Teorie

Diagnosi / La malattia e i suoi nomi

Mia nonna materna è morta di cancro nella Jugoslavia degli anni sessanta del secolo scorso, ma il termine non era contemplato, né in pubblico né in privato. Nemmeno “brutto male” si diceva. Si moriva e basta, si alzavano gli occhi al cielo o si puntavano a terra, il perché della dipartita era un mistero che ai bambini appariva ancora più grande. Non ci si doveva pensare, l’uomo nuovo socialista non era previsto si ammalasse, fosse vulnerabile, perché questo ricordava la sua ineluttabile condizione umana dove la sorte collettiva si declina al singolare. Infatti, a Praga come a Dresda, tra tutti i libri vietati dell’epoca, proibitissimo era Riflessioni su Christa T. di Christa Wolf, la storia di una giovane donna malata, che tiene un diario e racconta la sua lotta con la leucemia.  ...

Un mistero nuovo vi canta nelle ossa / Asperger: la sorte di un nome

Scriveva Nietzsche in La gaia scienza che “comprendere […] che sono indicibilmente più importanti i nomi dati alle cose di quel che esse sono”, era la cosa che gli era “costata sempre e [gli] costa[va] ancora il più grande sforzo”. Il nome conta.  Un tempo accadeva che alti prelati e mistici lasciassero il mondo in odore di santità, per poi essere esumati, processati come eretici e quindi arsi sul rogo. Qualcosa di simile è accaduto di recente a Hans Asperger. Nel maggio del 2013 viene pubblicata la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, e il board dell’Associazione degli psichiatri americani decide di accorpare la sindrome di Asperger, accolta nella quarta edizione del DSM nel 1994, allo spettro autistico, come sua fascia alta, senza...

L'insorto / Metafisica del populismo

Liquidare il populismo come mero non-pensiero, ripetendo il ritornello della “pancia” contrapposta alla “ragione critica”, non solo ne sottovaluta la potenza, ma impedisce all'antifascismo di dotarsi delle armi necessarie per combatterlo. L'antifascismo della “sinistra” è vittima della perversa illusione che attribuisce al suo avversario. Fare della semplificazione demagogica la chiave di volta del successo del populismo su scala planetaria non è forse una semplificazione altrettanto grave di quella che vorrebbe denunciare? La tesi della semplificazione è una tesi “comoda” che, semplificando, esonera dallo sforzo dell'analisi. Le conseguenze sono gravi. Già negli anni Trenta del secolo scorso, filosofi come Ernst Bloch o Georges Bataille gridavano (nel deserto) che non si sarebbe andati...

Vegetale a chi?! / Metafisica delle piante

Conoscevo una persona che parlava con gli alberi. Passeggiando, talvolta, si fermava davanti a una quercia o a un ulivo, a una pianta qualsiasi, guardandola a lungo, con le mani unite dietro la schiena. Le toccava il tronco o le foglie, come accarezzandola, poi restava fermo, sorrideva, annuiva e riprendeva la sua passeggiata. Era convinto che gli alberi abbiano molto da dirci, se soltanto li sappiamo guardare e ascoltare. Anche se non parlano, suggeriscono pensieri e, a chi ha una mente sensibile, possono far intuire quale sia l'architettura del mondo di cui anche noi siamo parte. Lo credevo un romantico, adesso penso che fosse un filosofo, capace di osservare le cose meglio di quanto sapessi fare io, e che cercasse nella natura risposte ai suoi quesiti esistenziali. Un'attitudine che mi...

Obblighi e divieti / Punire

Il libro Punire. Una passione contemporanea, di Didier Fassin, uscito per Feltrinelli di recente, ricorda due testi scritti da suoi conterranei: Perdonare, di Jaques Derrida, uscito nel 2004 per Raffaello Cortina, ultimo testo del filosofo franco-algerino, lascito culturale del suo pensiero, e Sorvegliare e punire, di Michel Foucault, del 1976 per Einaudi.  Quando uscì Perdonare, erano finiti da tempo in Italia e in Germania gli anni di piombo, che avevano oscurato le conquiste di democrazia degli anni Sessanta e Settanta, almeno fino al 1978, anno cruciale qui da noi, dove da un lato fu approvata la legge 180 per la definitiva chiusura della reclusione manicomiale e dall’altra fu consumato l’assassinio di Aldo Moro. Fine di un’epoca, inizio di un’altra, ben peggiore. Tuttavia la...

Multitasking / Tempo, esserci e cose

Il rapporto col tempo e con le cose, oggi, ci vede particolarmente impegnati come umani, a usare la nostra distinzione per alienarla. A impegnare l’esserci per regredire allo stadio delle cose. È come se non sopportassimo di sentire il tempo e la riflessione, e allora tendiamo a neutralizzarli in un eterno presente. Parliamo, infatti, con orgoglio, di tempo reale e di multitasking. È come se non tollerassimo l’indugio della riflessione e la ricerca di significato. Passiamo, infatti, da una cosa all’altra, senza concederci, anzi evitando, di farne esperienza. Per vivere qualsiasi cosa non riusciamo a contenere l’impegno per cercare il nostro modo specifico e la nostra via, ma abbiamo un ossessivo bisogno di modelli già pronti: per gli acquisti, oltre alla pubblicità che già satura le...

A venti anni dalla scomparsa del sociologo / Niklas Luhmann. “Solo la comunicazione può comunicare”

Il Nietzsche del XX secolo non è stato Foucault o Deleuze, ma un oscuro alto funzionario della pubblica amministrazione tedesca, approdato in pochi anni e un po’ incidentalmente, dopo un soggiorno di studi alla Harvard University, alla Facoltà di Sociologia dell’Università di Bielefeld, nella Renania-Vestfalia settentrionale, nel 1966, da dove non si sarebbe mai allontanato, tranne che per una breve parentesi a Francoforte, come supplente di Adorno. Il suo nome è: Niklas Luhmann. Nacque a Lüneburg, vicino ad Amburgo, nel 1927, e scomparve il 6 novembre del 1998, nella sua casa Oerlinghausen, vicino a Bielefeld. Lo stile asettico e ridondante, nonché il lessico incline ai tecnicismi, lo hanno condannato ad avere meno popolarità di quanto meritasse, ma il suo quadro teorico è stato...

Per così dire / Quadri, cornici e altre strategie

Niente di più banale di una cornice, buona cosa di pessimo gusto, come una tovaglietta mal ricamata o un souvenir polveroso. Niente di più importante della cornice, oggetto semiotico e dispositivo strategico che supera spesso i suoi compiti istituzionali – servire il quadro – per farsi metafora di situazioni e fenomeni ben più grandi di lei. La cornice, in linea di principio, è un semplice congegno che delimita uno spazio – rettangolare, quadrato, rotondo o chissà come altro –, segnalando che cosa è semplice parete e che cosa invece può chiamarsi quadro, dunque immagine, dunque opera d’arte. Grazie a essa, gli spazi in gioco divengono due, anzi tre: il primo è l’immagine, su cui si concentra lo sguardo dello spettatore; il secondo è tutto il resto, ossia tutto ciò che non possiamo dire...

4 novembre 1918 - 4 novembre 2018 / Aforismi per una sceneggiatura di guerra

Il 4 novembre 1918, l'armistizio di Villa Giusti, siglato il giorno prima da Italia e Austria-Ungheria, poneva fine alle ostilità fra i due Paesi. Una settimana dopo, la Prima Guerra Mondiale era finita. Evento cardine della modernità novecentesca, la Grande guerra gettava le basi per un equilibrio fragile, destinato a sfociare in un altro e ancora più sanguinoso conflitto. A un secolo esatto di distanza, che cosa rimane di quella terribile esperienza? Siamo stati davvero capaci di elaborare il trauma, o stiamo nuovamente cadendo preda di pulsioni revansciste, militariste e xenofobe? Con l'aiuto di storici, scrittori e studiosi, attraverso una serie di interventi - oggi il primo - cerchiamo di ricostruire l'impatto del primo conflitto mondiale sulla coscienza collettiva. Un modo...

“Il più integerrimo” / Superlativo assoluto

Sulle bocche e sotto le penne dei sì-dicenti, circola non da oggi “il più integerrimo” (si ponga, “magistrato”), sulla scia del già meglio ambientato e quasi florido “il più acerrimo” (si ponga, “nemico”).  Testimone chi scrive, tempo fa, “il più integerrimo” apparve per esempio sulle labbra di un popolare giornalista. In tema di superlativi, proprio uno dei massimi del momento. Il suo “il più integerrimo” orale ebbe corso in una trasmissione che ha come bacino d’utenza la crema del pubblico televisivo. Lo dicono le opportune rilevazioni, che giustificano d’altra parte lo sbardellato compenso accordato al suo conduttore. Nei giorni che seguirono l’exploit, il sismografo delle reti sociali non segnalò movimenti: niente commenti irridenti o vibranti indignazioni. Ideologi del buon...

Manifesto contro il multiculturalismo / Non c’è fede che tenga

Un libro coraggioso quello di Cinzia Sciuto, tagliente e spigoloso, che non fa sconti e mette il dito nella piaga di un atteggiamento sempre più diffuso, l’elogio del multiculturalismo, che però nasconde un dono avvelenato, che lo porta ad assomigliare a una forma di razzismo capovolto, seppure animato da lodevoli intenzioni. La critica dell’autrice parte dalla necessità di esercitare sempre e in modo coerente una determinata laicità, che conduca a prestare sempre più attenzione ai diritti degli individui, piuttosto che a quelli dei gruppi, di qualunque specie essi siano: etnici, religiosi, politici, ecc. Laicità come fondamento della democrazia, laicità che non si oppone alla/le religione/i, ma che rifiuti ogni principio di autorità e di ingerenza e non solo quelli religiosi. Essere...

Edizione integrale / Homo Sacer. Intervista a Giorgio Agamben

Il 25 ottobre 2018 è uscita in edizione unica per i tipi Quodlibet l’opera che ha tenuto Giorgio Agamben impegnato per vent’anni, vale a dire il progetto Homo sacer. Questo, apertosi con il volume omonimo, uscito nel 1995, si è concluso, infatti, con quello che porta la numerazione IV.2, L’uso dei corpi, uscito nel 2014. Nei volumi che fanno parte di quest’opera sono stati definiti e introdotti nel dibattito filosofico concetti che poi diverranno patrimonio comune (anche nel loro essere stati spesso oggetto di critiche) della filosofia contemporanea: quello di “sacertas”, di “nuda vita”, di “campo”, di “forma-di-vita”, la dicotomia “bios/zoe”, per nominarne solo alcuni. L’enorme successo in particolare del primo volume del progetto nel mondo anglosassone ha creato le premesse per la...

Una vita / Fuggire il mondo

Risale a maggio di quest’anno l’ultima nuova uscita, per la BUR, del libro Walden, o Vita nei boschi scritto nel 1854 da Henry David Thoreau, cantore di una vita libera dai condizionamenti sociali e dal conformismo, che qui narra la sua esperienza di oltre due anni in seno alla natura in una foresta del New England, alla ricerca dell’essenziale della vita e alla scoperta di sé, lontano dall’inautenticità e dall’arroganza dei saperi e della cosiddetta civiltà. Ci sarà un motivo se Thoreau rimane un sempreverde, ripubblicato da diversi editori, se amiamo il giovane sognatore che coglie l’incanto delle cose semplici e la loro significazione originaria, se ci identifichiamo coi suoi ideali, se sentiamo anche noi il brivido di una vita non logorata dall’abitudine e il desiderio di rompere gli...

Uno fondatore / Conversazione con Jean-Luc Nancy: i monoteismi e il sacro

Sergio Benvenuto - Da qualche anno a questa parte, il mondo occidentale è teatro di un vasto attacco portato dall’intellighenzia laica contro “Dio”. Ogni paese ha avuto i suoi best-seller anti-Dio e anti-religione. God is not a Good thing. Ma questo modo di focalizzare sulla figura del Dio-persona (per dire che Dio non è [persona]) riduce nel quadro dei monoteismi una questione molto più radicale e più arché-ica e arcaica, quella del «divino» o del «sacro», sulla quale vorrei qui insistere.  Jean-Luc Nancy - Questo «vasto attacco» avviene dopo un lungo periodo di pacificazione da parte della stessa intellighenzia, alla quale ha egualmente corrisposto un ritorno d’interesse per la religione o anche per diverse forme di riflessione attorno a Dio, agli dei o al divino. Si è parlato di «...

Essere umani / Da dove viene e dove va la mente senza il corpo?

Termitaio australiano e la Sagrada Familia, Gaudì [Dennett, , p. 456]. - Sono io l’artefice del mio essere. - Mi dispiace per te, ma staresti meglio se ti riconoscessi come una manifestazione provvisoria del divenire. - Parla per te, per quanto mi riguarda sono io che scelgo quello che voglio e cosa faccio. - Secondo te, quindi, tutto comincerebbe con te. - Certo, ci sono io che decido di relazionarmi a te se mi va, o di fare una cosa o un’altra. - E come lo faresti? - Che discorsi! Lo sanno tutti che siamo gli esseri razionali che sanno quello che fanno. - Eppure spesso facciamo cose delle quali poi ci pentiamo, accorgendoci di aver sbagliato. - Può succedere, ma è un caso. - Non direi, a me capita spesso. - E come te lo spieghi? - Mi pare che gli altri e le situazioni, la nostra...

15 novembre - 18 novembre / Doppiozero a Bookcity

  Per l’edizione Bookcity 2018 Doppiozero è al Teatro Franco Parenti Digital Studio:   Venerdì 16 novembre ore 17 Giovanni Boccia Artieri Gli individui e la società social | Fine di Facebook? Un social in declino   Una pausa da Facebook. Temporanea o definitiva. Gli utenti americani nell’onda dello scandalo Cambridge Analytica hanno cominciato a guardare Facebook in modo più riflessivo, distaccato o preoccupato; lavorando sui dettagli di privacy, abbandonandolo per un po’ o disattivandolo. Questo per gli adulti perché la decrescita (felice per Instagram) dei più giovani continua. A cosa assomiglierà Facebook nel futuro?   ATTENZIONE. Questo primo incontro è stato annullato per lutto famigliare.   Sabato 17 novembre ore 17 Pietro Barbetta Gli individui e la...

Carnet geoanarchico | 5 / Com’è fatta la Liguria?

Roccatagliata Ceccardi, Sbarbaro, Montale, Calvino, Biamonti, Sanguineti, Maggiani, Conte, Magliani. E poi tutti gli altri, da Novaro a Orengo, con in testa ovviamente Caproni, che s’inventò a tavolino la “linea ligure” non tanto in cerca di una vera “ligusticità” dei suoi scrittori, ma per farsi compagnia, per mettersi in coda affettuosa in un lignaggio di parola che vorrebbe riconoscere nel paesaggio scarnificato della Liguria e nella poetica umorale dell’omissione i tratti congiuntivi di una parentela. Detto altrimenti, un carattere dei luoghi e delle persone, un’indole paesaggistica e psicologica che fa degli autori liguri una bolla letteraria a parte. Quando però si va a scavare in quei paesaggi e in quell’indole, tutto scivola via come sabbia dal pugno di ferro del pensiero...

Dell'utile, dell'inutile, del vero e del falso / W la filosofia!

Ma veramente c'è chi pensa che la filosofia sia tossica? E che, se fino a Galileo qualcosa forse da dire lo aveva, dopo l'affermarsi della scienza basta, via, la filosofia si sbricioli come la crisalide, per far posto, tutto il posto, alla trionfante farfalla della scienza? La tesi si può leggere in La crisalide e la farfalla di Edoardo Boncinelli (Milano, Raffaello Cortina editore, 2018). Un neorobiologo all'attacco della filosofia e delle discipline umanistiche, con l'intento di rafforzare nelle scuole, quali materie regine, le scienze naturali, la matematica e l'informatica. Via la filosofia, magari anche il latino e il greco, residui dell'idealismo crociano e gentiliano, per fare posto unicamente alle scienze della verità e alla verità della scienza. Via il pensiero critico, l'...

Da oggi fino a domenica, ad Ancona, Kum! / Cristo e Dioniso. Passione e risurrezione

Si presenta qui un’anticipazione dell’intervento previsto per il festival KUM! di Ancona nelle giornate del 19, 20, 21 ottobre 2018. Qui il programma completo del festival.   Furio Jesi e il suo “maestro”, Kàroly Kerényi, pur nelle loro divergenze anche aspre, sarebbero stati d’accordo nel sostenere che l’essenza del mito è oramai inattingibile, e che al suo posto possiamo solo vedere i modi di composizione dei “materiali mitologici”, con cui invece riusciamo ad avere un contatto diretto. Pur non sapendo dire se questi materiali rimandino davvero alla genuinità, all’effettiva esistenza di un mito originale che li produrrebbe, possiamo senz’altro constatare che essi hanno un impatto, una risonanza nella nostra esistenza. Se il mito ci è precluso, ciò che resta del mito si offre...

Flash alcolic e cicchetti / Storie di ubriachezza

Sono milioni gli individui che soprattutto verso sera entrano in un clima interiore fatto di ansia diffusa e aspettative strane, non ben definite, qualcosa che ha a che fare con la pulsione alla fuga, con il desiderio di evasione, di liberazione. C’è in loro un certo nervosismo. Ma tutto si placa, verso sera, quando appare una qualunque forma fenomenica del noumeno alcolico, dal prosecco al gin-martini… L’alcol sembra l’approdo, e l’alcol era il manque che innervosiva. E tutto subito si colora di serenità, ogni cosa appare ancora sopportabile, ancora possibile; si concepiscono nuovi desideri, viene una rinnovata, magari strampalata, progettualità, una sostanziale voglia di continuare a vivere. Oppure, nella variante gaia, per così dire, il flash alcolico del cicchetto stabilizza e...

Evoluzione mediale e comportamenti sociali / Il regno dell'uroboro

Viviamo online in modo paradossale. Non è mai esista una tale abbondanza di informazioni a rendere più trasparente il mondo, eppure molti dei processi algoritmici che governano Internet e i social media sono tutt’altro che trasparenti e rendono oscuro come diventi visibile ciò che vediamo. Online possiamo esercitare gradi elevati di controllo sul nostro racconto quotidiano, scegliendo le immagini e le parole con cui presentarci e decidendo con chi condividerli ed entrare in relazione; ma questi stessi contenuti diventano uno strumento di controllo nei nostri confronti da parte degli Stati (la lezione di Snowden è sempre attuale) e delle piattaforme che li trasformano in dati da mettere in relazione a fini di sorveglianza e predittivi.   Al centro di questo scenario c’è l’ambivalenza...

Prospettiva cosmica / Astrofisica per tutti

Negli ultimi anni, con una frequenza sorprendente, si sono conseguite scoperte o conferme scientifiche attese e cercate senza sosta per decenni. Quasi ogni giorno si ha notizia di avvistamenti di esopianeti, di fusioni di stelle, di brillamenti solari, dell'esistenza di buchi neri dalle dimensioni inimmaginabili. Il comprensibile entusiasmo degli scienziati ha finito per contagiare un pubblico sempre più vasto, alla cui curiosità si sono offerti molti ottimi saggi divulgativi (di alcuni ci siamo occupati in diverse occasioni anche su Doppiozero). Ognuno, secondo le sue capacità e competenze, cerca di saperne qualcosa di più. Certo non è facile capire fenomeni tanto lontani dalle esperienze che ci permettono i nostri sensi e dai concetti che ne abbiamo ricavato. Ma, dicono gli stessi...