AUTORI
Marco Grosoli
24.03.2017

“Elle” di Paul Verhoeven / La versione del padre

Come si sarebbe avvicinato alla storia di Michèle uno di quelli che si vendono nel mercato audiovisivo contemporaneo come “cineasti dell'eccesso”? Che film avrebbe fatto, poniamo, un Gaspar Noé, uno i cui film si attaccano a quell'implacabile determinismo (cfr. Irreversible) che piace tanto ai fasci? Semplice. Una volta individuato il trauma, ovvero il coinvolgimento di Michèle ancora bambina nell'alquanto veterotestamentario crimine del padre (il quale entrò nelle case di una via di Nantes, una a una, per sterminarvi tutti i bambini presenti), Noé avrebbe detto: bene, questa subisce un trauma infantile, quindi da grande ha le fantasie di stupro e, avendo lei due palle così, le mette in pratica.   Paul Verhoeven con Isabelle Huppert sul set del film.    Verhoeven, che per...

18.01.2017

Masochismo e teoria del cinema / Noël Burch: elogio della viragofilia

Da sempre, il problema della teoria del cinema è che di esso, preso dal lato della sua generalità e dei suoi contorni essenziali, non c'è quasi nulla da dire. Il tempo, che l'uomo pensa come interiore, viene presentato dal cinema come esteriore. Sullo schermo non viene proiettato alcun movimento (dunque tempo) “reale”, bensì 24 fotogrammi fissi al secondo che è la nostra coscienza a “muovere” grazie alla persistenza retinica delle immagini. Ma quel movimento/tempo sta comunque “là fuori”, reificato. Parimenti, il cinema ha qualche presa su di noi solo quando ci fa riconoscere “là fuori”, nell'estensione spaziale delle immagini, il nostro stesso desiderio. Ciò che credevamo intimo si rivela esterno, quando non addirittura estraneo. Se il cinema sembra “guardarci dentro”, è perché al cinema...

30.12.2016

“I migliori nani”, dieci anni dopo / L'epopea cinica di Ciprì & Maresco

Per gentile concessione degli autori e della Cineteca di Bologna, pubblichiamo il seguente testo, incluso nel booklet del cofanetto Cinico TV – Volume terzo 1998-2007, che raccoglie la produzione “breve” che Daniele Ciprì e Franco Maresco hanno realizzato nel corso dell'ultimo decennio di attività comune, in particolare per la trasmissione televisiva I migliori nani della nostra vita (2006).   Rivedendo le venti puntate de I migliori nani della nostra vita a due lustri dalla prima messa in onda, colpisce in prima battuta l'evidenza con cui si manifesta l'inclinazione “documentaria” di Ciprì & Maresco. Va detto tuttavia che gli spunti documentaristici non sono mai mancati nell'opera dei due registi, fin dai tempi di Cinico TV, magari sotto forma di parodia dei codici televisivi...

18.11.2016

Bellocchio. Fai bei sogni / Sbatti il “Buongiorno” in prima pagina

In Episodio II – L'attacco dei cloni (2002), secondo capitolo della trilogia-prequel di Guerre Stellari, George Lucas ci mostra come il giovane jedi Anakin Skywalker sia diventato l'arcicattivo Darth Vader. La spiegazione sa di freudismo d'accatto: da quando gli è morta la mamma, il promettente cavaliere ha cominciato a diventare un adolescente problematico in guerra col mondo, e da lì non si è mai più rimesso.   Non c'è bisogno di mobilitare i fasti della Hollywood classica per ricordare che dallo pseudo-Freud di paccottiglia possono nascere fior di meraviglie cinematografiche. La carriera di Bellocchio è lì per dimostrarlo, come del resto quella del suo “vicino di casa” Bernardo Bertolucci.  Non sarà un sottovalutatissimo capolavoro assoluto come Sangue del mio sangue –...

08.01.2016

Il ponte delle spie di Steven Spielberg

Gilles Deleuze diceva che il cinema moderno è stato in grado di farci credere ancora una volta in questo mondo. Credere “all’amore o alla vita, credervi come all’impossibile, all’impensabile”. Quando il legame tra l’uomo e il mondo sembrava essersi rotto, il cinema è stato invece capace di farci vedere come “l’uomo stesso non [sia] un mondo diverso da quello in cui sente l’intollerabile e si sente incastrato”: riconoscere di farne parte è allora una condizione necessaria per ogni possibile trasformazione di sé e di ciò che ci sta attorno.   È evidente come questa sensibilità cozzi con il cinismo corrente, che invece sembra incapace di uscire da quell’eterno scarto...