andrà detto che proporre su doppiozero una serie di testi letterari sull’Italia, lungo il corso dell’anno passato, covava anche l’intenzione di mantenere una qualche leggerezza (leggerazza calviniana, ça va sans dire), lasciando che i testi letterari funzionassero per conto loro, senza sovrabbondanti apparati...

Franz Hessel. L’arte di andare a passeggio

Se già è straordinario che il testo di un ultranovantenne sia diventato il libro simbolo della rivolta giovanile globale, è forse ancor più apprezzabile che tutta questa attenzione attorno a Stéphane Hessel, partigiano e diplomatico francese di lungo corso, autore di Indignez-vous, abbia finito per ridare voce e spazio proprio al padre di Stéphane, Franz Hessel. Scrittore e saggista tra i più rilevanti nella vita parigina d’inizio secolo e fautore con Henri-Pierre Roché ed Helend Grund del ménage à trois per eccellenza, immortalato al cinema da François Truffaut con Jules e Jim, Franz Hessel ritorna disponibile per i lettori italiani dopo vent’anni di assenza in una nuova antologia, L’arte di...

Alberto Garlini. La legge dell’odio

La legge dell’odio (Einaudi, pp. 814, euro 22) è un’ombra che si allunga minacciosa su tutto il romanzo di Alberto Garlini, ne colma le pagine e le devasta sino a insinuarsi in ogni singola parola.   Il protagonista di questo libro è Stefano Guerra, “mezzo angelo, mezzo vipera”, un giovane che crede di trovare negli ideali del neofascismo il riscatto a tutto l’odio che porta dentro di sé. È l’ideologia della purezza della razza, dei miti nordici, della violenza come motore di qualsiasi avvenimento, dell’azione a tutti i costi e della “bella morte”, come dicono Stefano Guerra e i suoi compari.   Essi sono il braccio armato, i discendenti di un fascismo gretto e nostalgico, le cui radici...

Il tema Italia nella letteratura italiana

L’Italia è un vero e proprio tema della tradizione letteraria nazionale, come ha potuto facilmente dimostrare Mariasilvia Tatti, autrice della voce “Italia” per il Dizionario dei temi letterari curato da R. Ceserani, M. Domenichelli, P. Fasano (Torino, UTET 2007, pp. 1237-1243). Può essere utile, tenendo presente la scheda di Tatti (magari arricchendola con qualche altro riferimento, nonché spuntandola dei titoli non italiani, dei quali in questa sede non possiamo tenere conto) censire sommariamente le occorrenze del tema nella letteratura nazionale. Non certo una cernita esauriente di tutte le opere che, più o meno direttamente, evocano, nominano, o genericamente rimandano all’Italia (sarebbe impresa titanica da destinare semmai a...

Éric Faye. Nagasaki

Gli oggetti cambiano di posizione, si spostano, lo yogurt finisce, il succo d’arancia in frigorifero diminuisce. Ogni giorno, qualcosa, seppur impercettibilmente, va fuori posto, cambia d’ordine. Non sarebbero altro che minuscole variazioni se l’abitante della casa dentro a cui avvengono questi strani avvenimenti non avesse eletto l’abitudine a principio vitale. Shimura abita alla periferia di Nagasaki, conduce una vita solitaria e lavora come meteorologo, ma anche con i colleghi è parco di contatti: evita accuratamente ogni uscita conviviale o incontro che non sia strettamente professionale. Disincantato e poco più che cinquantenne, Shimura sembra aver ricomposto una frattura passata con un’ostinata abitudinarietà, unica vera...

Simone Lenzi. La generazione

Una donna vive di giorno, si alza con le prime luci, pensa, sogna e desidera al calore del sole; un uomo, il suo uomo, di giorno dorme disturbato dai rumori del ciclo vitale diurno, e di notte lavora, e mentre lavora pensa e legge e studia, nel tentativo disperato di spiegarsi perché la sua vita e quella di sua moglie sembrino escluse dai ritmi naturali dell’esistenza, sterili alla procreazione. S’immerge nella lettura di Comenio, di Aristotele, di Ippocrate, di scienziati dei secoli addietro, alla ricerca di una spiegazione razionale; pagine digitali scorrono sul monitor del computer, pagine scannerizzate, sterilizzate. La voce narrante è quella di un guardiano d’hotel la cui notte non è né nera né blu, ma grigia, di un “grigio...