Teorie

Per la memoria e per il futuro / Atlante Occidentale

Ci siamo così abituati alla parola crisi e all’assenza di riferimenti in cui ci muoviamo, che forse abbiamo anche, senza troppo rendercene conto, ristretto l’orizzonte del nostro interrogarci: come in ogni stato di urgenza, in cui ad essere minacciata è la sopravvivenza stessa, ci siamo educati a rapportarci alle singole questioni emergenti, senza provare a indagare gli strati più profondi. Appare tuttavia abbastanza evidente come ogni tentativo di comprensione dell’esistente si scontri contro due difficoltà radicali: da un lato trovare le parole con cui descriverlo – cambiati totalmente i sistemi di riferimento –, dall’altro la difficoltà di reperire quelle parole che da sempre sono state alla base di una visione del mondo, di un impegno, di una battaglia: lavoro, dignità, uguaglianza,...

Impossibile différance / Derrida chi?

Ricordo bene il giorno in cui ho conosciuto Derrida. Era il 6 dicembre 2000, pochi minuti prima dell'inizio del suo seminario annuale all'École des hautes études en sciences sociales. Avevo ventiquattro anni ed ero a Parigi in Erasmus, ad esami finiti, a preparare la tesi di laurea su Blanchot. Entrato all'École chiesi indicazioni per l'Anfiteatro dove si teneva il corso, ma prima di entrare mi fermai nel bagno antistante lo stesso Anfiteatro. Mi servivo delle toilettes quando di colpo mi rendo conto che esattamente di fianco a me a fare la stessa cosa c'è Derrida. Ed ecco che nel momento stesso in cui ci stacchiamo dal muro, in preda a chissà quale passaggio all'atto, gli tendo la mano esclamando "buonasera professore!". Nel momento stesso in cui mi escono di bocca queste due parole...

Il terzo paesaggio / Guaritori, antiche ricette, riti e formule

A settanta anni dalle ricerche dell’antropologo Ernesto De Martino, una squadra di documentaristi radiofonici e fotografi parte alla ricerca di ricette, riti e formule di guarigione nell’Italia del nuovo millennio. Il risultato è racchiuso in una piattaforma multimediale: Il terzo paesaggio.   Forse devo iniziare dichiarando che ho vaccinato le mie figlie... Ero un poco nervosa, prima di entrare nello studio di registrazione. Ospite di un programma radiofonico, mi avevano invitato per presentare i risultati di una ricerca che ha coinvolto me e una squadra di documentaristi e fotografi per circa due anni. Un viaggio sulle tracce di chi conserva antiche ricette, riti e formule di guarigione per curare i mali più disparati, dalla sciatica alle storte, passando per i vermi e il...

Senza esagerare / Una nazione in via di decimazione?

Alla luce delle tendenze attuali, tra meno di cinquanta anni, potrebbero esserci oltre sei milioni di italiani e di italiane in meno. Dice questo la proiezione sul futuro demografico nazionale che l’Istat ha reso pubblica qualche giorno fa. In questo momento, poco importa se indigene o no, “le genti | del bel paese là dove il sì suona” superano di poco il numero di sessanta milioni. Da qui a cinquanta anni, tale numero potrebbe ridursi a circa cinquantaquattro milioni. La comunicazione pubblica ha trovato spazio, in questi giorni, per la predizione che dà lo spunto a queste righe. Lo ha fatto con una varietà di accenti preoccupati. La vicenda a venire è stata inquadrata nella prospettiva economica, in quella etnica, in quella della gestione dell’assistenza di una popolazione sempre più...

Pensare all'etica / L’ottimismo della ragione

La ragione pessimista   Mi è accaduto di leggere e recensire, su queste pagine, il libro Esiste un mondo a venire?, di Debora Danowski ed Eduardo Viveiros de Castro. In quel libro si avanza l’ipotesi di un’era terminale di Gaia, o forse dell’estinzione umana dovuta al venir meno della condizioni di sopravvivenza climatica e atmosferica nel mondo. Ricordo che la lettura di quel testo mi impressionò profondamente, facendomi tornare all’epoca in cui, bambino, sentivo i turbamenti degli adulti, dopo la fine della guerra: la bomba atomica, la possibile sopravvivenza di Hitler, e il suo ritorno. La gente, negli anni Cinquanta, era terrorizzata. Stavolta però non è più “la gente”, che, al contrario, sembra andare spensierata incontro al disastro; sono i filosofi, gli scienziati coscienziosi...

Nel bicentenario della sua nascita / Leggere Marx come sottotesto del nostro tempo

In Sconfitta e utopia. Identità e feticismo attraverso Marx e Nietzsche (Mimesis, Milano_Udine, 2018, pp 236, euro 20), Romano Màdera riprende un discorso iniziato nel 1977, prima data di uscita del cuore di questo testo rivisto e ampliato in questa nuova edizione. All’epoca l’autore usciva con le ossa rotte dalla lotta politica, ma non aveva rinunciato “al sogno di una cosa”, all’utopia di una condizione umana maggiormente consapevole e realizzata in una società più giusta e solidale. Non si trattava, né si tratta, dunque di abbandonare Marx, almeno non in toto, ma di restare fedeli alle istanze che avevano dato forma a un desiderio capace di incendiare gli animi, rivedendone la forma. Secondo Màdera, quella di Marx fu “una perfetta diagnosi, una mediocre prognosi e una terapia...

L’ultimo libro di Mauro Ceruti / Imparare a vivere con la complessità

Quarant’anni fa, nella primavera del 1978, Michel Foucault è impegnato in un tour di conferenze in Giappone. Al termine di una lunga intervista rilasciata a Morioki Watanabe, esprime la convinzione che, alla stregua dei philosophes del XVIII secolo, l’intellettuale di oggi potrà svolgere al meglio la sua funzione non certamente enunciando verità profetiche, ma diagnosticando il presente, gli accadimenti in corso, spesso invisibili per la loro prossimità, e conclude: “Credo che il sapere, nelle nostre società, sia diventato attualmente qualcosa di così ampio e di così complesso da essere ormai il vero inconscio delle nostre società. Noi non sappiamo davvero quel che sappiamo, non conosciamo quali siano gli effetti del sapere. Per questo mi sembra che l’intellettuale possa assolvere il...

So di non sapere? / L'illusione della conoscenza

Il primo marzo del 1954, gli Stati Uniti sganciarono sull'atollo di Bikini, nelle isole Marshall, una bomba a fusione termonucleare trecento volte più potente di quella sganciata su Hiroshima nel 1945. L'operazione, chiamata in codice Castle Bravo, si risolse nel più grave incidente nucleare mai accaduto prima, perché la potenza della bomba risultò non di trecento, ma di mille volte superiore a quella di Hiroshima. Uno dei suoi principali componenti, il litio-7, di cui evidentemente gli scienziati non conoscevano a sufficienza le proprietà, innescò una serie di reazioni che ne triplicarono l'energia. Nel giro di pochi minuti, il fungo atomico raggiunse un'altezza di 40 km, per cui la nube fu soggetta a venti di una forza e direzione del tutto impreviste dagli esperti che ne dovevano...

27-28 aprile 2018 (Monte Verità-Ascona) / I meccanismi dell'eresia

Eresia e verità   Qual è il meccanismo specifico dell'eresia? E la specificità di tale nozione? Per quanto riguarda la seconda domanda, si potrebbe pensare a una contrapposizione all'ortodossia (la risposta alla prima si verrà precisando nel corso dell'esposizione). L'ortodossia è retta credenza, conformità ai principi di una determinata dottrina, specificamente di una religione. L'opposto di ortodossia è però eterodossia, che è dottrina o opinione diversa da quella definita come vera. Invece eresia si oppone a dottrina rivelata come vera.    Scelta di verità   Eresia sta per «scelta». In greco αἳρεσις, derivato dal verbo ἁιρέω, scegliere, significava originariamente «scelta, elezione, inclinazione, proposta». Indicava una presa di posizione in termini filosofici o...

Domani alle OGR, Torino / Che cosa vogliono gli algoritmi

Domani sera, martedì 23 aprile alle ore 18, Claudio Bartocci terrà la lezione Inafferrabili algoritmi alle Officine grandi Riparazioni (TO), all'interno della rassegna Scintille.   Codici e magia   Il mito è probabilmente antico quanto il linguaggio. Nel mondo esistono degli incantesimi: formule magiche che possono trasformare la realtà attraverso il potere di enunciati procedurali. La dichiarazione di matrimonio, la sentenza del tribunale, la maledizione dello sciamano: queste parole sono codici che cambiano la realtà. È un’idea antica e attraente. Dal logos della Genesi alle molte tradizioni religiose che identificano i «veri nomi» di Dio, l’umanità ha continuamente creduto che certe invocazioni non solo descrivano il mondo ma lo plasmino. E perché no? La lingua ha sempre...

Leggere Freud / L’isteria è araba fenice

È la fede degli amanti come l’araba fenice: che vi sia, ciascun lo dice; dove sia, nessun lo sa.  Pietro Metastasio (1698-1782)    Che fine ha fatto l’isteria? Lo chiedeva Gabriela Gaspari in un saggio scritto da nel 1991, apparso in un volume a cura di Marisa Malagoli Togliatti e Umberta Telfener, per Bollati: Dall’individuo al sistema. Quelli erano giorni, tra gli anni Settanta e Novanta, in cui la psichiatria praticava una certa “pulizia linguistica” del politicamente corretto. E poiché si pensava che “isteria” venisse da “utero”, e veniva attribuita alle donne, bisognava cambiarle il nome. Paradossalmente questa pulizia produsse una proliferazione terminologica variegata, composta da dissociazioni, finzioni, conversioni, istrionismi, derealizzazioni, personalità...

Il peccato è il confronto / Invidia. Il metro di Caino

E come alli orbi non approda il sole, / così all’ombre quivi, ond’io parlo ora, / luce del ciel di sé largir non vole; / ch’a tutti un fil di ferro i cigli fora / e cuce sì, come a sparvier selvaggio / si fa però che queto non dimora. (Dante, Purg. XIII, 67-72)   Quando ero bambino, a catechismo, un prete mi ha raccontato la storia di Caino e Abele. Di quel racconto – e della sua autorevole interpretazione – mi sono a lungo accontentato. Per me, come per tanti cattolici, la Bibbia era affare della Chiesa.  Solo molti anni dopo ho avvertito la necessità di un “libero esame” del passo della Genesi. Ho scoperto così che, per rendere più comprensibile a noi piccini la morale della foschissima favola, il buon parroco aveva prudentemente “rivisto” il racconto. Nella sua rassicurante...

Intimità inconsce / Eccitazione. La logica segreta delle fantasie sessuali

“Voglio farti una proposta. A partire da questo momento, tu farai tutto quello che ti dico. Letteralmente. Passo passo. Se ti dico: smetti di leggere alla fine di questa frase e non ricominciare prima di dieci minuti, tu smetti di leggere alla fine di questa frase e non ricominci prima di dieci minuti. Era un esempio, non vale. Ma in linea generale sei d’accordo? Ti fidi di me? Va bene, adesso te lo dico davvero: alla fine di questa frase smetti di leggere e dedica dieci minuti, orologio alla mano, a chiederti dove voglio andare a parare. Lettore, lettrice soprattutto, io non vi conosco, non ho nessun diritto di darvi degli ordini, ma vi consiglio comunque di fare la stessa cosa”. Inizia così la lettera erotica che Emmanuel Carrère scrive alla propria compagna, parole che la guideranno...

Un discorso politico sul sesso femminile nel mondo arabo-musulmano / Donne, violenza e Islam

“Per sapere occorre prendere posizione”, scrive Georges Didi-Huberman nel primo volume di L'oeil de l'histoire (ed. Minuit, 2009). “Prendere posizione è desiderare, è esigere qualcosa, è collocarsi nel presente e prendere di mira un futuro. Ma tutto questo esiste soltanto sullo sfondo di una temporalità che ci precede, ci ingloba, si affida alla nostra memoria fino ai nostri tentativi di oblio, di rottura, di novità assoluta. Per sapere occorre sapere ciò che si vuole, ma occorre anche sapere dove si situano il nostro non-sapere, le nostre paure latenti, i nostri desideri inconsci”.   Queste parole ci serviranno da viatico per riflettere sulla fabbrica di un discorso politico sul sesso femminile nel mondo arabo-musulmano a partire dal testo coranico e dai testi teologici che sono...

«Giachetti? Io quello lo boccio» / La sindrome di Giachetti. O della bocciatura, della dispersione, dello scoraggiamento

Chiamerò sindrome di Giachetti l’incapacità di entrare in relazione con lo studente attribuendo a lui soltanto ogni fallimento del processo educativo. In omaggio al maestro Benigni di Non ci resta che piangere il cui motto è: «Giachetti? Io quello lo boccio» (qui). Gli studenti «Vorrei che una volta entrati in classe i professori ci dicessero che sarà un anno impegnativo, ma divertente»; «I professori dovrebbero insegnarci ad esprimere le nostre opinioni, coinvolgendoci all’interno della lezione rendendoci partecipi»; «Mi piacerebbe sentirmi dire che non è così importante avere il 10 a tutte le materie, ma sarebbe molto importante uscire dalla scuola con la capacità di seguire un telegiornale e capirlo». (classe prima, ITIS)   Queste sono alcune delle voci raccolte in un progetto di...

De Senectute / Donne che invecchiano

È come guidare uno scassatissimo autobus: a parlare di vecchiaia c’è sempre la sensazione di stare uscendo di strada, si sbanda verso la sociologia o verso la filosofia, si prova a darne una qualche descrizione o spiegazione, ma non si sa bene se quello che stai facendo sia l’una o l’altra. E su quell’autobus c’è un sacco di gente e se guidi tu, che stai tentando di descrivere e spiegare, devi esserne consapevole. Se poi si tratta della vecchiaia al femminile la questione si fa ancora più complessa, il confine tra descrizione e spiegazione è più sfumato. La vecchiaia è un dato assoluto, qualcosa che riguarda tutti, eppure la cultura, almeno quella occidentale, ha fatto sì che essa sia diventata una questione principalmente “da uomini”, non “da donne”. È una lunga storia cominciata nell’...

La condivisione difficile / Nostra sorella solitudine

Sembra sia stata la “svolta linguistica” a mandare in crisi la corrispondenza tra le parole e le cose. A un certo momento, collocabile più o meno tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo, la macchina della certezza del pensiero positivo è andata in crisi con le conseguenze dissolutive note. Si è prodotta anche da lì una nuova solitudine. Abbiamo scoperto che diciamo sempre quasi la stessa cosa, noi animali di parole, e non smettiamo di restare almeno in parte soli mentre continuiamo a cercare di approssimarci, a tentare forme diverse di condivisione.    Condivisione, che da un punto di vista morale si carica immediatamente di significati positivi, mentre fa i conti con il massimo dell’unicità indivisibile che quella comunanza dovrebbe esprimere: l’individuo...

Irresponsabili e felici / Come fare del male e continuare a vivere bene

Per secoli, da Socrate a Kant, nel modo di analizzare le nostre condotte morali, abbiamo confidato in una sorta di “razionalismo” etico. Anche di fronte ai suoi giudici e agli allievi che lo assistono prima di bere la cicuta, Socrate raccomanda di non rinunciare mai alla conoscenza del bene e all’autoesame che comporta, convinto che dalla conoscenza del bene non potrà non conseguire l’impegno a perseguirlo. Così Kant, che inaugura la riflessione morale moderna, è persuaso che il ragionamento, non intralciato da interessi, inclinazioni o condizionamenti esterni, è sufficiente a obbligarci ad assumere una condotta morale. A entrambi sfugge la fitta trama psicologica che separa e lega allo stesso tempo il momento in cui ragioniamo su quali siano i nostri doveri e il momento della loro...

Scrivere male è leggere male / Il lettore, coscienza dell’autore

“Pro captu lectoris habent sua fata libelli”: Terenziano Mauro, grammatico successivo all’epoca di Adriano (l’imperatore romano del libro di Marguerite Yourcenar), diede forma e cadenza di esametro a un’osservazione ovvia; di quel tipo d’ovvietà mai trascurabile, però. I destini dei libri dipendono della capacità di chi li legge, dalla sua intelligenza di ciò che legge, dice quel verso. E le cose stanno così, incontrovertibilmente. Un libro o, più generalmente, un testo non è un oggetto inerte. È sempre un processo, un’operazione. Vi gioca un ruolo l’autore. Fuori dell’aspetto funzionale, dell’autore, può accadere si sappia poco o nulla: casi celebri, in proposito. Comunque sia, l’autore resta la funzione più esposta dell’operazione testuale, la saliente.    L’autore è però...

Storia della sessualità, vol. IV / Michel Foucault. Le confessioni della carne

Con la pubblicazione di questo volume IV della Storia della sessualità, l’opera pianificata da Michel Foucault nel 1976 e lasciata incompiuta a causa della sua prematura morte, viene dato alle stampe uno degli ultimi tasselli, se non l’ultimo, per comprendere in che direzione stesse andando la teoria del grande pensatore francese nelle ultime fasi della sua produzione. La lettura della ponderosa opera (426 pagine) divise in tre macrosezioni (La formation d’une expérience nouvelle, Être vierge, Être marié) [La formazione di una nuova esperienza, Essere vergini, Essere sposati] e da 4 annessi, attesa da più di trent’anni dal pubblico specialistico e non, provoca nel lettore sentimenti contrastanti.  Se fosse possibile esprimere in un unico aggettivo questo libro di Foucault, quello che...

E se la filosofia non fosse là dove la si cerca? / Serres: Hergé mon ami

E se la filosofia non fosse là dove la si cerca abitualmente? Nel 1970, sulla prestigiosa rivista Critique fondata da Bataille, Michel Serres propone una lettura strutturale di una bande dessinée, I gioielli della Castafiore (1963), 21° albo delle Avventure di Tintin. La saga a fumetti creata dal belga Hergé (Georges Rémi, 1907-1983), iniziata nel gennaio del 1929 sul supplemento settimanale di un quotidiano cattolico conservatore, aveva conosciuto immediato successo nei paesi francofoni. Oggi gli albi del cartoonist belga sono noti in tutto il mondo, soprattutto da quando nel 2011 Steven Spielberg li ha fatti conoscere al pubblico cinematografico con Le avventure di Tintin. Il segreto dell’Unicorno. Il regista aveva scoperto il fumetto di Hergé leggendo una recensione del suo film I...

Incontro a Berlino / Wolfgang Schivelbusch: Trump, Merkel e l'Italia provinciale

Lo scorso anno nel mese di marzo sono andato a Berlino per incontrare Wolfgang Schivelbusch, uno dei più affascinanti studiosi dell’immaginario sociale moderno. L’appuntamento era al Zentrum für Literaturforschung. Una piccola stanza che s’affaccia in un cortile interno, qui studia e scrive Schivelbusch. Lo studioso tedesco ha scritto libri straordinari come Storia dei viaggi in ferrovia (1977), dedicato cambiamento percettivo prodotto da questo mezzo di trasporto; poi Storia dei generi voluttuari (1980), dedicato a spezie, caffè, cioccolata, tabacco, alcool e al loro influsso in Europa; Luce. Storia dell’illuminazione artificiale nel secolo XIX (1983), sull’irrompere della luce nelle case e nelle strade, libro che contiene una breve e affascinante storia della vetrina. Già questi tre...