Teorie

Eva Giovannini “Europa anno zero” / Nazionalismi emergenti e odio

Nelle pagine del recente libro Europa anno zero la giornalista Eva Giovannini descrive, con grande cura, il suo peregrinare per le strade d’Europa alla ricerca dei focolai dei nuovi nazionalismi, in molti Paesi già fenomeni di grande consenso e non più ipotesi minoritarie. Dalla Francia all’Ungheria, dalla Germania all’Italia, dal Regno Unito alla Grecia l’autrice ricostruisce e illustra una rete assai articolata di contatti che sembra avvolgere, ormai, tutti gli Stati del Vecchio Continente. Districandosi tra episodi di estremismo gretto, manifestazioni più o meno improvvisate, clamorosi e imprevisti successi elettorali, luoghi comuni e temi condivisi al di là dei confini nazionali, tentativi ben riusciti di “fare rete” e ricerca costante di consenso, l’autrice testimonia questa vera e...

Il mancino zoppo: un maestro del pensiero / Sei domande a Michel Serres

Ho incontrato Michel Serres il 15 maggio al Salone del Libro di Torino, dove è stato invitato per discutere insieme a Corrado Augias del suo ultimo libro, Le Gaucher boiteux. Figures de la pensée (Le Pommier, Paris 2015), una vera autobiografia intellettuale, tradotto in Italia da Bollati Boringhieri (Il mancino zoppo. Dal metodo non nasce niente, traduzione di Chiara Tartarini, 2016). Il pubblico italiano può ora meglio apprezzare la sua opera, dopo la pubblicazione di Michel Serres, «Riga 35», a cura di Mario Porro e mia (Marcos y Marcos, 2015) e dei due pamphlet pubblicati da Bollati Boringhieri, e da me tradotti: Tempo di crisi (2010; Temps de crises, Le Pommier, Paris 2009) e Non è un mondo per vecchi. Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere (2013; Petite Poucette, Le Pommier, Paris...

Il carteggio tra scienza e psicoanalisi / Jung e Pauli psiche e atomi

Tra il 1932 e il 1957, il futuro premio Nobel per la fisica Wolfgang Pauli e Carl Gustava Jung, padre della psicologia del profondo, intesserono un fittissimo carteggio alla ricerca di un terreno comune tra realtà fisica (Wirklichkeit) e realtà psichica (Realität) che si rivelò per entrambi estremamente fecondo per la chiarificazione e la ristematizzazione di alcuni concetti chiave al centro dei loro futuri lavori. Ce ne rende finalmente conto nella sua interezza l’edizione italiana a cura del fisico Antonio Sparzani e della psicoanalista junghiana Anna Panepucci, recentemente uscita per Moretti & Vitali: Jung e Pauli. Il carteggio originale: l’incontro tra Psiche e materia, pp. 392, euro 30. Tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, l’incontro tra i due non fu dovuto...

Definire la guerra

“Gli uomini sono nati per uccidere, ma portano il distintivo della pace in testa”, dice il soldato Joker in Full Metal Jacket di Kubrick, indicando icasticamente il duplice e paradossale ingrediente che sembra connotare la natura e la storia dell’umanità fino ad oggi: aggressività e solidarietà, violenza e tolleranza, civiltà e barbarie, guerra e pace. In nome della famosa “legge di Hume”, ovviamente, constatare per l’ennesima volta che sia così, non significa che debba essere così o che non possa non continuare ad essere così. Nulla ci autorizza a scivolare dal piano della descrizione a quello della previsione e addirittura della prescrizione, magari fornendo una giustificazione ad atteggiamenti fatalistici, cinici o pseudo-realistici. Può essere utile, invece, come ci aiuta a fare...

La semiotica del gusto di Gianfranco Marrone / Ideologie dietetiche e risotti

Se l'uomo è un animale sociale, il suo habitat prediletto è la tavola. È così che, grazie all'ultimo lavoro di Gianfranco Marrone, Semiotica del gusto. Linguaggi della cucina, del cibo, della tavola (Mimesis 2016), potremmo aggiornare il noto aforisma di Aristotele, accedendo alla costruzione del senso della socialità tramite i sensi, quelli coinvolti nel testo gastronomico. Marrone scopre la punta di “un iceberg semiotico”, giungendo ancora più in profondità, per andare “oltre il senso comune”. Non c'è dubbio che il cibo è una forma specifica di linguaggio e come tale rappresenta e significa l'uomo, gettando le basi della sua identità. Il cibo racconta e viene raccontato, trasmette e diffonde la cultura di un popolo, fungendo da memoria storica meta-sensibile in quanto “fatto sociale...

Una dichiarazione di rottura con la sinistra / Žižek e l'antifascismo necessario

Il pamphlet di Slavoj Žižek, La nuova lotta di classe. Rifugiati, terrorismo e altri problemi coi vicini, ha sicuramente un merito. Alla domanda cruciale – “di che cosa abbiamo bisogno, dunque, in una situazione così disperata? Che dovrebbe fare l'Europa?” ­– dà una risposta che, se è confusa nel versante propositivo, è assolutamente precisa nella sua pars destruens. Ciò di cui l'Europa non ha più bisogno è la sinistra. La sinistra è bête, la sinistra è stupida perché con la sua retorica umanitaria è divenuta un'inconsapevole alleata dell'ondata xenofoba e fascista che sta sommergendo l'Europa. Žižek non lo cita, ma sembra qui avere in mente un passo del seminario di Jacques Lacan sull'Etica della psicoanalisi in cui lo psicoanalista francese...

Un libro di Maurizio Bettini / Contro le radici

«Eravamo disposti ad ammettere qualsiasi cosa, ma non di essere cominciati dai piedi». Sono parole del grande paleontologo André Leroi-Gourhan, uno dei maggiori specialisti dell’evoluzione umana, che continua affermando che la storia del nostro genere è fatta con i piedi, perché gran parte del nostro essere umani dipende dalla posizione eretta, per conquistare la quale i piedi sono fondamentali. Senza i piedi saremmo ancora tutti in una torrida depressione della Dancalia dove è nato l’Homo Sapiens. Nonostante questo, mai come negli ultimi decenni nelle retoriche politiche di certi movimenti localistici, identitari e spesso xenofobi si è sentita evocare così spesso la parola “radici”. I dibattiti politico-mediatici ne sono ormai intrisi, e le “radici” sono una sorta di fondamento per...

Metafore dell’oblio / Delete, l’arte di dimenticare

Prologo: B.I.   Inizierò con un prologo. Nell'aprile del 1995 comparve sulla rivista «Iride. Filosofia e discussione pubblica» un mio saggio dal titolo: Il velo e il fiume. Riflessioni sulle metafore dell'oblio. Quando l'articolo uscì non sapevo ancora che il mondo sarebbe cambiato di lì a pochissimo per me e per molte altre persone comuni (per gli addetti ai lavori ovviamente già prima); proprio due mesi dopo mi recai negli USA con una fellowship e lì, nella biblioteca dell'Università di Princeton, assistetti per la prima volta alle prestazioni di Internet; mi fecero infatti vedere come era possibile collegarsi a siti di altre università e entrare in relazione col mondo. Nel 1996, prendendo servizio all'università a Lugano, ebbi il mio primo indirizzo elettronico e la possibilità di...

Intelletto pubblico e senso della vita / Paolo Virno. L’idea di mondo

Esiste una certa lettura dell’opera di Gilles Deleuze che consente un aggancio tra la sfera ontologica e quella etica a partire dal non-concetto di immanenza e dal “canone eretico” della storia della filosofia, cui egli si rifà: Spinoza, Bergson, Nietzsche, gli stoici, per citare i più noti. Forse il più grande merito di una simile lettura sta nel fatto che essa rifiuta alla morte il privilegio di donare compiutezza e senso all’esistenza, per soffermarsi invece sull’incompiutezza senza mancanza che fa tutta la potenza di una vita.   L’idea di mondo. Intelletto pubblico e uso della vita di Paolo Virno (Quodlibet, Macerata 2015, pp. 187) non condivide con Deleuze alcuna premessa operativa esplicita, eppure sembra ruotare attorno allo stesso intento problematico. Il libro di Virno è...

Aristofane, Serres, Gadda, Szymborska / Nuvola

  Si sa, le cose del Cielo nascondono quelle della terra. Può accadere però che siano i fenomeni atmosferici ad impedirci di vedere il cielo: “prevediamo il momento esatto di un’eclissi, ma non sappiamo se potremo vederla” (Michel Serres), una nuvola potrebbe frapporsi allo sguardo. Ma nella storia del pensiero (filosofico e scientifico) le cose del cielo hanno nascosto le meteore che si stendono fra il cielo e la terra; nel cielo stellato sopra di noi abbiamo cercato il riferimento per la navigazione morale (un cielo spesso nascosto fra le nebbie del mar Baltico), nel rassicurante ripetersi dei moti planetari abbiamo cercato il modello della stabilità dei saperi. All’astronomia abbiamo affidato la luminosa verità, alla meteorologia, grande rimossa della storia della scienza,...

Intorno al risentimento (parte seconda) / Rancore

Rimorso    Il rancoroso possiede una memoria implacabile, non può perdonare né perdonarsi, e condivide molti tratti simili a chi soffre del sentimento di vergogna: è offuscato dalla memoria di un passato da cui non può separarsi e che non può tenere a distanza. Ciò che manca a chi soffre di questo sentimento è la capacità di ri-vivere, quindi di trovare un senso all’offesa patita, di farla transitare attraverso l’esperienza del proprio vissuto; non si congeda mai dal ricordo della frustrazione, torna a sentire le offese narcisistiche ricevute, edipiche o fraterne, che non si vogliono o non si possono dimenticare o perdonare. Sia nel risentimento, come nella vergogna, appare la figura del “rimorso”, il tornare a mordere o mordersi, sotto la pressione di un’emozione, dice Kancyper...

Il mood dominante della nostra epoca / Risentimento

Non c’è dubbio: il risentimento è il mood dominante della nostra epoca. Sempre più spesso gli individui provano un senso di animosità verso gli altri, verso il mondo in generale – livore, astio, ostilità, odio, inimicizia, invidia, malignità, acredine, malevolenza, accanimento, vendetta –, come risposta a offese, affronti o frustrazioni che ritengono di aver subito. Ritengono, ma non è detto che sia davvero così, o che sia accaduto nel modo in cui gli individui suppongono e manifestano agli altri. Sempre più spesso accade che le persone covino un’avversione. Si tratta di un sentimento lungamente coltivato che poi esplode all’improvviso, inatteso anche agli stessi protagonisti. In moltissimi casi il rancore ha origine dal senso di vergogna provato. Rancore e vergogna sono strettamente...

Un nuovo libro di Jean-Christophe Bailly / La questione animale

La lettura dei saggi che compongono Il partito preso degli animali (Nottetempo, 2015) del filosofo francese Jean-Christophe Bailly si è districata all’insegna di una precisa frase di Georges Didi-Huberman: “Soltanto ciò che all’inizio fu capace di dissimularsi può apparire”. Queste parole risuonavano come una sorta di ritornello, come se gli approcci delineati da Bailly sulla questione animale non potessero che essere letti sugli echi di quest’apostrofe, di questa precisa constatazione.   Forse quando pensiamo all’animale, al regno animale nelle sua pluralità di forme, siamo messi costantemente di fronte allo spazio inatteso e sorprendente di una dissimulazione, di un camuffamento: l’arte di sapersi nascondere.   Nel ritrarsi tipico dell’animale, all’avvicinarsi dei nostri passi...

La grande straniera. A proposito di letteratura / Scrivere per divenire-folli

Quando scrivo è come se non mi appartenessi mai, come se mi perdessi in quella terra di niente e di nessuno, in quel suolo letterario in cui la vita si precipita da sé. E se mi capita la bizzarra esperienza di rileggermi, raramente mi commuovo. E se pure mi commuovo è perché non mi appartengo, non mi appartengo più, perché non mi sono mai appartenuto. Perché la parola scritta disconosce la mia paternità ricacciandomi in quel puro candore dell’innocenza da cui ho cominciato a scrivere il mio deplorevole senso di colpa. Parola straniera, parola di una lingua distante, a cui tornare per ricominciare ad appartenersi, ma solo nell’abbandono del proprio, per risalire alla fonte di quel linguaggio originario che fa la sua comparsa nella soglia tra la notte trascorsa e il giorno a venire. E...

La giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo / Autismo. Deligny: i bambini e il silenzio

Che il fare elimini l’agire – come la coscienza occulta il reale – è un’evidenza che ci pone un dilemma insolubile: voglio parlare di quel “noi” che vive vicino ai bambini autistici.Fernand Deligny, I bambini i loro atti i loro gesti: Esistono bambini mutacici, autistici, afasici? La recente proliferazione assordante dei discorsi sull’autismo si è costituita attraverso la disposizione di opposti binari che organizzano le posizioni dei soggetti coinvolti, sul fronte diagnostico psicogenesi vs. disturbo dello sviluppo, su quello degli interventi metodologie educative comportamentali vs. psicologia dinamica, su quello delle soggettività genitori di persone “con autismo” vs. autistici, medicalizzazione vs. empowerment, e così via; c’è poi una storia canonica dell’autismo, iniziata negli...

Come parlare della guerra in casa / L'Isis e i bambini

Io ho visto in televisione che c’era la guerra, ho sentito parlare della guerra nel telegiornale, io ho sentito alla tv che facevano la guerra. I piccoli captano segnali, intercettano sguardi, spiano le smorfie sui volti dei grandi per decidere se è il caso di allarmarsi oppure si può stare tranquilli. I recenti attentati terroristici possiedono la particolarità delle cosiddette “nuove guerre” degli anni Novanta del Novecento, tutte indissolubilmente legate alla loro rappresentazione mediatica ed estetica. Il contatto con il Male avviene sullo schermo, “focolare virtuale” che mette in comunicazione nostre e altrui identità. In ogni momento e a ogni latitudine è possibile l’“irruzione dell’imprevisto catastrofico”: dopo l’11 settembre 2001 la guerra invisibile è diventata un filo che...

Le neuroscienze possono dirci qualcosa dei film? / Cinema empatico

Neuro-mania / Neurofobia. Sono due titoli (il primo, a firma dello psicologo Paolo Legrenzi e del neuropsicologo Carlo Umiltà, apparso per i tipi del Mulino nel 2009; il secondo, pubblicato da Cortina nel 2013 dai neuroscienziati Salvatore Aglioti e Giovanni Berlucchi) che fissano gli estremi di un variegato spettro di reazioni che in questi ultimi anni hanno caratterizzato la risposta a una imponente messe di indagini sperimentali e di ipotesi epistemologiche rivolte in misura sempre maggiore ad ambiti non tradizionalmente esplorati dalle neuroscienze: l’estetica, l’etica, la teologia, l’economia… Tutto si può, in ultima analisi, spiegare col cervello. Nulla di quel che davvero conta in quel che siamo e facciamo può essere ricondotto al cervello. Ogni disciplina, se davvero vuole...

La giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo / Autismo pensato per immagini

Nel 1944, mentre le truppe hitleriane stanno arretrando su tutti i fronti, il dottor Hans Asperger pubblica a Berlino nella rivista “Archiv für Psichiatrie und Nervenkrankheiten” un articolo intitolato: “Gli psicotici artistici in età infantile”. Asperger è un medico viennese e si occupa di “pedagogia curativa”. Il testo è il frutto di una lunga osservazione clinica. Per molti decenni l’articolo, pubblicato solo in lingua tedesca durante il crollo del Terzo Reich, resta sconosciuto agli specialisti, e il nome di Hans Asperger ignoto. Per una curiosa coincidenza solo un anno prima, nel 1943, un medico americano di origine austriaca, Leo Kanner, ha dato alle stampe un saggio, “Autistic disturbances and affective contacts”, con cui si riconosce ufficialmente l’inizio della letteratura medica...

Che cosa significa Incassare? Risparmiare? Sprecare? Consumare? / Mida a Wall Street

“La storia degli uomini è un attimo tra due passi di un viandante” ha scritto Kafka e i quindici saggi in cui si articola Re Mida a Wall Street (a cura di Federico Leoni, Mimesis, 2015) provano a far durare quell’attimo convertendolo in moneta e lasciando poi che circoli tra le parole che il discorso filosofico, psicoanalitico ed economico, hanno messo a disposizione di quella “storia di uomini” affinché non cessasse di scriversi. Una storia il cui senso – “nexum rerum storico e non premessa naturale” come precisa Fachinelli in uno dei due testi ‘ritrovati’ e messi a disposizione del lettore nella sezione Materiali – si lascia però solo intravedere, dire a metà, indovinare perché, se la parola è come la moneta, l’oro del linguaggio, la Chose che infinitamente si esprime e brilla nelle...

Perché le persone sono tutte uguali / Uguaglianza

Il testo qui presentato è quello del secondo intervento tenuto ieri, martedì 22 marzo, da Salvatore Veca all’interno della serie di incontri intitolata “Parole in dialogo” promossa dalla Fondazione Unipolis, i cui assi fondanti sono “cultura, ricerca, sicurezza e legalità, e solidarietà”. In questa sua prima esperienza l’iniziativa coinvolgerà alcune scuole torinesi, ma il progetto prevede una loro estensione anche ad altre realtà scolastiche e geografiche. Le parole chiave individuate per questa prima serie sono, oltre a “Solidarietà” di cui ha parlato Elena Pulcini il 10 e l’11 marzo,  e questo “Uguaglianza, “Sostenibilità e Sacrificio”, affrontati rispettivamente da Enrico Giovannini e Massimo Recalcati. In occasione di ciascun incontro saranno forniti alle classi materiali...

Perché se ne è lavato le mani? / Il dilemma del giudice: Ponzio Pilato

«Può capitare, talvolta, di trovarsi a ricoprire un ruolo di gran lunga al di sopra dei propri mezzi: e di esserci finiti per caso, senza averlo in alcun modo cercato, o almeno non rendendosene conto», afferma Aldo Schiavone nelle pagine iniziali del suo bellissimo libro, Ponzio Pilato. Un enigma tra storia e memoria (Einaudi, 2016). Si riferisce alla situazione in cui si è trovato Ponzio Pilato, il prefetto della Giudea che ha condannato alla crocifissione Gesù di Nazareth, probabilmente nell'anno 30 della nostra era. La sua fama è giunta fino a noi soltanto per questo, altrimenti la Storia si sarebbe richiusa su di lui senza registrarne alcuna traccia. Invece, quel fatto che Schiavone sostiene con precise argomentazioni sia stato più...

Complotti veri e falsi, teorie persecutorie, paranoia / A pensar male ci si indovina

Dall'epidemia al marketing Converso con un giovane somalo che lavora nel campo audio-visivo, un uomo di cultura, e accenno all’epidemia di ebola. Il mio interlocutore fa un gesto che esprime il fastidio di dire cosa ovvia, dato che – mi dice – ormai tutti in Africa lo sanno: che il virus dell’ebola è stato diffuso volutamente in certi paesi africani da “loro”. Chi sono “loro”? La loro identità non è univoca, è allo stesso tempo diffusa e omogenea – il potere euro-americano, idra dalle varie teste. Il “loro” fine è sterminare gli africani. Non perdo tempo a chiedergli perché questi persecutori avrebbero interesse a sterminare gli africani. Questo pronome personale – “loro” – appare spesso nei discorsi della gente, e, a seconda delle preferenze, questo posto può essere occupato...