Teorie

La scuola di Francoforte 3 / T. W. Adorno, Attualità della filosofia

Nella Germania degli anni Venti, all’indomani della pesante sconfitta subita nella prima Guerra Mondiale, negli anni della crisi politica ed economica, si è prodotta un’inedita ridefinizione delle prospettive critiche e degli approcci metodologici e cognitivi ai diversi campi del sapere. Si è iniziato ad esempio a osservare la letteratura dalla prospettiva sociologica, la filosofia da quella economica, la sociologia dalla specola della psicoanalisi e la storia dell’arte da quella della fisiologia umana.  Il progetto della scuola di Francoforte si definisce in questo clima culturale di profonde trasformazioni, soprattutto a partire dalla direzione di Max Horkheimer, ossia dal 1931. Con la pubblicazione dal 1932 della Zeitschrift für Sozialforschung la Rivista per la ricerca...

Post-gastromania? / Dieci anni di immaginario gastronomico

È da tempo che non si guarda in faccia il piatto per chiedergli la verità, per apprendere se il contadino è ricco o povero e quanto vino ha l'oste in cantina, per conoscere gli umori di chi ha cucinato, se triste o felice, per sapere, con sontuosa aderenza etimologica, se ha sapore, se il sale sala e soprattutto quanto sazierà e delizierà il palato.  Tutta colpa della gastromania, un'esplosione di cuochi d'artificio che ha scomposto tutto, persino il cannolo conservatore, che ha destrutturato la zuppa del contadino e sferificato lo Spritrz; Masterchef, l'anno zero della nuova vita, prima un proliferare di cuochi timidi e riservati, bruttini e provinciali, dopo solo Cracco, Cracco, Cracco; ante Masterchef fanciulli con aspirazioni da astronauta, post Masterchef alla Bocconi si è...

Un cervello che si spegne / Gina. Diario di un addio

È un giorno come un altro, nello scorrere lineare del tempo, quando la madre anziana telefona al figlio e chiede di essere riportata a casa sua. Perché quella in cui abita, da quaranta e passa anni, non la riconosce più. Non sa di essere a Torino, crede di trovarsi a Savona, ma vuole andarsene per tornare a Roaschia, il paese dove è nata e dove è rimasto il suo mondo bambino. Dove sua madre ancora l’aspetta.  La vita di Gina alla moviola è ritornata al suo inizio. Il mondo esterno è sempre quello. La casa gli oggetti i parenti non sono cambiati, ma è lei, Gina, che si è trasformata, è diventata una donna senza identità. In affanno, con l’urgenza di fare, di muoversi, andare lontano dal qui, dove non si raccapezza più. Così “È ancora lì, tra il già e il non ancora. Un limbo...

Prestigio e Rinascimento / Made in Italy

Il tema del Made in Italy è particolarmente rilevante per le numerose implicazioni sociali che lo caratterizzano. Eppure, la letteratura scientifica su tale tema è estremamente limitata. E soprattutto è limitata quella prodotta dagli studiosi di tipo accademico. Sembra che il tema sia poco interessante per l’università italiana, forse perché è strettamente legato a un altro tema tradizionalmente poco praticato dai ricercatori universitari: quello della moda. Ora ci prova Carlo Marco Belfanti con il suo volume Storia culturale del Made in Italy (Il Mulino). Però Belfanti è ordinario di Storia economica all’Università di Brescia e quindi da storico si interessa poco del Made in Italy odierno. Va alla ricerca delle radici del Made in Italy e si ferma sostanzialmente agli anni Cinquanta del...

Alain Ehrenberg / La meccanica delle passioni: una caduta

È uscito di recente, per Einaudi, La meccanica delle passioni, nuovo libro di Alain Ehrenberg, sociologo, direttore emerito di ricerca al Cermes3 di Parigi, autore del testo La fatica di essere se stessi, una tra le più interessanti opere sulla diffusione sociale della depressione come categoria diagnostica. Questo nuovo libro è un lungo e complicato saggio in cui l’autore sviluppa un ragionamento storico sull’approccio alla salute mentale. Le origini vengono individuate in due – in qualche modo opposte – tradizioni del pensiero moderno. Ehrenberg regredisce fino all’Illuminismo: da una parte la tradizione francese, individuata nel pensiero di Jean-Jacques Rousseau, dall’altra quella anglosassone, o meglio scozzese, individuata nel pensiero di David Hume.   Da quel che ho compreso,...

Filosofi lungo l'Oglio / Generare idee

Il titolo non inganni. Qui non si danno né istruzioni per generare nuove idee né consigli per produrre innovazione. Non si offre nemmeno la ricetta della creatività, e questo non per egoismo o cattiveria, ma semplicemente perché tale ricetta, se esiste, non la conosce nessuno. Ogni tanto una beautiful mind propone qualche espediente per promuoverla, e più avanti ne incontreremo uno e ne diremo qualcosa.  Qui affronto la tematica del generare idee in base alla mia sensibilità, alle mie conoscenze, ai miei percorsi e ai miei interessi, cercando di universalizzarli e estenderli ad altri esseri pensanti in base alla nostra comune condizione umana; del resto questo mi sembra essere l'unico atteggiamento serio, onesto e modesto del filosofo/a chiamato a confrontarsi con un tema dopo aver...

Capitalismo e effetti di morte / Confusione (imperdonabile) tra piacere e desiderio

“Arduo resistere al desiderio. Tutto ciò che esso vuole lo compra a spese dell’anima.” (Eraclito, Frammento 85)     Dal momento che l’Eros è stato separato e opposto al Logos e la ragione storica è stata concepita come una sfera separata da quella del desiderio erotico, la storia è dominata dal principio economico che riduce il corpo dell’altro a uno strumento di accumulazione, anziché un compagno di piacere.   Le ragioni di questa separazione e di questo de-potenziamento dell’amore debbono essere approfondite: la contrapposizione di Eros al Logos discende dalla distinzione tra eros e agape, tra amore etico e amore erotico: qui sta l’origine dell’impossibilità storica dell’amore, e da qui discende la condanna dell’amore a utopia.  Del resto cosa vuol dire la parola “...

Paradisi / Giorgio Agamben “Il regno e il giardino”

Michel Foucault, nel suo breve saggio (uscito nel 1984) sui “Luoghi altri”, definì il giardino “un’eterotopia felice”: una definizione forse anche troppo positiva, ma comunque indicativa del fatto che il giardino, per il filosofo francese, rappresentava la realizzazione di una serie di caratteristiche utopiche in un luogo reale, assumendo caratteri spaziali e simbolici fortissimi. Del carattere di luogo simbolico, che dà da pensare, proprio del giardino sembra che i filosofi siano da sempre stati ben coscienti: dal giardino in cui si ritiravano (secondo il motto “vivi nascostamente”) gli epicurei, a quello che consigliava – come ricorda nell’epigrafe al suo ultimo libro anche Giorgio Agamben – di coltivare Voltaire alla fine del suo Candide, passando per il giardino di Herrenhausen ad...

Nina Edwards / Storia del buio

Tea ha paura del buio. Come molti bambini pensa che nel buio si nascondano mostri e pericoli. Di notte, se spegne la luce le si sbarrano gli occhi, il cuore le pulsa nelle orecchie e non riesce a dormire. Il suo giovane zio, per aiutarla a superare la paura, ogni sera la porta con sé a esplorare la notte mostrandole quali meraviglie il buio rivela: la luna, le stelle, i fuochi d'artificio e la magia del mondo. Finalmente la bambina impara ad abbandonarsi serena e grata tra le braccia del buio, il che è poi l'obiettivo del piccolo libro illustrato per bambini, Tea. Perché il buio è così nero (Silvia Serreli, Giunti editore).  Da adulti non si temono più tanto i mostri di cui l'immaginazione popola il buio, ma il buio in se stesso, la cecità. Siccome attraverso gli occhi leggiamo il...

Mi agito quindi penso / L’Umanesimo secondo Massimo Cacciari

L’ultima fatica di Massimo Cacciari, La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo (Einaudi, Torino 2019), è un saggio che ha lo scopo di ripensare l’Umanesimo del Quattrocento. Ripensarlo per riconoscergli la piena dignità di pensiero filosofico che finora gli è stata negata. In modo intenso e originale, il filosofo veneziano compie la sua raffinata meditatio in omaggio a chi, come Eugenio Garin, lo ha illuminato e avviato sul rovesciamento di un canone o, sarebbe il caso di dire, stereotipo interpretativo, che ha sempre ricondotto la rilevanza dell’esperienza culturale dell’Umanesimo, in quanto sprovvisto di un’identità filosofica, all’ambito artistico-letterario e alla pratica erudita e filologica degli studia humanitatis. Non si tratta, allora, solo di recuperare, seguendo le indicazioni...

La scuola di Francoforte 2 / Jervis: introduzione a "La personalità autoritaria"

Nella Germania degli anni Venti, all’indomani della pesante sconfitta subita nella prima Guerra Mondiale, negli anni della crisi politica ed economica, si è prodotta un’inedita ridefinizione delle prospettive critiche e degli approcci metodologici e cognitivi ai diversi campi del sapere. Si è iniziato ad esempio a osservare la letteratura dalla prospettiva sociologica, la filosofia da quella economica, la sociologia dalla specola della psicoanalisi e la storia dell’arte da quella della fisiologia umana.  Il progetto della scuola di Francoforte si definisce in questo clima culturale di profonde trasformazioni, soprattutto a partire dalla direzione di Max Horkheimer, ossia dal 1931. Con la pubblicazione dal 1932 della Zeitschrift für Sozialforschung la Rivista per la ricerca...

Lungo il fiume del Talmud, a dorso d'asino

Premessa. Nel pomeriggio del 26 maggio scorso ero a Venezia, chiamato a leggere e commentare pubblicamente un brano del Talmud babilonese, una circostanza pubblica per me molto inusuale, anzi del tutto inedita. L’editore Shulim Vogelmann mi aveva inviato il libro del Digiuno, Ta’anìt, perché mi preparassi per l’occasione. Nel lasciarmi perfettamente libero di selezionare il brano e impostare come meglio desiderassi il mio commento mi ha però espresso un’indicazione o meglio una speranza: che la mia lettura (da non credente e da ignorante di cose ebraiche) reperisse nel Talmud nessi con l’attualità e con i temi su cui si orienta attualmente il mio lavoro. Così è avvenuto, in particolare in un brano di cui presento qui di seguito la mia lettura.   Hanno insegnato i nostri Maestri in...

Cosa sta accadendo? / Prima e dopo

Alla fermata del tram una signora sbraita, adesso anche il papa vuole aprire i porti, lo farà con le offerte che noi diamo in chiesa, dice all’amica. Non capisco se parla di porti o porte, intanto ecco i noi e i loro, avvolti da una stessa paura. Chi sprizza risentimento e avversione spesso però non ha abbastanza immaginazione per presagire che cosa può capitare, né la minima idea di come può andare a finire. Per un attimo un brivido mi fa pensare: siamo ancora al prima, certo, mica toccherà incontrare l’orrore che rimbomba nel dopo.  Uno dei film che racconta paradigmaticamente il dopo è 1945 di Ferenc Tőrők (2017). È il 12 agosto del 1945, la radio trasmette notizie sulla bomba atomica sganciata a Nagasaki il 9 agosto, e in un piccolo villaggio ungherese arriva un treno. Un giovane...

L’opera chiara / Lacan, la scienza, la filosofia

L’opera chiara, testo scritto da Jean-Claude Milner nel 1995 e ora tradotto in italiano presso Orthotes (Salerno, 2019, p. 184), si inserisce perfettamente nella letteratura sulla psicoanalisi lacaniana e, al tempo stesso, procede per vie traverse. Alcuni contenuti assiomatici, diventati enunciati celebri di Lacan, vengono accennati, accentuati, “per meglio far sentire il reale della matrice ritmica” in cui viene ad articolarsi il suo pensare. La procedura è, letteralmente, matematica. E la matrice è costituita dalla materialità stessa del pensiero, dalle sue figure: oggetti che si urtano, contro cui si sbatte la testa, letteralmente, all’insegna di quello che viene definito materialismo discorsivo. Nessun chiarimento, nessuna spiegazione. Se Milner parte dalle proposizioni lacaniane non...

Al di là dello scacco / La speranza oggi

Benny Lévy: Da qualche tempo, ti interroghi intorno ai concetti di speranza e disperazione. Temi che hai raramente affrontato nei tuoi scritti. Jean-Paul Sartre: In ogni caso, non nello stesso modo. Perché io ho sempre pensato che ognuno viva con la speranza, cioè creda che qualsiasi cosa intraprenda, o che lo riguarda, o che concerne il gruppo sociale al quale appartiene, sia in corso di realizzazione, si realizzerà, e sarà positiva per lui come per coloro che costituiscono la sua comunità. Io penso che la speranza faccia parte dell’uomo; l’azione umana è trascendente, cioè mira sempre a un oggetto futuro a partire dal presente, nel quale noi progettiamo l’azione e tentiamo di realizzarla. Essa pone il suo fine, la sua realizzazione nel futuro. E, nella modalità dell’agire c’è la...

Contro l’analfabetismo economico 5 / Le fregature dei minibot

Quanto sono ingenui gli italiani? Non molto, a giudicare dalle dichiarazioni di Matteo Salvini. “Non saranno monete alternative all'euro, quelle le usiamo al Monopoli”, ha detto ai giornalisti il 6 Giugno. Si riferiva, ovviamente, ai minibot, inseriti sottobanco dagli esperti della Lega in un documento di indirizzo votato alla Camera dei deputati.   Matteo Salvini avrà tanti difetti, ma sicuramente sa fiutare da che parte tira il vento. Le sue precipitose smentite rivelano che gli italiani dei minibot non si fidano per niente. Pare che l’idea sia stata partorita da Claudio Borghi, noto sostenitore della teoria che l’uscita dal sistema Euro sia per l’Italia una scelta intelligente e pure indolore. I minibot servirebbero, secondo Borghi, Giorgetti, e altri esponenti del governo,...

Ritratto 8 / Levi, conversazione con signora

Anno 1967. Primo Levi riceve il Premio Bagutta per il suo primo libro di racconti, Storie naturali, uscito l’anno precedente da Einaudi. Il 15 gennaio a Milano Riccardo Bacchelli, presidente della giuria, lo incorona vincitore. A riprendere la serata c’è una fotografa milanese, Carla Cerati, che ha da poco iniziato a lavorare come fotogiornalista. Nel 1966 è a Firenze e fissa con la sua macchina la devastazione delle acque dell’Arno. Proprio lì sono annegate le residue copie di Se questo è un uomo stampate nel 1947 da De Silva in deposito della Nuova Italia. Carla Cerati scatta un intero rullino al Bagutta, da cui trae alcune immagini. L’anno dopo realizza con Gianni Berengo Gardin nei manicomi italiani un reportage che resterà memorabile: Morire di classe, edito da Einaudi.   La...

conformismo e conformismo deluxe / Soprattutto niente zelo

Si sa davvero quasi soltanto ciò che ci si ricorda – o meglio ci si scorda – di sapere a ogni scelta, a ogni momento: ciò che è divenuto riflesso. I riflessi, le prime reazioni ci dicono di cosa siamo fatti. Se guardo alla mia generazione e a quelle limitrofe, mi accorgo ad esempio che tra le intelligenze più efficienti e culturalmente attrezzate è cresciuta via via un’attitudine che forse chiamare identificazione con l’aggressore è troppo, ma che senz’altro le somiglia molto. Nel giudicare la realtà, le persone a cui penso dividono automaticamente le situazioni nelle quali ci si comporta da esperti, e dunque è proibito ogni pathos o dubbio radicale, dalle situazioni nelle quali si sfoga per contraccolpo tutto il desiderio di miti. A ben vedere, però, le due situazioni si fondono in una...

Making, Arte, Archeologia, Architettura / Artisti e antropologia: far parlare la realtà

Negli ultimi vent’anni c’è stato un avvicinamento impressionante tra due discipline che non hanno mai avuto uno statuto comune: l’arte e l’antropologia. Da qualche settimana uno degli antropologi più brillanti e antiaccademici come Michael Taussig (di lui è in uscita la riedizione di Il mio museo della cocaina per Fieldwork-Milieu) tiene un corso a Cà Foscari a Venezia il cui titolo è “Fieldwork as art”. La tesi di Taussig è che il lavoro di ricerca sul campo che consiste in un’osservazione partecipata, cioè nella condivisione della vita quotidiana della gente che “si studia”, ha tutte le caratteristiche della ricerca artistica. In un testo rivelatore e pieno dei suoi “schizzi”, disegni, mappe, aforismi e osservazioni immediate, “I swear I saw this”, Giuro di aver visto questo, Taussig...

La scuola di Francoforte 1 / La personalità autoritaria

Nella Germania degli anni Venti, all’indomani della pesante sconfitta subita nella prima Guerra Mondiale, negli anni della crisi politica ed economica, si è prodotta un’inedita ridefinizione delle prospettive critiche e degli approcci metodologici e cognitivi ai diversi campi del sapere. Si è iniziato ad esempio a osservare la letteratura dalla prospettiva sociologica, la filosofia da quella economica, la sociologia dalla specola della psicoanalisi e la storia dell’arte da quella della fisiologia umana.  Il progetto della scuola di Francoforte si definisce in questo clima culturale di profonde trasformazioni, soprattutto a partire dalla direzione di Max Horkheimer, ossia dal 1931. Con la pubblicazione dal 1932 della Zeitschrift für Sozialforschung la Rivista per la ricerca...

Brecht nell’occhio del ciclone / Georges Didi-Huberman prende posizione

La figura è una Madonna con Bambino, e insieme una Pietà. Lei, inquadrata leggermente dall’altro, Lo sorregge ma anche Lo ostende, Lo mostra a chi Le sta davanti. I Loro sguardi divergono: quello di Lei si piega verso l’alto invocando appunto Pietà, mentre quello di Lui è sereno, curioso, forse divertito. In calce alla fotografia, quattro versi: «E molti di noi affondarono nei pressi / delle coste, dopo lunga notte, alla prima aurora. / Verrebbero, dicevamo, se solo sapessero. / Che sapevano, noi non lo sapevamo ancora». Alla pagina a fianco, una didascalia traduce quella che figura in fondo al ritaglio stampa: «Rifugiati senza rifugio. Questa madre ebrea e il suo bambino sono stati ripescati dal mare insieme con 180 altre persone, che cercavano rifugio in Palestina. Ma 200 sono annegate...

Carnet geoanarchico 14 / Ars cosmographica

«Il mondo pareva ricondotto al silenzio di ere lontanissime». Non è il finale di un romanzo distopico, è il secondo libro della Storia dei Longobardi di Paolo Diacono nel punto in cui racconta la pandemia di peste bubbonica che infuriò in Europa tra il 541 e il 542 d.C. e che a Costantinopoli, come riporta Procopio di Cesarea, arrivò a uccidere tra le 5000 e le 10.000 persone al giorno. Nell’agosto del 2013 una carota glaciale estratta sul Colle Gnifetti nel massiccio del Monte Rosa è stata analizzata con sistemi ad alta definizione e ha permesso di datare con grande esattezza alcuni eventi vulcanici di vaste proporzioni. Le particelle di tephra ritrovate nel ghiaccio, risalenti al 535-536 d.C. e riferibili alla catastrofica eruzione di un vulcano islandese (altri parlano invece del...