Teorie

Pornage

Inizialmente la pornografia non mi era simpatica. Non per moralismo o perché mi scandalizzasse, ma perché per lungo tempo mi sono ritrovata a patirla. Capita infatti spesso, soprattutto confrontandosi tra donne, di sentire che la pornografia genera disistima, una competizione (ad armi impari) con modelli irraggiungibili, con performance sessuali decisamente al di sopra della normale portata di una persona. La pornografia porta avanti un’idea di mercificazione, vede la donna come oggetto del desiderio maschile, del suo sfogo sessuale. La donna del porno ci sembra sempre inginocchiata o piegata, sottomessa, reificata. Un adolescente, inesperto, magari ancora privo di esperienze sessuali, spinto dalla curiosità, vedrà nel porno una donna da cui trarre esclusivamente piacere, da dominare....

Storditi dal frastruono / Silenzi

Il silenzio è pensiero, quando ne parli non c'è più. Il silenzio è scrivere, leggere, è il libro, è lo schermo, pieni di parole mute e silenziose. Il silenzio è lo spazio che la parola inter-rompe, divide in blocchi insinuandosi nei suoi interstizi, come quelli esaminati da Giovanni Gasparini nel suo C'è silenzio e silenzio, Milano 2012, volumetto della collana dell'Accademia del silenzio dell'editore Mimesis. E la parola allora dove sta? È la freccia che rompe il silenzio, o se ne sta affondata nel mare o nelle brume del silenzio, nelle quali talvolta affonda e dalle quali talaltra affiora?    O sono le frasi cucite sulla stoffa del silenzio stesso? È David Le Breton a usare quest'ultima immagine, nella sua Ouverture posta paradossalmente e provocatoriamente alla fine del suo...

La biografia di Kershaw riletta oggi / Hitler torna?

Continua il nostro speciale Ritorno al futuro. L'idea è quella di rileggere libri del passato che offrano una prospettiva capace di illuminare il momento che viviamo oggi.  Per leggere gli altri contributi cliccare sul nome dello speciale a sinistra sopra il titolo in questa stessa pagina.   Si ripeterà? Questa estate ho preso in mano un libro che desideravo leggere da tempo. S’intitola Hitler ed è stato scritto da quello che è il maggior storico del Führer, Ian Kershaw, un signore inglese oggi di 76 anni, che lo ha pubblicato in due volumi nel 1998. Due anni fa è uscita l’edizione ridotta in 1673 pagine presso Bompiani (mancano circa 600 pagine di note), che mi ero affrettato ad acquistare. Stava sullo scaffale accanto ad altre biografie del Führer in attesa del momento adatto...

Fratello e sorella / André e Simone Weil: l’arte della matematica

«Il genio era bicefalo – scrive Sylvie Weil, figlia di André e nipote di Simone, in un suo intenso libro di memorie, sospeso tra rievocazione famigliare e percorso di ricerca interiore (Chez les Weil. André et Simone, Buchet/Chastel, Paris 2009; trad. it. Casa Weil. André e Simone, Lantana, Roma 2013)  –. Mio padre aveva un doppio, un doppio femminile, un doppio fantasma. Sì, perché mia zia, oltre a essere una santa, era un doppio di mio padre, cui assomigliava come una gemella. Doppio onnipresente, come può esserlo solo un fantasma che non ha più altro da fare. Che non è più militante, non insegna più, non parte più per fare la guerra in Spagna, non ha più stupefacenti incontri con Cristo, e ciò nonostante continua, senza tregua, a fare tutto questo, ancora meglio dei vivi. Un...

L'altra metà del cielo / Le donne e la chiesa

Negli ultimi decenni tra le donne e la chiesa cattolica è andata crescendo un'inimicizia del tutto nuova che talvolta si esprime con toni duri, espliciti, persino esacerbati, talvolta è silenziosa, strisciante, addolorata; per lo più assume la forma di un'assoluta indifferenza. Questa è la sua faccia più radicale e ne mostra chiaramente la gravità; è come se si fosse oltrepassata una soglia da cui pare difficile tornare indietro. Si tratta di una situazione del tutto nuova. Infatti, per secoli e quasi fino all'altro ieri, per così dire, nonostante molte difficoltà e ancor più delusioni le donne hanno costituito la base più appassionata, tenace e fedele della chiesa cattolica, il suo zoccolo duro. Oggi il loro allontanamento e la loro disaffezione hanno assunto dimensioni tali da allarmare...

Vi aspettiamo a Novara oggi e domani / Scarabocchi con Tullio Pericoli

Vi aspettiamo, oggi e domani, con Scarabocchi. Il mio primo festival, un progetto di Doppiozero, realizzato in collaborazione con Fondazione Circolo dei lettori e il sostegno di Comune di Novara. Oggi e domani laboratori, incontri, lezioni. Vi aspettiamo!   Sul tavolo dello studio di Tullio Pericoli c’è un libro: Storie della mia matita. L’ha pubblicato le Edizioni Henry Beyle, un contenitore che contiene tantissimi disegni, scarabocchi, realizzati da quello che il pittore marchigiano definisce il suo “sesto dito”, la matita. Parliamo di scarabocchi perché al festival che si apre oggi a Novara, Pericoli terrà due laboratori: uno di disegno con i bambini e l’altro con adulti sul ductus, insieme a Giuseppe Di Napoli, artista e saggista.   MB: Cosa sono gli scarabocchi? TP: In un...

Adriano Favole / Vie di fuga

Nel cuore dei miti cosmogonici degli aborigeni australiani c’è il sogno. In principio era il Dreamtime, il Tempo del Sogno, poi venne il tempo del racconto. Gli antenati totemici di queste popolazioni iniziarono a cantare il mondo attraversandolo, tracciando con il canto la morfologia delle terre. Cantarono i deserti, gli oceani, i fiumi, le catene montuose, «andarono a caccia, mangiarono, fecero l’amore, danzarono, uccisero – racconta Bruce Chatwin in Le vie dei canti – e in ogni punto delle loro piste lasciarono una scia di musica. Avvolsero il mondo intero in una rete di canto». Quelle ancestrali guide vagabonde erano stati poeti, dice Chatwin, nel senso etimologico della parola, poiésis, ovvero creazione. Molti dei loro successori nel corso dei secoli hanno abbracciato la filosofia...

Teoria e scienze della cultura / La filosofia si sporca le mani

Francesca Rigotti, in un articolo recentemente apparso su Doppiozero ha ripreso e sviluppato una questione che era già stata posta, in maniera tanto acuta quanto provocatoria, da Donatella Di Cesare sul Corriere della Sera. Il titolo del pezzo di Di Cesare recitava “La filosofia tedesca è morta. Dopo 300 anni”. La tesi è la seguente: dopo un periodo di quasi indiscusso predominio, partito dall’Idealismo e ancor prima da Kant e Leibniz, la filosofia non parla più tedesco. In Germania si vanno esaurendo le cattedre universitarie che seguono la tradizione filosofica della cosiddetta “filosofia continentale” a vantaggio di quelle che hanno come indirizzo tematico e metodologico la filosofia di stampo angloamericano, quella che gli addetti ai lavori chiamano “analitica”. È sicuramente...

Acqua 2 / Il sapere fluido

Se “l’accenno eracliteo” avesse potuto svilupparsi, scriveva il Gadda filosofo della Meditazione milanese (1927), “si sarebbe risparmiato pena e cammino e l’idea di sostanza, disseccando sé e inaridendo più liete fontane, non avrebbe di sé coperto ogni cosa, così come la sabbia coprì le città cirenaiche”. Anche il pensiero forma pieghe nel corso della sua storia, pieghe che tracciano i cammini entro cui scorrono le idee: così, condannata la suggestione cara al “convoluto Eraclito di via san Simpliciano”, quella per cui “la realtà si presenta come il fiume eracliteo pieno di gorghi e di forze aggrovigliate e intersecantisi”, l’Occidente ha tematizzato il primato ontologico della solidità. Il Platone erede di Parmenide invita a rivolgere gli occhi alla stabilità del mondo ideale, alla...