Teorie

Scrivere male è leggere male / Il lettore, coscienza dell’autore

“Pro captu lectoris habent sua fata libelli”: Terenziano Mauro, grammatico successivo all’epoca di Adriano (l’imperatore romano del libro di Marguerite Yourcenar), diede forma e cadenza di esametro a un’osservazione ovvia; di quel tipo d’ovvietà mai trascurabile, però. I destini dei libri dipendono della capacità di chi li legge, dalla sua intelligenza di ciò che legge, dice quel verso. E le cose stanno così, incontrovertibilmente. Un libro o, più generalmente, un testo non è un oggetto inerte. È sempre un processo, un’operazione. Vi gioca un ruolo l’autore. Fuori dell’aspetto funzionale, dell’autore, può accadere si sappia poco o nulla: casi celebri, in proposito. Comunque sia, l’autore resta la funzione più esposta dell’operazione testuale, la saliente.    L’autore è però...

Storia della sessualità, vol. IV / Michel Foucault. Le confessioni della carne

Con la pubblicazione di questo volume IV della Storia della sessualità, l’opera pianificata da Michel Foucault nel 1976 e lasciata incompiuta a causa della sua prematura morte, viene dato alle stampe uno degli ultimi tasselli, se non l’ultimo, per comprendere in che direzione stesse andando la teoria del grande pensatore francese nelle ultime fasi della sua produzione. La lettura della ponderosa opera (426 pagine) divise in tre macrosezioni (La formation d’une expérience nouvelle, Être vierge, Être marié) [La formazione di una nuova esperienza, Essere vergini, Essere sposati] e da 4 annessi, attesa da più di trent’anni dal pubblico specialistico e non, provoca nel lettore sentimenti contrastanti.  Se fosse possibile esprimere in un unico aggettivo questo libro di Foucault, quello che...

E se la filosofia non fosse là dove la si cerca? / Serres: Hergé mon ami

E se la filosofia non fosse là dove la si cerca abitualmente? Nel 1970, sulla prestigiosa rivista Critique fondata da Bataille, Michel Serres propone una lettura strutturale di una bande dessinée, I gioielli della Castafiore (1963), 21° albo delle Avventure di Tintin. La saga a fumetti creata dal belga Hergé (Georges Rémi, 1907-1983), iniziata nel gennaio del 1929 sul supplemento settimanale di un quotidiano cattolico conservatore, aveva conosciuto immediato successo nei paesi francofoni. Oggi gli albi del cartoonist belga sono noti in tutto il mondo, soprattutto da quando nel 2011 Steven Spielberg li ha fatti conoscere al pubblico cinematografico con Le avventure di Tintin. Il segreto dell’Unicorno. Il regista aveva scoperto il fumetto di Hergé leggendo una recensione del suo film I...

Incontro a Berlino / Wolfgang Schivelbusch: Trump, Merkel e l'Italia provinciale

Lo scorso anno nel mese di marzo sono andato a Berlino per incontrare Wolfgang Schivelbusch, uno dei più affascinanti studiosi dell’immaginario sociale moderno. L’appuntamento era al Zentrum für Literaturforschung. Una piccola stanza che s’affaccia in un cortile interno, qui studia e scrive Schivelbusch. Lo studioso tedesco ha scritto libri straordinari come Storia dei viaggi in ferrovia (1977), dedicato cambiamento percettivo prodotto da questo mezzo di trasporto; poi Storia dei generi voluttuari (1980), dedicato a spezie, caffè, cioccolata, tabacco, alcool e al loro influsso in Europa; Luce. Storia dell’illuminazione artificiale nel secolo XIX (1983), sull’irrompere della luce nelle case e nelle strade, libro che contiene una breve e affascinante storia della vetrina. Già questi tre...

Modernità molle / Lavoretti. Perché la share economy ci rende più poveri

Il sociologo Zygmunt Bauman ha coniato anni fa un’etichetta che è riuscita ad ottenere un notevole successo mediatico e sociale: quella di «modernità liquida». Il successo di tale espressione può essere spiegato con la capacità del concetto di liquidità di rappresentare efficacemente quel processo di disgregazione progressiva che è in corso da tempo nelle società occidentali avanzate, le quali vedono indebolirsi e sciogliersi le strutture e le norme di funzionamento su cui avevano costruito la loro lunga storia. Parlare però di “modernità liquida” comporta di limitarsi semplicemente a descrivere un fenomeno, mentre la situazione attuale dei paesi occidentali impone invece di utilizzare un’etichetta che consenta anche di emettere un giudizio di valore. Si può pertanto parlare di «modernità...

Domani alle OGR, Torino / Psicopatologia del codice a barre

Tutto inizia con la Experimental Barcode Animation di Scott Blake:     “Dimenticanze, lapsus, sbadataggini, superstizioni ed errori” (ma molto altro ancora): così nel 1901 Sigmund Freud sottotitolava il suo saggio Zur Psychopathologie des Alltagslebens. Qui non si tratta di parafrasare un classico della psicologia, ma di ripercorrere attraverso l’evoluzione di un artefatto le varie declinazioni antropologiche di un segno che vorrebbe essere moderno, ma che racchiude in sé le origini stesse del linguaggio. E per questo motivo si mettano le parole in gioco, non solo in italiano.    Le parole   Bar è una parola che risale a una fonte aramaica  (in ebraico בר ) che significa " figlio " o "esterno", ma in inglese deriva da una contrazione del termine inglese "...

Aggettivo e sostantivo / Intellettuale

L’aggettivo intellettuale circola nella lingua del sì da non poco. Se ne serviva già Dante, che, com’è noto, fece sortire dal loro stato di latenza moltissime parole indispensabili allo sviluppo di un’espressione italiana culturalmente rilevante. Con intellettuale, all’epoca si qualificava ciò che «appartiene all’intelletto», che è «proprio dell’intelletto», contrapponendolo alle qualificazioni di quanto è relativo a caratteri morali e sentimentali. Lo ricorda l’Enciclopedia dantesca, che procura le attestazioni opportune traendole dal Convivio. Ancora alla fine del terzo decennio dell’Ottocento, intellettuale si trova registrato (e solo come aggettivo) con tale valore nel cosiddetto Vocabolario del Tramater, che d’altra parte, in aggiunta, chiosa: «dicesi anche per opposto a Materiale»....

Avvicinarsi/allontanarsi dagli altri e dal mondo / Mordicchiarsi e mordicchiare. Tra empatia e exopatia

L’inedito ce lo aspettiamo sempre da dove viene il consueto e ce lo rappresentiamo con le caratteristiche del già noto. Una proiezione rassicurante, ma spesso fallace, che non riguarda solo i ragionamenti della vita quotidiana, ma anche chi dovrebbe per mestiere interrogarsi e interrogare il presente in modo controintuitivo, cercando di mettere in discussione il senso comune e le spiegazioni consolidate. Esercitare il dubbio richiede un investimento che non sempre siamo disposti a fare, consegnandoci alle rassicurazioni del consueto. Siccome l’innovatività richiede qualcosa di più della mera creazione di soluzioni di problemi ordinari, è necessario un investimento in eccedenza in grado di deviare dalla consuetudine e che non sempre siamo disposti a fare.   Due falsi miti attraversano...

Emile Durkheim / Il ruolo dei grandi uomini nella storia

A cento anni dalla morte di Emile Durkheim, pubblichiamo un inedito in Italia del grande sociologo francese. La breve prolusione di congedo che, agli inizi della sua carriera di insegnamento, nella veste di professore di filosofia, egli tenne nel 1883 ai ragazzi dell’ultimo anno di liceo, nel comune di Sens. Durkheim parla del ruolo dei grandi uomini nella storia e del significato che deve assumere la celebrazione e la valorizzazione delle eccellenze nel contesto di una società egualitaria e democratica. Tutto il discorso culmina nell’indicare ai futuri cittadini la cifra dell’ethos repubblicano in un “individualismo” morale e responsabile, che sappia conciliare la difesa a oltranza dell’autonomia personale con il riconoscimento e l’emulazione del valore altrui. Un discorso vigoroso, pur...

Officine grandi riparazioni (Torino) / Scintille

Inizia martedì 27 marzo la rassegna Scintille, dedicata al tema dell’innovazione tecnologica, e organizzata in collaborazione con Officine Grandi Riparazioni (Torino). Una serie d’incontri con un unico relatore che racconti una “scintilla”, ovvero una idea o un progetto o una invenzione che ha cambiato qualcosa nel nostro modo di vivere. Idee che hanno avuto una ricaduta nella vita quotidiana di tutti. Non solo grandi invenzioni o teoremi o formule, ma anche piccoli oggetti che hanno modificato qualcosa d’importante nella nostra esistenza nell’arco degli ultimi 70 anni. L’incontro è accessibile alle persone sorde e ipoudenti.   Martedì 27 marzo h 18 Codice a barre (Vittorio Marchis, Politecnico di Torino)   Martedì 24 aprile h 18 Algoritmo (Claudio Bartocci, Università di...

Das Leben nehmen / Thomas Macho. Togliersi la vita, prendersi la vita

Prendete il numero di persone rimaste uccise a causa di crimini violenti in un anno. Aggiungete il numero di morti per incidente. Aggiungete poi quello dei morti in guerra. Immaginate, per un attimo, questo numero.  Ebbene, questo numero enorme di morti, secondo le statistiche dell’organizzazione mondiale della sanità, dal 2012 non raggiunge il numero di morti annuali causate da un altro motivo: se stessi.  Già Albert Camus, in Il mito di Sisifo, aveva espresso in maniera concisa e radicale l’importanza concettuale centrale della domanda sul suicidio, lanciando un appello e una provocazione ai filosofi di professione – per lo più rimasto inascoltato nei circoli accademici ufficiali – a pensare più da vicino la morte, e in particolare la morte che si trova per propria mano....

Troppa poca malinconia / La solitudine non esiste

È successo che mi sono ritrovato all’improvviso in un cocktail party, in una casa sontuosa, con la servitù filippina (mi sono informato) che insisteva a darti da bere del vino stupendo dentro bicchieri bellissimi. Negli angoli, tutti gli angoli, per ogni tipologia di oggetto c’era un’intera collezione, affascinante. Dalle grandi finestre si vedeva persino una collezione di giardini, un parco suddiviso in tante parti ciascuna tipizzata con piante e arredi caratteristici. Alle pareti pezzi d’autore, di grandi autori. Un paio di opere già le conoscevo, dai libri. Qualche chiacchiera di nessuna consistenza con alcune delle tante persone, mi spostavo come stordito, l’arredamento era completato da un certo numero di volti piuttosto noti. Lo stordimento veniva soprattutto dallo sbigottimento per...

Il non simbolico / Una cartografia della tecno-arte

La sempre maggiore distanza tra le pratiche artistiche e le nostre vite quotidiane sembra farsi ancora più estrema nell’osservazione di alcune opere o eventi dell’arte contemporanea. La sensazione è quella di un percorso che, partito dalla necessaria conquista moderna dell’autonomia dell’arte da altri ambiti, come la morale o la religione, si è risolto oggi in una estenuata lontananza, un dissolvimento della potenza dell’arte e della sua importanza nelle nostre esistenze. Anche quando subentra un altro principio, questo pure del tutto eteronomo, ovvero quello del mercato. In ogni caso, l’esperienza artistica sembra essere divenuta oggi, per lo più, qualcosa di separato, isolato dalle dimensioni che hanno un peso forte nella nostra esistenza individuale, sociale, politica in senso ampio....

Parla proprio di noi / Perché insegnare letteratura (e non solo agli studenti di Lettere)

Insegno Letteratura italiana contemporanea da parecchi lustri, ma per una serie di circostanze che ora non è il caso di ripercorrere non mi è mai capitato di trovarmi in un corso di laurea in Lettere. Gli studenti con i quali ho a che fare non hanno interessi prevalentemente letterari; in molti casi, non hanno affatto interessi letterari. La letteratura occupa una posizione marginale nel loro orizzonte mentale. Analogamente, un’ipoteca di marginalità pesa sull’immagine che noi stessi docenti (italianisti e contemporaneisti) tendiamo ad avere degli insegnamenti letterari inseriti in corsi di laurea il cui focus formativo punta altrove.     Ovviamente esiste sempre la possibilità di declinare gli insegnamenti letterari in una chiave prossima agli interessi degli studenti. Ad...

Fenomenologia degli spettatori / Fan o Follower?

Quando dedichiamo la nostra attenzione a qualcuno, quando ci ricordiamo il suo nome e ne seguiamo le opere, il pensiero, le gesta, siamo fan o follower? Essere fan o essere follower, non è la stessa cosa. Un fan appende il poster del suo idolo sportivo in camera, un follower no. Il 22 febbraio, al Circolo dei Lettori, per la rassegna Parole del Contemporaneo, ho provato a tracciare una descrizione della parola /follower/, in opposizione a quella di fan. Il follower ha un legame con il fan, anche se ne è una versione più debole e più transistoria. Entrambi condividono la stessa radice, cioè quella di essere parte di un’audience, di essere membri di un gruppo di spettatori che seguono con attenzione e con passione la performance di qualcuno, sia esso un politico, uno sportivo, un artista....

Politiche, 4 marzo 2018 / LeU: missione impossibile

Si potrebbe dire, un po' per celia in po' sul serio, che in politica l'ex magistrato candidato non porta bene. E men che meno l'ex presidente di una delle camere... Ma sarebbe ingeneroso per le persone, oltre che superficiale per la storia (e la politologia).   In realtà il pessimo risultato di LeU viene da lontano. Prescinde, almeno in parte, da errori di conduzione della campagna elettorale (che pure ci sono stati, in alcuni casi anche gravi, come la dichiarata disponibilità a partecipare a un "governo di scopo"). E affonda le radici nel modo tutto sommato meccanico, da fusione a freddo tra gruppi dirigenti, esente da emozioni e partecipazioni "di popolo", con cui la lista è nata (simmetrico, tutto sommato, alla solitudine da numeri primi che aveva accompagnato le fasi della...

Mercoledì 7 marzo al Circolo dei lettori / Pigrizia

Definizione del Dizionario Garzanti pigro: 1. che cerca di evitare la fatica e l’impegno; lento e svogliato: un ragazzo pigro; essere pigro nello studio; la mattina è pigro ad alzarsi accr. pigrone, pegg. pigraccio 2. che denota pigrizia, lentezza: gesto, movimento pigro | che porta alla pigrizia, che fa diventare indolente e apatico: il pigro inverno 3. lento a reagire; inerte: intelletto pigro; intestino pigro, che ha una funzionalità rallentata o insufficiente; egli gridava a’ dissueti orecchi, / a’ pigri cuori, a gli animi giacenti (CARDUCCI)   Citazioni celebri: La pigrizia è madre. Ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame. (Victor Hugo) La pigrizia è il rifugio degli spiriti deboli. (Philip Stanhope) È impossibile godere della pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio...

Su Mark Fisher / Vivere e morire nell’eterno presente neoliberale

Arriva finalmente in Italia, tradotto da Valerio Mattioli per Nero Editions, Realismo capitalista di Mark Fisher, uno dei testi radicali più acclamati degli ultimi anni, capace di parlare anzitutto a una generazione per cui il capitalismo sembra occupare del tutto “l’orizzonte del pensabile”. Non si tratta semplicemente, sostiene Fisher, di ritenerlo l’unico sistema economico e politico sostenibile, ma di non trovare possibile neppure immaginare un’alternativa a esso.    Cancellando dal futuro ogni eventualità di un superamento della propria logica, il capitale ci defrauda anche del passato – che assume un senso soltanto nel rapporto con la novità. Del resto, ci insegna Ellen Meiksins Wood, la storia del capitalismo è in buona parte una successione di tentativi di...

L’umanità occidentale in generale è immersa nell’angoscia / Ansia

“Come ha scritto V. E. von Gebsattel: “L’angoscia ha cessato di essere la questione privata della singola persona. L’umanità occidentale in generale è immersa nell’angoscia e nella paura: un determinato presentimento di minaccia terribilmente incombente sconvolge la certezza ontologica della persona umana. L’invadenza del fenomeno dell’angoscia che da cento anni cresce vertiginosamente ha raggiunto un’intensità mai sperimentata fino ad oggi”.   L’angoscia (a cui corrisponde il termine equivalente di ansia che ha una più debole incisività semantica) contrassegna non solo la depressione psicotica ma anche quella neurotica e, in ogni caso, la stessa condizione umana, a cui l’angoscia appartiene come sua struttura costitutiva. Sono ovviamente diverse l’intensità e le articolazioni...

Un'inchiesta (parte II) / Tre domande sull'antifascismo oggi: Lagioia, Sarchi, Inglese

Per provare a interrogarci e confrontarci sull'antifascismo oggi abbiamo posto ad alcuni intellettuali e collaboratori queste tre domande, a cura dello storico Claudio Vercelli. Pubblichiamo oggi tre ulteriori risposte (qui le prime: Valerio, Cortellessa, Manera).   1. Perché si dovrebbe continuare ad essere antifascisti se è vera l’affermazione, che si fa assunto di senso comune, per cui destra e sinistra sarebbero due distinzioni che non hanno più motivo di esistere? Se invece continua a sussistere una linea di differenziazione tra i due aggregati, quali ne sono le discriminanti in senso antifascista?   2. Se l’antifascismo non si è esaurito, in cosa si deve allora sostanziare? Allo stesso tempo, se il fascismo non è mai del tutto scomparso, sotto quale natura e con quali...

Vivere in una società democratica / Piketty e l’uguaglianza

I mutamenti economici sono valutati dai cittadini utilizzando alcuni princìpi intuitivi che potremmo chiamare ‘morale del senso comune’. La morale economica del senso comune si fonda principalmente su due intuizioni: la prima dice che è giusto distribuire la ricchezza in modo (più o meno) uguale fra i membri di una comunità. La seconda dice che è giusto che chi ha prodotto una particolare risorsa abbia la possibilità di utilizzarla (più o meno) come meglio crede. Il ‘più o meno’ è importante: serve a ricordarsi che si tratta di principi generici che, presi alla lettera, entrerebbero molto spesso in conflitto fra loro. Se alcuni individui sono più capaci o semplicemente hanno i mezzi per produrre più ricchezza di altri, per esempio, è possibile che la distribuzione di risorse diventi molto...

Un'inchiesta (parte I) / Tre domande sull'antifascismo oggi: Valerio, Cortellessa, Manera

Per provare a interrogarci e confrontarci sull'antifascismo oggi abbiamo posto ad alcuni intellettuali e collaboratori queste tre domande, a cura dello storico Claudio Vercelli. Pubblichiamo oggi le prime tre risposte.   1. Perché si dovrebbe continuare ad essere antifascisti se è vera l’affermazione, che si fa assunto di senso comune, per cui destra e sinistra sarebbero due distinzioni che non hanno più motivo di esistere? Se invece continua a sussistere una linea di differenziazione tra i due aggregati, quali ne sono le discriminanti in senso antifascista?   2. Se l’antifascismo non si è esaurito, in cosa si deve allora sostanziare? Allo stesso tempo, se il fascismo non è mai del tutto scomparso, sotto quale natura e con quali aspetti si manifesta oggi?   3. Prova a...