AUTORI
Roberto Gilodi
28.02.2014

Incontrare un editore

È diventato sempre più raro incontrare un editore. Non il capo di un'azienda editoriale, di quelli ce ne sono molti, ma uno che discuta i libri con i suoi autori, che si preoccupi della qualità dei programmi editoriali e che governi la sua impresa a tutti i livelli, dalle scelte editoriali a quelle economiche. Uno il cui nome si possa quasi sovrapporre a quello della casa editrice. Queste figure stanno scomparendo perché la logica economica che oggi domina le attività editoriali non le tollera più. Troppo imprevedibili nelle loro scelte, non inquadrabili in quella razionalità strumentale che sovrintende alle imprese che competono sul mercato della cultura. Troppo idiosincratiche perché accettino di sottoporre le loro scelte al...

03.01.2014

Lingua, critica e antropologia

Può sembrare strano che vi sia una relazione tra critica letteraria e antropologia. La critica letteraria si occupa di un’attività umana molto particolare, a cui si applica con una certa difficoltà il criterio della razionalità strumentale: faccio questa cosa per ottenere questo fine. Anzitutto perché non è possibile definire in modo univoco l’attività stessa, il che cosa è la letteratura. In secondo luogo non è immediatamente chiaro a cosa serva. In realtà le risposte a queste domande sono state molte e talora in contraddizione le une con le altre.   L’antropologia invece si occupa di una questione di estrema rilevanza, nella quale ne va dell’identità stessa dell’uomo,...

25.03.2013

Da Benjamin a Baudelaire, sulle rovine della Storia

“Ci sono libri che hanno un destino assai prima che essi esistano come libri” scriveva  Rolf Tiedeman introducendo l’edizione del 1982 del Passagen Werk (I «passages» di Parigi) presso l’editore Suhrkamp. Il lavoro su Baudelaire, progettato inizialmente come quinto capitolo dell’opera, e successivamente come un libro indipendente, non vide mai la luce e il suo ‘destino’ fu oscurato da quello dell’opera maggiore. I suoi frammenti finirono così per disperdersi nel mare magnum del grande libro incompiuto sui passaggi parigini. Un’incompiutezza nell’incompiutezza. A questa esigenza di ricostruzione, filologica e insieme ermeneutica, del progetto Baudelaire, risponde ora un’impresa colossale, a cui si...

02.11.2012

Ritratto di W.G. Sebald

  W.G. Sebald è seppellito nel minuscolo cimitero che circonda la chiesa di St. Andrew a Frarmingham Earl, qualche chilometro a sud di Norwich. Sul lato superiore della lapide di marmo scuro si trovano di frequente i sassolini che la pietà ebraica pone sulle tombe dei propri defunti. Un gesto di affetto, forse di riconoscenza. E viene da chiedersi cosa leghi la sua vicenda umana e di scrittore a quella ebraica. Di cosa gli sono grati gli anonimi visitatori della sua tomba?   Chi conosce le sue opere letterarie sa che la tragedia degli ebrei d’Europa, la loro sistematica distruzione durante la seconda guerra mondiale, non è mai stata esplicitamente tematizzata, è semmai lo sfondo a cui rinviano le vite spezzate dei protagonisti. Vite esplorate da un io narrante attento e...

20.02.2012

Uwe Pörksen. Parole di plastica

La prima domanda che ci si si pone, leggendo questo saggio di Pörksen, pubblicato ora in edizione italiana dall’editore Textus, ma scritto nel 1988, quando ancora esisteva il muro di Berlino, è come possa un pamphlet sulle degenerazioni della lingua del proprio tempo conservare un potere diagnostico e addirittura un valore predittivo tanto efficaci da sembrare scritto oggi. Se da allora il mondo è radicalmente cambiato non sono forse anche cambiate le parole che lo esprimono? La ragione della sorprendente attualità di questo libro sta nell’individuazione di un processo che ha avuto inizio con l’avvento della Modernità, ha interessato in forme diverse l’Ottocento e il Novecento ed è destinato a dispiegare i suoi effetti...

10.01.2012

Nir Baram. Brave persone

La domanda è nota, se la sono posta in molti, Primo Levi, Hannah Arendt, Jean Améry e più recentemente Christopher Browning, Daniel Goldhagen: chi erano i carnefici? Uomini o demoni? E quanti erano? Un’élite del male che si è impossessata del potere nella Germania degli anni Trenta e nella Russia sovietica o una massa di anonimi e diligenti servitori dello Stato – padri di famiglia, bravi ragazzi volenterosi, giovani in carriera, nonni amorevoli, intellettuali colti e raffinati – tutti vittime di un sentimento di paranoia collettiva, che individuava senza tentennamenti il nemico da abbattere, il male da estirpare alla radice, le idee da distruggere, le cospirazioni da sedare?   Anche le risposte sono note, le ricerche...