Teorie

Filosofia e biologia / Miguel Benasayag, La singolarità del vivente

Questo nuovo libro di Miguel Benasayag è particolarmente importante perché rappresenta la sintesi (provvisoria) di un lavoro di scavo filosofico e biologico sul “vivente” che si è estrinsecato per oltre un ventennio e che, finalmente, trova una composizione non ultimativa (giacché tutto è in movimento) ma più chiara e avvincente di quelle che l’avevano preceduta.  Quando Benasayag era un ragazzo argentino sotto la dittatura, la sua resistenza riguardava quest’ultima. Non ebbe paura di combatterla in modo ardimentoso assaltando caserme, rischiando continuamente la vita e pagando un prezzo di detenzione e di tortura che non riuscì a piegarlo o a fargli rivelare alcunché: il “comandante” Miguel era così fiero e al tempo stesso così umano da occuparsi anche dei compagni che sotto tortura...

Enti di ragione di Marta Cai / Le nostre solitudini

Potrebbe anche darsi il caso che l’originalità di un’opera letteraria sia una questione da capire non solo nella sua ontogenesi, ma anche nella filogenesi da cui fiorisce. Enti di ragione, di Marta Cai (SuiGeneris, 2019) colpisce il lettore con una vividezza non facile da definirsi: certo, la sua densità e la sua compattezza sono potenti, la “voce” dell’autrice è tanto singolare da lasciare interdetti, cioè è radicalmente femminile, ma contemporaneamente assai distaccata e lontanissima da coloriture di genere. Si tratta sì di un libro di racconti (otto), connessi tra di loro in maniera tale da costruire per altra via un vero e proprio “universo romanzesco”. Ma i tavoli su cui si giocano queste connessioni sono molti, sono diversi, asincroni, strani e affascinanti. Dove un’autrice come...

Robot vs umani / Lavoro: rivoluzione globotica

  “L’anno scorso aveva ancora qualcosa di umano quando giocava, ma quest’anno è diventato una specie di dio del Go!”, [The New York Times, 23 maggio 2017], così Ke Jie, il miglior giocatore ‘umano’ al mondo, del gioco del Go, dopo aver perso contro AlphaGo Master, un programma per computer in grado di utilizzare le tecniche dell’apprendimento automatico. E siamo ancora una volta di fronte a un sentimento da fine del mondo. Ogni trasformazione produce esiti esponenziali e non più lineari, e questo ci induce a dire che questa volta è proprio la fine del mondo. “Ogni volta unica, la fine del mondo”, è il titolo di un libro di Jaques Derrida [Jaca Book, Milano 2005] in cui memoria e destino si confrontano in un dialogo con altri pensieri, tra passioni e finitudine.    Di certo...

Modellare la propria vita psichica / Bollas: Forze del destino

Devo ammetterlo: quando leggo Cristopher Bollas oscillo tra l’impressione di confrontarmi con idee geniali e quella, ben meno esaltante, di avere a che fare con qualcuno che non si accorge di aver scoperto l’acqua calda alla quale ha solo cambiato nome, seppure in maniera particolarmente raffinata e seducente. Ad ogni modo ne apprezzo l’idea di espandere gli orizzonti della psicoanalisi, frantumare i confini entro la quale dovrebbe rigorosamente muoversi (ma c’è davvero qualcuno che lo sostiene ancora?), per aprirla alla vita in generale, affrontando alcuni temi trascurati ma centrali per ciascuno di noi. È il caso del suo ultimo libro intitolato Forze del destino (Raffaello Cortina, 2021, pp. 209), che ruota ancora attorno all’idea della coltivazione dell’idioma personale di ciascun...

Dionys Mascolo / Maurice Blanchot: Per l'amicizia

Alla fine di settembre, torno a Cosenza, nell’Università dove insegno, dopo un anno e mezzo di quasi totale assenza a causa della pandemia. Ogni cosa è spettralmente identica a come l’ho lasciata. Le abitudini quasi rituali si ripristinano senza esitazione: ricevimento, esami, cena coi colleghi, i trasferimenti da un cubo all'altro sul lungo ponte che li unisce, cordialità con la foresteria che mi ospita. Eppure, come un tarlo che ha lavorato silenziosamente e in profondità lasciando inalterata la superficie, qualcosa ha scavato una fenditura non suturabile, tanto più sconcertante quanto più in superficie tutto appare familiare, consueto, prossimo.   Si dirà: è quello che accade nei momenti di crisi, nelle faglie traumatiche della storia. È vero solo in parte. I traumi della storia...

Neuroscienze in tribunale / Il delitto del cervello

Da tempo ci si interroga sul futuro e come costruirlo, basandosi sul presupposto in apparenza scontato di poter scegliere. Ma è una convinzione o un autoinganno? È un’evidenza o una convinzione sollecitata dall’ambizione di sentirsi liberi? Siamo realisti o siamo illusi? Perché l’uomo, per il solo fatto di essere cosciente, dovrebbe poter eludere il decorso causale dell’universo? Probabilmente l’idea di libertà lusinga, ma nel contempo angoscia perché porta con sé un bagaglio di inquietudini, responsabilità, sensi di colpa di cui si farebbe volentieri a meno. Non a caso Doppiozero si è occupato in varie occasioni di questo tema. I recenti saggi di List (Il libero arbitrio, Einaudi 2020), Tratteur (Il prigioniero libero, Adelphi 2020), con i commenti di Dall’Aglio (“Libero arbitrio...

Ritratto di gruppo con filosofo / Salvatore Veca e le ochette

Salvatore Veca ci ha lasciati. Salvatore Veca, il filosofo che fece suo il celebre incipit della Teoria della giustizia di Rawls: «La giustizia è la prima virtù delle istituzioni come la verità lo è dei sistemi di pensiero». Giustizia e verità furono i suoi fari, anzi a Veca riuscì di fonderli insieme, riuscì di trasformare la verità, da pura virtù dei sistemi di pensiero, a virtù della comunità, più vicina a una verità come condivisione, come consenso, come giustizia: la verità come risposta riuscita a ciò che vi è, così come le azioni giuste sono risposte riuscite a ciò che vale. Salvatore Veca propose una filosofia ospitale e accogliente, quasi un approdo sicuro dopo le fatiche della navigatio philosophiae, una filosofia, per dirla con un concetto riassuntivo, urbana, insieme cittadina...

Goethe-Institut Torino - Salone del libro / La Russian connection di Chanel

Karl Schlögel sarà al Salone del libro di Torino in collaborazione con il Goethe-Institut Turin e Frankfurter Buchmesse e presenterà sabato 16 ottobre alle ore 15.30 (Sala Internazionale-Padiglione 1)  il suo nuovo libro “Il profumo degli imperi. Chanel N.5 e Rosso Mosca - la storia del XX secolo in due profumi” edito da Rizzoli, che ringraziamo per averci concesso di pubblicare l’ estratto qui di seguito.   Non era scontato che una sarta e modista, per quanto brava, potesse entrare in contatto con ambienti, e soprattutto con uomini, in grado di spianarle la strada da una piccola realtà di provincia al vasto mondo. Doveva esserci uno spazio in cui Chanel potesse non solo incontrare un certo Boy Capel, il ricco amante che la aiutò ad aprire le sue prime boutique, ma anche...

Mettere al mondo il mondo / Stefano Bartezzaghi. Che cosa è la creatività

Che cos’è la creatività? Che domanda: è come il tempo per Agostino, o l’arte per Croce: tutti sappiamo di che si tratta, fino a quando non ci chiedono di definirla. Allora scattano i guai. Credevamo di avere le idee chiare in proposito: creativo che uno che inventa qualcosa di nuovo, qualcosa che prima non c’era; una specie di nume in miniatura: Dio ha creato il mondo, ab origine, e noi, qui e ora, non facciamo che maldestramente imitarlo: nelle arti, nella scienza, nel lavoro, nei media, nella vita quotidiana. Ma siamo certi che sia proprio così? Che cosa significa esattamente “nuovo”? e “inventare”? e poi, anche, cos’è questo “qualcosa”? Come dire che, in effetti, non erano idee quelle che avevamo sulla creatività, semmai predisposizioni affettive, ideologie, esercizio inconsapevole di...

Riflessioni e ricordi di un grande clinico / Otto Kernberg, a cosa serve la psicoterapia?

Otto Kernberg è considerato il più importante psicoanalista vivente, per cui ogni suo nuovo libro viene guardato con interesse da tutti gli specialisti del settore. Questa intervista condotta da Manfred Lütz ha però un carattere volutamente divulgativo: basti vedere le note a piè di pagina, che spiegano al lettore chi sono figure molto conosciute quali ad esempio Melanie Klein o Martin Buber, o cosa vuole dire un termine quale kibbutz. Il titolo stesso – Dottor Kernberg, a cosa serve la psicoterapia? – lo connota come un libro rivolto a un pubblico vasto che non si è mai posto certe domande, e per il quale vuole essere anche appealing; e questa immagine viene rafforzata dalla copertina patinata (di dubbio gusto, ma può essere vista anche come spiritosa), in cui figurano i due protagonisti...

Biennale Democrazia 2021, Torino / Reincantare il mondo. La vita fra umano e naturale

Andreas Weber partecipa alla Biennale Democrazia in collaborazione con il Goethe-Institut Turin e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ai seguenti incontri:   Reincantare il mondo. La vita fra umano e naturale 9 ottobre - ore 11.30 | OGR Sala Fucine Memory matters. Naturale, umana, postumana: una memoria rinnovata 9 ottobre - ore 18.00 | Complesso Aldo Moro Aula 1     Dopo la pioggia, faccio correre la mano tra i ginepri o tra le betulle per la gioia di sentire le gocce bagnate che colano sul palmo. Nan Shepherd, La montagna vivente   (traduzione di Carlo Capraro, Ponte alle Grazie 2018)   La pelle dei minerali   Ogni volta che alzavo gli occhi da ciò che stavo scrivendo, vedevo i licheni. Coprivano il tetto di fronte a me. Era un tetto basso, quasi...

Il cervello post-umano / Slavoj Žižek: da Hegel a Elon Musk

Un nuovo libro di Slavoj Žižek è un caleidoscopio di immagini e di nomi in cui è facile perdersi, disorientati dalla sua tipica bulimia argomentativa. Ma un filo conduttore c’è e ci tocca da vicino. Il libro, appena tradotto e pubblicato in italiano con un titolo che tradisce l’originale, Hegel e il cervello postumano (Ponte alle grazie, 2021), affronta il tema della attesa singolarità tecnologica in chiave hegeliano-lacaniana. Il titolo, dicevo, è fuorviante perché non ha senso parlare di cervello postumano e infatti mai ne parla Žižek che invece affronta il tema della singolarità in chiave dialettico-psicoanalitica. Correggiamo subito il tiro. Non si parla di cervello postumano, come erroneamente promesso dal titolo, ma di “wired brain”, ovvero il cervello connesso e cioè la possibilità...

Fabriano Fabbri: arte e stile / La carta astrale della moda

La moda è un universo di senso complesso, basato su un modello ciclico che oscilla tra espansioni e ritrazioni. Così come nell'universo comunemente inteso, la moda ingloba diverse materie, energie e corpi che percorrono traiettorie differenti, anche se vicine nello spazio e nel tempo. In La moda contemporanea II. Arte e stile dagli anni Sessanta alle ultime tendenze (Einaudi 2021), Fabriano Fabbri sostanzia questa metafora cosmologica asservendola a un metodo di analisi strutturato sullo “strumento della generazione” ideato dal suo maestro Renato Barilli (cfr. Intervista a D.it - la Repubblica).    Per srotolare, spiegare, il tutt’uno della moda contemporanea ‒ attorcigliatasi su sé stessa nel corso dei decenni ‒ Fabbri propone una classificazione kepleriana degli stilisti a...

Un classico di Richard Hofstadter / Lo stile paranoide nella politica americana

Richard Hofstadter Come il nome immediatamente ci ricorda, gli Hofstadter erano ebrei tedeschi. Emigrati negli Stati Uniti ben prima che il nazionalsocialismo trasformasse il cambio di continente da opzione in necessità di sopravvivenza. Richard soffrì comunque di esclusione sia come ebreo sia perché da giovane era marxista. A metà del secolo scorso, in America l’antisemitismo era diffuso non solo fra i populisti, ma in tutti gli strati sociali; mentre un comunismo americano, che oggi suona come un ossimoro, era frequente fra gli intellettuali. Richard Hofstadter non ci ha lasciato molti scritti: morì a soli 54 anni. Eppure l’Encyclopedia Britannica lo ricorda come un pioniere negli studi sul populismo. Più precisamente, fu precursore di molti sguardi che ci appaiono necessari o...

Intervista al Premio Nobel / Venki Ramakrishnan: io e i geni

Con l’occasione della lettura magistrale dal titolo “My adventures in the Ribosome: Nature’s Amazing Nanomachine” nell’ambito di Nanoinnovation 2021, presso l’Università la Sapienza, abbiamo incontrato a Roma Venki Ramakrishnan, Premio Nobel 2009 per la Chimica, autore di La macchina del gene recentemente pubblicato da Adelphi, di cui abbiamo parlato su queste pagine lo scorso maggio.   Professor Ramakrisnan, nel suo affascinante resoconto della “gara per decifrare i segreti del Ribosoma”, la nano-macchina cellulare che trasforma l’informazione genetica in tutte le proteine di cui abbiamo bisogno nel corso della nostra esistenza, lei racconta molti dietro le quinte della ricerca scientifica insieme alle tappe, ai viaggi, ai successi, ai fallimenti, alle nuove scoperte che infine...

Il Bergson di Federico Leoni / L’organo della stupidità

E se l’intelligenza fosse l’organo della stupidità? Se ci fosse bisogno di giustificare la filosofia, mostrandone non solo l’utilità, ma, direi, la necessità, basterebbe fare riferimento a questa domanda che solo un filosofo parlando da filosofo può sensatamente porre, giacché in qualsiasi altro contesto apparirebbe poco più di un mot d’esprit. La ritroviamo al centro del saggio che Federico Leoni dedica a Henri Bergson (Henri Bergson. Segni di vita, Feltrinelli, Milano 2021). Coerentemente con lo spirito della collana Eredi che lo ospita (ideata da Massimo Recalcati), il Bergson di Leoni non è un capitolo di un manuale di storia della filosofia. Bergson è piuttosto un “intercessore” in senso deleuziano, vale dire una sorta di Stalker tarkovskiano che funge da guida nel territorio...

Sean Carroll: terapia esistenziale / Sulle origini della vita, del significato e dell’universo

Chi è un eliminitivista? Uno per il quale esistono gli atomi – quelli sì sono reali – ma non un tavolo, io o la mia coscienza: non più che illusioni. In sostanza, è tutto e solo disposizione di atomi. L’appellativo è curioso, a dir poco inusuale, ma così si definisce un riduzionista forte, qualcuno che non solo mette in relazione le caratteristiche macroscopiche del mondo con una descrizione fondamentale soggiacente, ma di fatto non ha alcun problema a negare l’esistenza di quella che si chiama “ontologia emergente”: tavoli, persone, qualsiasi concettualizzazione e, va da sé, anche la coscienza (per intenderci, il suo antagonista, altrettanto forte, è l’essenzialista, figura piuttosto popolare all’interno delle dottrine religiose).  Avete presente la storia della nave di Teseo, non...

La vita come processo / François Jullien, sul vivere

In principio il détour, la deviazione per la Cina. Non per esotismo di maniera, per seduzione ingenua dell’Altrove, ma per fare di quell’Altro assoluto costituito dal pensiero cinese un “apriscatole” grazie al quale accedere a quel che non pensiamo più a pensare: le evidenze che diamo per scontate, gli a priori nascosti, le rive in cui scorrono i nostri pensieri o l’occhio con cui guardiamo il mondo, avrebbe detto Wittgenstein. È così che François Jullien (nato nel 1951), esperto di filosofia greca, negli anni Settanta si stacca dall’“Europa dagli antichi parapetti” (Rimbaud, Il battello ebbro) per incontrare la cultura di matrice confuciana, formatasi in totale estraneità rispetto all’Occidente. La lezione proto-strutturale di Marcel Granet – l’autore di Il pensiero cinese (1934, Adelphi...

Leggerezza di Laura Campanello / Le carte della vita e gli esercizi filosofici

“Tanto l’ereditarietà quanto l’ambiente che ci formano, così come lo status culturale, tutto ciò assomiglia alle carte che si danno alla cieca, prima che il gioco cominci. Senza la benché minima libertà: il mondo dà e tu semplicemente ricevi quello che ti viene dato, senza possibilità alcuna di scegliere. Ma così (…) la questione è: che cosa fa ciascuno di noi delle carte che ha ricevuto? C’è chi gioca in modo eccezionale con delle carte che non sono nulla di speciale, c’è chi fa il contrario e spreca e butta via delle carte meravigliose! Qui sta tutta la nostra libertà: la libertà del modo in cui giocare le carte che abbiamo. Ma anche questa libertà (…) è ironicamente subordinata al destino individuale, alla pazienza, all’intelligenza, all’intuito, al coraggio. Tutto questo patrimonio,...

Cambiamenti e stravolgimenti / Il nuovo lessico della libertà

Significati   In questi mesi, c’è stata un’accelerazione di nefandezze e imbrogli. Un gran mescolamento significante dei principali aggettivi del nome Libertà ha sconvolto anche l’imponente statua che naviga il cielo davanti a New York. Si sta chiedendo che senso ha continuare a navigare dove ai padri pellegrini si sono sostituiti i figli raminghi, esuli dai massacri cui siamo indifferenti, dove il fondamentalismo islamico mette piede, con la sua religione di guerra.    Proviamo a prendere il significato “ufficiale” in ognuno quattro derivati di Libertà.   Libertario. Prima definizione ufficiale Treccani:  libertàrio agg. e s. m. (f. -a) [dal fr. libertaire]. – 1. Che, o chi, considera e proclama la libertà totale di pensiero e di azione come...

Un libro di Gilles Châtelet / Vivere e pensare come porci

Scrivo davanti a una finestra che dà su un antico quartiere industriale di Londra, Hackney Wick, un luogo che, nonostante la grande rivalutazione immobiliare generata dalla costruzione degli impianti sportivi per le Olimpiadi del 2012, porta ancora i segni dei quartieri operai dei primi dell’Ottocento, c’è come un “aroma” (sia detto senza ombra di ironia) di quel mondo che qua e là l’Inghilterra conserva ancora. Quando, come diceva mio fratello, “mangiavo pane e Grundrisse”, queste tracce me le ero andate a cercare (con Dickens nel tascapane) anche su a Edimburgo e poi a Glasgow e a Manchester. Lo sguardo un po’ scientifico e un po’ sentimentale mi avvicinava a quell’umanità, provavo uno slancio autentico di rispetto per le sofferenze pregresse delle grandi masse sfruttate.   ...

Un approccio sistemico / Rete, vita e natura

In maniera garbata e convincente, quello che ci propongono Fritjof Capra e Pier Luigi Luisi è una vera e propria rivoluzione nel modo di vedere il mondo, un rovesciamento di prospettiva che coinvolge tutto e tutti e indica un’altra direzione per la cultura umana. Capra è un noto fisico e saggista, negli anni Settanta il suo Tao della fisica ha rappresentato un primo concreto tentativo di vedere connessioni fra le visioni della fisica occidentale e discipline spirituali orientali, in particolare Buddismo, Induismo e Taoismo. Pier Luigi Luisi è un chimico di fama internazionale che si occupa in particolare dell’origine della vita e dell’auto-organizzazione dei sistemi naturali e sintetici.    Il loro The systems view of life, è un testo del 2014 uscito in italiano nel 2020 per le...