Speciale: Acqua pubblica

In occasione del referendum sull’acqua pubblica, i lettori mandano foto, ricordi, suoni, storie sulle fontanelle (o monaci o vedove. ogni luogo ha il suo nome) della loro vita.

Fontanelle / Iseo

Ovunque nel paese c’erano fontane: nella zona delle carceri se ne trovavano addirittura tre e servivano tutta la piazza e il quartiere di via Duomo, un’altra era nascosta sotto la chiesa della Madonna della Neve e poi c’era quella di via Roma.   La fontana è sempre stata senza rubinetti, li hanno messi molto più tardi, c’erano solo due beccucci che facevano scendere l’acqua. La vasca esiste tutt’ora, mentre il cortile una volta era immenso, più grande di tutto lo stabile intorno. Nel palazzo c’erano tre scale che si lavavano con l’acqua della fontanella: quella dove abitava il sindaco che aveva due sorelle zitelle, e in quella scala si era più rispettosi, nella seconda invece la padrona di casa puliva e ridipingeva spesso le ringhiere perché ci viveva la madre di due sacerdoti, mentre la terza scala era la più trascurata. Nella parte rivolta verso il paese, tutto il prato era ricoperto di orti, ogni famiglia ne aveva uno e lo coltivava con l’acqua della fontanella e inoltre ci tenevano anche animali da cortile: polli e conigli. Coltivavano gli orti anche nella scarpata che...

La funtanèla

La fontanella di piazza San Gaudenzio a Novara, proprio di fronte alla basilica, è stata ormai elevata al rango di monumento storico della città. L’importanza storica di questa fontanella è data anche da una poesia in dialetto novarese a lei dedicata, che dal 2001 è possibile leggere su una targhetta appesa al suo fianco. Una poesia che sa raccontare l’importanza delle fontanelle non solo per la loro utilità, ma anche come elementi caratteristici delle città italiane, che sanno creare un’atmosfera unica grazie al loro continuo scrosciare, soprattutto nel silenzio della notte:       La funtanèla di Sandro Bermani (Lisàndar)   L’è in pé, la funtanèla ad San Gaudensi, propri davanti dal purton dla gesa. Tüta la not la canta int al silénsi la sò canson fài d’aqua nuaresa. E quand l’està la riva, sénsa sgiaché sa strüsa lì visin, sübit al sénta al bufunin da fresch ch’la manda lé. As büta suta cunt la buca v...

Acqua

Che fare con l’acqua? Oggi e domani andremo a votare per il referendum che chiede di non privatizzare l’acqua pubblica, quella degli acquedotti e delle fontanelle, di non darla in gestione ai privati. Ma intanto quale acqua bere? Per ora ci sono varie possibilità: l’acqua del rubinetto, le caraffe filtranti, gli impianti casalinghi di purificazione e l’acqua minerale. Corrispondono a quattro tipi diversi.   Gli ecologisti-risparmiosi: bevono l’acqua del rubinetto perché costa pochissimo, perché è comoda (sgorga direttamente in casa), perché sono contro l’acqua che arriva da lontano. I risparmiosi-che-non-si-fidano: bevono l’acqua dal rubinetto, ma decantata nelle caraffe filtranti, l’acqua costa poco e non sa di cloro. I risparmiosi-che-si-attrezzano: la bevono solo filtrata da impianti domestici ad hoc; si spende una volta sola (dai 1200 ai 3500 euro), ma poi l’acqua del rubinetto è pura. I diffidenti-lussuriosi: bevono solo acqua imbottigliata, come se fossimo in Africa, anche se costa (quasi 500 volte più dell’acqua del rubinetto), la gradiscono...

Enzo Apicella per l'acqua pubblica

  Enzo Apicella è nato il 26 giugno del 1922, ha quindi quasi 89 anni, ma quando lo vedi è così gagliardo che resti abbagliato e rincuorato. Alto, naso imponente, occhi azzurrissimi che ridono vispi, un’ironia che sprizza da tutti i pori. Finalmente l’ho conosciuto quest’estate in una spiaggetta selvaggia a Passoscuro, nel comune di Fiumicino. Cinzia e il Buggiani mi raccontavano di lui da anni, storie fantastiche, esilaranti, Lodeviconoscere! Lodeviconoscere!, pigolava Cinzia come fa ogni volta che mi parla di qualcuno che le piace molto, io, figuriamoci, son qui per questo.   Enzo Apicella ha collaborato e tuttora collabora con quotidiani e riviste di fama internazionale come il Guardian, l’Observer, il manifesto, Punch, l’Economist, Private Eye e Harpers & Queen (prendo da Wikipedia), inoltre ha progettato oltre 140 ristoranti e dipinto numerosi murales. È designer e grafico, architetto e decoratore. Ma soprattutto cartoonist: il profilo di un creativo che ha scelto di stare con i più deboli. Da Cuba alla Palestina. Ebbene, a proposito di ristoranti, m’era piaciuta da...

Fontanelle / L’acqua è di tutti belli e brutti. Vota si

L’idea m’è venuta l’altro giorno, volevo fare delle magliette, sul davanti: “L’ACQUA È DI TUTTI BELLI E BRUTTI”, e dietro: “VOTA SI”. Pensavo di realizzare la scritta con la mascherina e uno spray che avrei comprato l’indomani, invece siam partiti subito, Luciano s’è messo a incidere con un coltello affilato i tappi del lambrusco fino a ottenere i caratteri che ci servivano, Gutemberg ci fa ‘na pippa. Mentre lavorava di temperino io facevo la scema ballando, Dammi una V! Dammi una O! Dammi...   Abbiamo impresso lo slogan su 2 magliette vecchie dai colorini pastello, improvvisando anche il tampone per il colore con la spugnetta dei piatti. L’idea primaria era di piazzarci accanto a una vedovella e distribuire ai passanti bicchieri d’acqua. Poi ne ho pensata un’altra, fare dei blitz fulminei da una vedovella all’altra e incollarci sopra dei post-it colorati con la scritta in pennarello VOTA SI, m’ero preparata pure il percorso. I performers, noi due. Chi fa da sé fa per tre, ma poi, all’ultimo, giusto per, ho proposto a due amiche di...

Le prime acque

La senti che canta da lontano Predilige la notte o l’alba, ore vuote dai pettegolezzi delle auto e dallo scalpitare di ore che non bastano mai Lei Regina del “fermati un attimo”e guarda Me Guarda che deliziosa ferita nella pietra...indice di lussuriosa Vita passata a dissetare a scrosciare inviti ai passanti umani o animali di ogni razza con la stessa generosità Mormora vanitosa:“sono antica io”quando ti invita all'ascolto di quella magia che esce da lei: Tramite perfetto di cielo in terra...

I draghi verdi

Eccomi qui alla soglia della vecchiaia e prossima alla pensione, come una bisnonna con parlantina accesa, vorrei dire la mia prima di lasciare la città, perché mi è giunta voce che vogliono sbarazzarsi di me o vendermi a chissà quale offerente. Sono nata dopo la guerra in data incerta e ho sempre vissuto a Milano nei giardinetti di via Pallavicino, dove risiedo tutt’ora. È una bella zona con tanto verde intorno anche se molte cose da allora sono cambiate, ah quanti ricordi, quante mani e bocche si sono avvicinate a me! All’epoca non c’erano le bottigliette di plastica ed era assurdo che i bambini andassero a bere nei bar, figurarsi! I piccoli viaggiavano in lussuosi passeggini accompagnati dalle tate e i grandi (e per grandi intendo quelli delle elementari, una volta venivano responsabilizzati prima) giravano già nel quartiere in piccole bande, ovviamente senza soldi in tasca, altro che Coca cola! Ero io al centro della loro attenzione. Stavo lì bella e possente con la mia acqua fresca che sgorgava... Una fontanella verde tutta in ghisa con un bellissimo drago d’ottone come rubinetto, allora ero...

Fontanelle / Versi, musiche, balli popolari spigolati su YouTube

Funtanè, di Francesco Brikkostello. Bella canzone in dialetto napoletano, bellissime le foto delle fontanelle, anche i commenti raccontano qualcosa.     L’acqua te la funtana, interpretata da I Pizzica Salentina. Qualità scarsa ma seguite i piedi di uno dei ballerini: una molla, bravissimo!     Tutte le fundanelle, canto popolare abruzzese. Fin dalla prima nota si sente chiara e forte la montagna. Divertente il ritornello “tromba larille là... l’amore è bello, tromba larille là... viva l’amor!”     La via d’ la funtanella, interpretata da Matteo Salvatore. Lui è semplicemente un idolo.     La via d’ funtanella, interpretata da Undersoil, gruppo pugliese. La versione scassona. Qualità grama ma merita la grinta dei ragazzi.     N’ funtanella dei Pynazoriia, dalla tradizione teggianese (Salerno). Neppure qui eccelle la qualità ma il sapore è autentico, nostrano.     Beata funtanella, cantata dal tenore corso Nicolas Calcara. Non avevo mai sentito...

Se una rosa è una rosa

Se una rosa è una rosa è una rosa è una rosa, anche una fontanella è una fontanella è una fontanella è una fontanella. Anzi lo è ancor di più: è una quinta volta una fontanella, soprattutto d’estate, quando il solo guardarla dà sollievo, senza contare il richiamo al ruscello del suo gorgogliare nella conca sotto.   Se la prima è pura contraddizione sotto tante palpebre, la seconda rischia di diventarlo: sonno di nessuno, sogno di nessuno, perché vogliono farla sparire dalla faccia di quest’Italia balorda e sbalordita. E dove farà il bagno scotendo le sue piccole penne l’uccellino, dove la barba il barbone col suo asciugamano sulle spalle, dove potrà immergere il suo capo bianco nel lungo viaggio agostano in bici da Milano a Sesto per un po’ di sollievo Federico? Ah faticate sculture della premiata ditta Tal dei Tali, specializzata in fusioni di ghisa; sembra facile, ma provateci voi a fare uscire in conchiglia senza sbavature lo stemma del municipio orgoglioso della sua araldica. Chiudete i battenti e tutti a casa!   Ho visto un bambino che...

Pedalando verso casa

Le fontanelle rappresentano in questa storia le tappe di un faticoso ritorno a casa. Siamo sulla bellissima pista ciclabile della valle Seriana, che in poco più di trenta km collega Bergamo a Clusone. Racconto l’ultimo tratto, quello con le pendenze più significative, perlomeno per le gambe di un cinquantacinquenne che deve riportare a casa i suoi 75 kg. Già, perché il cittadino di Bergamo che percorre la ciclabile, quando torna a casa si ritrova in discesa; per noi dell’Altopiano, invece, il ritorno coincide con la salita… E in effetti, i primi otto km in discesa all’andata, verso il fiume, sono puro piacere: sui bordi erbosi della pista pascolano cavalli e qualche mucca, che osservano un po’ perplessi l’andirivieni dei pedalatori. Ti senti in armonia, le montagne d’intorno ti sorridono, le gambe girano che è una meraviglia. Poi arrivi sul fondovalle, il Serio scorre sulla tua sinistra, ti godi lo scroscio dell’acqua fra i massi, lo sentite? Arrivi alla fontanella fra Casnigo e Pontenossa (vedi foto 1), è in legno d’abete come tutte le altre, le producono in Alto Adige; ti...

Panta rei?!

È sempre bello tornare nel proprio paese natale, dove il pane è il più buono, i pomodori sono più pomodori e l’acqua disseta meglio di tutte le altre. “Panta rei” afferma Eraclito e sono d’accordo, certo! Non ci si può bagnare due volte con la stessa acqua, come non si può fare la stessa medesima esperienza due volte giacché ogni cosa nella sua realtà apparente è sottoposta alla inesorabile legge del tempo. Già, già. Ma allora come si spiega quello che mi è successo lo scorso week end quando, tornata nella mia Pisa in cerca di colori e suoni familiari, mi è capitato di portare mia figlia a sciacquarsi gli stinchi, rigati di sangue in seguito ad una rovinosa caduta sulla ghiaia, alla fontanella che si trova davanti a casa di mia nonna.   La fontanella, o meglio “la fonte” come la chiama mia nonna, è lì da sempre ed è sempre uguale, anonima nel suo modo camaleontico di confondersi con lo sfondo ma così attenta a ciò che le succede attorno, ritta e vigile nel suo aplomb discreto. La nonna ha sempre abitato...

Fontanelle / Milano

Da qualche tempo ho deciso di rifornirmi d’acqua alla fontanella più vicina. Non ci avevo mai pensato, eppure l’acqua è migliore di quella del rubinetto di casa e non è spogliata dei minerali come quella depurata. È corrente, è fresca e... suona.