Alfabeto Pasolini

Teorie

Un libro di Luciano Floridi / Può l’intelligenza artificiale essere etica?

Recentemente sono usciti alcuni libri molto importanti per la comprensione dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società. Il primo, di cui avevo scritto qui, è quello di Kate Crawford, Né artificiale né intelligente. Il lato oscuro dell’IA (Il Mulino, 2021, 312 pp., versione italiana dell’originale inglese Atlas of AI. Power, Politics and the Planetary Costs of Artificial Intelligence, Yale University Press, 2021). Il secondo è quello di Luciano Floridi, Etica dell’intelligenza artificiale (Raffaello Cortina Editore, 2022, 384 pp.). Il primo rappresenta la pars destruens del discorso pubblico sull’IA, il secondo, invece, la pars costruens. Il libro di Floridi è altrettanto ambizioso, e altrettanto informato da anni di ricerca del suo gruppo di lavoro e dall’...

Invito alla metapolitica / Oltre la guerra

Parlando con alcuni miei interlocutori negli incontri di analisi e cercando con loro di tracciare qualche coordinata per affrontare ansie montanti che nascono in queste settimane dal sentirsi colpiti dalla guerra, siamo ripartiti dalla posizione nella quale ci si trova come ricettori di immagini-notizie.  Non si può neppure accennare alle innumerevoli teorie sullo spettatore, né in seduta né qui – dovremmo metterci a studiare il tema, almeno da Diderot a Debord. Però credo sia importante, magari semplificando, porre come punto di partenza la domanda: “quale è la postura di chi osserva come spettatore che guarda da lontano, (tele-visivo)?”.    La posizione dello spettatore e il sequestro dell’empatia Dalla critica biblica alle scienze umane – perfino in fisica – è rilevante...

La malattia della civiltà (3) / Guerre contro il futuro: Wilfred Bion

“Sono morto l’8 agosto 1918” dirà e continuerà a scrivere Wilfred Ruprecht Bion, dopo il congedo e il ritorno in Inghilterra il Natale del 1918. Può esibire una medaglia al Merito e la coccarda rossa della Legione d’onore. Non riesce ad avere però la sensazione di essere tornato alla vita civile, perché “in realtà uno continua a puzzare. Hanno trovato il sistema di farci sentire vivi, ma in realtà siamo morti. Anch’io? Ma certo, anch’io ero morto…, l’8 agosto 1918”. Ricorda di essersi sentito intrappolato “come un topo nell’angolo”, mentre qualcuno era interessato a far fuori proprio lui, e immaginava che ai genitori arrivassero lettere che annunciavano la sua scomparsa. L’esperienza della guerra, nel corpo dei carristi, lo accompagna per l’esistenza intera: riemerge nei sogni e negli...

Le non cose / Byung-Chul Han, come abbiamo smesso di vivere il reale

“Mentre tutto trema nel delirio del clima /e brama di uccidere maligna inventa // Rari sono i luoghi in cui resistere”, diceva Andrea Zanzotto non molto tempo fa (Conglomerati, Mondadori, 2009). Ancora una volta il poeta, poco prima di andarsene, ci avvertiva alla sua maniera ctonia, dicendoci che qui nel mondo che c’è dobbiamo resistere, almeno là dove si può. Certo le grandi crepe con cui il reale contemporaneo sta facendo i conti ne annunciano una qualche trasformazione, ma non è ancora così chiaro contro quali minacce dobbiamo resistere, in difesa di che cosa esattamente? Spesso la riappropriazione della Physis (la primigenia corporeità naturale), a fronte delle incapacità del Nomos (le leggi degli uomini), sembra essere una delle pulsioni dominanti, la forza dell’una sembra prevalere...

Un libro di Gabriele Nissim / Auschwitz non finisce mai

Esce un nuovo libro su Auschwitz. L’autore, che scrive per Rizzoli, è Gabriele Nissim, da sempre impegnato nelle campagne per i diritti umani, fondatore di Gariwo assieme a Pietro Kuciukian, medico testimone del genocidio armeno. Entrambi, Nissim e Kuciukian, hanno scritto un loro capitolo nel libro Diritti umani e intervento psicologico, curato da Gabriella Scaduto insieme allo scrivente.   Ma che cos’è Gariwo e che rapporti ci possono essere con il campo della psicologia e della psicoterapia? Nata come organizzazione che, sulla scorta dell’esperienza del Giardino dei Giusti di Gerusalemme, Gariwo estende il concetto di Giusto nel Mondo a tutti coloro che, durante un massacro perpetrato dalla loro stessa gente, hanno protetto le vittime innocenti, pur appartenendo al gruppo...

Storia, passato, trauma / Le "frontiere" della psicoanalisi

Qual è il rapporto che la psicoanalisi intrattiene con la storia? Attraverso quali sentieri, faglie, tracce, la storia penetra e condiziona la teoria e la pratica psicoanalitica? È questo il tema centrale intorno al quale si confrontano i contributi raccolti nell’ultimo numero di «Frontiere della psicoanalisi» (Storia, memoria, deformazioni, n. 1/2021, Il Mulino), la rivista diretta da Massimo Recalcati e Maurizio Balsamo. Si tratta di una domanda di ricerca che interroga non solo la pratica della clinica psicoanalitica rispetto al posto che la storia – singolare e collettiva – occupa nella relazione terapeutica, ma anche il rapporto che la teoria psicoanalitica intrattiene con la società e con il proprio tempo. Di seguito, proverò a illustrare le tematiche e gli interrogativi di maggior...

Un pamphlet / Lettera alla tribù bianca di Alex Zanotelli

Potrà apparire strano, ma leggendo questo libro, Lettera alla tribù bianca (Feltrinelli, 2022, pp. 128), mi è tornata in mente la celebre fiaba del re nudo. Sì perché, proprio in un momento come quello che stiamo attraversando, in cui l’informazione è vergognosamente ipocrita, pavida e asservita ai poteri forti, mentre il dibattito sui social spesso si incancrenisce in discorsi di odio a prescindere, una voce chiara, sincera, giustamente indignata come quella di Alex Zanotelli, squarcia quel velo e ci mette di fronte a una realtà, passata e presente, che troppo spesso non sappiamo o non vogliamo vedere. E lo fa, dicendo cose semplici, che in parte conosciamo, ma che a volte non abbiamo il coraggio di ammettere e men che meno di farne oggetto di riflessione.   Alex Zanotelli,...

Corrado Bologna e Federico Albano Leoni / Le lacrime come la voce

L' unica cosa che non tace, in questi tempi bui, è la voce. Anzi la sentiamo fragorosa e stordente. Dai rettangoli abitati degli schermi delle nostre riunioni o lezioni a distanza, dove spesso non appaiono neanche i volti, si alza una voce senza corpo, talora più impostata e calibrata, a cui abbiamo imparato a prestare un'attenzione inusuale. Una voce acusmatica. Porfirio di Tiro, a cui dobbiamo la sistemazione degli scritti di Plotino, chiama così la voce di Pitagora. Racconta che i discepoli di Pitagora ascoltavano le lezioni del maestro da dietro una tenda, sentendo dunque la voce senza poterne vedere la fonte. Il buio dello schermo fa da sfondo a voci che sanno di dover prendere su di sé il carico di corpi assenti, e chi è in ascolto esercita la sua attenzione valorizzando timbro,...

Letteratura mondiale e metodo / Erich Auerbach, storia e stile

Il capolavoro critico di Erich Auerbach, Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale “è coscientemente un libro scritto da una determinata persona, in una determinata situazione, all’inizio degli anni quaranta”. Ho riportato tra virgolette questa affermazione perché è di Auerbach stesso e la si legge negli “Epilegomena zu Mimesis” pubblicati nel 1953.  La localizzazione storico-geografica e ancor più quella biografico-autoriale intendeva rispondere alle numerose prese di posizione, talora critiche, che il libro aveva suscitato. La si potrebbe però anche leggere come un’enunciazione sintetica del suo metodo critico. Questa giustificazione autoriflessiva del proprio lavoro si trova oggi in un volume di scritti del critico tedesco, raccolti e curati con raffinata intelligenza da...

La malattia della civiltà (2) / Guerre contro il futuro: Jung

“Egregio Collega, nonostante io sia un oppositore assoluto della guerra e a parole e per iscritto non faccia alcun mistero della mia opinione, tuttavia non sono nella condizione di sobbarcarmi un lavoro pratico di propaganda”. In questa lettera, indirizzata al Dott. Brupbacher e inviata da Zurigo il 30 settembre 1932, Carl G. Jung esprime il suo profondo rifiuto della violenza, ma insieme la sua collocazione personale di cittadino della “neutrale” Svizzera – è del 1928 il suo testo La “riga” svizzera nello “spettro” europeo. E dalla lettura di Ricordi sogni riflessioni di C.G. Jung (raccolti ed editi da Aniela Jaffé) emerge la quasi totale mancanza di quelle cesure e di quelle interruzioni dell’esistenza dovute alle due guerre che segnano invece molte delle biografie di protagonisti...

Un dialogo / Mascolinità nera: un circolo vizioso di stereotipi

Angelo Boccato: Volendo cominciare la nostra conversazione, non posso non pensare ai fatti di Milano di Capodanno e al modo in cui sono stati riportati sui media diciamo generalisti. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha sottolineato che gran parte del “branco” arrivava da fuori Milano, mentre i succitati media generalisti hanno ripreso quelle definizioni che conosciamo bene come “immigrati di seconda generazione”, definizioni che non hanno alcun senso di per sé, ma lo assumono nel rappresentare corpi estranei, corpi che alla fine non la meritano nemmeno la cittadinanza. Qui poi si aggancia l’elemento della classe sociale e del modo in cui si pensi ai giovani di seconda generazione in Italia, come a una serie di controfigure di L’odio di Matthieu Kassovitz, emarginati, estranei,...

La malattia della civiltà (1) / Guerre contro il futuro: Freud

Lontani “dalla fame, i parassiti, il fango, e quei rumori pazzeschi” che ha cercato di rendere sulla tela Otto Dix, ma vicini a quell’umanità dolente, i cui volti pare di poter toccare. Della guerra non sentiamo la puzza dei cadaveri. Non vediamo mai le pupille di chi sta per morire, ma ogni giorno file di sacchi accatastati. La sensazione di essere anche noi, a migliaia di chilometri dall’Ucraina, e non solo loro, in guerra, è, nello stesso tempo, falsa ed esatta. Sul piano della verosimiglianza il paragone può irritare, ma il contatto con “lì” avviene in tempo reale sul piano della rappresentazione mediale che colpisce il nostro immaginario. Di civili che guardano altri civili trasformati in bersaglio. Ciò spiega e giustifica la sensazione, così diffusa, che qualcosa in quel conflitto...

Un libro di Matteo Serra / L'inconscio della fisica

Per quanto implausibile, l’intuizione di Leonardo Sciascia è suggestiva: parlare di scomparsa in riferimento a Majorana ha un che di sviante e rivelativo a un tempo. Sviante, perché dissimula i segni di un progetto studiatissimo; rivelativo, perché quel progetto contemplava la dissimulazione delle proprie tracce. In questa chiave, quello di Majorana fu un gesto di duplice sottrazione: sottrarre sé stesso al peso di una svolta epocale e ingovernabile e sottrarre un peso così poco sostenibile a un mondo che aveva intuito, ma non ancora elaborato, un piano strategico per l’autodistruzione, la cui première sarebbe andata in scena a Hiroshima il 6 agosto 1945.   Sciascia proietta sul fisico catanese una capacità anticipatoria che non è né chiaroveggenza né pura sensazione, ma una...

I dialoghi sul male di Luigi Zoja

«Alta, orgogliosa, alzò il braccio destro impugnando un bastone, per tagliare lo spazio separando il bene dal male». A compiere il gesto manicheo (in una posa che ricorda la signora Lucia di Davanti San Guido di Carducci: «Alta, solenne, vestita di nero»), il bene di qua il male di là – i buoni e i salvati a destra, i cattivi e i sommersi a sinistra, i giusti su questo piatto della bilancia, gli ingiusti su quello, in alto le anime buone, in basso le anime dannate e via così – è, nel primo dialogo sul male di Luigi Zoja (Dialoghi sul male. Tre storie, Bollati Boringhieri, 2022), una ragazza cinese, Yunshi. Piccola leader della Rivoluzione Culturale, Yunshi è convinta di sapere ove si trovi il bene: nelle parole del Libretto Rosso del Presidente Mao, ovviamente; e di poter giudicare e...

Teorie e grandi catastrofi / Filosofi col mal di denti

Nell’agosto del 1756, Jean-Jacques Rousseau viveva e scriveva, in relativo isolamento, in uno chalet detto l’Ermitage annesso al Castello della Chevrette, nei pressi di Montmorency, dove l’aveva invitato Madame Louise d’Épinay. Nel suo eremo lo raggiunsero due poemi che Voltaire gli inviò di persona, il primo sulla legge naturale, il secondo sul terremoto di Lisbona dell’1 novembre 1755. Rousseau apprezzò il primo, ma ebbe parole molto severe sul secondo. Voltaire se la prese a male e meditò a lungo una risposta, che forse fu addirittura il Candide. Ma la rottura fra i due grandi non si ricompose più. Fu un’altra delle infinite scosse di assestamento, o di disassestamento, da attribuire al terremoto del 1755, che causò la distruzione non solo di Lisbona ma anche di molte città e villaggi...

Carte d'amore / Dialogo sull'amore con Antonio Prete

“Tutti li miei penser” – scrive Dante Alighieri nella Vita Nuova – “parlan d’Amore”.  Ma come si scrive di amore? Non c’è forse un certo pudore nell’avvicinarsi a questo “paese che non ha confini”, nel cercare di circoscriverlo, raccontarlo al di là di nomi, corpi, ricordi, al di là del “tu” cui ogni amore si rivolge? E ancora: che cosa è questo “tu”? Già Fedro nel Simposio ricordava quanto nessun uomo avesse mai osato celebrare degnamente Eros. Eppure l’amore è esperienza comune.  Carte d’Amore prosegue il cammino di Antonio Prete attorno ai modi del sentire: nostalgia, lontananza, compassione, interiorità. Un cammino che qui si fa figure dell’amore – apparizione, seduzione, tenerezza, e ancora ombra, lettera, gelosia – e paesaggi dell’amore – giardino, mare, strada, corpo. A...

Lo sguardo di uno scrittore e poeta iracheno / Niente di nuovo a Est

Due giovani uomini si intrattenevano davanti all’ambasciata dell’Ucraina a Baghdad. Erano lì per richiedere il visto. Nella breve intervista rilasciata a una tv irachena, uno di loro ha raccontato di voler andare in guerra contro i russi, giacché era disoccupato e aveva sentito dire che la ricompensa consisteva nel visto con permesso di soggiorno a tempo indeterminato e in 4.000 dollari di stipendio mensile. “Jihād ed espatrio” ha poi aggiunto. Un comico in esilio di origini irachene ha ironizzato in un comedy-show: “I nostri soldati di ventura in cerca di miglior vita in Ucraina, adesso che lì c’è la guerra… forse da morti”. In Siria, comunque, pare che la Russia abbia reclutato molti combattenti. Questa è la notizia. In migliaia sarebbero dispiegati intorno alla capitale Kiev. La...

Antropologia del presente / Lévi-Strauss e gli scoiattoli

Il resoconto di viaggio negli Stati Uniti è un affermato topos letterario del Novecento: scrittori, filosofi, scienziati, ma anche grafici e artisti, cineasti e sociologi hanno scritto dei loro viaggi in America, con toni variegati e interpretazioni assai diverse, gestendo non senza difficoltà una comune, curiosa mescolanza di meraviglia e ribrezzo, perversa fascinazione e critica feroce. La percezione di un mondo al tempo stesso occidentale e altro, modello da perseguire ma insieme da respingere, ha causato non pochi traumi alla veterana intellighenzia europea, scuotendola dalle millenarie sicumere di un razionalismo tanto raffinato quanto miope, tutto costruito sull’implicita certezza della supremazia antropologica del Vecchio Continente (e già chiamarlo così non è innocente) su tutti...

Telegenia / Intellettuali in TV: risse, chiacchiericci, figuracce

La TV accompagna la vita degli italiani dal 1954, eppure, per molti, i suoi funzionamenti sono ancora oscuri. Con la potenza del suo apparato riesce ancora a contaminare l'immaginario dei pubblici e a produrre effetti sul modo di essere e di vedere. Comprendere la logica del suo linguaggio appare ancora più necessario in questo frangente storico in cui l'imperscrutabilità di alcuni accadimenti, come la pandemia e la guerra in Ucraina, le hanno restituito un ruolo nevralgico all'interno del sistema dei media. Per analizzarne la grammatica del suo linguaggio è utile tornare a Rumore bianco, di Don DeLillo, un romanzo che racconta le vicende di una famiglia americana, che si raccoglie spesso nell'intimità della sua sfera domestica, e mentre i protagonisti sono a tavola a mangiare o in camera...

Un saggio di Massimo Cacciari / Attualità di Musil. Paradiso e naufragio

Il densissimo saggio di Massimo Cacciari (Paradiso e naufragio, Einaudi 2022) dedicato all’Uomo senza qualità di Robert Musil ne riscrive l’interpretazione, mettendo in evidenza la ricerca dell’uomo contemporaneo e le sue aporie. Mentre nella prima parte del romanzo domina l’ironia verso i protagonisti della Grande Stupidità dell’Azione Parallela, ministri e banchieri, gran dame e borghesi, nella seconda parte cambia tutto. Il tono si fa partecipe e commosso, seguendo la ricerca impossibile di unione mistica dei “fratelli siamesi”, Ulrich e Agathe, in un amore che è una via moderna verso Dio. Questa impossibile possibilità colora l’intero romanzo, inducendo a rileggerlo in una chiave diversa.   L’uomo moderno crede in Dio o nel proprietario della ditta mondiale? È questa ironica...

Il paradigma della forza / Arendt, Castoriadis e l’enigma Putin

Stupore. È la sensazione che abbiamo provato, noi europei e occidentali, di fronte alla pandemia, convinti che le epidemie appartenessero a tempi o a luoghi remoti, e che si è ripetuta di fronte alla guerra scatenata da Putin. La guerra è piombata nel cuore dell’Europa, dopo settant’anni di pace, e di colpo ha archiviato l’ordine mondiale post-1989, che stava scivolando e fluttuando dall’egemonia dell’“Impero Light” americano (è la notoria definizione del politologo canadese Michael Ignatieff) a una forma instabile di multipolarismo, con l’emergere di nuove potenze economiche come la Cina e l’India e con il consolidamento dell’Unione europea, a seguito dell’allargamento a Est e dell’integrazione economico-monetaria.   Ma c’è un’ombra dietro questa guerra, che si tende a trascurare. È...

Alfabeto finanziario 4 / La ricchezza degli italiani

Paperon de’ Paperoni è un grande taccagno. Risparmia molto, consuma pochissimo. Accumula ricchezze; ama fare il bagno in una piscina piena di monete d’oro. Ma come stanno andando il risparmio e la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane? Prima della pandemia il risparmio delle famiglie oscillava intorno all’8 per cento del reddito disponibile (è il nostro reddito, al netto delle tasse e comprendente trasferimenti dallo Stato, ad esempio le pensioni). A marzo del 2020 il COVID19 è esploso. Per oltre due mesi non siamo usciti di casa o lo abbiamo fatto con limitazioni. I consumi sono crollati. Il risparmio è schizzato all’insù, fino a superare il 20 per cento del reddito disponibile. Con l’arrivo dei vaccini e il miglioramento della situazione economica, i consumi delle famiglie sono...