Teorie

Elogio dello straccio e dei reietti

Walter Benjamin, decisivo e profetico per la comprensione della modernità, è lo spirito guida che abita il recente Memoria dei senzanome. Gianluca Solla mette insieme una raccolta di saggi limpidi e splendide divagazioni per una «breve storia dell'infimo e dell'infame» in cui trovano posto straccivendoli, rovine, sottoproletari, poveri e poverissimi, perdigiorno, banlieues, slums, plebi e clandestini, irregolarità di ogni sorta accomunati dall'eccedenza rispetto a un logos normativo e normalizzante, impotente e infastidito dalla stessa esistenza di ciò che si sottrae alla sua presa.   Il libro è una sorta di daydreaming, piacevolmente ricorsivo e illuminato da una scrittura spesso lirica, che si apprezza tanto nel singolo...

Cloning Terror

Inaugurare con un riferimento a una guerra delle immagini, come fa il teorico dell’estetica W. J. T. Mitchell nel sottotitolo di Cloning Terror (La Casa Usher, 2012), è immediatamente innescare un’esplosione di molteplici tracce e sentieri che gravitano intorno ai concetti di patria, minaccia, nemico, sacrificio, vittoria, mettendoli in diretta relazione con la questione iconica e, proprio in virtù di tali concetti, col tema della diffusione delle immagini in particolare. Del resto, il fenomeno che da più di un decennio ha assunto la denominazione di Guerra al Terrore non smette di scuotere e stimolare scrittori e pensatori. Una tendenza, che sarebbe miope ignorare, prende in carico tale impegno dalla prospettiva della produzione immaginativa, certamente...

Amore e libertà politica

Tra i vari sistemi politici, la democrazia è il più difficile e tra tutte le forme di democrazia, quella liberale è la più ardita, ma anche la migliore.   Parte da questo assunto un importante saggio, Emozioni politiche. Perché l'amore conta per la giustizia (ed. il Mulino), scritto da Martha C. Nussbaum, filosofa politica, personalità di spicco nel mondo accademico internazionale, famosa per avere sostenuto e studiato il ruolo delle emozioni in politica, per avere rivendicato l'importanza del sentire e dell'agire femminile nella promozione della libertà e della giustizia, e per avere fatto rientrare la natura, e soprattutto gli animali, tra i soggetti di diritti che i governi dovrebbero impegnarsi a difendere.  ...

Attualità di Lacan

Ogni lettore che si rispetti lo sa bene: ci sono libri che si limitano ad aggiungere semplici didascalie e libri che producono concatenamenti, aprendo nuovi e imprevedibili orizzonti di ricerca. Questo secondo è certamente il caso di Attualità di Lacan (a cura di Alex Pagliardini e Rocco Ronchi per Textus edizioni, 2014), un libro imperdibile per chi non sia allergico a quella fondamentale passione dell’essere che lo psicoanalista francese definiva ignoranza.   L’ignoranza è, non a caso rispetto a ciò che ci interessa sottolineare, quella passione che secondo il Lacan del Seminario I si situa sulla linea di giunzione del simbolico con il reale e che, in quanto terzo che introduce un’asimmetria tra amore e odio, fonda l’atto...

Slavoj Žižek, Srécko Horvat e Alexsis Tsipras / Europa: speculazione a tempo

Con Cosa vuole l’Europa? (2014) Ombre corte prosegue la pubblicazione di testi di Slavoj Žižek: se in Chiedere l’impossibile (a cura di Yong-june Park) uscito a fine 2013, era la riflessione di Žižek nel suo complesso l’oggetto esplorato, in Cosa vuole l’Europa?, scritto assieme al filosofo croato Srécko Horvat, il tema è più direttamente politico.   Sedici brevi interventi, otto a testa: un ping pong fra Žižek e Horvat nel quale gli autori tentano di mettere a nudo le contraddizioni economico-politiche che lacerano l’Europa odierna. Ciò che hanno in comune la bancarotta di Cipro, la necessità della Croazia per l’Europa, l’enigma (lo si insegna tuttora nelle scuole europee) dei Balcani, il caso dell’Islanda, oppure la «marcia turca» (pp. 73-77) è di essere focolai di contraddizione...

Governati da ricchi che negano la morte

Storicamente, quando si decide che il welfare deve saltare, una strategia di governo può essere insistere sulla paura del crimine, anche contro i fatti, e generare allarme sociale. È avvenuto negli Usa fin dalla fine dei sessanta, con un significativo picco nelle politiche securitarie post-11 settembre. È avvenuto in Italia negli ultimi vent'anni. Si tratta di un tratto che avvicina il neoliberismo e le destre, trovando significative sponde in quelle parti del centrosinistra che tendono a assumere tratti specifici della cultura di destra, e come tale merita una speciale attenzione. È questo in estrema sintesi il nucleo teorico del libro di Tamar Pitch, Contro il decoro, 2013, che ripercorre alcune significative tappe di questa dinamica in Italia, a partire...

Come la questione gay sta cambiando il mondo

“In questo quartiere si è sempre ben accolti, a patto di consumare. In altri posti in Messico i gay non sono rispettati come dovrebbero”: è con questa frase, contenuta nei primi capitoli di Global Gay, che si potrebbe idealmente riassumere l'indagine sociologica di Frédéric Martel. Pubblicato da Feltrinelli (traduzione di Giorgia Fracca) e da poco in libreria, Global Gay (con sottotitolo originale Come la questione gay sta cambiando il mondo) è un viaggio di cinque anni in 45 paesi, una ricerca sul campo con incontri e interviste ai protagonisti della vita gay nel mondo, un tentativo di restituire il quadro di una situazione variegata e complessa, che tenta di trasformare in storytelling le informazioni spesso sintetizzate in infografiche...

La condizione post-umana

Se è vero che ci sono alcune buone ragioni per essere stufi di una retorica del post-qualsiasi-cosa che ha abusato del prefisso per risolvere problemi di definizione, è altrettanto vero che ci sono ambiti in cui il termine richiede di essere usato per la problematicità viva e aperta, che significa: un'urgenza che chiede di essere pensata e non può essere pacificata nella sua lingua.   Le idee e le immagini che vanno sotto il nome di post-umano rientrano pienamente in questa categoria, nella misura in cui quello che va sotto il nome di umanesimo non pare in grado di soddisfare la complessità epistemologica del pensiero contemporaneo e risulta connesso a modalità novecentesche di pensiero i cui esiti ­– la violenza genocidaria...

Aime. All'Avogadro si cominciava a ottobre

La scuola è sempre luogo di formazione e di scoperta, un punto di intersezione tra cultura alta e bassa e un laboratorio continuo di avvicinamento alla realtà sociale e politica: ed è per questo un luogo mitico a cui è riservato uno spazio speciale nella memoria.   Marco Aime, antropologo e saggista, dà corpo a questa idea raccontando la sua esperienza di studente nel periodo 1970-1975 in All'Avogadro si cominciava a ottobre, nel quale lascia (apparentemente) da parte i ferri del mestiere e recupera pezzi di una dimensione affettiva. È una pagina di storia della scuola, e della società che in essa si rispecchia, vista da uno studente in età di formazione, che per Andrea Bajani, nell’introduzione, racconta «un...

Peter Eisenman. Inside Out

Come lavora l’architettura? I saggi di Peter Eisenman raccolti in Inside Out (Quodlibet, 2014 - Traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini) offrono una potente risposta a questa domanda, elaborata nel corso di venticinque anni di attività come progettista e teorico dell’architettura. Gli scritti spaziano dalle riflessioni sul fare architettonico in senso ampio, all’illustrazione dei propri progetti, all’analisi delle opere di Alison e Peter Smithson, Philip Johnson, Le Corbusier, Aldo Rossi, Mies van der Rohe, Paul Rudolph e James Stirling, fra gli altri. Non mancano i riferimenti ad altri teorici dell’architettura, come Colin Rowe e Manfredo Tafuri e a filosofi, come Jacques Derrida, ma sono l’originalità e la profondità della...

1913. L’anno prima della tempesta

Bella idea, di quelle che fanno invidia, scrivere un libro su un anno, e un anno d’effetto come quello che precede una grande guerra, abbastanza lontano da essere ammantato di storia, ma anche abbastanza vicino da evocare situazioni che interessano a tutti, cento anni fa, così è anche un anniversario tondo.   È l’idea di 1913. L’anno prima della tempesta di Florian Illies (trad. it. Marsilio, Venezia 2014). Un libro piacevolissimo, scritto con eleganza, senza pedanteria, pieno di fatti, narrazioni, aneddoti, citazioni, curiosità, incentrato sui fatti artistici, letterari e visivi, ma anche storici naturalmente e con finestrelle che aprono su ogni altro aspetto del vivere sociale. Un anno fantastico: la Vienna di Freud, Schnitzler,...

Jacques Derrida sulla pena di morte

Qualche tempo fa Norberto Bobbio ha definito il dibattito che ruota attorno alla questione della pena di morte come un “ozioso passatempo dei soliti dotti che non si rendono conto di come va il mondo”. A volte però alcuni fatti pongono davanti alla necessità di riesaminare il problema. È il caso di quanto è accaduto, a distanza di pochi giorni, prima in Iran e poi negli Stati Uniti.   In Iran, a inizio aprile, una donna perdona pubblicamente l’assassino del figlio, e gli evita così l’esecuzione della condanna a morte per impiccagione. Negli U.S.A, il 30 aprile, in Oklahoma, Clayton Lockett viene giustiziato e, a causa di un errore nella somministrazione dei farmaci letali, impiega ben quaranta minuti di agonia per morire....

La deriva del dopo-morte

Il rovescio del ricamo è l’esorcismo della parola, un esorcismo che non attesta, come in Sartre, l’inconsistenza della nominazione degli enti, ma che al contrario vuole rendere conto, nell’intimo del suo processo, di una densità effettiva propria del discorso. Ed è proprio per perseguire tale obiettivo che ne Il bel rischio. Conversazione con Claude Bonnefoy (Cronopio, Napoli 2013, Traduzione di Antonella Moscati), il critico d’arte Claude Bonnefoy propone a Michel Foucault, all’interno di un incontro vivace e cordiale, di mettere tra parentesi – senza tuttavia scordarsene – la costitutiva vacuità della parola umana, ed offrire così, al filosofo francese, l’occasione per rovesciare quella prospettiva...

I filosofi di Hitler

«L’uomo “germanico”, l’uomo “nordico” viene eretto a canone in confronto al quale si misura la validità delle opinioni sul mondo». Walther Schulze-Sölde, professore di filosofia a Innsbruck e militante nazista Con I filosofi di Hitler (Bollati Boirnghieri), Yvonne Sherratt ha scritto il libro di sintesi che mancava nello scaffale del cultore italiano di studi filosofici: la storia di come la filosofia tedesca, la filosofia per il ruolo che per lungo tempo ha ricoperto nella storia della cultura europea, sia stata coinvolta in tutte la vicende di violenze e violazioni dell'umano che iniziano con l'esaltazione nazionalista e attraverso il razzismo sfociano nel genocidio. La storia a cui ha girato intorno chiunque si sia formato dal...

Thomas Piketty, un amaro american dream

Sono pas­sati due mesi dalla pub­bli­ca­zione dell’edizione inglese del Capi­tale nel XXI secolo e in Ame­rica il trat­tato eco­no­mico di Tho­mas Piketty (696 pagine) può con­si­de­rarsi senza dub­bio il feno­meno edi­to­riale e poli­tico dell’anno. Il volume — dall’intenzionale asso­nanza col Kapi­tal di Marx — è volato in testa alle clas­si­fi­che delle ven­dite e da set­ti­mane viene dato «tem­po­ra­nea­mente esau­rito» da Ama­zon, nelle libre­rie non ce n’è trac­cia e nelle biblio­te­che pub­bli­che figura «in ordinazione»....

La parabola del berlusconismo

Con opportuno tempismo, il nuovo e ultimo lavoro di Piero Ignazi (Vent’anni dopo. La parabola del berlusconismo, Il Mulino 2014) tenta un complessivo bilancio critico del fenomeno Berlusconi, proprio nell’anniversario ventennale della sua “discesa in campo” (1994-2014). Vent’anni sono un periodo notevolmente lungo per la durata delle leadership democratiche, se solo pensiamo che le più recenti e significative leadership di paesi democratici hanno una vita politica media che non supera mai normalmente i 15 anni: i presidenti americani 8 anni, poi escono dalla scena politica, la Thatcher 11 anni, Blair 10 anni (13 come leader di partito), Mitterrand 14. Solo Helmut Kohl è un’eccezione con 25 anni di leadership. Viene naturale, dunque,...

Elogio della densità

Dovevo pensare molto ai miei studenti di Etica della comunicazione, dopo aver terminato la lettura del libro di Giovanni Bottiroli, La ragione flessibile (Bollati Boringhieri, Torino 2013). Una delle difficoltà del confronto con l’etica – con l’etica come questione, prima ancora che come insegnamento – attiene certo al doppio movimento a cui il pensiero filosofico ci costringe. Lo descrive bene il libro: il pensiero “si avvicina alla realtà e ne rende conto mentre se ne allontana – e non si tratta di un’apparenza: se ne allontana in quanto la filosofia autentica non accetta di piegarsi mimeticamente verso l’effettualità. Non cerca verifiche immediate in regolarità empiricamente diffuse”. C’è in...

Amore che move

0. Premessa o Della lettura per diffrazione   "Haraway propone una strategia di lettura che, invece di riflettere, attui una diffrazione. Secondo Haraway, la lettura per diffrazione, che fa interagire i testi al di là di ogni legame apparente di parentela e li studia non solo insieme, ma anche l’uno attraverso l’altro, produce una nuova “coscienza critica” (una coscienza impegnata strenuamente a fare una differenza invece che ripetere la Sacra immagine) che non è interessata alla riflessione ostinata sul rapporto tra l’originale e la sua copia, ma cambia la prospettiva e vuole produrre qualcosa di nuovo".   Così scrive Manuele Gragnolati nell’introduzione di Amore che move (il Saggiatore, 2013), un saggio che...

Le Corbusier e Adriano Olivetti

A un primo sguardo, i punti di contatto tra Adriano Olivetti e Le Corbusier sono parecchi: l'idea che la tecnica è al servizio dell'uomo, l'attenzione verso il mondo nuovo che arriva dagli Stati Uniti, in particolare per l'organizzazione del lavoro di stampo taylorista, la necessità di teorizzare i propri progetti di società e poi dargli corso (Le Corbusier attraverso il CIAM, Olivetti con il Movimento Comunità), un fondo di spiritualità, l'aver compreso che il XX secolo vede l'irrompere delle masse nella storia e quindi come sia necessario riaggregarle in nuove morfologie sociali. Se si aggiunge che Le Corbusier, come Picasso, Einstein, Toscanini, Bertrand Russell, Chaplin e qualcun altro, è un "personaggio Novecento...

Francesca Rigotti. Onestà

“I filosofi hanno scritto ben poco sul concetto di onestà e sull’idea di onestà in quanto virtù”, nota Francesca Rigotti in un libro recente, e ricchissimo di spunti, dedicato al tema. Il libro stesso, Onestà (Raffaele Cortina editore) colma finalmente questa lacuna. E riserva sorprese che, come accade spesso a questa autrice, capace di compulsare testi canonici e interrogare il linguaggio quotidiano, attraversando immagini, proverbi, metafore e senso comune, fornisce un materiale ampio su cui riflettere. Per lo meno da un punto di vista etimologico, c’è un legame stretto fra ‘onestà’ e ‘onore’. L’honestus, ci insegna Cicerone, è chi è degno di onore. Già in Cicerone e...

Il post-marxismo di Ernesto Laclau

C’era ancora il Muro di Berlino quando Ernesto Laclau, scomparso il 13 aprile a 78 anni a Siviglia per un infarto, iniziò a parlare di «post-marxismo». Nato nella temperie culturale del post-strutturalismo, questa nuova declinazione del marxismo entrò in risonanza con un panorama culturale dov’era esploso il neoliberismo della Thatcher e l’edonismo reaganiano. Laclau rigettò il ritornello melanconico della sinistra che celebrava la «morte delle ideologie», e nulla concesse ai liberisti che si applicavano alla «morte della società» in nome dell’individualismo assoluto. Argentino di nascita, cosmopolita per vocazione, Laclau ha vissuto a Londra dal 1969 dopo il golpe di Juan Carlos Onganìa e ha insegnato nell’università di Essex. La sua ipotesi ha permesso di recuperare l’idea di un...

Potenza di un no

Nelle storie come nelle vite, c’è sempre un preciso momento in cui tutto potrebbe cambiare. Ciascuno sa quanto è difficile essere all’altezza di un momento così, basta un nulla ed esso svanisce. Nell’ultimo film di Scorsese, The Wolf of Wall Street, accade quando il protagonista convoca i collaboratori della sua società per annunciare il proprio ritiro dal mondo della speculazione finanziaria. Nel momento in cui la bocca è già sul microfono, pronta a parlare, Jordan Belfort si tira invece indietro. Rinuncia a rinunciare, si potrebbe dire. Sennonché la questione è qui complessa e si gioca tutta sulla domanda: rispetto a cosa si definisce una rinuncia? Ci sono naturalmente molte soluzioni possibili. Quella affaristica...