Speciale: Marxiana

Una antologia del pensiero di Karl Marx nell’anniversario della pubblicazione de Il capitale: denaro, lavoro, capitalismo, alienazione, merce...

L'ideologia

Il fatto è dunque il seguente: individui determinati che svolgono un'attività produttiva secondo un modo determinato entrano in questi determinati rapporti sociali e politici. In ogni singolo caso l'osservazione empirica deve mostrare empiricamente e senza alcuna mistificazione e speculazione il legame fra l'organizzazione sociale e politica e la produzione. L'organizzazione sociale e lo Stato risultano costantemente dal processo della vita di individui determinati; ma di questi individui, non quali possono apparire nella rappresentazione propria o altrui, bensì quali sono realmente, cioè come operano e producono materialmente, e dunque agiscono fra limiti, presupposti e condizioni materiali determinate e indipendenti dal loro arbitrio.   La produzione delle idee, delle rappresentazioni, della coscienza, è in primo luogo direttamente intrecciata all’attività materiale e alle relazioni materiali degli uomini, linguaggio della vita reale. Le rappresentazioni e i pensieri, lo scambio spirituale degli uomini appaiono qui ancora come emanazione diretta del loro comportamento materiale. Ciò vale allo stesso...

La proprietà privata

Abbiamo preso le mosse da un fatto dell'economia politica, dall'estraniazione dell'operaio e della sua produzione. Abbiamo espresso il concetto di questo fatto: il lavoro estraniato, alienato. Abbiamo analizzato questo concetto e quindi abbiamo analizzato semplicemente un fatto dell'economia politica. Ora, proseguendo, vediamo come il concetto del lavoro estraniato, alienato, debba esprimersi e rappresentarsi nella realtà.   Se il prodotto del lavoro mi è estraneo, mi sta di fronte come una potenza estranea, a chi mai appartiene? Se un'attività che è mia non appartiene a me, ed è un'attività altrui, un'attività coatta, a chi mai appartiene? Ad un essere diverso da me. Ma chi è questo essere? Son forse gli dèi? Certamente, in antico non soltanto la produzione principale, come quella dei templi, ecc. in Egitto, in India, nel Messico, appare eseguita al servizio degli dèi, ma agli dèi appartiene anche lo stesso prodotto. Soltanto che gli dèi non furono mai essi stessi i soli padroni. E neppure la natura. Quale contraddizione mai sarebbe se, quanto più col...

La superstizione politica

Per parlare con precisione e nel significato prosaico, i membri della società civile non sono atomi. La proprietà caratteristica dell’atomo consiste nel non avere alcuna proprietà e perciò nessuna relazione, condizionata mediante la sua propria necessità naturale, con altri esseri fuori di esso. L’atomo è privo di bisogni, autosufficiente; il mondo fuori di esso è il vuoto assoluto, cioè questo mondo è privo di contenuto, di significato, di espressione, proprio perché l'atomo possiede in se stesso tutta la pienezza. L’individuo egoistico della società civile si può gonfiare, nella sua rappresentazione non sensibile e nella sua astrazione non vivente, fino a diventare l’atomo, cioè un’essenza irrelata, autosufficiente, priva di bisogni, assolutamente piena, beata. La realtà sensibile, non beata, non si preoccupa dell'immaginazione dell’individuo; ciascuno dei sensi di lui lo costringe a credere all’essere del mondo e degli individui fuori di lui, ed anche il suo stomaco profano gli ricorda quotidianamente che il mondo fuori di lui non...

L’imitatio Christi dell’oro

Consideriamo ora per un momento la merce in riposo oro, la quale è denaro, nel suo rapporto con le altre merci. Tutte le merci rappresentano nei loro prezzi una determinata somma d'oro, sono dunque soltanto oro rappresentato o denaro rappresentato, sono rappresentanti dell'oro, come, viceversa, nel segno di valore il denaro era apparso come semplice rappresentante dei prezzi delle merci.   Siccome in tal modo tutte le merci sono soltanto denaro rappresentato, il denaro è l'unica merce reale. In contrapposizione a tutte le merci che sono soltanto una rappresentazione dell'esistenza autonoma del valore di scambio, del lavoro sociale generale, della ricchezza astratta, l'oro è l'esistenza materiale della ricchezza astratta.   Dal lato del valore d'uso ogni merce esprime solo un elemento della ricchezza materiale mediante la sua relazione con un particolare bisogno, esprime un lato puramente isolato della ricchezza. Ma il denaro soddisfa ogni bisogno in quanto è direttamente trasformabile nell'oggetto di ogni bisogno. Il suo valore d'uso è realizzato nella serie infinita dei valori d'uso che...

Ideologia biblica del lavoro

Lavorerai col sudore della tua fronte! Fu la maledizione che Jehova scagliò ad Adamo. E così, come maledizione, Adam Smith considera il lavoro. Il «riposo» figura come lo stato adeguato, che si identifica con la «libertà» e la «felicità». Il pensiero che l’individuo «nel suo normale stato di salute, attività, abilità e destrezza» abbia anche bisogno di una normale posizione di lavoro, e di eliminare il riposo, sembra non sfiorare nemmeno la mente di Adam Smith. Senza dubbio la misura del lavoro si presenta come un dato esterno, che riguarda lo scopo da raggiungere e gli ostacoli che per raggiungerlo debbono essere superati mediante il lavoro. Ma che questo dover superare ostacoli sia in sé una manifestazione di libertà – e che inoltre gli scopi esterni vengano sfrondati dalla parvenza della pura necessità naturale esterna, e siano posti come scopi che l’individuo stesso pone – ossia come realizzazione di sé, oggettivazione del soggetto, e perciò come libertà reale, la cui azione è appunto il lavoro: questo, Adam Smith lo...

Il denaro dissacra la religione

Se il denaro è l’equivalente generale, il potere di acquisto generale, tutto si può comprare, tutto si può trasformare in denaro. Ma può essere trasformato in denaro solo in quanto viene alienato, in quanto il possessore se ne priva. Ogni cosa dunque è alienabile, o indifferente per l’individuo, esterna a lui. I cosiddetti possessi inalienabili, eterni, e i corrispondenti rapporti di proprietà fissi, immobili, crollano dunque quando compare il denaro. Inoltre, poiché il denaro esiste come tale soltanto nella circolazione, e a sua volta si scambia con godimenti ecc. – con valori, i quali in fondo possono risolversi tutti in godimenti puramente individuali –, ogni cosa ha valore solo nella misura in cui esiste per l’individuo. Il valore autonomo delle cose, al di fuori di quello che consiste semplicemente nel loro essere per un altro, nella loro relatività, nella loro scambiabilità, il valore assoluto di tutte le cose e di tutti i rapporti viene con ciò dissolto. Tutto viene sacrificato al godimento egoistico. Giacché, come tutto si può alienare per denaro, tutto si pu...

Lavoro intellettuale e lavoro manuale

Come nella cooperazione semplice, anche nella manifattura il corpo lavorativo in funzione è una forma d’esistenza del capitale. Il meccanismo sociale di produzione composto di molti operai parziali individuali appartiene al capitalista. La forza produttiva che deriva dalla combinazione dei lavori appare quindi come forza produttiva del capitale. La manifattura in senso proprio non solo assoggetta l’operaio, prima indipendente, al comando e alla disciplina del capitale, ma crea inoltre una graduazione gerarchica fra gli operai stessi.   Mentre la cooperazione semplice lascia inalterato nel complesso il modo di lavorare del singolo, la manifattura rivoluziona questo modo di lavorare da cima a fondo, e prende alla radice la forza-lavoro individuale. Storpia l’operaio e ne fa una mostruosità favorendone, come in una serra, la abilità di dettaglio, mediante la sopprssione d’un mondo intero d’impulsi e di disposizioni produttive, allo stesso modo che negli Stati del La Plata si macella una bestia intera per la pelle o per il grasso.   Non solo i particolari lavori parziali vengono suddivisi fra diversi individui, ma l...

Frammento sulle macchine

Finché lo strumento di lavoro rimane, nel senso proprio della parola, strumento di lavoro, così come, storicamente e immediatamente, è accolto e inserito dal capitale nel suo processo di valorizzazione, esso subisce solo una mutazione formale per il fatto che, ora, non appare più solo – dal suo lato materiale – come mezzo di lavoro, ma anche – e nello stesso tempo – come un modo particolare di esistenza del capitale determinato dal processo complessivo di quest’ultimo: come capitale fisso.   Ma, una volta accolto nel processo produttivo del capitale, il mezzo di lavoro percorre diverse metamorfosi, di cui l’ultima è la macchina o, piuttosto, un sistema automatico di macchine (sistema di macchine; quello automatico è solo la forma più perfetta e adeguata del macchinario, che sola lo trasforma in un sistema), messo in moto da un automa, forza motrice che muove se stessa; questo automa consistente di numerosi organi meccanici e intellettuali, in modo che gli operai stessi sono determinati solo come organi coscienti di esso. Nella macchina, e ancor più nel macchinario come sistema...

Io sono il mio denaro

Il denaro, poiché possiede la proprietà di comprar tutto, la proprietà di appropriarsi tutti gli oggetti, è così l'oggetto in senso eminente. L'universalità della sua proprietà è l'onnipotenza del suo essere, esso vale quindi come ente onnipotente... Il denaro è il lenone fra il bisogno e l'oggetto, fra la vita e il mezzo di vita dell'uomo. Ma ciò che mi media la mia vita mi media anche l'esistenza degli altri uomini. Questo è l’altro uomo per me. –   Goethe, Faust (Mefistofele):   Che diamine! Certamente mani e piedi e testa e di dietro, questi, sono tuoi! E pure tutto quel di cui frescamente godo è perciò meno mio? Se io posso comprarmi sei stalloni, le loro forze non sono mie? Io ci corro sopra e sono un uomo più in gamba, come se avessi ventiquattro piedi.   Shakespeare, in Timone d’Atene:   Oro? Prezioso, scintillante, rosso oro? No, dei, non è frivola la mia supplica. Tanto di questo fa il nero bianco, il brutto bello, il cattivo buono, il vecchio giovane, il vile valoroso, l’ignobile nobile. Questo stacca… il prete dall’altare; strappa al semiguarito l’origliere; sì, questo rosso schiavo scioglie e annoda i legami sacri; benedice il maledetto; fa la...

I nomadi e il denaro

I popoli nomadi sviluppano per primi la forma di denaro, poiché tutti i loro beni si trovano in forma mobile, quindi immediatamente scambiabile, e perché il loro genere di vita li porta continuamente a contatto con comunità straniere, e quindi li sollecita allo scambio dei prodotti. Gli uomini hanno spesso fatto dell’uomo stesso, nella figura dello schiavo, il materiale originario del denaro, ma non lo hanno fatto mai della terra. Questa idea poteva affiorare soltanto in una società borghese già perfezionata: essa data dall’ultimo trentennio del XVII secolo e la sua attuazione su scala nazionale venne tentata soltanto un secolo più tardi nella rivoluzione borghese dei francesi. La forma di denaro passa a merci che per natura sono adatte alla funzione sociale di equivalente generale, ai metalli nobili, nella stessa misura che lo scambio di merci fa saltare i suoi vincoli meramente locali, e quindi che il valore delle merci si amplia a materializzazione del lavoro umano in genere.   Ora, la congruenza delle loro qualità naturali con la funzione del denaro, mostra che «benché oro e argento non siano...

Monsieur le Capital e Madame la Terre

In capitale-profitto, o ancora meglio in capitale-interesse, terra-rendita fondiaria, lavoro-salario, in questa trinità economica collegante le parti costitutive del valore e della ricchezza in generale con le sue fonti, la mistificazione del modo di produzione capitalistico, la materializzazione dei rapporti sociali, la diretta fusione dei rapporti di produzione materiali con la loro forma storico-sociale è completa: il mondo stregato, deformato e capovolto in cui si aggirano i fantasmi di Monsieur le Capital e Madame la Terre, come caratteri sociali e insieme direttamente come pure e semplici cose.   Il grande merito dell’economia classica consiste nell’aver dissipato questa falsa apparenza e illusione, questa autonomizzazione e solidificazione dei diversi elementi sociali della ricchezza, questa personificazione delle cose e oggettivazione dei rapporti di produzione, questa religione della vita quotidiana, riducendo l’interesse a una parte del profitto e la rendita all’eccedenza oltre il profitto medio, così che ambedue coincidono nel plusvalore; in quanto essa rappresenta il processo di circolazione come pura e semplice...

La merce

Marx ritorna? Dopo essere finito in cantina o sugli scaffali alti delle biblioteche di anziani lettori del tempo che fu, dopo essere stato escluso dai programmi dei partiti politici di sinistra, dimenticato, non più citato, ecco che Marx torna – ma forse non se ne era mai andato davvero. Thomas Piketty intitola il suo libro, best-seller in Europa e in America, Il Capitale del XXI secolo (Francia, Seuil 2013; Italia, Bompiani 2014). Alla Biennale Arte di Venezia di quest’anno il curatore, Okwui Enwezor, lo ripropone come un autore di culto intorno a cui si costruisce una parte importante del suo progetto All the World’s Futures.   Alla Biennale Das Kapital verrà letto da attori alla stregua di un testo drammaturgico e altre iniziative ruotano intorno all’opera più nota, e meno letta, del filosofo tedesco. Forse non è un caso che sia un curatore d’arte contemporanea a resuscitare l’autore del Manifesto del Partito Comunista. Marx come un’icona? Anche lui avrà alla Warhol il suo quarto d’ora di celebrità?   Abbiamo pensato di proporre ai lettori passi delle opere di Marx dedicati...