Teorie

Filosofia del mondo nuovo / Maurizio Ferraris. Documanità

“Come faccio a spiegare a mia moglie che mentre guardo fuori dalla finestra sto lavorando?”, si chiedeva Conrad, scrittore e navigatore. Questa difficoltà di comunicazione, di coordinamento intersoggettivo – in epoca di “smart working” lo sappiamo bene – può soffocare sul nascere i migliori pensieri: “Quando fai la lavatrice?”, “Il lavandino si è bloccato!”, “Cosa mangiamo per cena?” e l’idea vola via. Per ovviare a questo annoso problema, a inizio Novecento si pensò alla tecnologia. L’“Isolator” era uno scafandro, brevettato dal fisico Hugo Gernsback, che lo scrittore indossava per non essere disturbato. Tecnicamente era perfetto: nemmeno un filo di voce passava. Ma umanamente era insostenibile. La questione, pare, fu invece risolta da un poeta, Sanguineti: mentre lavorava indossava un...

Il dolore umano, gli intellettuali, il potere / 1971: l’incontro tra Foucault e Sartre

Esattamente cinquant’anni fa è accaduto che, in un preciso momento del secolo scorso, i due “filosofi del secolo” stringessero un sodalizio inaspettato e durevole. È il 27 novembre 1971: una mattina cupa e fredda, tipica dell’autunno francese, ma anche tesa, alla Goutte-d’Or, banlieu situata al centro di Parigi, ai piedi della collina di Montmartre e connotata dalla presenza numerosa di famiglie e di lavoratori immigrati di origine maghrebina. Le tensioni razziali nel quartiere si sono acuite con l’affaire Djellali Ben Ali: un adolescente algerino che, dopo aver malmenato la portinaia del suo immobile, viene ucciso a colpi di fucile dal marito della stessa portinaia, col pretesto di un presunto tentativo di stupro perpetrato dal giovane nei confronti della moglie. La condanna lieve a...

Un nuovo ebook doppiozero / Abitare il tempo

Il nuovo ebook di doppiozero esamina l’opera di Enrico Palandri, uno dei principali esponenti della letteratura italiana contemporanea, identificando alcuni fil rouges rintracciabili in tutta la sua produzione. Innanzitutto la metafora in cui tutti viviamo – “nella danza delle parole”, come scrive Palandri in Flow – e che ritorna come una sorta di tema musicale ricorrente. Dalla metafora deriva una precisa visione della letteratura, una sorta di musica, in levare, consegnata nei romanzi ed esplorata nella produzione saggistica. Ben oltre il senso stretto della figura retorica, la metafora in Palandri implica l’alterità, poiché è dalla polivocità semantica della parola che scaturisce un processo plurale, comunitario, un confronto con “l'altro-da-sé”. Altro tema fondamentale è la filìa (...

Vita e pandemia / Il tempo della cura

Mi è già capitato di scriverlo su La Repubblica: questo è il tempo della cura ma non tanto nel senso clinico del termine – bisognerebbe anzi soffermarsi un po’ sui rischi di un’eccessiva medicalizzazione della vita – ma nella sua accezione esistenziale, che è del resto consustanziale alla vita umana. L’immancabile riferimento filosofico per questo distinguo è Martin Heidegger che in Essere e tempo differenzia la cura in senso medico (Kur) da quella in senso esistenziale (Sorge) resa bene anche dalla distinzione inglese tra i verbi to cure, curare, e to care, prendersi cura, interessarsi, partecipare emotivamente alle sorti di qualcuno.      Mentre in questi mesi di malattia pandemica la cura medica, seppure tra mille difficoltà, disfunzioni e falle di sistema, ha tutto...

Contro il logorio della vita da covid / Osare il possibile

Nel libro di Carla Melazzini, Insegnare al principe di Danimarca, si racconta una storia bellissima di scuola inclusiva in uno dei quartieri sottoproletari più difficili di Napoli. Un paragrafo spicca silenzioso e umile verso la fine del libro: si intitola Camminare, parlare. Vi si racconta di come, in quel contesto, camminare potesse essere sia programma sia indice di successo educativo, un modo per superare la paura di un ambiente ostile, addomesticandolo. Vi si parla di “didattica itinerante progressiva, fuori rione, fuori quartiere, fuori città, fuori regione, fuori nazione al termine dei quali i ragazzi hanno constatato di aver imparato a camminare”. Propongo a chi legge di tenere questa storia vera tra le mani, come metafora utile per il prosieguo della lettura. Il lavoro (per chi...

L'ultimo numero della rivista / Aut aut: specismo e pandemia

Da quando “Riflessioni sulla pandemia”, il numero di “aut aut” curato da Alessandro Dal Lago e Massimo Filippi, è stato completato (novembre 2020) alla sua recente pubblicazione (marzo 2021), la pandemia da Sars-CoV-2 ha registrato un’ulteriore impennata di contagi e circa 500.000 vittime in più, per un totale di 2 milioni e 800mila morti nel mondo.  Mentre ci si affanna sul modo di uscirne, gli autori di questo corposo volume si interrogano sui perché ci siamo finiti dentro e su alcuni meccanismi e pratiche sociali e politiche non prive di conseguenze, che la pandemia ha evidenziato. E non solo per esercizio critico radicale, che pure non sarebbe da poco, ma perché “in una popolazione in rapida crescita, con molti individui che vivono addensati e sono esposti a nuovi patogeni, l’...

La macchina del gene / Venki Ramakrishnan, peripezie di un premio Nobel

“Capii allora che non dovevo vergognarmi di ciò che non sapevo perché nessuna domanda è troppo stupida se ti interessa la risposta”.  Detto da un premio Nobel, vale la pena rifletterci. E anche considerando – come annota Venki Ramakrishnan nell’epilogo” del suo La macchina del gene, di recente tradotto e pubblicato da Adelphi – che ai premi Nobel capita sovente di essere invitati in radio o alla televisione dove possono pontificare su qualsiasi cosa, perfino sul futuro del mondo: e quando si diventa famosi all’improvviso, la tentazione può essere grande. Vale la pena rifletterci, invece, perché Venkatraman Ramakrishnan ricorda di averlo pensato a Cambridge, tra il 1991 e il 1992, ai seminari del Laboratory of Molecular Biology, ascoltando le domande di Max Perutz, uno scienziato che...

Johan Chapoutot / Come il nazismo ha creato il moderno manager

Nazismo e management di Johan Chapoutot è un libro spinoso, urticante, ma indispensabile per capire le lunghe radici del tempo presente. Non capita spesso nella saggistica storica. Un precedente illustre è Modernità e Olocausto di Zygmunt Bauman, libro che ha stentato molto a divenire un luogo culturale. Non perché quel libro sia non compiuto, ma perché mettere in questione il senso comune è sempre un’impresa complicata e destinata all’insuccesso. Mi spiego meglio. Quando nel 1989 Zygmunt Bauman pubblica Modernità e Olocausto, il libro si salva perché Bauman ha ormai raggiunto una certa rispettabilità, ma non contribuisce a rovesciare significativamente il senso comune. Per questo, a differenza di altri suoi testi diventati “manifesto del nostro tempo” veri e propri hashtag, quel titolo...

10 marzo 1950 - 9 aprile 2021 / Elena Pulcini, cura e giustizia

“La pandemia ci ha fermati, un fermarsi che può dimostrarsi produttivo e fecondo. La pandemia è un effetto della crisi ecologica, ci invoca in questo agire dissennato e predatorio, in questa hỳbris onnipotente, e ci riconsegna alla necessità del limite”. A fine gennaio, in uno degli incontri che radio tre ha dedicato al tema della cura, Elena Pulcini intrecciava parole sorelle e concetti fratelli per descrivere l’esperienza globale di vulnerabilità e offuscamento, per sottolineare, ancora una volta, la sua idea di cura come disposizione affettiva e pratica, capacità quotidiana dell’impegno.  Una tematica che, insieme a quelle delle passioni e del dono, ha nutrito un percorso intellettuale di grande rilievo, anche sulla scena internazionale, condiviso nello scambio con allievi e...

Modi del sentire / La democrazia è una virtù?

Dopo tanto parlare e scrivere di vizi, l’attenzione sembra tornata a posarsi sulle virtù, a guardare il panorama culturale ed editoriale. Un po’ lo dobbiamo al fatto che ci illudiamo di essere tutti buoni e virtuosi (nel senso cristiano del termine), di nascita o di vocazione; un po’ ci attrae l’idea dell’autorealizzazione e del compimento delle nostre possibilità che caratterizza la virtù del mondo classico greco e romano. E così ci si occupa per esempio delle virtù cristiane, le tre virtù teologali più le quattro cardinali, con qualche aggiunta: povertà, mansuetudine, castità, religione, obbedienza (che non doveva essere più una virtù e invece lo è ridiventata eccome!).    Sono le virtù rappresentate da altrettante statue, dodici, tra le novantacinque del monumento marmoreo in...

Giorgio Agamben / Hölderlin nella torre

La torre di Hölderlin è il vero tema del libro di Agamben. Si entra attraverso un saggio iniziale, c’è quindi una corposa parte centrale, cronologica, fitta di lettere e testimonianze. È una struttura interna, biografica, che è quasi una scala dove saliamo con Hölderlin nella torre. Alla fine, o piuttosto in cima, ci si affaccia attraverso un saggio finale su orizzonti molto ampi. Com’è finito nella torre Hölderlin  e perché ci rimane per trentasei anni? Forse perché l’amico Sinclair viene arrestato e il poeta inizia a ripetere Non sono un giacobino. Nato nel 1770 ha 19 anni quando scoppia la rivoluzione francese, la politica nella sua generazione è uno snodo di tante questioni diverse e forse in seguito vuole ritrarsi, sottrarsi da quello che la politica dice. Forse ci sono tracce...

Modi del sentire / Che ne sarà della solitudine?

E ora che ne sarà della solitudine? Dopo più di un anno di distanziamenti sociali e clausure, oltre centomila morti (ad oggi quasi tre milioni nel mondo), e tanta angoscia perché non è ancora finita, che ne sarà del sentimento costitutivo della solitudine? Vorremo continuare a scegliere di stare da soli, accetteremo ancora una società che ci spinge a vivere tra gli altri ma non con gli altri? L’individualismo, figlio malato della solitudine, sarà di nuovo una categoria fondante dei nostri comportamenti? Nell’epoca in cui stiamo vivendo la solitudine è un problema sociale prioritario. In certi Paesi si è ormai da tempo pensato di istituzionalizzarlo facendone il contenuto esclusivo dell’impegno di Ministeri dedicati. La soglia d’allarme è evidentemente stata superata nel momento in cui si...

Riflessioni di un formatore / Tempo presente: dormirci su

Qualche anno fa Maria Cristina Koch, psicoterapeuta, epistemologa, adorabile maestra, nel suo saggio Dentro una locanda. La terapia come sosta, parlava della psicoterapia, appunto, in questi termini. Oggi, in piena emergenza, ben al di là della contingenza virale, come approccio positivo a prescindere, ma spesso disatteso, dovremmo poter immaginare una sosta alla locanda come parte integrante del nostro tempo operativo. Per ricaricarsi, riposare, dare tempo al nostro cervello di ossigenarsi, elaborare, produrre adeguatamente. Oggi le locande sono chiuse, aperte solo per asporto, ma potremmo portare altrove il loro spirito, perché sosta non significa stare fermi; semmai significa non percorrere sempre gli stessi sentieri, provare a infilarsi in qualche stradello laterale dove trovare...

Il ripensamento del soggetto / Sartre secondo Recalcati

Nel 2000 Slavoj Žižek pubblica una delle sue opere più rilevanti dal punto di vista teoretico: The Ticklish Subject, tradotta in italiano con il titolo Il soggetto scabroso. L’intento del libro è quello di riportare il soggetto al centro di una scena filosofica e culturale che su tutti i fronti, dal poststrutturalismo al postmarxismo, dai sostenitori heideggeriani del pensiero dell’Essere alle femministe, ha lavorato per esorcizzarlo. La posta in gioco di questa operazione è chiara: non si tratta di tornare semplicemente al soggetto cartesiano come soggetto pensante trasparente a se stesso, ma di metterne in evidenza il nucleo eccessivo disconosciuto: “Ovviamente non si intende ritornare al cogito nella forma in cui questo concetto ha dominato il pensiero moderno (il soggetto...

Un libro di Paolo Virno / Avere

Basta ripassare un momento la biografia di Paolo Virno per domandarsi dove sta l’inganno se ha voluto dedicare duecento pagine al verbo Avere, che poi è il titolo del suo libro uscito a ottobre scorso per Bollati Boringhieri. Ha trascorso la sua vita di studioso nell’opera meritoria di restituire una dignità sociale, intellettuale, anche linguistica al popolo, o forse sarebbe meglio dire alla moltitudine, analizzando con le categorie del pensiero e dell’azione com’è cambiato il mondo nel contesto postfordista, un posto caratterizzato da una acuta nostalgia per l’essere in maniera autentica, disalienata – possibilmente senza di mezzo nessun avere. Dunque, sembra curioso che improvvisamente, in un testo della sua età matura, Virno scelga di dedicare tempo e pagine a un’allegra disamina dell...

La competenza dei mezzi e dei fini / Dietro il sapere, il potere

È una notte della settimana di Natale del 1885. Michael Faraday, il più famoso fisico dell’Inghilterra vittoriana (il più grande, mi dispiace per lui, era James Clerk Maxwell), tiene una lezione pubblica per dimostrare le nuove scoperte dell’elettricità. Passa un secolo. È una notte della settimana di Pasqua del 2021. Ilaria Capua, la più famosa virologa italiana, tiene uno dei suoi sermoni alla trasmissione televisiva DiMartedì di Giovanni Floris per spiegare agli italiani come comportarsi per contenere la pandemia.  Le due serate hanno qualcosa in comune: la figura dell’esperto che si rivolge ai non esperti per proporsi come un punto di riferimento. Tuttavia sono separati da un abisso, non solo temporale: Faraday non pensava di poter dire agli inglesi che cosa dovessero fare, la...

Svolta ontologica / Per farla finita con la Natura

In piena foresta amazzonica, al confine fra Ecuador e Perù, scorre il Kawapi – uno dei tanti affluenti del grande Rio –, nella cui valle vivono gli Achuar, dell’etnia Jivaros, con i quali condividono la lingua e alcuni rituali religiosi. L’antropologo è a casa di Chumpi, uno dei suoi informatori, la cui dimora è una specie di capanno coperto di foglie di palma a pochi passi dalla boscaglia fittissima e dal fiume assordante. Fra la muraglia di alberi d’alto fusto e la modesta abitazione, un orto curatissimo per i fabbisogni della famiglia. Chumpi è preoccupato: quel pomeriggio la moglie Metekash è stata morsa da un ‘ferro di lancia’, ovvero da un serpente velenosissimo che gli Achuar conoscono bene e che non si avvicina quasi mai agli insediamenti umani. A cosa si deve quell’invasione di...

Il contesto e Porte aperte / Sciascia e la giustizia

Il contesto di Leonardo Sciascia è stato pubblicato nel 1971, suscitando molte polemiche all’epoca. Porte aperte, uno dei libri dell’ultima stagione narrativa dello scrittore siciliano appare del 1987. Eppure, per quanto concepiti a distanza di molti decenni, sembrano ruotare intorno a un medesimo tema.  Innanzitutto si collocano a pieno titolo nell’oramai collaudato filone che possiamo definire ‘diritto e letteratura’, che studia i prodotti letterari in rapporto alle questioni giuridiche che pongono (Giustizia e letteratura, doppiozero). Ma c’è un’altra ragione forse più importante: i due romanzi testimoniano l’ossessione di Leonardo Sciascia per il problema della giustizia, perché, come ha scritto, “per me tutto è legato”.   “Porte aperte” è privo di avvenimenti...

Modi del sentire / L'intimità come mistero

Sembra a volte che la parola intimità porti con sé un alone di senso che la avvicina a una promessa di autenticità, di spazio protetto nel quale è possibile – con una sorta di sospiro di sollievo dopo tanto affaticarsi alla superficie delle mascherate di ruolo e degli stereotipi della civiltà di massa e della tecnica – finalmente “toccare” la verità nascosta delle persone, la loro psiche o anima, il loro corpo al di là delle vestizioni nelle “uni-formi” dell’apparire, obbligatorie anche nel loro dovere essere eccentriche. Confesso un certo fastidio per questa voga che volta in positivo ogni pretesa intimità. Mi sembra una sorta di antagonista prefabbricato, un rifugio illusorio, troppo semplicistico, al divorante imperativo delle maschere sociali. Insomma mi pongo questa domanda: ma è poi...

Sandel e Cottarelli / La tirannia del merito

Nel suo libro All’inferno e ritorno. Per la nostra rinascita sociale ed economica, (Feltrinelli, Milano 2021, che ha in copertina l’immagine stilizzata di un labirinto, et pour cause) Carlo Cottarelli afferma una verità inconfutabile: la tutela del merito è «un fondamentale principio di efficienza economica». La parte seconda dell’opera, quella che narra il ritorno dall’inferno (vogliamo sperare) è infatti dedicata al merito, principio tanto lodato e magnificato quanto spinoso e non scevro di problemi. Lo mostra infatti, con dissimili conclusioni, un altro testo di un altro autore ma della stessa casa editrice: La tirannia del merito (Feltrinelli, Milano 2021), che traduce la versione originale The Tyranny of Merit, di Michael Sandel. Sandel, la star mondiale della filosofia politica, il...

Neolingua / Prof

Nell’italiano corrente prof è forma scorciata di professore, di professoressa e dei rispettivi plurali. L’accorciamento risuona frequentissimo nel parlato, in interazioni comunicative ormai quasi prive di limiti, quanto a registro, e ricorre anche con abbondanza nello scritto, come si vedrà. Le forme non scorciate ne subiscono un’estesa concorrenza. Il prof di cui si sta dicendo non è il prof giovanilistico e contestatario registrato dai dizionari come “gergale” nel corso della seconda metà del secolo scorso. Per dirla con un paragone up to date, se fosse un virus, si potrebbe dire che pur appartenendo forse allo stesso ceppo (ma c’è da dubitarne), non è lo stesso virus. È differenza di pedantesca sottigliezza: la si destina ad altra sede e ad altro momento, caso mai.  Qui interessa...

Matriarcato / Il primato delle donne e il mito dei Mosuo

Mi ha colpito una pubblicità RAI per l’8 marzo 2021, festa delle donne. Proponeva lo slogan: “Un futuro egualitario è un futuro al femminile”. Era un modo per dire in maniera abbastanza esplicita che si vorrebbe un futuro (egualitario) sognato dalla sinistra a predominanza femminile. Le donne realizzerebbero finalmente la società egualitaria. Non eguaglianza solo tra uomini e donne, quindi, ma eguaglianza un po’ in tutto. In effetti “la giornata delle donne” fu un’iniziativa del partito socialista americano che risale al 1909. Questa festa insomma conserva un marchio di sinistra rivoluzionaria. (E non è un caso che in alcuni paesi ex-sovietici – come Russia e Ucraina – molti vorrebbero abolirla perché ricorda il passato sovietico.)   Da qualche tempo a questa parte si diffonde...