AUTORI
Antonio Lucci
19.09.2018

Teoria e scienze della cultura / La filosofia si sporca le mani

Francesca Rigotti, in un articolo recentemente apparso su Doppiozero ha ripreso e sviluppato una questione che era già stata posta, in maniera tanto acuta quanto provocatoria, da Donatella Di Cesare sul Corriere della Sera. Il titolo del pezzo di Di Cesare recitava “La filosofia tedesca è morta. Dopo 300 anni”. La tesi è la seguente: dopo un periodo di quasi indiscusso predominio, partito dall’Idealismo e ancor prima da Kant e Leibniz, la filosofia non parla più tedesco. In Germania si vanno esaurendo le cattedre universitarie che seguono la tradizione filosofica della cosiddetta “filosofia continentale” a vantaggio di quelle che hanno come indirizzo tematico e metodologico la filosofia di stampo angloamericano, quella che gli addetti ai lavori chiamano “analitica”. È sicuramente...

27.07.2018

Il profumo Zen del tempo / Buddhismo e lentezza in Byung-Chul Han

«Fino alla fine del XIX era in uso in Cina un orologio a incenso, detto hsiang yin (letteralmente, “sigillo di profumo”). Gli europei, fino alla metà del XX secolo, credevano si trattasse di un comune turibolo. A quanto pare, era loro estranea l’idea di misurare il tempo con l’incenso, e forse anche in generale il pensiero che il tempo potesse assumere la forma di un profumo» (p. 65). In uno dei passaggi più belli de Il profumo del tempo. L’arte di indugiare sulle cose (Vita e Pensiero, Milano 2017) il filosofo coreano di lingua tedesca Byung-Chul Han porta l’attenzione del lettore su questo oggetto, tanto poetico quanto estraneo alla sensibilità occidentale (almeno a suo parere). Può il tempo essere un profumo? È possibile percepire le cose, gli oggetti quanto l’immaterialità della...

07.07.2018

Voci dall’Italian Thought / “Effetto Italian Thought”

Con la fondazione di una collana editoriale (Materiali IT) presso un editore che già si era dimostrato in precedenza particolarmente attento agli sviluppi e alle (auto-)riflessioni della e sulla filosofia italiana, vale a dire Quodlibet di Macerata, il movimento che negli ultimi anni si è consolidato sotto l’etichetta doppia Italian Theory/Italian Thought (quest’ultima denominazione accettata per lo più in Italia da chi riconosce in Roberto Esposito il ‘padre fondatore’ del movimento, la prima, invece, più amata all’estero, in virtù del diretto effetto di risonanza e continuità con la French Theory) trova anche un organo di espressione, per così dire, ‘ufficiale’. Di quanto quest’ufficialità sia all’insegna della plurivocità lo testimonia il fatto che i primi tre volumi della collana sono...

03.04.2018

Storia della sessualità, vol. IV / Michel Foucault. Le confessioni della carne

Con la pubblicazione di questo volume IV della Storia della sessualità, l’opera pianificata da Michel Foucault nel 1976 e lasciata incompiuta a causa della sua prematura morte, viene dato alle stampe uno degli ultimi tasselli, se non l’ultimo, per comprendere in che direzione stesse andando la teoria del grande pensatore francese nelle ultime fasi della sua produzione. La lettura della ponderosa opera (426 pagine) divise in tre macrosezioni (La formation d’une expérience nouvelle, Être vierge, Être marié) [La formazione di una nuova esperienza, Essere vergini, Essere sposati] e da 4 annessi, attesa da più di trent’anni dal pubblico specialistico e non, provoca nel lettore sentimenti contrastanti.  Se fosse possibile esprimere in un unico aggettivo questo libro di Foucault, quello che...

21.03.2018

Das Leben nehmen / Thomas Macho. Togliersi la vita, prendersi la vita

Prendete il numero di persone rimaste uccise a causa di crimini violenti in un anno. Aggiungete il numero di morti per incidente. Aggiungete poi quello dei morti in guerra. Immaginate, per un attimo, questo numero.  Ebbene, questo numero enorme di morti, secondo le statistiche dell’organizzazione mondiale della sanità, dal 2012 non raggiunge il numero di morti annuali causate da un altro motivo: se stessi.  Già Albert Camus, in Il mito di Sisifo, aveva espresso in maniera concisa e radicale l’importanza concettuale centrale della domanda sul suicidio, lanciando un appello e una provocazione ai filosofi di professione – per lo più rimasto inascoltato nei circoli accademici ufficiali – a pensare più da vicino la morte, e in particolare la morte che si trova per propria mano....

04.02.2018

Creazione e anarchia. L’opera nell’età della religione capitalistica / Giorgio Agamben. Le anarchie del potere

Se ne L’uso dei corpi (Neri Pozza 2014), il volume che logicamente chiude la serie Homo sacer, Giorgio Agamben, quasi in esordio, sosteneva che ogni opera «non può essere conclusa, ma solo abbandonata (e, eventualmente, continuata da altri)» (p. 9), l’aver “abbandonato” il progetto in questione non è affatto coinciso con un abbandonare la pratica della scrittura da parte dell’autore. Agamben ha continuato, con una costanza sorprendente, a pubblicare una serie di libri, dall’oggetto apparentemente disparato, che però rappresentano a loro modo una continuazione coerente del suo percorso. Da un lato ci sono lavori che sviluppano e approfondiscono il tema della “forma-di-vita” (Autoritratto nello studio, Che cos’è reale?, Pulcinella), dall’altro una serie di testi, per lo più...