Teorie

Noi consumatori / Cibo sacro quotidiano

  Homo Consumens, è il titolo di un libro di Zygmunt Bauman e al tempo stesso è la definizione di un attore insostituibile per la nostra stessa idea di modernità. Il sottotitolo del libro, lo sciame inquieto dei consumatori, svela chi siano questi attori. Siamo fondamentalmente tutti noi, sradicati collettivamente da ogni forma di autoconsumo negli anni del boom economico, gli anni 60, anni in cui abbiamo perso il contatto diretto con i cicli della vita e dell'agricoltura. A ben vedere il fatto di essere diventati soprattutto consumatori, almeno in Europa, è stato un marchio esistenziale per quella e per tutte le generazioni a venire, proprio come l'“invenzione” dei giovani, della musica rock, l'avvento del supermercato e quello dei jeans, la necessità pochi anni dopo di un'“...

Un'antologia / Odio

  Mercoledì 4 ottobre alle ore 18 al Circolo dei Lettori di Torino, Pietro Barbetta parlerà dell'odio. Qui una breve antologia con alcuni dei testi che verranno presentati durante l'incontro.   «L’uomo conobbe sua moglie Eva e lei concepì e partorì Caino, dicendo: “ho guadagnato (qanithi, in Ebraico connesso con Caino) un figlio maschio con l’aiuto del Signore”. Lei poi partorì suo fratello Abele. Abele divenne custode di pecore e Caino divenne coltivatore del suolo. Nel corso del tempo, Caino portò in offerta al Signore frutti del suolo e Abele, per sua parte, portò le primizie scelte nel suo gregge. Il Signore diede attenzioni all’offerta di Abele, ma a Caino e alle sue offerte Lui non diede attenzioni. Caino era in grande angoscia e il suo volto impallidì. E il signore...

Una matita per l’estate / Il bambino che disegnava la luna

Se volessi ricordare la prima volta in cui presi in mano una matita, per quanti sforzi possa fare, non credo che ci riuscirei. Con una certa plausibilità potrei solo ipotizzare che sia accaduto sui banchi di scuola. Durante il primo anno delle elementari, magari. Dubito che prima di allora potessi aver utilizzato una matita poiché una cosa che ricordo bene è che non mi piaceva il colore generico del suo tratto. Una tinta che poteva deviare dal grigio spento all’argento vivo per poi mutarsi in un buio assoluto. E io del buio avevo una paura disperata.  Preferivo le tinte colorate dei pastelli. Anzi, adesso che mi ci fai pensare, erano i pennarelli ad avere la preferenza su tutto quando si trattava di colorare i miei disegni. Tuttavia, ora che ci rifletto, non avrei potuto colorare...

Parole in gioco di Stefano Bartezzaghi / Sul gioco, sul serio

Peppino, il braccio, scombicchera fogli, allo scrittoio; in piedi, Totò, la mente, gli detta il testo di una lettera sconclusionata fin nella punteggiatura: è il gag di Totò, Peppino e la… malafemmina (film  del 1956, diretto da Camillo Mastrocinque) di cui si conserva la massima memoria. Lo sfondone sintattico, la catastrofica scivolata lessicale, la torta in faccia alla norma grammaticale e ortografica: ingredienti d’una comicità efficace ma molto facile. Nel film c’è altro, quanto alla lingua, che fa ridere ma fa anche pensare ed è dovuto forse all’arte degli sceneggiatori, forse all’estro estemporaneo dei due attori napoletani.   Dalla campagna campana, Antonio e Peppino giungono in una Milano estiva, calda e soleggiata. Prima di mettersi in viaggio, hanno raccolto...

Cromorama / Il cielo non è blu e il mare è di molti colori

Questa affermazione, apparentemente paradossale, la potete leggere nel libro di Riccardo Falcinelli Cromorama. Come il colore ha cambiato il nostro sguardo, appena pubblicato, in settembre, da Einaudi. Certo, il cielo non è blu, il cielo non ha un colore preciso – blu pennarello, intende: può essere bianco, grigio, grigio scuro e minaccioso, celeste chiaro, screziato di rosa e di rosso; i pittori lo hanno dipinto di volta in volta con un colore diverso, anche rosso, nero e colore dell'oro. Lo stesso per il mare: lo sapeva anche Omero che parlava del mare colore del vino, mentre noi, suggestionati dall'accentuata propensione delle pellicole Ektachrome per i toni azzurri, siamo abituati a identificare i mari esotici con l'azzurro profondo e brillante. Lo scopo del libro sta proprio in...

Progetto Jazzi / Sentieri lenti

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).   «Mi attenevo in questo all’esempio dei viandanti che, smarriti in una foresta, non devono andare in giro errabondi, ora in una direzione e ora nell’altra, o, peggio che mai, fermarsi da qualche parte, ma devono camminare sempre diritto, per quanto è possibile, in una direzione, e non cambiarla senza un buon motivo … ». La seconda regola della morale provvisoria di Cartesio obbedisce anch’essa ai criteri suggeriti dal metodo; quest’ultimo (letteralmente, la via, odos, per) indica il cammino ottimale, segue il percorso più breve, come fa esemplarmente la...

Ascona Arte e Perturbante / Il perturbante e la bellezza

Nel 1919, all'indomani della prima guerra mondiale che fu occasione di grandissima paura reale e concreta, Sigmund Freud scrisse un saggio dal titolo Das Unheimliche (Il perturbante, in Sigmund Freud, Opere, a cura di Cesare Musatti, trad. it. modificata di Silvano Daniele,Torino, Bollati Boringhieri, vol. 9, 1977, pp. 77-114) che molti conoscono, qualcuno no. In quel testo Freud elencava otto cause di paura irrazionale presenti nel campo estetico, osservando anche che fino a quel momento poco l'estetica si era curata di tali sentimenti «repellenti e penosi», preferendo occuparsi del bello, del sublime e dell'attraente.    Nel saggio del 1919 Freud esponeva otto cause di ciò che intendeva con l'aggettivo unheimlich: unheimlich è ciò che causa la paura irrazionale, non...

Mitobiografia / Ma allora, qual è il tuo mito?

Il testo Qual è il tuo mito,  a cura di Susanna Fresko e Chiara Mirabelli, esce da un gruppo di filosofi, psicoanalisti e altri autori che si riconoscono nell'esperienza di ScuolaPhilo. La novità, annunciata dal libro, consiste nella riscoperta della Mitobiografia, termine tratto dall'opera grandiosa di Ernst Bernhard.  «Nel 1912, all'affacciarsi di un momento storico di estremo disorientamento individuale e collettivo, Carl Gustav Jung si rivolse a se stesso e si chiese con grande drammaticità: “Ma allora, qual è il tuo mito? Quello in cui vivi?”» (dall'Introduzione di Susanna Fresko e Chiara Mirabelli al libro).   Sono le righe di apertura. Il 1912, presso la fine del periodo migliore della modernità, quando ancora si credeva che le guerre sarebbero terminate e che l'...

Karman / Giorgio Agamben. Innocenza radicale

Sebbene Giorgio Agamben abbia dichiarato chiuso, nel 2014, il suo progetto ventennale di un’archeologia della politica e del diritto, che ha preso il nome di Homo sacer, con la pubblicazione del volume l’Uso dei corpi, la sua produttività non è affatto diminuita, e il nuovo testo dell’autore romano, Karman. Breve trattato sull’azione, la colpa e il gesto, uscito recentemente per i tipi Bollati Boringhieri, ne è – non lo fossero stati abbastanza i testi usciti in precedenza, dedicati, tra gli altri, a Majorana, a Pulcinella, e alle proprie vicende biografiche – l’ulteriore riprova.    Se si volesse speculare, si potrebbe addirittura arrivare a sostenere che questo volume potrebbe occupare il posto vuoto lasciato enigmaticamente da Agamben nella posizione II.4 del suo progetto. In...

Un'antologia / Noia

  Mercoledì 27 settembre alle ore 18 al Circolo dei Lettori di Torino, Marco Belpoliti parlerà della noia. Qui una breve antologia con alcuni dei testi che verranno presentati durante l'incontro.   «La noia, per me, era simile a una specie di nebbia nella quale il mio pensiero si smarriva continuamente, intravvedendo soltanto a intervalli qualche particolare della realtà; proprio come chi si trovi in un denso nebbione e intravveda ora un angolo di casa, ora la figura di un passante, ora qualche altro oggetto, ma solo per un istante e l’istante dopo sono già scomparsi. Nella nebbia della noia, io avevo intravveduto la ragazza e Balestrieri; ma senza annettere loro alcuna importanza, e, comunque, distraendomi continuamente da loro. Così, avveniva che, per settimane, io...

Vita pubblica e privata / The Happines Philosophers

L’utilitarismo filosofico, non l’edonismo, né il fanatismo, ci potrebbe venir d’aiuto, oggi più che mai. Invece viene snobbato. Una biografia, da poco pubblicata, ce lo racconta in termini chiari e forti. Balza fulmineo agli occhi sia dello scrittore, sia del lettore che la biografia, non romanzata, costituisca un genere difficile, un costante work in progress. Da scrittore cosa vi metto dentro, il lato pubblico, il lato privato, o un miscuglio tra i due, e fino a quali dettagli, pure intimistici o intimi, mi spingo? Da lettore cosa vado a setacciare in quella biografia? Forse colui o colei che vorrei essere diventato e non sono mai stato; o forse una parte di me gioca il ruolo del sovrano guardone; o ancora mi trovo nella laboriosità pirandelliana di uno dei personaggi in cerca d’autore...

Matti Simon / La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco

Gli animali devono affrontare un sacco di problemi, non problemi complicati o astrusi, problemi semplici, come cercare di riprodursi, proteggere i piccoli, non farsi mangiare ma piuttosto riuscire a mangiare gli altri, trovare un riparo sicuro per la notte – oppure per tutta la vita –, non restare senza cibo e sopravvivere in ambienti squallidi e in condizioni estreme. Problemi semplici, di vita ordinaria, ai quali trovano soluzioni sorprendenti, sconcertanti e, diciamo la verità, non di rado orripilanti e, ad ogni modo, certamente curiose. Come si può giudicare, per esempio, la soluzione adottata da una varietà della platelminta – minuscolo verme marino – che, data la difficoltà d'incontrare un partner nell'immenso fondale oceanico, si inocula da sola il proprio sperma, contenuto nella "...

Progetto Jazzi / Salvare il fuoco

Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).   Il fuoco è stato uno degli incubi di questa estate. Incendi dappertutto, che hanno incenerito migliaia e migliaia di ettari di bosco. Spesso si è trattato di incendi dolosi, appiccati dall’uomo. Il fuoco fa paura, ma al tempo stesso ci attira. Gli uomini hanno un antico e profondo legame con il fuoco, tanto che è impossibile concepire l’umanità senza di lui, come ha scritto Catherine Perlès, studiosa delle origini della storia umana in Preistoria del fuoco (Einaudi). I miti studiati da James Frazer e diffusi in ogni luogo del Pianeta, ci dicono che l’Uomo si differenzia...

La vita e l’opera di un filosofo vietnamita / Chi è Tran Duc Thao?

-Assecondando i miei percorsi formativi mi sono imbattuto più volte, e in relazione a questioni e autori differenti (marxismo, fenomenologia, linguistica; Derrida, Althusser, Fanon), in un filosofo cui si devono due testi importanti, Phénoménologie et matérialisme dialectique e Recherches sur l’origine du langage et de la conscience, e decisamente interessante anche per il particolare percorso di militanza, fallimentare, ma non di meno emblematico, che si è trovato a vivere. Quando ho letto questo testo di Alexandre Féron, ho pensato che tradurlo potesse essere una eccellente introduzione al pensiero e alle vicende personali di Tran Duc Thao, forse la prima presentazione del suo lavoro in Italia.   Enrico Valtellina   Un ritorno sul progetto intellettuale ambizioso e sul...

Il mistero del mondo è ciò che si vede / Colore e luce

«Il vero mistero del mondo è ciò che si vede e non l’invisibile»: con questa citazione di Oscar Wilde Andrea Frova introduce un paragrafo introduttivo del suo nuovo libro Luce. Una storia da Pitagora a oggi (Carocci, Roma 2017); è dunque chiaro l'approccio scientifico dell'autore, che ritorna in questo libro sui temi trattati nel precedente Luce colore visione (Rizzoli, Milano 2000) aggiornando alcuni elementi dell'analisi scientifica e tecnica e con un nuovo taglio storico. L'interesse del testo consiste in primo luogo nel suo carattere divulgativo, nella capacità di spiegare a un pubblico non specialistico l'evolversi delle teorie che hanno per oggetto la luce e i colori, nonché alcune importanti applicazioni tecniche: contiene una storia delle forme di illuminazione, un capitolo su...

Creatività e abitudini organizzative

Ogni definizione di creatività si presta a facili controdeduzioni   «Prova a chiedere una definizione di creatività e ti ritroverai con tante opinioni quanti sono gli individui»: queste le parole di Barry Day, noto pubblicitario americano. Edison affermava che la creatività è: «1% di genio e 99% di sudore». Einstein sosteneva che: «il segreto della creatività consiste nel saper nascondere le proprie fonti». Poincaré considerava creativo tutto quello che fosse in grado di portare “novità e utilità” al tempo stesso.  In altre parole, quando proviamo a dare una definizione del termine, esplodono definizioni che si sconfessano a vicenda: per molti studiosi la creatività dipende dalla disciplina, per altri dalla libertà; per alcuni dipende da un sentiero già tracciato, per altri da...

Insipida e farinosa / La patata: tubero a lungo osteggiato

Nel 1536, dopo essersi aperti un varco nella foresta della valle di Magdalena, i membri della spedizione di Gonzalo Jiménez de Quesada incontrano il villaggio di Sorocotá. Gli indigeni fuggono all’apparire degli spagnoli e questi, entrando nelle case, vi trovano fagioli, mais e “tartufi”. Nel suo resoconto Juan de Castellanos li descrive dettagliatamente: “piante con scarsi fiori viola opaco e radici farinose di sapore gradevole, un dono molto gradito dagli indios e un piatto prelibato perfino per gli spagnoli”. Pochi mesi più tardi la medesima spedizione conquista Bogotà e scopre che il mais e il “tartufo” sono la base dell'alimentazione della popolazione. Due anni dopo, nel 1538, Pedro Cieza de Leon, soldato semplice di un’altra spedizione, un erudito, descrive il vegetale sconosciuto...

Ma uno con una foto decente proprio mai? / No Cheese

  “Documento prego”. Niente Polizia o Carabinieri, solo un esame universitario. Ed ecco che la danza ha inizio. Prima di tutto, il modo di tirar fuori il suddetto documento. Il soggetto maschile solitamente è deciso, perfino irruento: paf, lo sbatte sul tavolo e sia quel che sia. Quello femminile no, comincia subito un rituale fatto di sorrisetti, occhi che si abbassano, gesti della mano. Non lo poggia sul tavolo, te lo porge, ma il gesto è quello di chi non vorrebbe che tu lo prendessi, di qualcuno che spera che quella carta d’identità non venga mai aperta, che sia insomma la solita formalità. Quando vede che la paginetta sta per essere spalancata e capisce che ormai non c’è più nulla da fare, ecco che costei si prepara. È un secondo, il tempo di un respiro preso e trattenuto fino...

Sette malattie del potere / Critica della ragione manageriale

Come può succedere che lo stesso uomo sia considerato il padre della più limpida e celebrata democrazia della storia, un tiranno liberticida, un suadente mistificatore, o un benefattore del popolo? Basterebbero queste domande che Vincent Azoulay si pone a proposito di Pericle per avere un quadro, ancorché parziale, della complessità del potere e delle sue dinamiche, delle sue degenerazioni patologiche e delle sue possibilità.   Si può anche comprendere qualcosa di più del sospetto che il potere suscita e delle ragioni delle cattive forme nel suo esercizio, connesse all’attivazione intensiva di paura e desiderio, spesso in modi incontrollabili e incontrollati. Di Pericle emergono i complessi meccanismi della leadership e della costruzione del consenso nel contesto conflittuale di...

Una matita per doppiozero / 2H

  La linea ha un valore fondamentale nella ricerca di Giovanni de Lazzari. L’artista ha finora cercato di produrre un immaginario privilegiando la matita, che meglio di altri strumenti riesce a definire le sue figure, colte con uno sguardo favolistico. La scelta formale, il medium e il contenuto sono strettamente congiunti, come nello svolgimento sonoro di un’opera musicale: “A proposito del rapporto tra forma e contenuto, mi piacerebbe raggiungere un’unità completa fra gesto e pensiero, attraverso l’esercizio quotidiano della linea”. Il segno a matita parte da un’idea o da una forte impressione derivata dalla realtà e rivive attraverso la rivelazione evocativa di un’immagine scarna ed essenziale, estensione dello sguardo dallo spazio dell’intimità.   È un viaggio...

Non vittime ma soggetti di desiderio / Desiderio di migrare

Gli esseri umani si muovono da sempre, da prima che esistessero come tali; più precisamente, sono nati da molteplici migrazioni. Il fenomeno noto come Out of Africa, iniziato circa 2,5 milioni di anni fa e che si è ripetuto a ondate, ha visto la disseminazione dall’Africa di diverse specie del genere Homo. Tra di esse Homo sapiens, la specie più invasiva e competente, la più capace di espandersi e migrare rispetto alle altre, quella che, infatti, ha avuto la meglio e ha assistito all’estinzione progressiva delle altre specie, compresa Homo nearderthaliensis. Homo sapiens ha visto allungarsi progressivamente i tempi di crescita dell’individuo, fattore che ha influito sulle capacità di apprendimento, sull’organizzazione sociale, sull’acquisizione delle capacità simboliche e del linguaggio...

Il frutto usato come ortaggio / Un mondo senza pomodoro?

Un mondo senza pomodoro? Niente sugo, niente pizza, niente insalate, niente salse e le innumerevoli combinazioni che si realizzano con questo frutto. Siamo i maggiori produttori di pomodoro in Europa. Come il mais, patate, maioca, patate dolci, fagioli americani, peperoncino, noccioline, girasole, zucca, cacao e vaniglia viene dall’altra parte dell’Oceano; sono i “semi dell’Eldorado”, come li chiama Maurizio Sentieri. Eppure, alla stregua della patata, il pomodoro ha faticato parecchio a imporsi. La specie selvatica cresce ancora oggi sulla costa occidentale del Sudamerica nelle montagne del Perù, Ecuador e Cile. Cortés lo trova in Messico durante la sua occupazione, dal 1519 al 1521. Nessuno sa come sia emigrato lì; i maya coltivano un frutto grande, che mangiamo ancora oggi, poi tocca...