Maryam del Teatro delle Albe / Gli anatemi di Ermanna Montanari

Di Maryam, passata alla storia come madre del figlio del Dio cristiano, si legge nella Sura 19 del Corano, uno dei tanti anelli di congiunzione tra due delle più importanti religioni monoteiste. Proprio a partire da questo anello il romanziere e giornalista Luca Doninelli, dopo aver assistito allo spettacolo di una lunga fila di donne islamiche che rendevano omaggio alla madre di Gesù nella Basilica dell’Annunciazione a Nazareth, ha scritto un testo per il Teatro delle Albe (il secondo sodalizio, dopo l’adattamento di Martinelli de La Mano nel 2005). Lo spettacolo, che ha debuttato la settimana scorsa al Teatro Elfo Puccini di Milano per la regia di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, è una partitura in quattro movimenti: tre preghiere di tre donne, e una apparizione finale della...

Il cielo non è un fondale a Prato / Noi e Annie (Ernaux)

Il teatro raccontato dagli artisti. Del Cielo non è un fondale di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini ha già scritto su Doppiozero Graziano Graziani in occasione della prima romana. Per le recite di Prato (fino a domenica 12 al Fabbricone) abbiamo chiesto direttamente agli autori un intervento sulla genesi dello spettacolo, un’altra tappa del loro particolarissimo, antiretorico, quotidiano, lacerante, ironico “teatro dell’invisibile”, sospeso tra rappresentazione e suo svelamento, tra nuda verità e bisogno di storie e di emozioni.    Non è uno spettacolo tratto da O uno spettacolo su Non è nemmeno liberamente ispirato a Né dedicato    Siamo incappati nella sua opera come può succedere anche in un matrimonio riuscito: ti innamori di un altro, magari il dottore dove...

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Tre immagini di cinema “ideologico” dalla Berlinale / Guardare Marx a Berlino

Quando durante i festival del cinema i miei colleghi che si occupano di critica cinematografica usano l’espressione “cinema ideologico”, solitamente lo fanno in senso dispregiativo, quasi a mo’ di insulto. Il cinema ideologico infatti si macchierebbe di una delle colpe più infamanti per l’atmosfera culturale di oggi: quella di procedere “a tesi”; di lasciare trasparire in modo troppo chiaro la propria collocazione politico-culturale; quella insomma di non essere capace di guardare un’immagine “senza pregiudizi” ma dandone sempre delle sovra-interpretazioni. Il cinema ideologico insomma sarebbe quello che riduce l’immagine a un’interpretazione a senso unico, spesso di stampo politico-sociale. Davvero imperdonabile.    L’ideologia, si sa, è almeno da qualche decennio a questa...

Conversazione con Alberto Anile / Totò. Un comico per tutte le stagioni

  Nelle prime ore del 15 aprile 1967, moriva improvvisamente il principe Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio, in arte Totò. Da quella notte sono passati cinquant'anni, ma la sua figura è più viva che mai nell'immaginario collettivo. Affrontarla significa  raccontare una porzione consistente della cultura nazionale, sia “bassa” che “alta”, dal ventennio fascista ai prodromi del '68; ma significa anche, dietro le risate, domandarsi quanto sia ancora in grado di parlare a noi (ma soprattutto di noi), spettatori italiani d'oggi. In occasione di questo anniversario, Doppiozero ha deciso di dedicare a Totò uno speciale in più parti, nel quale le testimonianze d'epoca verranno affiancate alle parole dei nostri collaboratori, ciascuno alle prese con una...

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“Una nota di mestizia” / Luigi Tenco 50 anni dopo

"Signore e signori, buona sera. Diamo inizio alla seconda serata con una nota di mestizia per il triste evento che ha colpito un valoroso rappresentante del mondo della canzone. Anche questa sera, per presentare le canzoni, è con me Renata Mauro. Allora, Renata, chi è il primo cantante di questa sera?"  28 gennaio 1967, ore 21. Me lo ricordo bene (avevo 17 anni) Mike Bongiorno che introduce la seconda serata del Festival. La notte prima, Luigi Tenco si era ucciso. La sua morte aveva colpito tutti, naturalmente, e ancora oggi il fatto che la manifestazione abbia fatto il suo corso dopo tre parole di circostanza continua a sembrarci un’enormità; ma in quegli anni – diciamolo – quasi nessun italiano si aspettava che la festa si interrompesse. Fermare Sanremo? Sarebbe come spianare il...

Pink Floyd / Animals 40 anni: il disagio nell'aria che tira

Trascorri il tuo tempo a pascolare innocuo Vagamente hai capito il disagio nell’aria che tira Ti consiglio di fare attenzione In giro potrebbero esserci i cani  Quando ho visitato la Giordania ho capito Che le cose non sono quello che sembrano (Pink Floyd, “Sheep”. 1977)   Il 23 gennaio 1977 i Pink Floyd licenziavano Animals, decimo album di una carriera veramente unica. Forse il mese più adatto, per un’opera musicale che apriva una stagione turbolenta, mentre l’hype del momento (il punk) avrebbe sdegnosamente considerato queste band vecchie scoregge, il nemico da sconfiggere (pensiamo che erano in giro da poco più di dieci anni...). Ricordare quell’album, spesso sottovalutato o ferocemente criticato, mi pare giusto. Animals risuona nelle epoche del verbo musicale popolare e...

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