Teorie

Incorruttibile / Plexiglass: dal Terzo Reich alle aule scolastiche

Se ancora non ci siamo impratichiti con il Plexiglass, tra poco lo dovremo fare, poiché sembra proprio che entreremo in contatto, se nel frattempo non è già avvenuto, con questo materiale plastico essenziale per garantire quel distanziamento sociale che ci difende dal Covid-19: fabbriche, negozi, bar, ristoranti, e presto anche le aule scolastiche. Il suo inventore è un chimico tedesco, che era anche farmacista, Otto Röhm. Nel 1901 creò un primo materiale cui diede nome di Acrylkautshuk partendo dalla sua dissertazione in cui discuteva il processo di polimerizzazione. Röhm è uno di quei chimici che interessavano a Primo Levi, non solo per via del medesimo mestiere, ma perché uomo dai mille talenti, un inventore che ottenne i suoi primi successi dedicandosi alla conceria. Isolò infatti gli...

Ipotiposi / Fra la terra e il mare

“C’è su questa terra una condizione di vita, ci sono circostanze paesistiche (se di ‘paesaggio’ è lecito parlare nel caso che abbiamo in mente) nelle quali una siffatta confusione e l’eliminazione delle distanze di tempo e spazio fino alla vertiginosa uniformità hanno luogo, si può dire, per natura e di diritto, sicché l’abbandono al loro fascino in ore di vacanza può in ogni caso considerarsi lecito. Alludiamo alla passeggiata in riva al mare”. Hans Castorp, il protagonista della Montagna incantata di Thomas Mann, dal suo “esilio” nel sanatorio sulle Alpi svizzere, evoca con piacere nostalgico l’esperienza “disturbante” di una passeggiata sulla spiaggia. Lì consolidate distinzioni si con-fondono, vengono meno i nostri abituali riferimenti, le coordinate di quella coppia benedetta o...

Edoardo Boncinelli / Essere vivi non è poco

Caricandosi sulle spalle tutto il peso della sua condizione, Edoardo Boncinelli (Essere vivi e basta. Cronache dal limite, Guanda 2020) trova la forza di intrattenerci come fossimo in un grande bel giardino a fare una passeggiata al puro scopo di far passare il pomeriggio. Non c’è una meta precisa in questo conversare, si parla di tutto e, innanzitutto, come si fa tra amici, dei casi personali, del lavoro, degli affetti, degli interessi, della salute. Ecco: la salute, il “tono maggiore” di questo libro sul quale Boncinelli riesce a sviluppare una miriade di divagazioni e divertimenti e a fondo, come passeggiando amabilmente, appunto, con una capacità di leggerezza direttamente proporzionale alla pesantezza della sua condizione.    Una vita dedicata alla scienza (è un genetista...

La biblioteca di Atlantide / Lo scambio e il dono

L’atto di donare degli oggetti ad altre persone svolgeva un ruolo fondamentale all’interno delle società primitive e continua a svolgerlo anche nelle società contemporanee. In molti settori merceologici, infatti, l’acquisto di un oggetto per regalarlo a qualcuno allo scopo di rafforzare la propria relazione con esso rappresenta una delle principali motivazioni che orientano i comportamenti delle persone. Per comprendere il ruolo sociale svolto dal dono, le riflessioni ancora oggi più interessanti sono quelle sviluppate quasi un secolo fa dall’antropologo francese Marcel Mauss. Questi è partito dalle ricerche di uno dei maestri della sociologia e cioè Émile Durkheim, il quale, dopo aver studiato i comportamenti delle tribù aborigene dell’Australia e di altre società primitive, è giunto...

L’aria delle città e il razzismo

Nel 2004, in un discorso per la Lewis Mumford Lecture, Jane Jacobs individuò nella «mentalità della piantagione» il male che la società americana non si è ancora lasciato alle spalle. La Plantation Age è stata lunga e duratura, affermava, e ha prodotto la schiavitù fisica e mentale che dal mondo rurale si è trasferita nella grande industria taylorista, in cui i lavoratori potevano essere usati come ingranaggi di una macchina o come peons on a plantation. L’eredità più pesante della Plantation Age è ovviamente la situazione dei discendenti degli schiavi, prima «tenuti in soggezione attraverso la repressione operata nel mondo rurale» – scriveva Jacobs in The Economy of Cities (1969 – L’economia delle città) – e poi «assoggettati economicamente con la discriminazione attuata nelle città». Il...

Il miscredente e il professore / David Hume e Adam Smith: storia di un’amicizia

Per confermare l’alta opinione che aveva Aristotele dell’amicizia, Hume scriveva: “Consentiamo che tutte le forze e gli elementi della natura concorrano nel servire un solo uomo e obbedirgli, consentiamo che il sole sorga e tramonti al suo ordine: il mare e i fiumi scorrano a suo piacimento, e la terra produca spontaneamente tutto quello che gli possa risultare utile o gradevole. Costui sarebbe comunque infelicissimo fino a quando non gli si desse almeno una persona con cui poter condividere la propria felicità e di cui godere la stima e l’amicizia”. Adam Smith, in Teoria dei sentimenti, restringe il fuoco sulla forma più estrema dell’amicizia, quella motivata dalla virtù e dall’eccellenza: soltanto questa, per lui, può “meritare il sacro e venerabile appellativo di amicizia”. Meno...

Forma e imitazione / Diventare noi stessi

Come siamo giunti a vedere e sentire il mondo come lo vediamo e sentiamo? Come le idee si fanno mondo? Come siamo diventati e diventiamo gli esseri umani di oggi? Il cammino di attraversamento proposto dalla guida, nel senso proprio di una guida per un viaggio, di Francesco Valagussa (in Forma e imitazione. Come le idee si fanno mondo, Il Mulino, Bologna 2020), esalta le vie del divenire umani e suscita una profonda nostalgia, mista a indignazione, riguardo all’attuale triste indifferenza, anche istituzionale, verso gli studi classici, in particolare di storia e filosofia.    Lasciamoci, perciò, guidare in un cammino che va da Omero a noi, che viviamo di immagini, quindi di imitazioni più o meno riuscite delle forme, al punto di illuderci, cioè di giocare con il mondo, come se...

Disagiotopia / Il disagio dei giovani nell’età del nichilismo

I giovani, anche se non sempre ne sono consci, stanno male. E non per le solite crisi esistenziali che caratterizzano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri, cancella prospettive e orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendole esangui.  Le famiglie si allarmano, la scuola non sa più cosa fare, solo il mercato si interessa di loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma non sono tanto gli oggetti che di anno in anno diventano obsoleti, ma la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intravedere una qualche promessa. Il presente diventa un assoluto da vivere con la massima intensità, non perché...

14 giugno 1920 - 14 giugno 2020 / Max Weber: la porta girevole della ragione occidentale

“Il tempo si arresta. Verso sera, l’ultimo respiro. I tratti del viso assumono un’espressione di dolcezza e di sublime rinuncia. Ormai è via, rapito in paesi lontani e irraggiungibili. La terra non è più la stessa”. Con queste parole commosse, nella biografia che gli dedicherà sei anno dopo, Marianne Weber, studiosa di scienze sociali, attivista politica, femminista, descrive gli ultimi istanti di vita del marito, Max Weber, colpito da una polmonite che lo stroncherà a soli 56 anni, il 14 giugno 1920. La morte improvvisa lo coglie nel mezzo del fervore e del ritrovato entusiasmo per nuovi progetti di ricerca, dopo che si è appena insediato all’Università di Monaco, e mentre ha avviato il suo tormentato cammino la Repubblica di Weimar, al cui parto Weber ha contribuito con convinta...

Cosmopoliti e comunitari

Come diventare cosmopoliti in effetti nessuno lo sa. Per certi aspetti si tratta di un paradosso, perché cosmopoliti lo siamo già, eppure allo stesso tempo dobbiamo ancora diventarlo. Ci manca di certo un “mantello antropologico”, che in parte sta già sorgendo, e constatiamo che in una certa misura è già sorto, anche se per la maggior parte è da creare. È la natura di quel “mantello”, sono le sue caratteristiche, che corre l’impegno di indagare. È soprattutto l’affermazione pre-intenzionale del “mantello” o habit che ancora una volta, e con spessore planetario e da infosfera, sollecita fino al limite di tenuta la nostra capacità di contenimento e elaborazione. Le insorgenze, i tentativi di reazione, il profilo basso delle molteplici azioni delle reti sociali orizzontali, che certamente...

Noachica / Ricominciare dopo l'ecocidio

Ricominciare è la parola d'ordine che riecheggia e rimbalza un po' dovunque in questi giorni, come esortazione, speranza e auspicio, e tutti sappiamo perché. Ma da dove ricominciare e in quale direzione è ancora tutt'altro che chiaro. Voci di ogni genere – di scienziati, climatologi, sociologi e di molti altri – da tempo e da diverse parti si alzano e si sovrappongono per avvertire, esortare, ammonire… e ognuna lo fa apportando ottime ragioni. Ma il mondo contemporaneo è diventato estremamente complicato e, oggi più che mai, il futuro è avvolto in una nebbia fitta e oscura. Quando il passato non rischiara l'avvenire lo sguardo avanza nelle tenebre, affermava con una certa angoscia Alexis de Tocqueville assistendo, a metà ‘800, alla fine della società che conosceva. Un senso d'inquietudine...

Riforme, economia, diritti / La società giusta di Thomas Piketty

Nel corso della storia le guerre e le epidemie hanno periodicamente sconvolto le strutture economiche e sociali create dall’uomo. Secondo la maggior parte degli studiosi questi shock hanno avuto un effetto sia distruttore che equilibratore, spazzando via enormi ricchezze e quindi riducendo le disuguaglianze accumulatesi nel tempo. Oggi non sappiamo ancora quali saranno gli effetti del Coronavirus. C’è chi sostiene che i ricchi sono meglio attrezzati ad affrontare gli sconvolgimenti innescati dal contagio, e che quindi le disuguaglianze aumenteranno ulteriormente nel prossimo futuro. Altri invece intravedono la possibilità che una società più giusta ed equilibrata possa emergere dalla crisi.   Thomas Piketty è uno di questi. Circa sette anni fa usciva nelle librerie di mezzo mondo la...

Mantenere le distanze / Noli me tangere

Non troppo vicino, non troppo lontano: in questa distanza media si trova il luogo dell’individuo tardo-moderno, che non desidera stare (troppo) solo, ma non vuole nemmeno sentirsi in pericolo nella propria intangibilità ed essere toccato.  Sfiorarsi senza toccarsi è il nostro destino, così come fanno le punte degli indici delle mani di Dio Padre e della sua creatura nell’affresco di Michelangelo della creazione di Adamo (Eva no, non c’era ancora, e comunque una volta creata se ne sarebbe stata là sotto a intrecciare le dita non con il Padreterno ma con la serpenta avvolta intorno all’albero). Se c’è una parte del corpo che oggi rappresenta la situazione precaria dell’uomo tra benessere e disagio, tra piacere e dolore, sono le punte delle dita, la parte del corpo che prevalentemente...

Effetti economici / I conti del Covid

In un momento quanto mai delicato per l’Italia in cui non passa giorno dove non si parli delle gravissime conseguenze economiche della pandemia, stimate venerdì scorso dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in un crollo del Prodotto interno lordo quest’anno del 9% nella migliore delle ipotesi, che potrebbe arrivare al 13% nella peggiore (che non comprende tuttavia eventualità da lui definite “estreme”), in un momento in cui una parte della popolazione è sempre più disperata per la perdita di guadagni essenziali alla vita di tutti i giorni che non sarebbero stati sufficientemente tamponati dagli aiuti statali e un’altra parte fa forti pressioni per poter riprendere le proprie attività economiche, c'è chi si chiede se la “cura”, il distanziamento sociale e il lockdown,...

1 giugno 2019 - 1 giugno 2020 / L'ultimo dono di Michel Serres

Prima di morire il 1° giugno del 2019, prossimo ai novant’anni, Michel Serres ci ha fatto dono di un ultimo libro, Morale per disobbedienti, tradotto da Chiara Tartarini per Bollati Boringhieri a cui dobbiamo la pubblicazione di gran parte degli ultimi scritti del filosofo francese. Il titolo originale, Morales espiègles, letteralmente suona “morali dispettose” o, meglio ancora, “morali birichine”; nella prefazione Serres scrive di addentrarsi in punta di piedi nelle questioni morali, lui, bisnonno e discepolo di Arlecchino, fiducioso nelle virtù delle nuove generazioni a cui vorrebbe insegnare a far le boccacce, pur nelle tragedie che non smettono di accompagnare la storia dell’uomo. L’interprete dell’atomismo antico, che nel clinamen del De rerum natura ha scorto l’annuncio dello scarto...

Ripensare l’ospitalità / Lo straniero che viene

Tracciando la genesi del potere statale nel suo Trattato politico, Spinoza indica come sua prima fonte la forza dirompente della moltitudine dei cittadini che, intercettata dai regnanti o dalle istituzioni, è cristallizzata nelle loro figure. Ma l’intercettazione non si risolve in una conquista definitiva e il potere della moltitudine è sempre un potere in prestito. È quindi compito dei regnanti o delle istituzioni il mantenimento dell’imperium giorno dopo giorno, senza alcuna certezza assoluta, cercando di sovrastare gli affetti centrifughi dei sudditi. E cosa succede quando il potere dei regnanti non s’impone più? Succede che l’istituzione collassa. Come ci ha indicato un filosofo spinoziano, Frédéric Lordon, un esempio di collasso lo si trova nel film La Corazzata Potëmkin di Sergej...

Grande Scontro e affari / Bugie televisive

Le notizie sono una cosa seria. (Annuncio televisivo pubblico per contrastare i FAKE.)   Dal crollo del Muro non vedevo la televisione italiana. Con la pandemia, ho recuperato trent’anni in trenta giorni. La TV resta il più usato mezzo di informazione: vederne troppa è una tipica patologia di oggi. Ma anche vederne troppo poca, come ho fatto, è sbagliato: simile al non votare per poi lamentarsi dei politici.  Stampa, televisione, internet: invenzioni il cui uso regala conoscenza e il cui abuso distribuisce barbarie. Massificandosi, poi seguendo interessi commerciali e politici anziché culturali, l’informazione degenera. È un fenomeno mondiale. Dunque è inutile lamentare che avvenga in Italia? No: perché in Italia avviene in modo più rapido e più completo che altrove. Il...

I greci e il mistero dell'esistenza / Creature di un sol giorno

In un momento come quello che stiamo vivendo, in un periodo di crisi che mina le nostre esistenze e desta panico e giuste preoccupazioni, val la pena di interrogarsi e magari, ancora una volta, interpellare i classici. Per conforto e per una riflessione sul senso di ciò che ci sta capitando. Vuoi perché abbiamo più tempo a disposizione, visto che le attività sociali sono ridotte al minimo, vuoi perché i classici, come suggeriva Calvino, sono quelle opere che non finiscono mai di dire quello che hanno da dire, resistono al tempo, e dunque, dalla distanza di un’epoca ormai lontanissima, ci dimostrano e ci fanno sperare che la nostra specie possa sopravvivere. Anche al maledetto Coronavirus. Perché, comunque sia, è con il tempo che dobbiamo confrontarci, sia che ne vogliamo considerare il...

Riccardo Panattoni, Rocco Ronchi / Immanenza: una mappa

L’ immanenza è un concetto che in modalità differenti attraversa da sempre il pensiero filosofico. Già i presocratici avevano preso le distanze dai racconti mitici provando a render conto della totalità del reale attraverso un principio immanente, l’acqua, l’aria, l'ápeiron. Ma è con Platone che questo concetto viene per la prima volta opposto alla trascendenza con lo scopo di comprendere il reale a partire non più dall’immanenza stessa ma da un principio trascendente. La tradizione metafisica instaurata dal filosofo ateniese sarà con poche eccezioni dominante nella storia del pensiero filosofico e solo a partire dalla seconda metà del ‘900, grazie anche ad autori come Deleuze e Foucault, si è via via affermato un nuovo canone minoritario dell’immanenza. La raccolta di testi curata da...

(2) / Imparare tra cervello e macchine

Con i metodi di imaging e risonanza magnetica siamo riusciti a mostrare che fin dalla nascita, praticamente tutti i circuiti del cervello adulto sono già presenti in quello del bambino. Il cervello umano nasce e si sviluppa per auto-organizzazione, spontaneamente, per simulazione interna, imparando per bootstrapping – tirandosi su per il codino, come il Barone di Münchhausen –, da un modello fisico interno e, allo stesso tempo, la struttura precoce non rimane invariata, ma è modificata e arricchita dall’esperienza. Ciò grazie alla plasticità cerebrale. La foresta inestricabile di ramificazioni neurali, composta da migliaia e migliaia di rami sempre più piccoli, i dendriti (dendron significa “albero” in greco), mediante le sinapsi, le unità di calcolo del sistema nervoso, dà vita alla...

Quali saranno gli esiti? / Il sale della solitudine

Difficilmente uno può scegliere di stare solo per un desiderio vitale, lo capiamo meglio adesso che, per stare al riparo dal virus, ci tocca vivere in una sorta di buio sociale. Perché il buio, qualunque buio, è una condizione insopportabile, tout-court. “Alone is alone, not alive!” dice Robert il protagonista di Company – musical americano del 1970 di George Furth e Stephen Sondheim –, cantando Being Alive il giorno in cui compie trentacinque anni e pensa alla sua solitudine e alla sua paura di non riuscire a trovare nessuno con cui costruire una relazione felice. (Una versione assolutamente struggente ce l’ha regalata Adam Driver – ascoltatela, vi prego, qui – in Storia di un matrimonio, lo straordinario film di Noah Baumbach, candidato all’Oscar nel 2019). Della solitudine,...

V / Cinque domande sullo scenario futuro

Con queste cinque domande ci prefiggiamo di individuare i nodi che la crisi sanitaria del Covid-19 con le sue conseguenze ha provocato a livello mondiale, con l’idea che, come disse anni fa un economista americano, la crisi, per quanto terribile, è un’occasione da non perdere.   Elena Pulcini, filosofa   1. Quali saranno a tuo parere i principali cambiamenti che la pandemia del coronavirus ha prodotto? Provando a differenziare tra aspetti sociali, economici e culturali.   Abbiamo subìto uno shock che ci ha destituiti dalle nostre certezze e dai nostri privilegi consegnandoci a una condizione di vulnerabilità radicale: radicale perché il vulnus, la ferita inflitta sulla parte di noi più esposta e fragile, cioè il nostro corpo, si è allargata al nostro intero stile di...