Società

Momenti fatali a Madrid

 È da qualche tempo che andando per librerie si trova sul banco delle novità una grande abbondanza di riedizioni di Stefan Zweig. Corredate dalle fascette rosse con la scritta 12ª edizione, 7ª edizione, 5ª edizione, se si va a cercare l’anno di stampa, si legge 2011, 2012, 2013. Mi faceva pigrizia in questi momenti riprendere i titoli abbandonati sugli scaffali delle case dei genitori, di quando eravamo adolescenti e cercavamo invece i nostri autori e ci rifiutavamo di leggere i loro autori dei nostri, o quelli dei nonni. Ma presa dalla curiosità, e superato il sospetto che queste “novità” si dovessero solo all’opportunismo editoriale di evitare il pagamento dei diritti una volta superato il periodo legale dopo la...

Adolescenti nella rete. E-ducazione?

Partecipo a un convegno di una certa rilevanza per il mondo politico e scolastico locale, organizzato secondo i più moderni dettami della comunicazione e dedicato al rapporto che i nostri giovani intrattengono con il mondo dei social network e delle nuove tecnologie.   Sono interessata, ogni volta che ho provato a mettere il naso nel mondo social degli studenti, adolescenti di un liceo di Scienze sociali (ora di Scienze umane), mi sono ritirata, urtata dal cattivo gusto generazionale: troppo narcisismo, troppo poco filtro, troppa ingenuità, troppo design di cattivo gusto, troppo radical kitsch. In linea, ma peggio, con quello dei miei coetanei trentenni. In un avveniristico palazzo istituzionale si affollano politici di ogni rango, in completo scuro d’...

Beckett in Giappone

Una delle cose che distingue il mio paese d’origine è l’assenza dell’attesa. È molto raro attendere qualcuno o qualcosa. Ogni cosa arriva in orario se non prima. Ovviamente, anche noi siamo invitati a essere sempre puntuali. Soprattutto in ambito professionale, far aspettare i clienti o gli utenti viene percepito come un’enorme negligenza e il primo obiettivo di ogni lavoratore sembra quello di eliminare l’attesa, ancor prima della qualità del servizio.   Omatase shimashita   Nei negozi e negli uffici pubblici in Giappone è difficile che aspetti. E quando arrivi alla cassa o allo sportello, anche se non hai aspettato più di cinque secondi, ti dicono Omatase shimashita (Scusi per l’attesa)....

Panem et Circenses, Eating et Design

Panem et circenses, è questo che ci vuole per tener buono il popolo. Le cose non sembrerebbero troppo cambiate dai tempi dei romani se non fosse che non è la pancia vuota il problema (almeno per il momento) e che i circenses sono alquanto cambiati. Il diletto, sempre più spesso, sta nel provare panes diversi, nel cucinarli da sé, nel trovare il vinum che li accompagni e, naturalmente, nel parlarne fino allo sfinimento. Insomma, è chiaro, oggi la vera questione, il punto su cui si concentra la contemporaneità, non sono né l’uno né l’altro, è l’et che li tiene insieme, quel qualcosa che fa del cibo un divertimento e del divertimento qualcosa da mangiare (e non solo).   Ecco allora trEATicon, un...

Senza più libri

Soffermiamoci un momento su questioni banali, già discusse migliaia di volte. Così, per scaldare le gomme. Parliamo di tagli. Alla scuola, certo, ma ampliamo il contesto. E andiamo oltre la riflessione sui tagli ai progetti didattici, ai quali, ahinoi, si oppongono la fantasia e l'abitudine al salto carpiato degli insegnanti.   Voglio soffermarmi sul concetto di sopravvivenza. Su quei progressivi tagli all'esistenza quotidiana che paiono uno stillicidio continuo, mai letale ma progressivo e sfibrante. Le cartucce del toner o i fogli per le fotocopie che, a causa del razionamento, costringono gli insegnanti, soprattutto quelli con più classi, a funambolici dribbling (mi si perdoni la metafora calcistica) per ovviare all'inconveniente. C'...

Dove i libri si possono sporcare

Le mostre di libri sono sempre un po’ noiose: si vedono tante copertine, qualche pagina aperta ma quasi mai è possibile fruire del libro, sedersi in un angolo a divorare le pagine di una nuova scoperta, cogliere l’occasione per confrontare autori, soluzioni formali e temi …   Chi solitamente esce con qualche insoddisfazione da questo tipo di mostre può andare a visitare lo spazio dell’Associazione Bruno Munari (via Benvenuto Cavalieri 6, 20121 Milano) dove, fino al 15 dicembre, Beba Restelli ospita una scelta di libri d’artista per bambini, provenienti dall’archivio O.P.L.A! di Merano. Troverete i libri sparsi nello spazio, sul pianoforte, sugli scaffali e tutto intorno a un grande tavolo dove i più preziosi, per esempio...

Elezioni, Nepal al bivio

In pochi anni il Nepal ha conosciuto una trasformazione radicale: da monarchia Indù a repubblica secolare, dal conflitto alla pace, dal nazionalismo monolitico e monopolizzato della valle di Kathmandu, a una cittadinanza più inclusiva. Ultima sfida, quella di queste elezioni, è diventare uno stato federale. Processi che spesso richiedono decadi, quando non secoli di maturazione hanno sconvolto un paese che può sembrare piccolo e irrilevante, stretto com’è tra India e Cina, ma il cui futuro ha un ruolo notevole negli equilibri geopolitici ed economici dell’intero subcontinente.   Monarchia assoluta dal 1762, Il Nepal lo resterà fino al 1990, quando il re Birendra, messo sotto pressione dal crescente movimento per i diritti...

Tokyo: incontro con Toyo Ito

Ho tenuto l’11 settembre dello scorso anno a Tokyo una conversazione in pubblico con Toyo Ito, famoso architetto giapponese, autore del Sendai Médiathéque. Motivo dell’incontro era parlare non solo del recente premio Leone d’Oro vinto alla Biennale d’architettura di Venezia con l’esposizione del Padiglione Giapponese, di cui Ito era il Commissario, ma piuttosto del suo nuovo filone di lavori Minna no ie (La Casa di tutti), da lui avviato dopo la catastrofe dell’11 marzo 2011, avvenuta nella stessa regione dove si trova anche il Sendai Médiathéque, nel nord-est del Giappone.   Questo perché quei lavori sono importanti non solo per il loro valore umanitario, ma perché con essi Ito sta mettendo in...

Francia senza identità

La Francia dei Lumi e dei diritti esprime i disagi dello squilibrio propri di un Paese che oggi è affetto da un malessere profondo. Se oggi si andasse al voto, il Front National (Fn) sarebbe il primo partito con il 24% dei consensi, seguito dai gollisti (Ump) con il 22 e i socialisti con il 19.     È un quadro che contraddice quello che siamo soliti identificare quando diciamo Francia, e il problema non è neanche quello di una singola forza politica. Questo è il mistero francese cui alludono Hervé Le Bras ed Emmanuel Todd nel titolo del loro libro. La domanda è: perché il voto populista attrae? Per rispondervi gli autori indagano la trasformazione della Francia degli ultimi trenta anni affrontando con metodo, ma...

Fra spavento ed estasi

Così come il patrimonio fiabesco, quello delle ninna nanne popolari costituisce, da sempre, un richiamo irresistibile per poeti e musicisti che ne hanno reinterpretato e attualizzato temi e modi: da Schubert a Brahms, da Ravel a Stravinsky, a Gershwin, da Shakespeare a Auden, da Yeats a Pascoli, a Trilussa, a Rebora, per citarne solo alcuni.     Per quel che riguarda l'ambito poetico, Tito Saffioti, curatore di Ninna nanne italiane, nota correttamente che se le creatrici e interpreti delle ninna nanne popolari erano donne, cioè coloro che effettivamente crescevano e accudivano i bambini, letterati e musicisti che si sono occupati di ninna nanne in genere sono uomini.     E scorrendo la gran parte della produzione letteraria di...

Il disincanto degli studenti

Per alcuni decenni la scuola è servita anche ad avvicinare le classi sociali: nelle aule convergevano interessi e aspettative, si respirava la stessa cultura, si creavano possibilità per tutti. In fondo al viale si immaginava un mondo senza crudeli differenze, senza meschinità e ingiustizie. La conoscenza era garanzia di crescita intellettuale, e anche sociale ed economica. Chi studiava si sarebbe affermato, o quantomeno avrebbe fatto un passo in avanti rispetto ai padri. Tante volte abbiamo sentito quelle storie un po’ retoriche ma autentiche: il padre tranviere che piangeva e rideva il giorno della laurea in medicina del suo figliolo, la madre che aveva faticato tanto per tirare su quattro figli, che ora sono tutti dottori. Oggi le cose sono cambiate...

New York sceglie de Blasio

Domani i newyorkesi eleggeranno il nuovo sindaco e volteranno pagina dopo i dodici anni dell’amministrazione Bloomberg, la più lunga della storia della città. I due candidati sono il democratico Bill de Blasio e il repubblicano Joe Lotha. Come tutti sapranno, l’elezione è già decisa. In base all’ultimo sondaggio che ho visto, uscito il 21 ottobre, De Blasio godeva infatti sul suo avversario dell’abissale vantaggio di 42 punti percentuali, 68 contro 24.   Nel linguaggio politico locale, de Blasio è un ultra-liberal, più o meno un radicale di sinistra. Nel 1988, quando aveva 26 anni, se ne andò in Nicaragua a distribuire materiale umanitario raccolto in chiara opposizione alla politica anti-sandinista del...

Hiroshima: per non dimenticare

Shinichi Tetsutani aveva tre anni e stava giocando nel giardino di casa con il suo triciclo quando apparve la pika, luce di morte. Nella teca del Memoriale a Hiroshima il suo triciclo, assieme a un elmetto, sembra un'opera d'arte.     Lo splendido diario di Machihiko Hachiya – tradotto, sulla base del testo ufficiale inglese di Neal Tsukifuij del 1955, da Francesco Saba Sardi - si comprende fino in fondo solo dopo avere visitato il Memoriale. Dove sta il piccolo triciclo devastato di Shinichi, in una teca, insieme a tante altre memorie. Quel triciclo non è opera d'arte, è opera umana, ma non appartiene a un autore. Sembra esserlo, come la pika. Chi l'ha veduta la descrive come un bagliore:   All'improvviso fui...

L'amnistia e la formica argentina

“così fu un triste ritorno, ed era prevedibile. Ma a me spiaceva soprattutto aver visto come quelle donnette s’erano comportate. E mi venne un fastidio per chi va in giro a piagnucolare delle formiche che non l’avrei più fatto in vita mia, e mi veniva voglia di chiudermi in un orgoglio straziato come quello della signora Mauro, ma lei era ricca e noi poveri, e non trovavo la via, la maniera per continuare a vivere in questo paese, e mi pareva che nessuno di questi che conoscevo e che pure fino a poco prima mi erano parsi così superiori, l’avesse trovata o fosse sulla strada di trovarla” Italo Calvino, La formica argentina Il protagonista del romanzo di Calvino deve combattere, assieme agli altri abitanti del villaggio, l’...

Accampati a Porta Pia

Se ne sono andati da Porta Pia gli acampados, gli antagonisti. Erano arrivati sabato sera, la sera del 19 ottobre, dopo la manifestazione che da San Giovanni, attraversando la città, li aveva portati fino al simbolo storico della presa di Roma. È in questa zona che si annidano importanti centri di potere: ci sono diversi ministeri (Lavori Pubblici, Trasporti e poco distante quello delle Finanze) e la sede centrale di Ferrovie dello Stato, simbolo di quella Alta Velocità Torino Lione divenuta metafora di un profondo scollamento Stato-cittadinanza. Nei giorni precedenti il 19, i mezzi di informazione, in primis i grandi quotidiani, hanno creato un notevole allarmismo sull’arrivo a Roma di centinaia di migliaia di manifestanti, probabilmente violenti,...

Sorvegliare e spiare

La notizia è ormai nota: su un periodo di trenta giorni, dal 10 dicembre 2012 all'8 gennaio 2013, la Nsa avrebbe effettuato, solo in Francia, 70,3 milioni di registrazioni di dati telefonici, ha rivelato Le Monde, citando i documenti di Edward Snowden, l'informatico della Nsa che ha fatto scoppiare lo scandalo. Intanto il giornalista Glenn Greenwald, portavoce delle rivelazioni di Snowden sul sistema di sorveglianza statunitense, ha affermato lunedì 21 ottobre che tutti i Paesi dell'America Latina sono stati spiati da Washington. Il Messico ha chiesto l'apertura di un'indagine. Nel frattempo in Italia il garante della privacy scrive a Letta per sapere se anche la privacy dei cittadini italiani è stata violata.   Questa è solo l...

Contro il negazionismo: una legge sbagliata

In un paese retto da un ordinamento democratico l’ipotesi di una legge che, pur con le migliori intenzioni, volesse limitare il diritto di opinione, dovrebbe suscitare una reazione istintiva di allarme e preoccupazione. Viceversa nell’Italia di oggi, di fronte alla legge in discussione al Parlamento volta a sanzionare il negazionismo, la sensibilità ai principi di fondo del liberalismo non sembra essere stata così diffusa. Proviamo allora a considerare la questione da un altro punto di vista e a chiederci che cosa concretamente potrebbe accadere se quella legge venisse effettivamente approvata.   Il primo risultato sarebbe di offrire agli avversari cui si vorrebbe togliere spazio l’opportunità di prensentarsi come vittime e di ergersi a...

Les rendez-vous de Paris

Uno dei luoghi comuni più in voga tra gli italiani a Parigi – forse, anche tra gli stessi abitanti della città, che (r)accoglie un po' tutti – è quello riguardante la poca urbanità dei parigini; la loro poca socievolezza, la scortesia diffusa e generalizzata, il modo secco di tranciare un discorso e la capacità, forse ereditata da qualche salotto di balzacchiana memoria, di mandare a quel paese con il sorriso sulle labbra e, per di più, con una formula corretta e polie, educata, lontana da qualsiasi forma di spontaneo e ruspante turpiloquio. Come tutti i luoghi comuni, qualcosa di vero ci deve essere.   Eppure, le conversazioni meno banali che mai mi sia capitato di intrattenere con degli sconosciuti le ho avute proprio...

Greetings from Corelli

Lunedì mattina sono entrata per la prima volta al CIE di Milano, in via Corelli. Ero in ritardo, quasi a non voler andare. Con il taxi abbiamo cercato il posto risalendo in tutti i sensi quel pezzetto di città che si immerge sotto la tangenziale, senza riuscire a trovare il gabbiotto della polizia, i padiglioni nascosti all’ombra dei pilastri. Mentre mi accingevo ad arrivare, pensavo tra me e me che non potesse essere diverso dalle molte case di reclusione, circondariali, carceri di mezza Italia in cui sono entrata negli ultimi anni. Eppure. Eppure una differenza c’è.   C’è la facilità con cui ora si può entrare, dopo l’ondata emotiva della strage di Lampedusa, grazie alla quale tutti gli operatori del settore...

Una voce, nella notte | 1

"Librandosi a mezz'aria il Babau entra nei sogni dei bambini" (Dino Buzzati)   Babau, ispirata alle storie dipinte di Dino Buzzati, racconta di leggende e fiabe, di filastrocche e illustrazioni: gli albi illustrati e le loro storie, gli editori, gli autori e gli illustratori.  A cura di Giovanna Zoboli, Babau prenderà forma mese dopo mese su doppiozero.     A cosa serve una ninna nanna? La prima risposta è, ovviamente, ad addormentare i bambini che non hanno sonno. Leggendo il testo della conferenza tenuta Federico Garcia Lorca, Las nanas infantiles, tenuta probabilmente fra il 1927 e il 1933 (che a tutt'oggi, benché non si tratti di uno studio ma di una riflessione poetica, rimane sul tema un riferimento...

Micah White: oltre Occupy

Sabato 5 ottobre. Alle 13.40 il Cinema Apollo a Ferrara brulica in attesa dell’incontro “Le relazioni pericolose”, su stampa e finanza in tempo di crisi, organizzato e promosso da Banca Etica e Arci, in occasione della settima edizione del Festival di Internazionale.   Moderato da Mauro Meggiolaro, giornalista e blogger per Il Fatto Quotidiano, l’evento è introdotto da Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, che dà ufficialmente inizio alle relazioni pericolose, incoraggiando la platea a scrollarsi di dosso lo status di “analfabeti finanziari e utenti passivi di conti in banca” e a cercare di capire le dinamiche della finanza, in ragione della rilevante influenza che questa esercita sulla società. E, insiste, spetta...

Lampedusa: false tratte e false proposte

In un articolo sul Corriere della Sera del 4 ottobre, Fiorenza Sarzanini descrive così i “miliziani dei barconi”: “Tantissimi [potenziali migranti] vengono avvicinati dai trafficanti, pronti a tutto pur di avere merce umana da imbarcare, che li convincono a seguirli”.  I migranti sono quindi “merce umana” inconsapevole, uomini e donne sprovveduti e incapaci di decidere del loro futuro. Persone da proteggere e vittime credulone di trafficanti-spacciatori.   Come invece nota Andrea Segre, la lezione che questo come molti altri interventi traggono dalla vista delle centinaia di cadaveri raccolti sulla spiaggia di Lampedusa è cosi riassumibile: “La tratta di esseri umani nelle acque del Mediterraneo è un crimine...