Teorie

Essere al suicidio, perché far disperare paga

«Quella gente, invece di darti una mano, ti dà la sifilide. Non è vero, Boïeldieu?», chiede il proletario Maréchal. «Ah sì: una volta era un privilegio, ma ora si perde. Come gli altri. Tutto si democratizza: così il cancro, o la gotta, non sono malattie da operai. Ma il popolo ci arriverà, ve l’assicuro», risponde de Boïeldieu. Profezia puntualmente avveratasi (La grande illusione di Jean Renoir, girata nel 1937, finge una conversazione della prima guerra). Anche il suicidio, un tempo appannaggio dei pallidi popoli scandinavi e di qualche anima tormentata, grazie alla crisi finanziaria del 2008 è diventato un fenomeno di massa. Per chi ha fatto caso a questo fenomeno e se ne è lasciato...

Claude Lefort e la vocazione umana alla democrazia

Agli inizi del secolo scorso, nella prima di una serie di conferenze che Georg Simmel dedicò a Schopenhauer, si trova una delle più accattivanti definizioni di filosofia: «Ogni filosofia si fonda su questo, che le cose sono sempre ancora qualcos’altro: il molteplice è altresì un che di unitario, il semplice un molteplice, il terreno un divino, il materiale uno spirituale, lo spirituale un materiale, il riposo un moto, il moto un riposo» (G. Simmel, Schopenhauer e Nietzsche, Ponte alle Grazie, Milano 1995). All’indomani della sua morte, avvenuta cinque anni fa, a 86 anni, la prestigiosa rivista “Esprit” ricordava il filosofo Claude Lefort come l’«artigiano» poco visibile ma tenace di quel capovolgimento...

Jared Diamond. Da te solo a tutto il mondo

Nei primi decenni del XV secolo un’imponente flotta cinese, soprannominata Flotta del Tesoro, venne inviata a esplorare gli oceani. Perlustrò l’Asia sud-orientale e meridionale e arrivò fino alle coste orientali dell’Africa; non era lontana da quello che a noi è noto come Capo di Buona Speranza. Se le esplorazioni fossero proseguite, i cinesi sarebbero facilmente giunti in Europa; forse – chissà – anche sulla sponda opposta dell’Atlantico: la storia del mondo sarebbe stata completamente diversa. Senonché l’imperatore decise di porre fine al progetto. Sessant’anni dopo Cristoforo Colombo, con le sue tre misere caravelle, sbarcò in un’isola che battezzò Hispaniola, e oggi nelle Americhe...

Mircea Eliade. Uno sciamano contemporaneo

Mircea Eliade (1907-1986) è con ogni probabilità lo studioso di religioni più noto e influente del Novecento, grazie al fascino del suo pensiero e di un’indubbia capacità di scrittura. Lo studioso romeno, poi radicato negli Stati Uniti, è considerato tra i fondatori della cosiddetta “Chicago School” di storia delle religioni e ha scritto libri che sono autentici best-sellers, oltre ad avere una prolifica produzione letteraria di fiction, al punto da figurare alla fine degli anni Settanta tra i potenziali candidati al premio Nobel per letteratura.   Mircea Eliade   Anche Hollywood non è rimasta estranea all’aura sapienziale dello studioso: Francis Ford Coppola ha realizzato Un’altra giovinezza (Youth...

Su Foucault e le genealogie del dir-vero

Dopo la pubblicazione dei corsi tenuti da Foucault al Collège de France tra il 1979 e il 1981, dedicati rispettivamente a Soggettività e verità e al Governo dei viventi, si va completando un quadro genealogico dischiuso anni fa con la pubblicazione del corso del 1981-82 su L’ermeneutica del soggetto e via via arricchito da quella delle lezioni tenute a Berkeley nel 1980 Sull’origine dell’ermeneutica del sé e del corso tenuto a Lovanio nel 1981 su Mal fare, dir vero; si tratta di un affresco complesso e sfaccettato col quale Foucault, insieme alla metamorfosi delle tecniche del sé ereditate dal pensiero tardo-antico, ha ricostruito – ma sarebbe forse meglio dire de-costruito – la dimensione pastorale del processo di...

Sloterdijk, Macho, Byung-Chul Han

La filosofia è morta, viva le scienze della cultura!   Un rapido sguardo ai nomi delle cattedre, ai programmi delle lezioni, alle monografie pubblicate dai docenti afferenti ai dipartimenti di filosofia delle università tedesche è sufficiente a rendere evidente quello che ai più potrà sembrare a prima vista un dato stupefacente: la filosofia intesa come teoria e produzione di teoria sulla realtà, e analisi critica della stessa, in Germania, nei dipartimenti di filosofia, è scomparsa.   Resta al suo posto la storia della filosofia (una filosofia trattata come bene museale, come un oggetto in sé conchiuso, immutato e immutabile, e per questo oggettivamente analizzabile), dunque – nel migliore dei casi – l...

Undoing gender

La recente pubblicazione della ritraduzione di Undoing Gender (2004) di Judith Butler per Mimesis (2014), dal titolo Fare e disfare il genere (che ritraduce un precedente La disfatta del genere, Meltemi 2006), a cura di Federico Zappino, mi sembra costituisca un ottimo punto di partenza per parlare di traduzione in relazione al queer – e magari proporci spunti di riflessione pratici sul “da farsi” in materia.   Lo scritto che segue trae ispirazione da un’intervista con Federico Zappino, risalente al settembre del 2014, quando era ancora impegnato nella revisione delle bozze dell’opera. L’idea di parlare di questa ri-traduzione mi viene offerta, però, anche dall’uso sempre più insistente del termine “gender” in...

Frocie sfacciate e fiere travestite

Ma c’era proprio bisogno di ripubblicare Antologaia. Vivere sognando e non sognare di vivere: i miei anni Settanta, di Porpora Marcasciano (Alegre 2014)? La nostalgia della Contestazione è ancora tanto diffusa da giustificarne una seconda edizione? Sì, ce n’era bisogno. Ma no, non si tratta – almeno non soltanto – di un’operazione nostalgica.   Il testo, da tempo introvabile, appare in una versione rinnovata, frutto di un editing accurato a cura di Nicoletta Poidimani, che per un errore di cui Porpora confessa la responsabilità in una nota iniziale, non fu data alle stampe in occasione della prima uscita (Il dito e la luna, Milano 2007): l’avvincente, appassionante narrazione autobiografica ha quindi oggi assunto ulteriore...

Discesa nelle apocalissi queer

Apocalissi queer: Elementi di teoria antisociale di Lorenzo Bernini (àltera. Collana di intercultura di genere, ETS, Pisa 2013) è un testo composito e tuttavia organico, in grado di restituire la complessità della riflessione maturata all’interno di quel vasto campo di sapere che dagli Stati Uniti abbiamo ormai imparato a chiamare  “Queer Theories”. L’approccio multidisciplinare che l’autore adotta mette in dialogo la filosofia politica con la psicoanalisi e i Cultural Studies, in un’analisi sempre attenta alla contingenza storica. Tra i meriti del lavoro di Bernini va innanzitutto messo in evidenza quello di aver colto e interpretato l’assenza rumorosa delle cosiddette “teorie queer antisociali” dal panorama...

Sleep mode, o la produzione dell'insonnia

  Day and night Why it is so Cole Porter, 1932     Nessuno ricorda quanto durarono le celebrazioni per la vittoria sul sonno. La vita umana entrò in un tempo senza tempo, senza demarcazioni, sequenze né ricorrenze – il tempo cessò insomma di passare.   Tracey Emin Dream of Sleep 2002     L’era del sonno L’era del sonno durò diversi secoli. L’apparecchiatura che la rese possibile – il letto, il cuscino, la coperta, l’abat-jour, la sveglia – divenne oggetto da  collezionisti che trattavano come Wunderkammer quelle stanze da letto che prendevano così tanto spazio negli appartamenti dei nostri antenati.   Da tempo i laboratori medici del Dipartimento della...

Pietro Barbetta. La follia rivisitata

Se l'umanità potesse fare un sogno comune, che cosa sognerebbe? Sognerebbe Moosbrugger, i suoi occhi dolci, la sua mitezza, la simpatia che ne celano il crimine. Queste, le conclusioni cui giunge Ulrich, l'uomo senza qualità descritto da Musil, in un mondo che di qualità – rispetto al residuo mitteleuropeo anni Trenta – ne ha ancor meno. Anche nei suoi sogni. Il sapere di Ulrich – ogni lettore lo sa – non ha valore, si disperde nella mediocritas e nell'indifferenza, mentre in Moosbrugger è il volere a non avere qualità. La volontà di quest'ultimo è ferma, ma indifferente alla tonalità morale dei suoi effetti. Per questo, più che occhi sbarrati – come quelli dei pesci, di cui parler...

Islam e radicalizzazione

Il sociologo franco-persiano Farad Khosrokhavar è direttore di ricerca dell’Istituto studi di scienze sociali di Parigi (EHESS). Il suo lavoro accademico affronta i problemi legati all’islamismo radicale contemporaneo dalla repubblica islamica in Iran fino al fenomeno degli attentatori suicidi. Negli ultimi anni si è occupato di musulmani in carcere e di “radicalizzazione”, una categoria concettuale utilizzata dagli scienziati sociali in maniera crescente dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Le quindici interviste in profondità a giovani rinchiusi nelle carceri francesi per crimini legati ad attività terroristiche raccolte nel testo edito da Grasset nel 2006 intitolato Quand Al-Qaida parle sono ancora utili per comprendere i...

La preghiera che salva

Mi capita di fare alcune riflessioni legate alla difficoltà dell’organizzare una mostra a cui lavoro da dieci anni e che finalmente avrà luogo a Torino, in Venaria Reale con apertura l’11 di Aprile. Le difficoltà a cui devo fare fronte non sono di natura tecnica o organizzativa, ma concettuali. Su questo stesso doppiozero ho spiegato l’idea che sta alla base della mostra. Il rapporto tra quell’articolo scritto e l’esperienza pratica che sto facendo nella mostra mi ha fatto capire qualcosa di nuovo. In breve: la tesi di Pregare, un’esperienza umana è che la preghiera sia qualcosa con un carattere pressoché universale. È evidente a chi viaggia, ma anche a chi fa ricerca antropologica che le religioni siano dei...

Senza padre

Nel luglio 2014 Matteo Renzi parlava a Strasburgo della necessità da parte dei giovani italiani di riconoscersi come la “generazione Telemaco”, la generazione di coloro che devono “meritarsi l’eredità”. Il Presidente del Consiglio non citava Omero, bensì rimasticava un libro dello psicoanalista Massimo Recalcati, Il complesso di Telemaco (Feltrinelli, 2013) . La riflessione di Recalcati sulla ricerca della funzione paterna si inseriva in un più ampio progetto di individuazione di una sintomatologia sintetizzata nella metafora della “evaporazione del padre”, che emblematizza la dissoluzione dei limiti, dei legami, dei principi di mediazione prodotta dal capitalismo contemporaneo per assicurare campo aperto al godimento...

Morire felici?

Ogni libro di Hans Küng, teologo e sacerdote cattolico noto per le sue posizioni eterodosse, è destinato a suscitare discussioni e controversie. Non fa eccezione l'ultimo, pubblicato dalla casa editrice Rizzoli, intitolato Morire felici? Lasciare la vita senza paura (2015). Küng, da qualche tempo ammalato di Parkinson, è membro di un'associazione svizzera che accompagna i malati inguaribili a morire con l'aiuto della medicina o, per dirla in modo più diretto, con l'eutanasia attiva. Küng ha espresso più volte pubblicamente il desiderio di porre fine alla propria vita quando la malattia non gli consentirà più, intellettualmente, di essere se stesso. Una scelta opposta a quella di Giovanni Paolo II, che Küng...

Lacan politico

Che cosa può insegnare la psicoanalisi alla politica? In che cosa il pensiero di Lacan può contribuire alla definizione di una pratica di democrazia radicale? Sono queste le domande alle quali il nuovo libro di Bruno Moroncini (Lacan politico, Cronopio, Napoli 2014) dedicato a Lacan tenta di dare risposta. E lo fa sottraendo il filosofo francese alla vulgata che lo ha considerato un liberale moderato in politica, in fondo, per quanto illuminato, un conservatore.   Il libro è in effetti una raccolta di quattro saggi di cui solo il primo inedito, i quali, in maniera a volte circolare e con apparenti digressioni, ritornano sulle stesse domande, cercando di mostrare come la psicoanalisi lacaniana possa dare un contributo, proprio in quanto pratica analitica, ad una...

Être bourré, o del corpo senza corpo

L’ebbrezza è una forma fatale di sconvolgimento dei sensi. Eccitamento dei nervi e della mente che espande la vita e al contempo se ne nutre. Pulsazione del tempo la cui percezione si fa sempre più lontana e leggera. Tutto ciò che accade nell’ebbrezza, accade in un istante e risponde ad un desiderio preciso: esaltare la vitalità organica per fuggire al tempo che scorre. Ma tutto sommato si tratta di uno sconvolgimento paziente, pacato. Già, perché difficile è negare l’intrigo della deflagrazione emotiva che induce l’essere trascinati dalle onde di un mare in tempesta, ancorché il rischio del naufragio sia sempre imminente. Eppure, in fondo, non si tratta nemmeno di essere trasportati dalla veemenza dell’...

Il Cerchio delle ripetizioni felici

Da molti anni io e Lucetta Scaraffia perseguiamo in modo differente e con intenzioni differenti un comune obiettivo. Il motivo iniziale di questa ricerca è lo stupore di entrambi di fronte all’evidenza di una base comune alla preghiera e ai riti che si indirizzano al divino, base che ha come oggetto quella corona di grani che prende cultura per cultura nomi diversi, ma ha un uso pressoché simile.   A partire da questo cerchio di grani si possono seguire i contatti evidenti tra differenti ma adiacenti religioni. Dalle culture dell’Indo al viaggio che il buddhismo percorre verso nord e verso est attraversando il Tibet, la Cina, giungendo fino in Corea e in Giappone e a sud verso la penisola indocinese, i grani di preghiera si diffondono come oggetto...

Il matrimonio omosessuale è contro natura (Falso!)

Viviamo in un'epoca di crescente accettazione delle relazioni omosessuali, almeno in occidente. La televisione e il cinema introducono rappresentazioni positive di gay, incoraggiando fiducia e tolleranza. Dai primi movimenti gay degli anni '60 e '70 del Novecento il mondo è molto cambiato e il matrimonio tra persone dello stesso sesso (same-sex-marriage) è riconosciuto da un numero crescente di paesi. In Germania per es. esiste da una decina di anni una forma di matrimonio omosessuale «minore», e i diritti della coppia sono stati da allora continuamente estesi: se un partner muore, l'altro riceve una rendita di reversibilità. Negli USA le coppie gay possono sposarsi ormai in moltissimi stati; durante la presidenza Obama inoltre, alle...

Matematica mon amour

Soffriamo ancora dell’antico male di una marginalità delle scienze nel panorama complessivo della nostra cultura; eredità, certo, del classicismo umanistico su cui si sono innestati prima il neoidealismo, liberale e fascista, poi lo storicismo, ma vi sono anche responsabilità degli scienziati, spesso gelosi custodi dei propri saperi, protetti nella clausura sacerdotale di linguaggi specialistici. Uno dei primi meriti degli scritti che Claudio Bartocci ha raccolto in Dimostrare l’impossibile (Cortina 2014) è il richiamo al dovere etico di rendersi comprensibili a tutti: condizione per lo sviluppo del sapere (e della civiltà) è “fare uso pubblico della propria ragione” (Kant), senza soggiacere a coercizioni esterne. Del resto...

Fine della lentezza

Lamberto Maffei ha scritto, per la collana “Voci” del Mulino, un Elogio della lentezza  (Il Mulino, 2014) percorso dal gusto rinascimentale ed erasmiano per il paradosso. Il libro si apre con l’immagine di una tartaruga sul cui dorso è issata una grande vela gonfiata dal vento, accompagnata dal motto Festina lente, “affrettati lentamente”, l’emblema al quale Cosimo I de’ Medici affidava la sintesi della sua filosofia politica. Anziché inscenare un conflitto schematico, da risolvere unilateralmente, tra lentezza e velocità, Maffei, riprendendo alcuni degli spunti contenuti nel suo precedente, importante libro La libertà di essere diversi (Il Mulino, 2014) mostra la complessità delle relazioni tra due modalit...

(Le difficoltà del) trasformare un lamento in danza

Nelle pagine finali del suo corpo a corpo con alcuni frammenti di Hegel – il Systemfragment von 1800 (Frammento di sistema del 1800) e un piccolo testo dal titolo Liebe (Amore), che il filosofo tedesco compose in un qualche momento intorno ai trent’anni –, Judith Butler, che da sempre si definisce «perversamente hegeliana», si sofferma su un passo che ha il pregio di essere oscuro e, a un tempo, il difetto di sporgere il testo sull’abisso; un passo la cui irruzione, nell’originale hegeliano, viene presentata da Butler come un autentico «cambiamento di tono», come «un’alternativa» rispetto al modo in cui, fino a quel momento, si sono succeduti uno dopo l’altro gli argomenti. Nelle riflessioni conclusive del...