Le Opere complete di Primo Levi / La galassia Primo Levi

Nell’ultimo mezzo secolo pochi scrittori hanno cambiato fisionomia critica in maniera così radicale come Primo Levi. Considerato a lungo come un testimone, prima e più che come uno scrittore optimo iure, Levi ha preso quota dapprima lentamente, gradualmente, quindi in maniera sempre più palese e perentoria, accreditandosi come uno dei pochi veri classici della letteratura italiana, e poi non solo italiana, del Novecento. Gli studi si sono moltiplicati, e così le iniziative editoriali e culturali; la bibliografia critica ha assunto dimensioni imponenti. Oggi ai nostri occhi Primo Levi appare non solo come uno scrittore di prima grandezza, ma come un’intera galassia, che non ci si stanca di percorrere e di esplorare. Il centro gravitazionale è costituito da un gruppo di libri – non più da...

Dove passato e futuro si incontrano / Le belle contrade

Ci sono esistenze – forse più fortunate di altre – che, a un certo punto, si accorgono che una sola vita non basta. Una sola vita non è sufficiente per esplorare adeguatamente il mondo circostante e neppure per abitare in se stessi o nelle immediate vicinanze con adeguata profondità. È quasi sempre un evento imprevisto, distonico rispetto al motivo conduttore che sino a quel momento ha caratterizzato l’orizzonte quotidiano, a far affiorare la consapevolezza e, dunque, il disagio del ritrovarsi imprigionati dentro un copione non solo culturalmente e professionalmente limitato ma, spesso, esistenzialmente riduttivo. All’improvviso sembra di poterne toccare i confini e quindi i limiti, reali o immaginari. Nelle vicende intellettuali del secondo Novecento italiano non...

Arménie Ville / Claudio Gobbi. Chiese armene

“La ripetizione non è la generalità. […] La generalità presenta due grandi ordini, l’ordine qualitativo delle somiglianze e l’ordine quantitativo delle equivalenze. […] la generalità esprime un punto di vista secondo cui un termine può essere scambiato con un altro, un termine sostituito con un altro. […] Al contrario, […] la ripetizione come condotta e come punto di vista concerne una singolarità impermutabile, insostituibile. […] Ripetere è comportarsi, ma in rapporto a qualcosa di unico o di singolare, che non ha simile o equivalente. […] La festa non ha altro paradosso apparente: ripetere un ‘irricominciabile’. Non aggiungere una seconda e una terza volta alla prima, ma portare la prima volta all’ennesima potenza. […] Sono dunque in opposizione la generalità, come generalità del...

Da Dublino non me ne sono mai andato / Tradurre Joyce

Il narratore di L’enigma dell’arrivo di V.S. Naipaul immagina la sensazione di spaesamento dalla quale potrebbe essere colto uno dei suoi personaggi – un personaggio che ha tratti vaghi nella sua mente perché il narratore sta ancora cercando di dargli vita – non appena mettesse piede in un luogo sconosciuto. Il porto nel quale il personaggio arriva è un luogo di desolazione e di mistero, la stessa desolazione e lo stesso mistero che ritroviamo nel quadro di De Chirico che ha ispirato il romanzo di Naipaul. Sia il narratore sia il personaggio sono consapevoli soltanto del vuoto e del silenzio tutt’intorno. Un silenzio denso come la foschia di un giorno di pioggia, che impedisce di vedere con chiarezza dentro di sé.  Chi traduce vive qualcosa di molto simile a ciò che prova il...

Anime animalier / Donna pantera

La September issue 2016 di Vogue USA si interroga su cosa significa essere una donna forte nella giungla contemporanea, incoronando l'animalier come sua ancora di salvezza. L'identikit della donna che indossa il maculato viene fornito, sempre nella stessa sede, dal direttore creativo di Givenchy Riccardo Tisci: sensuale, sicura, impenitente e di ampie vedute. A prima vista sembrerebbe riferirsi a una cougar, termine inglese per puma, una donna, generalmente dai 30 ai 55 anni che prova interesse e instaura relazioni con uomini più giovani, secondo l'ABC di almeno nove anni, oppure per Repubblica, della metà dei suoi anni più sette. Si tratta dei famigerati toy boy, gli uomini giocattolo. Alle cougar sono dedicati siti di incontri, categorie di video porno, è una donna in rappresentazione...

Un fantasma si aggira per l’Europa / Il sogno della democrazia diretta

Il consenso universale   Un fantasma si aggira per l’Europa: la democrazia diretta. Esso ha colpito duro col referendum della Brexit, sconfiggendo la maggior parte della classe politica britannica, che era per il Remain.  In Italia la democrazia diretta è il progetto fondamentale del Movimento 5 Stelle, progetto che Gianroberto Casaleggio ha mutuato esplicitamente dal pensiero di Rousseau. Non credo nella democrazia diretta, da qui anche il mio rifiuto del M5S. Il fantasma della democrazia diretta è nato congiuntamente al pensiero democratico. Rousseau pensava a una democrazia buona per la sua piccola Ginevra, città virtuosa dove tendenzialmente tutti si conoscevano. Ed erano una forma di democrazia diretta anche i soviet bolscevichi, ovvero assemblee di operai, contadini e...

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Impossibile non prenderla sul serio / 70 anni di Marina Abramovic

È impossibile non prendere sul serio Marina Abramovic. Non a caso una frase di Bruce Nauman, “L'arte è una questione di vita e di morte” torna spesso nei discorsi di questa icona culturale, madre e pioniera della Performance Art. La serietà del suo approccio artistico, il rigore e l'estrema disciplina sono infatti gli elementi che a prima vista risaltano dalla sua lunga vita di artista. Benché negli ultimi anni Marina sia diventata una sorta di personaggio mediatico anche per le sue collaborazioni con Riccardo Tisci, Givenchy e Lady Gaga, la sua fama si è sempre fondata sull'impegno estremo espresso in ogni sua opera come approccio di resistenza al dolore.    Basterebbe solo l'esempio di Rhythm 0 a confermare quanto Marina per prima prenda sul serio la propria arte. A Napoli...

Un verso, la poesia su doppiozero / Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi

In un verso, in un solo verso, un poeta può rivelare il suo sguardo, in grado di rivolgersi all’enigma che è il proprio cielo interiore e al movimento delle costellazioni, alla lingua del sentire e del patire di cui diceva Leopardi e all’alfabeto degli astri di cui diceva Mallarmé. E un verso, un solo verso, può essere il cristallo in cui si specchiano gli altri versi che compongono un testo. Per questo da un verso, da un solo verso, possiamo muovere all’ascolto dell’intera poesia.     Leopardi, A Silvia: il verbo da cui questo verso dipende, da cui pende come una collana, sta nel verso precedente: splendea. “Quando beltà splendea /negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi”. Ridenti e fuggitivi: due modi dell’apparire, contrastanti, accostati per la prima volta nella poesia italiana...

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Milano Filmmaker 2016 / L'Affaire Étaix

Pierre Étaix è morto a Parigi lo scorso 14 ottobre, poco più di un mese prima del suo ottantottesimo compleanno (era nato a Roanne il 23 novembre 1928). È uscito di scena con discrezione, senza troppi clamori, com'era nel suo stile. Pochi giorni fa, la 36ma edizione del Festival Filmmaker di Milano gli ha reso un fulmineo (ma sentito) omaggio. Grazie alla caparbietà del curatore Giulio Sangiorgio, autentico rabdomante del cinema del passato, abbiamo potuto vedere su grande schermo Pays de Cocagne, l'ultimo lavoro cinematografico di Étaix, uscito nel 1971 e – a quanto pare – mai distribuito in Italia. È singolare che un festival dedicato prevalentemente al cinema di non-fiction abbia inserito in programma un tributo a un comico – per quanto alle prese, per la prima e unica volta nella sua...

RomaEuropa Festival / Deflorian/Tagliarini: elogio del termosifone

Forse non è pratico come la proverbiale coperta di Linus, ma un termosifone può essere altrettanto protettivo. Caldo, rassicurante, magari non semplice da portare in giro ma utile per sedertici su a chiacchierare con qualcuno, come fosse una panchina. È questa la filosofia – serissima ma non seriosa – che ci si porta a casa dopo aver visto Il cielo non è un fondale, del duo Daria Deflorian / Antonio Tagliarini, realizzato con la complicità attiva di Monica Demuru e Francesco Alberici. Detta così può suonare come una stramberia, o al massimo una citazione omaggio al teatro Dada (avanguardia che proprio quest’anno compie cento anni nell’indifferenza generale, almeno in Italia). In realtà non è così. Daria e Antonio (nomi di battesimo che sono ormai i nomi-maschera dei loro spettacoli) ci...

Gli scrittori e Castro / Con Castro o contro Castro

Ti alzi al mattino e senti il notiziario. Morto Fidel Castro. Sono anni che gigionescamente fai sapere ai tuoi studenti la tua età interrogandoli sulla data della rivoluzione cubana. Ma adesso ti emoziona, la faccenda è solenne, e non è il tuo compleanno. Allora cerchi di ricapitolare che cosa ti lega davvero alla notizia, indipendentemente dal fatto di insegnare le letterature ispano-americane, aver tradotto mostri sacri come Alejo Carpentier, aver frequentato l’Isola a varie riprese in contatto con organi di regime come Casa de Las Américas o L’UNEAC (Unión de Escritores y Artistas de Cuba). Sentimenti controversi cominciano ad agitarsi dentro. Ti domandi da che parte stavi tu in tutti questi anni, durante il lentissimo autunno del patriarca, e ti accorgi che, non per qualunquismo, ma...

Fifo, Manolo, Quien tú sabes / Il nostro comandante, il mio Fidel

Alla fine è successo all’Avana in una tiepida serata autunnale (cielo parzialmente nuvoloso, temperatura massima 27° C - minima 15° C), dopo la visita di Papa Francesco e di Obama, e prima di Capodanno, che è quando a Cuba la famiglia si riunisce attorno al lechón asado, al maialino arrosto. Di venerdì, che è il giorno più adeguato per morire, e spero senza dolore, russando come un bambino, come capita agli anziani più fortunati. Quante volte mi sarò chiesta, in questi ultimi anni: “come reagirò quando Lui se ne andrà?”, “come lo saprò?”, “dove sarò?”. Fra tutte le possibili sceneggiature – compresa quella in cui vengo sorpresa dalla notizia mentre sono a lezione e allora chiedo agli studenti un minuto di silenzio, lo ricordo tra i singhiozzi, abbraccio il primo che mi capita a tiro...

Un albero del Giurassico tra noi / Ginkgo biloba

In giro non si vedono più dinosauri, ma un albero del Giurassico è giunto sino a noi. Il Ginkgo biloba è un fossile vivente. È la sola specie sopravvissuta delle Ginkgoaceae e, certo, la pianta a semi più antica. L’aggettivo ormai non gli si addice del tutto: le foglie dalla singolare lamina a ventaglio, dal margine ondulato e nervature parallele, non sempre sono incise nel mezzo a formare i due lobi, ben evidenti nelle archeologiche impronte dei sedimenti.        Albero di un lontano non solo temporale, è originario dell’Estremo Oriente ed è giunto in Europa nel XVIII secolo: si possono ammirare esemplari settecenteschi negli orti botanici di Brera e di Padova. Notevole è pure il grande Ginkgo messo a dimora nella seconda metà dell’Ottocento da Giuseppe Verdi nella sua villa campestre di Sant’Agata. D’altronde, l’esotica presenza era segno di distinzione non solo botanica: in Oriente era venerato come albero sacro, custode della casa, simbolo dell’immutabilità del tutto e della coincidenza degli opposti.     Il 15 settembre 1815 Goethe regalò una foglia di Ginkgo all’amata Marianne Willemer, e poco dopo, nei giorni affranti della separazione...

Storia di un colore / Rosso. Non gli crediamo più?

«Se si tiene un drappo rosso davanti al toro, questi diventa furioso; il filosofo, invece, va su tutte le furie solo che gli si parli del colore in generale»: con questa citazione di Goethe – stampata in nero su una pagina rossa, in barba alle regole dell'araldica – inizia l'avvincente storia del rosso di Michel Pastoureau (Ponte alle Grazie). I filosofi, è vero, sono spesso convinti che il colore non faccia parte della filosofia, anche se potremmo citare molti autori che si sono affannati attorno agli enigmi del colore, a partire da Teofrasto per giungere fino a Wittgenstein e oltre. Ma in genere anche agli storici i colori non piacciono, forse perché la ricerca in questo ambito è irta di difficoltà: numerosi sono i problemi documentali, la difficoltà di accedere ai colori dell'originale, l'abitudine alle riproduzioni in bianco e nero, l'aggrovigliarsi di questioni materiali, tecniche, iconografiche, linguistiche, ideologiche e simboliche, l'impossibilità di applicare al passato le categorie del presente. Pastoureau ne accenna nell'introduzione, ma con questo siamo già dentro la storia del rosso, che va a ad aggiungersi alla storia del blu (2000), del nero (2008), del verde (...

Un verso, la poesia su doppiozero / L’amor che move il sole e l’altre stelle

Un verso, un solo verso. Ramo di un albero, filo di una tessitura. Oppure, petalo di un fiore, se vogliamo rivolgerci alla classica contiguità della poesia con la rosa. Staccare un verso dal corpo di suoni e di silenzi cui appartiene, dall’onda del ritmo che in ogni parte di quel corpo trascorre, è come prelevare poche note da una composizione musicale. Un’azzardata sottrazione. Un arbitrio. Eppure ci sono alcuni versi, in tutte le lingue, e anche nella loro traduzione in altre lingue, che sembrano vivere di luce propria. E sembrano compendiare nel loro breve respiro la vita del prisma cui appartengono: schegge che si trasformano in sorgenti luminose, frammenti che raccolgono e custodiscono nel loro scrigno, integro, il suonosenso della poesia dalla quale provengono.    Un verso, un solo verso, può corrispondere, sul piano della poesia, a quello che nel campo della prosa Leopardi chiamava “pensiero isolato”. Nello Zibaldone lampeggiano alcuni “pensieri isolati”, sottratti all’ordine discorsivo della trattazione: la loro densità di teoresi è più forte di ogni diffusiva analisi.  Così, accade anche che alcuni versi isolati, pur sottratti alla loro organica...

Lucca Comics & Games 2016

A un anno esatto dal nostro primo reportage siamo tornati a Lucca Comics & Games, l'evento più importante in Italia dedicato al fumetto e al vasto universo dei prodotti d'intrattenimento che ruotano intorno a serialità e grandi franchise.   La manifestazione, giunta all'edizione del cinquantennale celebrato con la presenza di pesi massimi come l'indomito e intensissimo Frank Miller, continua a moltiplicare numeri e biglietti venduti e nel suo gigantismo ha ormai ampiamente superato il semplice confine di appuntamento rivolta agli appassionati: Lucca oggi è ormai tanto fenomeno di costume quanto ghiotta occasione per nuove opportunità di business da parte dei grossi gruppi multimediali, che sempre più investono in prodotti declinati su piattaforme differenti e rivolti a un pubblico assolutamente trasversale per gusto ed età. I numeri non mentono: parliamo di 271.208 biglietti strappati e di oltre 500.000 persone che hanno attraversato la città e i suoi allestimenti in soli 5 giorni con oltre 10.000 presenze per le iniziative legate al cinema dell'area Movie. Sono dati impressionanti e in tempi di campanilismi e conflitti consumatisi fra Milano e Torino intorno alle...

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I felini di Wanda Gág / Milioni di gatti

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Tre anni fa, a New York per una mostra di illustrazione alla Society of Illustrators di New York, ho approfittato delle fornitissime librerie della città, alcune delle quali specializzate in libri per ragazzi, per acquisti di picture book. In particolare titoli che da noi non sono pubblicati, ma che lì, oltreoceano, sono classici amati e celebri, che hanno formato generazioni di lettori. Così ho riempito una valigia e l'ho trascinata a Milano, fino a casa. Tuttavia i libri non li ho letti subito; alcuni sono rimasti in attesa. Come ogni cosa, anche i libri hanno necessità di un periodo di decantazione, acclimatazione, forse persino quarantena. Passare da una cultura all'altra, a meno che non si creda ciecamente nella globalizzazione, non è una questione così scontata, me ne sono accorta in dodici anni da editore alle prese con la vendita e l'acquisto dei diritti di edizione: al di là delle grandi, monumentali differenze culturali, vi sono una quantità di questioni più piccole, di sfumature, fattori che sembrano irrisori e invece hanno peso e si...

Michail Bulgakov letto solo ora / Il Maestro e Margherita

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Memore della lezione di E.T.A. Hoffmann e del Sogno di August Strindberg, Michail Bulgakov ha prodotto, con Il Maestro e Margherita, un ardito esperimento letterario di realtà aumentata destinato a influenzare in maniera sostanziale l'immaginario fantastico dell'ultimo quarto del novecento (si pensi a Neal Gaiman, tanto per fare un esempio). Va da sé che per uno scrittore russo che visse e lavorò nel pieno del fiorire del Realismo Socialista, l'adozione di simili numi tutelari significò una condanna all'invisibilità che lo condusse a uno stato di feroce prostrazione e a una fine ingloriosa. Il fantastico, nelle mani di Bulgakov, era in effetti allegoria nonché unico strumento satirico in grado di stare al passo con i tempi della sua vita sfortunata – e il tempo, come vedremo, è tempo perduto nel merito della censura che affondò il romanzo, tempo ritrovato in quello della sua pubblicazione. La trama è nota: nella città in cui si sta cercando di forgiare un nuovo modello di umanità si reca in visita Satana in persona, accompagnato da un collerico gatto...

Il classico di Jules Verne / Il giro del mondo in ottanta giorni

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Com’è piccolo il mondo! Dappertutto connesso! Scattanti locomotive e audaci bastimenti, ramificate strade di ferro e lunghi tragitti di pietra: meravigliose, formidabili sono le tecnologie della mobilità che ci permettono di raggiungere qualsiasi posto dell’Orbe in un solo batter di ciglio, in un istante sufficiente a dire eccoci, siamo arrivati fin qui! Soltanto un ostacolo si frappone tra noi e l’altrove, ed è la volontà! Volere è potere, dunque, per chiudere il cerchio.   Chiudere il cerchio di un incipit discutibile, o anche chiudere il cerchio del mondo, calcare ogni punto adagiato sulla sua cintura per colmarne infine di orme, a furia di calpestarli, tutti gli spazi disponibili; nella parossistica ambizione di chi prima d’altri, partito da un punto che non soltanto per comodo o per ispirazione geometrica chiameremo A (la lettera prima, il principio del verbo), voglia arrivare nuovamente allo stesso punto A, dopo aver attraversato in soli ottanta giorni geografie disparate: luoghi più o meno conosciuti abitati da esseri indigeni più o meno...