Teorie

Scarto / Jullien, L’identità culturale non esiste

L’Occidente ha scoperto l’esigenza di dialogare con le altre civiltà da quando non è stato più in grado d’imporre con la forza la propria ragione. Ha giustificato il suo predominio con il possesso di valori assoluti come i diritti umani, che pretende di incarnare e che si sente in obbligo di diffondere. Crede che questi principi universali debbano venire accolti da ogni essere dotato di ragione, ma questa ragione è in realtà lo specifico risultato della sola storia intellettuale europea, come lo è la nozione stessa di universale. Il filosofo e sinologo François Jullien ha mostrato ne L’universale e il comune (Laterza) come allo sguardo genealogico tale nozione riveli una stratigrafia composita ed eterogenea. Il pensiero filosofico greco affida al logos la conquista di una verità stabile;...

Atlante occidentale / Conservazione

Ci siamo sempre dichiarati progressisti, ma ora il cosiddetto progresso, se continua a procedere secondo gli attuali schemi del modello di sviluppo ultraliberista cino-anglosassone, sta prendendo una brutta piega. Quindi la Sinistra dovrebbe cercare di conservare le conquiste sociali del '900, conservare il ruolo centrale della politica, conservare il ruolo dell'ideologia e degli intellettuali, conservare la cultura, la bellezza, la biodiversità, le differenze, il territorio, il mare, le buone maniere, i linguaggi, i partiti veri, la memoria, gli ospedali, le scuole, le pensioni, i diritti, l'antifascismo intransigente, i ghiacciai, le melonaie, gli artigiani, i sindacati... Come? Conservando la capacità di analizzare, studiare, ricercare, elaborare una Nuova Teoria che sia in grado di...

Wolfram Eilenberger / Il tempo degli stregoni

Perché il mare procelloso in copertina? Perché Il tempo degli stregoni di Wolfram Eilenberger (tr. it. di Flavio Cuniberto, Feltrinelli, pp.401, € 25) vuole parlare di un naufragio, quello della Germania degli anni Venti del XX secolo. Copertina decisamente non bella, per trasmettere un’idea che forse poteva essere comunicata diversamente. Ma tant’è. E poi quel titolo “stregoni”, che traduce la parola tedesca “Zauberer”, che prima che “stregoni” vuol dire “maghi”, termine che è più vicino all’ambito dell’epoca, a Thomas Mann, ma anche a Goethe. Stregone è in italiano una parola che assume un significato decisamente negativo, da magia nera. Dei quattro filosofi di cui tratta Eilenberger – Heidegger, Wittgenstein, Benjamin e Cassirer – solo uno può essere avvicinato alla stregoneria:...

Siamo tutti terrestri / Latour: Tracciare la rotta

Che cos’è la denegazione? O, se preferite, in che cosa consiste la freudiana Verneinung? Sarebbe facile dire che si tratta di una negazione menzognera, del negare ciò che si dovrebbe affermare – del tipo: “non mi piace il gelato” significa che ne vado pazzo; o, più tecnicamente, “non conosco l’Edipo” vuol dire che sono mostruosamente geloso del posto di papà nel lettone. Per gli psicanalisi seri non basta dire che disconoscere è il miglior modo di confermare, che è in sé una banalità, ma che i soggetti, in analisi, tendono a respingere a parole ciò che vogliono nei fatti tenere nascosto, per rimuovere, per ostinatamente conservare nei meandri di un inconscio che non conosce contraddizioni i propri intollerabili segretucci infantili. La denegazione è insomma un meccanismo strategico, una...

La comicità dei copioni / I tempi del comico

  Il testo di Walter Fontana che qui pubblichiamo è stato pronunciato il 12 aprile 2018 nel corso della tavola rotonda "La comicità dei copioni", organizzata presso la IULM di Milano da "Il senso del ridicolo" in collaborazione con SIAE. Il titolo “La comicità dei copioni" vuole sottolineare quell'intreccio fra comicità e lavoro creativo che è tornato prepotentemente al centro della discussione con l'avvento del web. Twitter ci ha resi davvero tutti più spiritosi? Come si concilia la dimensione partecipativa della rete con l'idea di autorialità? È possibile pensare di dare vita a un'idea comica originale in un contesto come questo? Le relazioni presentate saranno disponibili in un apposito e-book scaricabile gratuitamente, in formato pdf, sul sito del...

Non è tempo di ospitalità / Restare nel posto sbagliato

È notte inoltrata e bisogna tornare in albergo nella 96th west, in Upper west side. Siamo in Lower Manhattan e New York si è rilassata almeno un po’ a quest’ora. Non si capisce mai se questo fatto tranquillizzi o metta più ansia. Il modo migliore per andare a riposarci ci sembra la metropolitana; meglio ancora la linea veloce. La giornata è stata impegnativa e una doccia e una stanza sono una meta agognata. Il tempo di salire e prima ancora di sedersi tra qualche volto stanco il treno balza in avanti veloce, troppo veloce ci sembra. Un presagio. Quando siamo alla nostra fermata, quella più vicina alla meta, infatti, il treno non ferma e scopriamo che sarà Strivers’ Row la prima fermata. Non possiamo che restare, prima sul treno e poi per un lungo quarto d’ora sul marciapiede della...

L’ultimo pamphlet / Michel Serres. Pollicina ci salverà dal populismo

All’età di 88 anni, Michel Serres è una delle voci più singolari, eterodosse e profetiche del panorama filosofico europeo, che si è contraddistinto, negli anni Sessanta del secolo scorso, per aver annunciato l’avvento della società della comunicazione al posto della società della produzione, e, agli inizi del nostro secolo, per averci reso coscienti che solo da un cinquantennio ci siamo lasciati alle spalle il Neolitico, con la “fine” del mondo rurale e contadino, immettendoci nel solco di una nuova e incipiente metamorfosi dell’umano, che già sta rendendo l’Homo sapiens contemporaneo un genere di animale molto differente se paragonato ai suoi antenati. Improvvisamente sono apparsi uomini che non si sentono più attaccati a questa o quella comunità, conoscono poco il dolore e la sofferenza...

Donnicciole / Ascoltare il silenzio

«Che cosa diresti poi – scrisse Freud all’amico Wilhelm Fliess il 17 gennaio 1897 – se ti facessi notare come tutta la mia nuova teoria della preistoria dell’isteria era già nota ed era già stata pubblicata cento volte, anche se parecchi secoli fa? Ti ricordi che ho sempre affermato che la teoria medievale della possessione, sostenuta dai tribunali ecclesiastici, era identica alla nostra teoria del corpo estraneo e della dissociazione della coscienza? Ma come mai il diavolo che si impossessava delle povere vittime commetteva regolarmente atti di lussuria con loro e in modo ripugnante? E come mai le confessioni che venivano estorte mediante tortura sono tanto simili a quanto mi raccontano le pazienti in trattamento psichico? Al più presto dovrò immergermi nello studio della letteratura...

Atlante occidentale / Estraneità

Vorrei trovare parole edificanti, quelle che sono classicamente proprie della sinistra, come Lavoro, Libertà, Giustizia; ma mi viene in mente solo “estraniare”, ed è già sintomo di disagio. Questo indica il dizionario per la voce estraniare: “Allontanare, indurre ad allontanarsi, rendere estraneo a ciò cui prima si era legati”. Circola nel corpo del paese il presentimento sempre più profondo di uno slittamento: il passaggio dalla condizione del sentirsi cittadini – condizione mai regalata, ma conquistata – a quella del sentirsi progressivamente estraniati. Stranieri in patria. Non c'è bisogno di vocabolario per definire l'attuazione di questa sensazione nel nostro quotidiano, ora che il nostro essere esautorati dalla vita pubblica è pressoché completo. Votanti o consumatori, e meglio...

Paradisi artificiali / Cocaina

La prima menzione è nel rapporto che un prete spagnolo, Thomas Ortiz, invia nel 1499 ai suoi superiori. Gli indigeni della costa settentrionale dell’America Meridionale si servono di una pianta che chiamano “hayo”. Nella carta al re Renato II Amerigo Vespucci fornisce indicazioni sull’uso della medesima pianta da parte degli aborigeni delle foci del Rio Pará. Man mano che la conquista procede, aumentano le segnalazioni. Francisco Pizarro e i suoi compagni ne vengono a conoscenza nel 1533. Sarà Pedro de Cieza de Leon a dettagliarne l’uso: la coca, questo il nome della pianta, infonde vigore e allontana i morsi della fame. Ci vorrà del tempo affinché i botanici identifichino due specie distinte. Un botanico francese porta in Europa i semi nel 1750. Viene descritta da Jean-Baptiste Lamarck:...

Il profumo Zen del tempo / Buddhismo e lentezza in Byung-Chul Han

«Fino alla fine del XIX era in uso in Cina un orologio a incenso, detto hsiang yin (letteralmente, “sigillo di profumo”). Gli europei, fino alla metà del XX secolo, credevano si trattasse di un comune turibolo. A quanto pare, era loro estranea l’idea di misurare il tempo con l’incenso, e forse anche in generale il pensiero che il tempo potesse assumere la forma di un profumo» (p. 65). In uno dei passaggi più belli de Il profumo del tempo. L’arte di indugiare sulle cose (Vita e Pensiero, Milano 2017) il filosofo coreano di lingua tedesca Byung-Chul Han porta l’attenzione del lettore su questo oggetto, tanto poetico quanto estraneo alla sensibilità occidentale (almeno a suo parere). Può il tempo essere un profumo? È possibile percepire le cose, gli oggetti quanto l’immaterialità della...

Livorno, dal 28 al 30 settembre / Il senso del ridicolo

  Dal 28 al 30 settembre si terrà a Livorno la terza edizione del festival IL SENSO DEL RIDICOLO, dedicato all'umorismo, alla comicità e alla satira.   Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi, si aprirà venerdì 28 settembre alle 17,30 con Bianca Pitzorno e Davide Tortorella.   Il programma è consultabile sul sito, tra gli ospiti Bianca Pitzorno e Davide Tortorella, Vera Gheno e iBruno Mastroianni, Fabrizio Gifuni, Marco Ardemagni, Sandro Paté, Rocco Tanica, Ernesto Assante, Adriano Favole, Simone Lenzi, Concita De Gregorio, Irene Soave, Michele Smargiassi, Loredana Lipperini, Francesco Costa, Giuseppe Civati, Lucia Poli, Matteo Caccia, Giulia Addazi, Gabriele Gimmelli, Walter Fontana.   A partire dal mese di agosto, Doppiozero pubblicherà approfondimenti e...

Jonathan Silvertown, cibo bevande ed evoluzione / A cena con Darwin

È nato prima l'uovo o la gallina? Quesito esistenziale e scientifico insieme, cui è difficile rispondere per quanto riguarda i risvolti esistenziali, mentre la scienza dell'evoluzione ha chiarito molto bene l'aspetto scientifico: è nato prima l'uovo. I primi animali a deporre uova fuori dall'acqua furono gli anfibi, ma erano gelatinose come quelle delle rane; troppo fragili e delicate, erano esposte a molti pericoli, primo tra tutti quello di essiccarsi rapidamente. Che fare? Mentre lentamente trasformava l'anfibio in rettile, come il feroce Tyrannosaurus rex autorevole antenato della gallina, l'evoluzione inventò l'amnio, una sacca piena di liquido contenente un embrione e attorno vi pose un guscio molto, molto resistente.  Inizia dall'uovo, “vera e propria metafora delle origini”,...

Tra finzione e realtà / Fisionomia dello scandalo

Che cos’è uno scandalo? Il termine suona oggi un po’ rétro, e questo echeggiare, tuttavia, ha le sue ragioni. Forse, viviamo nell’epoca del post-scandalo, quello in cui nessuno si scandalizza più (ma, attenzione, lo cantava Celentano già negli anni 60), e cioè in tempi in cui s’è introiettata un’indecenza che, divenendo pane quotidiano, non turba manco le anime più sensibili e leggiadre. Se tutto è scandaloso, nulla lo è. Il problema semmai è il post-scandalo, ossia l’aver spostato la passione pubblica verso una sconcezza che, perdendo di significatività, finisce per annullare i suoi nemici storici: l’indignazione e l’esigenza di moralità. Siamo tutti indignati di tutto, siamo abituati a tutto: siamo irrimediabilmente blasés. L’indignazione al potere (marca forte dell’attuale politica in...

Che cosa è design? / L’icona che pensa (il design)

Travolti come siamo dal fascino perverso della parola cambiamento, e dimentichi del fatto che la sua direzione è quantomeno duplice, non possiamo fare a meno di tanto in tanto di pensare a ciò che non cambia o che ci farebbe piacere non lo facesse. Le cose che ci contraddistinguono in quanto italiani innanzitutto, nelle quali ci piace riconoscerci. Le famose “eccellenze” che vanno preservate a tutti i costi. Direi, per cominciare, cibo, moda e naturalmente design. Niente panico, il design c’è. Per esserne sicuri basta guardare eventi come il recente Salone del mobile, parlare con qualche amico straniero, o andare in edicola e sfogliare una di quelle patinatissime riviste che parlano delle case più belle del mondo. Lo trovate lì, in copertina, che vi guarda sornione: una Arco di qua, una...

Mediterraneismo. Il pensiero antimeridiano / A Sud di nessun Nord

Mediterraneismo. Il pensiero antimeridiano, di Francescomaria Tedesco (Meltemi, 2017), è un libro sul perché del Mediterraneo, e dunque dell’Italia, come Sud dell’Occidente. Ed è un libro sul perché del Meridione come Sud dell’Italia. Tedesco affronta il tema con strumenti storici, filosofici e di sociologia politica, spaziando dall’analisi delle rappresentazioni del Sud alla Questione Meridionale e da quelle “etniche” e orientaliste del Mediterraneo alla Primavera Araba.  Il filo rosso che accomuna questi ambiti è quello dei mediterraneismi: gli sguardi sul Sud. Sguardi molteplici, ma che tendono a svilupparsi attraverso due processi complementari, egualmente riduzionistici ed essenzializzanti. Da un lato c’è il mediterraneismo di primo grado. Leggere e raccontare il Sud dal di...

Cultura e vita / Gramsci e la fatica del sapere disinteressato

Può apparire paradossale, ma la monumentalizzazione è una delle strade più efficaci per depotenziare della loro carica eversiva le teorie di un pensatore. La discussione, il confronto e la critica rendono vive le idee e la loro possibilità di relazionarsi con le pratiche sociali che le hanno prodotte e che le idee stesse – a loro volta – influenzano e modificano. L’imbalsamazione del pensiero condanna invece alla rigidità dogmatica e all’equivoco permanente. Qualcosa del genere deve essere successo – almeno a livello di discorso pubblico – a proposito della riflessione gramsciana in Italia. Di uno dei più grandi pensatori italiani del XX secolo – che ancora oggi è oggetto di rinnovato interesse scientifico tra gli studiosi di tutto il mondo – nel nostro paese si parla con scarsa...

Masscult e Midcult / Macdonald, Eco e la cultura di massa

Il libro del critico culturale statunitense Dwight Macdonald Masscult e Midcult è un piccolo classico che non era più disponibile per i lettori italiani, nonostante avesse dato origine, dopo l’uscita nel 1960, a un vasto dibattito in tutto il mondo. In Italia lo hanno analizzato, ad esempio, Umberto Eco e Gillo Dorfles. Bene ha fatto dunque l’editore Piano B a riproporre, con la cura e la traduzione di Mauro Maraschi, tale volume, già tradotto nel nostro Paese nel 1969 e nel 1997. Che cosa sosteneva Macdonald? Che a fianco della tradizionale distinzione tra la cultura alta (o Highcult), quella degli scrittori e dei musicisti importanti, e la cultura di massa (o Masscult), quella che viene sostanzialmente prodotta dai media, la notevole diffusione dei media di massa (cinema, radio,...

Charles Melman / Cerco un centro di gravità... (ma di permanente è rimasto il godimento)

Il noto verso di Battiato “cerco un centro di gravità permanente”, cui si allude nel titolo, raccontava il vacillare dell'uomo che, negli anni ’80 in cui nasceva l'allegro e idiota edonismo italiano, faticava a ritrovare in sé un punto di tenuta. L’uomo senza gravità è un libro che Charles Melman pubblicò nel 2002, ed ora è appena uscito in Italia, edito da Mimesis nella collana diretta da Marisa Fiumanò, il volume La nuova economia psichica. Il modo di pensare e di godere oggi che, di quell’assenza di dignità ponderale, dettaglia le pieghe e le piaghe sia inconsce che del discorso pubblico. Charles Melman, infatti, appartiene a quella schiera di pensatori – di cui abbiamo sempre più bisogno – che sentono l'urgenza di...

Il Sessantotto. La fascinazione dell'inizio

Milano, inverno e primavera 1968   Acerba intimità con l’impossibile.   Una pioggia di volti lungo il giorno, le strade solidali con il grido. Era cielo, era carne il desiderio.   Prosodia della rivolta, Vietnam, Praga, la lontananza ferita era nei passi, nei pensieri.                                          Stava ognuno dentro il respiro della moltitudine.   Il sogno divorava l’orizzonte.   Qualche tempo fa, ripensando al Sessantotto, mi è accaduto che invece di pensieri ordinati in una riflessione e in un’analisi, mi si accampassero piano piano nella mente e sulla pagina alcuni versi.  Succede che la lingua scelga qualche volta la sua forma un po’...

Parigi, 8 luglio 1921 / Edgar Morin. Eppur si crea

Lo scenografo di Federico Fellini e di altri grandi registi, Dante Ferretti, in una recente intervista, dice che Fellini passava a prenderlo tutte le mattine e gli chiedeva: “Dantino, che ti sei sognato?” Ferretti commenta: “Io dovevo inventarmi qualcosa”. E aggiunge, a proposito del suo lavoro: “Non lo so, che arte faccio? Non saprei. Quello che ripeto sempre è che nei miei film faccio sempre molti sbagli. Cioè commetto molti errori apposta, perché se in una ricostruzione è tutto perfetto, sembra un set cinematografico, non è la vita. Mentre ci guardiamo intorno, se andiamo in giro, i luoghi, le case, la nostra vita è disseminata di errori, nulla è perfetto. Ecco perché sbaglio volutamente, perché solo in questo modo quello che creo è credibile” (il Sole 24 ore, 11 marzo 2018, intervista...

Voci dall’Italian Thought / “Effetto Italian Thought”

Con la fondazione di una collana editoriale (Materiali IT) presso un editore che già si era dimostrato in precedenza particolarmente attento agli sviluppi e alle (auto-)riflessioni della e sulla filosofia italiana, vale a dire Quodlibet di Macerata, il movimento che negli ultimi anni si è consolidato sotto l’etichetta doppia Italian Theory/Italian Thought (quest’ultima denominazione accettata per lo più in Italia da chi riconosce in Roberto Esposito il ‘padre fondatore’ del movimento, la prima, invece, più amata all’estero, in virtù del diretto effetto di risonanza e continuità con la French Theory) trova anche un organo di espressione, per così dire, ‘ufficiale’. Di quanto quest’ufficialità sia all’insegna della plurivocità lo testimonia il fatto che i primi tre volumi della collana sono...