AUTORI
Raoul Bruni
14.03.2015

Tommaso Landolfi. Tradire la poesia

Nelle più importanti antologie della poesia italiana del Novecento non c’è traccia di Tommaso Landolfi. E questa ingiustificata lacuna non dipende tanto dal fatto che Landolfi esordì tardi come poeta (la sua prima raccolta di liriche, Viola di morte, data al 1972, quando egli aveva ormai sessantaquattro anni), quanto, piuttosto, dalla sua totale estraneità al milieu poetico italiano coevo. Lontanissima dallo sperimentalismo di matrice neo-avanguardistica che andava allora per la maggiore, così come da ogni altra corrente o scuola coeva, la scrittura poetica di Landolfi è caratterizzata da uno stile solenne, quasi classico, e da un timbro squisitamente lirico, anzi ultra-lirico, che rende arduo ogni accostamento con altri poeti italiani...