Analfabeta
Nicole Janigro

Nicole Janigro, nata a Zagabria, vive e lavora a Milano. Psicoterapeuta, analista di formazione junghiana, fa parte del Laboratorio analitico delle immagini (LAI), insegna a Philo, Scuola superiore di pratiche filosofiche, è direttore editoriale della rivista on line Frenis zero, ha curato La vocazione della psiche. Undici terapeuti si raccontano (Einaudi, Torino, 2015), è autrice di Il terzo gemello, con la collaborazione di Luca Ghirardosi, (Antigone, Torino 2010) e di Psicoanalisi. Un’eredità al futuro, Mimesis, 2017. Ha svolto attività giornalistica ed editoriale, è autrice di L’esplosione delle nazioni (Feltrinelli 1993,1999), ha curato il Dizionario di un paese che scompare. Narrativa dalla exJugoslavia (manifestolibri 1994), La guerra moderna come malattia della civiltà, (Bruno Mondadori, Milano 2002), Casablanca serba. Racconti da Belgrado, (Feltrinelli, Milano 2003).

16.05.2014

Marco Magini. Come fossi solo

Dirk, Romeo, Dražen: un casco blu olandese, un giudice del Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia, un soldato serbo-croato. Sono tre uomini che non si conoscono, eppure si troveranno uniti per sempre da una stessa storia che ha nome Srebrenica. Dirk non vorrebbe più svegliarsi, riesce a percepirsi quando si taglia ed è lui stesso che sanguina, Dražen si accusa per non impazzire, il giudice González lascia la toga per poter continuare a convivere con la sua coscienza. Tre uomini, tre punti di vista in soggettiva portano il lettore nella testa di Dražen che uccide, di Dirk che osserva impotente e di Ramon che, dopo, dovrà giudicare – il massacro lo raccontano loro due, il soldato arruolato nelle file dell'esercito della Repubblica serba...

08.05.2014

Svetlana Velmar Janković

È morta il nove aprile Svetlana Velmar Janković, la più popolare scrittrice serba, gran dama delle lettere, capace di rappresentare il fascino discreto della borghesia e gli ideali di un socialismo dal volto umano, di tenere insieme sulla pagina quello che nella storia marcia diviso. I suoi numerosissimi lettori ora la ricordano a passeggio per le vie di Belgrado, la città protagonista dei titoli più significativi della sua opera. Membro dell'Accademia delle scienze, studiosa di letteratura francese, ha vinto tutti i premi letterari con i suoi romanzi – tradotti anche all'estero, soprattutto in Francia dove era molto conosciuta. La sua biografia incrocia personaggi pubblici e privati di una costruzione storica come quella serba che nel Novecento...

19.04.2014

Oggetti d’infanzia | Choco banana

Parevo un’ossessa. Partivo dalla piazza centrale della mia città natale in tutte le direzioni. A piedi o in tram puntavo piccoli market in periferia, grandi magazzini inaugurati da poco, setacciavo pasticcerie simil viennesi, interrogavo le commesse stupite che si potessero fare domande del genere, assillavo parenti e conoscenti. Non mi rassegnavo alla mancanza di quel cioccolatino a forma di banana con dentro il gusto di banana, croccante sopra morbido dentro. Da quando ero diventata straniera in patria, quello era diventato il ricordo d’infanzia, e quando tornavo ne facevo incetta e indigestione. Il mio prodotto, la mia madeleine, il mio ricordo d’infanzia per antonomasia non c’era più. Scomparso senza lasciar tracce, dal giorno alla notte, tirato giù dallo scaffale da un ordine...

28.03.2014

La sigaretta di Hannah Arendt

Ma come si fa a fumare così, si chiedono i più giovani, strabiliati, all’uscita dal film. Salutisti e yoghisti, omeopatici e naturisti, più avvezzi alle canne e all’alcol che alla nicotina, il numero dei pacchetti di sigarette pare quello che li preoccupa di più. Nel film Hannah Arendt di Margarethe von Trotta, che in Italia non ha trovato un distributore, e che è uscito nelle sale solo in occasione del Giorno della Memoria, in effetti la sigaretta la fa da mattatore.   Hannah fuma sempre e dappertutto. In pubblico e in privato, da sola e in compagnia. Mentre fa lezione e mentre passeggia. Durante le discussioni con gli amici nel suo salotto newyorchese le sigarette si accendono e si spengono in continuazione, passano di mano in mano,...

19.02.2014

La Bosnia sul lastrico alza la testa

A Tuzla e Sarajevo, a Mostar e Bihać, a Banja Luka e Zenica il sommovimento continua, sugli edifici e sui cartelli stradali sono rimasti gli slogan delle manifestazioni dei giorni scorsi: Ladri, Dimissioni, Se continuate così ci sarà la rivoluzione, Vecchi ascoltate i giovani, A chi giovano le banche, i popoli, le chiese e i partiti, I vecchi ascoltino i giovani si sveglino, Ho il diritto di camminare per strada senza avere paura della violenza,   Non voglio andare via da qui, non voglio chiedere asilo all’estero, voglio che la mia gente viva meglio, I dimostranti non sono hooligan. I cittadini della Bosnia-Erzegovina senza nome, né nazionalità, né partito, mandano i politici tutti a farsi fottere in tre lingue, e ridiventano un popolo che...

06.01.2014

Laura Campanello. Sono vivo, ed è solo l’inizio

Ma se ieri era ancora al desk, ma se la settimana scorsa l’ho visto proprio qui al ristorante, se ancora pochi giorni fa mi diceva che… Il passaggio dalla presenza all’assenza è un moto repentino, un avvenimento che coglie di sorpresa: nel mondo dove tutto si declina al plurale, la morte è un fatto tremendamente singolare. Invisibile fuori, nelle città che proibiscono i cortei funebri, invisibile dentro, nelle case dove accade sempre più raramente, spostata nei ricoveri per anziani, negli ospedali, negli hospice. Sempre meno avvezzi a veder morire un essere umano, la sua sparizione pare una svaporazione – che la pratica della cremazione accentua. Un altro è stato “eliminato”, il vuoto che ha lasciato deve essere al...