AUTORI
Roberto Gilodi
26.06.2014

Antonio Riccardi. Cosmo più servizi

Immaginate un bricoleur al lavoro che, invece di armeggiare con i pezzi di un vecchio meccano o con i vagoni di un trenino elettrico, prova a disporre sul tavolo pezzi di vita ricomparsi misteriosamente da un lontano passato. Persone che quelle storie di vita hanno vissuto, uomini, donne ormai decomposti nelle loro sepolture, assorbiti dalla terra, dei quali tuttavia è rimasto qualche brandello di parole, mesti epitaffi funebri ma anche oggetti, scritture autografe, memorie racchiuse nelle testimonianze di chi li ha conosciuti.   Ora immaginate che questa accozzaglia di cose e parole prendano la strada di un racconto che trasforma la loro muta presenza in azioni, memorie, desideri, sogni, delusioni. Non pensate però ad un racconto unitario, a un romanzo ma a tante...

17.06.2014

Maria, una socievolissima solitaria

Maria Perosino se n’è andata poco più che cinquantenne divorata in pochi mesi dal solito male incurabile. Un male di cui aveva negato in tutti i modi l’esistenza, la salute era un tema che trovava insopportabilmente banale. Non se ne poteva parlare con lei. Chi lo faceva si esponeva a rischi seri. Maria era la rimozione dei mali fisici, i suoi, e la lucidità dei ragionamenti sulla vita, l’abilità di tracciare geometrie dove altri vedevano il caos. Per questa sua capacità di risolvere problemi, esistenziali, di lavoro, organizzativi, aveva impressionato i suoi interlocutori negli anni di lavoro all’Einaudi. La ricordo alle riunioni: il tono pacato e la capacità di raffreddare le emotività che inevitabilmente...

28.02.2014

Incontrare un editore

È diventato sempre più raro incontrare un editore. Non il capo di un'azienda editoriale, di quelli ce ne sono molti, ma uno che discuta i libri con i suoi autori, che si preoccupi della qualità dei programmi editoriali e che governi la sua impresa a tutti i livelli, dalle scelte editoriali a quelle economiche. Uno il cui nome si possa quasi sovrapporre a quello della casa editrice. Queste figure stanno scomparendo perché la logica economica che oggi domina le attività editoriali non le tollera più. Troppo imprevedibili nelle loro scelte, non inquadrabili in quella razionalità strumentale che sovrintende alle imprese che competono sul mercato della cultura. Troppo idiosincratiche perché accettino di sottoporre le loro scelte al...

03.01.2014

Lingua, critica e antropologia

Può sembrare strano che vi sia una relazione tra critica letteraria e antropologia. La critica letteraria si occupa di un’attività umana molto particolare, a cui si applica con una certa difficoltà il criterio della razionalità strumentale: faccio questa cosa per ottenere questo fine. Anzitutto perché non è possibile definire in modo univoco l’attività stessa, il che cosa è la letteratura. In secondo luogo non è immediatamente chiaro a cosa serva. In realtà le risposte a queste domande sono state molte e talora in contraddizione le une con le altre.   L’antropologia invece si occupa di una questione di estrema rilevanza, nella quale ne va dell’identità stessa dell’uomo,...

25.03.2013

Da Benjamin a Baudelaire, sulle rovine della Storia

“Ci sono libri che hanno un destino assai prima che essi esistano come libri” scriveva  Rolf Tiedeman introducendo l’edizione del 1982 del Passagen Werk (I «passages» di Parigi) presso l’editore Suhrkamp. Il lavoro su Baudelaire, progettato inizialmente come quinto capitolo dell’opera, e successivamente come un libro indipendente, non vide mai la luce e il suo ‘destino’ fu oscurato da quello dell’opera maggiore. I suoi frammenti finirono così per disperdersi nel mare magnum del grande libro incompiuto sui passaggi parigini. Un’incompiutezza nell’incompiutezza. A questa esigenza di ricostruzione, filologica e insieme ermeneutica, del progetto Baudelaire, risponde ora un’impresa colossale, a cui si...

02.11.2012

Ritratto di W.G. Sebald

  W.G. Sebald è seppellito nel minuscolo cimitero che circonda la chiesa di St. Andrew a Frarmingham Earl, qualche chilometro a sud di Norwich. Sul lato superiore della lapide di marmo scuro si trovano di frequente i sassolini che la pietà ebraica pone sulle tombe dei propri defunti. Un gesto di affetto, forse di riconoscenza. E viene da chiedersi cosa leghi la sua vicenda umana e di scrittore a quella ebraica. Di cosa gli sono grati gli anonimi visitatori della sua tomba?   Chi conosce le sue opere letterarie sa che la tragedia degli ebrei d’Europa, la loro sistematica distruzione durante la seconda guerra mondiale, non è mai stata esplicitamente tematizzata, è semmai lo sfondo a cui rinviano le vite spezzate dei protagonisti. Vite esplorate da un io narrante attento e...