L'arte non è una faccenda di persone per bene / Lea Vergine. Gambe, fumo e bellezza

Nella quarta di copertina del libro di Lea Vergine, L’arte non è faccenda di persone per bene (Rizzoli) c’è una foto scattata da Francesca Giacomelli. Lea è seduta su una pietra scolpita, guarda avanti, quasi nel vuoto; è vestita in modo elegante, indossa un cappellino e tiene con la mano destra un bastone; lo allontana da sé, come ad asserire qualcosa di scontroso: lo uso ma lo patisco. Il bastone è un segno della vecchiaia. C’è anche una borsa appoggiata sulle sue gambe. Le gambe, ecco. Non so se questo è il punctum, come lo intendeva Roland Barthes, di certo è la prima cosa che si vede. Sono le gambe di una ragazza, quella ragazza che Lea è sempre stata ed è rimasta, e che questa conversazione con Chiara Gatti mostra in modo evidente. Le gambe e poi i piedi infilati nelle scarpe che...

Un inedito pubblicato da L’orma / Brecht: il romanzo dei tui

Si sono inventati, quattro anni fa, una casa editrice, L’orma, che ha pubblicato finora testi raffinati di autori poco presenti sul mercato editoriale italiano. Il successo lo hanno ottenuto con Annie Ernaux: un’autrice che stava diventando sempre più “imprescindibile” (lo dicono loro e le passioni che ha suscitato) sul mercato europeo, e da noi rimaneva quasi ignota. Il catalogo dell’Orma comprende carteggi fuori dai canoni di grandi autori, in formato di pacchetti pronti per essere spediti. Sta rieditando tutta l’opera di E. T. A. Hoffmann. Ma le sue collane ammiraglie sono Kreuzeville e Kreuzeville Aleph. I due editori, Marco Federico Solari e Lorenzo Flabbi, traducono rispettivamente dal tedesco e dal francese, e perciò hanno deciso di intitolare a due grandi quartieri delle due...

La storia particolare di una vicenda mondiale / L'impero del cotone

Anche la storiografia ha le sue mode, guidate dalla ricerca di un pubblico di lettori ma anche da scelte delle corporazioni accademiche che pongono al centro del dibattito un tema, con congressi, seminari e finanziamenti. Avviene così che specialmente i giovani ricercatori in cerca di un'occupazione aderiscano alla moda del momento. Da qualche anno ormai è di moda la storia globale, promossa e sostenuta da un potente stimolo politico e finanziario. Non è un fatto negativo in sé se la storiografia parte dal desiderio di criticare l'idea evidentemente superata della centralità esclusiva dell'Europa e degli Stati Uniti nello sviluppo economico, culturale e sociale del mondo. Ma è un proposito più morale che di metodo se l'innovazione consiste solo nell'occuparsi degli “altri” o nell'avere...

Blu della cancellazione / Maria Attanasio. Nessuno è al riparo

Si respira un’aria di guerra, in questo libro di Maria Attanasio. Numerose le espressioni di origine bellica, militare, legate alla violenza, storica o personale: cingolati, manganelli, genocidi, saccheggi, reattori a raggi gamma, passi dell’oca, piccole italiane, zone interdette, uomini che sparano a vista. I nomi stessi, le parole stesse sembrano soldati al fronte, soldati in trincea, esposti alle irruzioni mortali del nemico.    Si respira un senso di allarme. Nessuno è al riparo. Incombe il pericolo, la minaccia permanente. Pubblica e privata. Le ronde e i tiratori scelti da una parte. Gli acufeni dall’altra. La minaccia colpisce il mondo e il singolo. Non c’è un luogo sicuro, protetto, custodito. Le scale sono senza ringhiera, il terreno è pieno di crepe e fenditure....

Referendum / Si vota sempre "no"

Il risultato del referendum del 4 dicembre è stato una straordinaria affermazione di Renzi. Non sto scherzando. In effetti il SI ha preso quasi la stessa percentuale di voti che il PD prese alle elezioni europee del 2014, cosa che allora venne salutata come un risultato trionfale. E non è un caso che, a parte il Trentino, il SI in questo referendum abbia prevalso solo in Toscana e in Emilia Romagna, due roccaforti del PD. Ma il PD contro tutti perde. In questo referendum ha giocato il fattore che chiamerei Roma-Torino. Come si ricorderà, le grilline Raggi e Appendino vinsero come sindache a Roma e a Torino perché queste signore, a parte i voti M5S, accaparrarono quelli di tutte le altre opposizioni al PD, ormai identificato con Renzi, sia di sinistra che di destra. È la forza della...

Rete di relazioni, rete di significati / Claudio Pavone. Uno storico "in rete"

Nell’intera parabola culturale di Claudio Pavone, venuto a mancare un giorno prima del suo novantaseiesimo compleanno, si leggono in controluce le grandi potenzialità, così come le tensioni e le torsioni, che la ricezione del discorso storico, nel suo confrontarsi con le stagioni politiche della nostra Repubblica, ha raccolto dal momento in cui assume la natura di giudizio di senso comune. L’intenso, laborioso e vivace lascito di Pavone, non a caso, ci offre un peculiare angolo visuale per riflettere sulle dinamiche odierne della Public History. In maniera spesso forzata, senz’altro per via di un’interessata coazione a ripetere, la stampa nostrana lo sta ricordando esclusivamente come lo studioso che avrebbe riabilitato (o “sdoganato”, come si suole affermare adesso) a sinistra il tema...

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Le Opere complete di Primo Levi / La galassia Primo Levi

Nell’ultimo mezzo secolo pochi scrittori hanno cambiato fisionomia critica in maniera così radicale come Primo Levi. Considerato a lungo come un testimone, prima e più che come uno scrittore optimo iure, Levi ha preso quota dapprima lentamente, gradualmente, quindi in maniera sempre più palese e perentoria, accreditandosi come uno dei pochi veri classici della letteratura italiana, e poi non solo italiana, del Novecento. Gli studi si sono moltiplicati, e così le iniziative editoriali e culturali; la bibliografia critica ha assunto dimensioni imponenti. Oggi ai nostri occhi Primo Levi appare non solo come uno scrittore di prima grandezza, ma come un’intera galassia, che non ci si stanca di percorrere e di esplorare. Il centro gravitazionale è costituito da un gruppo di libri – non più da...

Se un leone potesse parlare, noi non potremmo capirlo / Ghrahr! A colloquio col leone

Ghrahr!   Un giovane sbarbato, capelli neri pettinati all’indietro, camicia nei pantaloni e maglione sulle spalle, un libro nella mano sinistra, comincia a declamare una poesia. Ad ascoltarlo ci sono giusto tre anime, quantomeno singolari, trattandosi dei tre leoni dello zoo di San Francisco. E’ il 1966. Reading Poetry to Lions, uno dei dieci episodi della serie televisiva USA: Poetry di Richard O. Moore, è dedicata al poeta beat americano Michael McClure, o Pat McLear come è chiamato in Big Sur di Jack Kerouac, che lo include anche ne I Vagabondi del Dharma e in Angeli della desolazione. Rinchiusi in gabbie minuscole, i tre ignari leoni ascoltano la poesia Tantra 49, una delle 99 che compone il libro di McClure Ghost Tantras (1966, ripubblicato da City Lights nel 2013). La...

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Nella voce a passo di fiato / Romanzo, teatro, storia: sotto sotto è tutto un cantare?

Cara Laura,   eccomi dunque convalescente per ferita di lancia violenta, impossibilitato a essere fra voi, ma felice di affidare alla tua voce l’intervento che si intitolava Salita alla montagna Etna con visione del fuoco: verso l’azione perfetta, e ora si chiama, per forza di cose abbastanza diverso, Nella voce a passo di fiato.    Se fossi venuto a Pavia avrei proiettato il film poema – dura 16 minuti  – in cui si vede il tuo amico cavaliere che sale dal mare fino al fuoco indossando il cavallo Benenghéli mentre si sente la sua voce che dice il poema del titolo. Poi, nei minuti restanti (quattordici)  avrei mostrato l’omologia fra la montagna del fuoco (il teatro più alto da cui abbia recitato in vita mia) e quel monte, il Monte Ricco sui colli Euganei, sulla...

Milano Filmmaker 2016 / L'Affaire Étaix

Pierre Étaix è morto a Parigi lo scorso 14 ottobre, poco più di un mese prima del suo ottantottesimo compleanno (era nato a Roanne il 23 novembre 1928). È uscito di scena con discrezione, senza troppi clamori, com'era nel suo stile. Pochi giorni fa, la 36ma edizione del Festival Filmmaker di Milano gli ha reso un fulmineo (ma sentito) omaggio. Grazie alla caparbietà del curatore Giulio Sangiorgio, autentico rabdomante del cinema del passato, abbiamo potuto vedere su grande schermo Pays de Cocagne, l'ultimo lavoro cinematografico di Étaix, uscito nel 1971 e – a quanto pare – mai distribuito in Italia. È singolare che un festival dedicato prevalentemente al cinema di non-fiction abbia inserito in programma un tributo a un comico – per quanto alle prese, per la prima e unica volta nella sua...

Non avere paura, mettere paura / «Paventare» si è spostato

«Le opposizioni paventano la crisi di governo». La temono o invece la annunciano, la minacciano, la prospettano, la ventilano, la preparano, in fondo la auspicano? La seconda interpretazione è più logica, ma quella linguisticamente corretta è la prima. Ebbene? La lingua cambia e non bisognerebbe patire troppo le distorsioni linguistiche altrui, per non cadere nella Sindrome di Palombella Rossa e finire per prendere a schiaffi inermi giornaliste e urlare: «Le parole sono importanti!» (due reazioni, quale più, quale meno, sicuramente esagerate).   Sul caso di «paventare» converrà predisporsi alla rassegnazione: i vocabolari non registrano ancora questa nuova accezione, ma lo faranno presto – che lo si paventi o meno. Si tratta però di un caso tutt’altro che banale. Il verbo significa...

Gli scrittori e Castro / Con Castro o contro Castro

Ti alzi al mattino e senti il notiziario. Morto Fidel Castro. Sono anni che gigionescamente fai sapere ai tuoi studenti la tua età interrogandoli sulla data della rivoluzione cubana. Ma adesso ti emoziona, la faccenda è solenne, e non è il tuo compleanno. Allora cerchi di ricapitolare che cosa ti lega davvero alla notizia, indipendentemente dal fatto di insegnare le letterature ispano-americane, aver tradotto mostri sacri come Alejo Carpentier, aver frequentato l’Isola a varie riprese in contatto con organi di regime come Casa de Las Américas o L’UNEAC (Unión de Escritores y Artistas de Cuba). Sentimenti controversi cominciano ad agitarsi dentro. Ti domandi da che parte stavi tu in tutti questi anni, durante il lentissimo autunno del patriarca, e ti accorgi che, non per qualunquismo, ma...

Un albero del Giurassico tra noi / Ginkgo biloba

In giro non si vedono più dinosauri, ma un albero del Giurassico è giunto sino a noi. Il Ginkgo biloba è un fossile vivente. È la sola specie sopravvissuta delle Ginkgoaceae e, certo, la pianta a semi più antica. L’aggettivo ormai non gli si addice del tutto: le foglie dalla singolare lamina a ventaglio, dal margine ondulato e nervature parallele, non sempre sono incise nel mezzo a formare i due lobi, ben evidenti nelle archeologiche impronte dei sedimenti.        Albero di un lontano non solo temporale, è originario dell’Estremo Oriente ed è giunto in Europa nel XVIII secolo: si possono ammirare esemplari settecenteschi negli orti botanici di Brera e di Padova. Notevole è pure il grande Ginkgo messo a dimora nella seconda metà dell’Ottocento da Giuseppe Verdi nella sua villa campestre di Sant’Agata. D’altronde, l’esotica presenza era segno di distinzione non solo botanica: in Oriente era venerato come albero sacro, custode della casa, simbolo dell’immutabilità del tutto e della coincidenza degli opposti.     Il 15 settembre 1815 Goethe regalò una foglia di Ginkgo all’amata Marianne Willemer, e poco dopo, nei giorni affranti della separazione...

Storia di un colore / Rosso. Non gli crediamo più?

«Se si tiene un drappo rosso davanti al toro, questi diventa furioso; il filosofo, invece, va su tutte le furie solo che gli si parli del colore in generale»: con questa citazione di Goethe – stampata in nero su una pagina rossa, in barba alle regole dell'araldica – inizia l'avvincente storia del rosso di Michel Pastoureau (Ponte alle Grazie). I filosofi, è vero, sono spesso convinti che il colore non faccia parte della filosofia, anche se potremmo citare molti autori che si sono affannati attorno agli enigmi del colore, a partire da Teofrasto per giungere fino a Wittgenstein e oltre. Ma in genere anche agli storici i colori non piacciono, forse perché la ricerca in questo ambito è irta di difficoltà: numerosi sono i problemi documentali, la difficoltà di accedere ai colori dell'originale, l'abitudine alle riproduzioni in bianco e nero, l'aggrovigliarsi di questioni materiali, tecniche, iconografiche, linguistiche, ideologiche e simboliche, l'impossibilità di applicare al passato le categorie del presente. Pastoureau ne accenna nell'introduzione, ma con questo siamo già dentro la storia del rosso, che va a ad aggiungersi alla storia del blu (2000), del nero (2008), del verde (...

Un verso, la poesia su doppiozero / L’amor che move il sole e l’altre stelle

Un verso, un solo verso. Ramo di un albero, filo di una tessitura. Oppure, petalo di un fiore, se vogliamo rivolgerci alla classica contiguità della poesia con la rosa. Staccare un verso dal corpo di suoni e di silenzi cui appartiene, dall’onda del ritmo che in ogni parte di quel corpo trascorre, è come prelevare poche note da una composizione musicale. Un’azzardata sottrazione. Un arbitrio. Eppure ci sono alcuni versi, in tutte le lingue, e anche nella loro traduzione in altre lingue, che sembrano vivere di luce propria. E sembrano compendiare nel loro breve respiro la vita del prisma cui appartengono: schegge che si trasformano in sorgenti luminose, frammenti che raccolgono e custodiscono nel loro scrigno, integro, il suonosenso della poesia dalla quale provengono.    Un verso, un solo verso, può corrispondere, sul piano della poesia, a quello che nel campo della prosa Leopardi chiamava “pensiero isolato”. Nello Zibaldone lampeggiano alcuni “pensieri isolati”, sottratti all’ordine discorsivo della trattazione: la loro densità di teoresi è più forte di ogni diffusiva analisi.  Così, accade anche che alcuni versi isolati, pur sottratti alla loro organica...

Lucca Comics & Games 2016

A un anno esatto dal nostro primo reportage siamo tornati a Lucca Comics & Games, l'evento più importante in Italia dedicato al fumetto e al vasto universo dei prodotti d'intrattenimento che ruotano intorno a serialità e grandi franchise.   La manifestazione, giunta all'edizione del cinquantennale celebrato con la presenza di pesi massimi come l'indomito e intensissimo Frank Miller, continua a moltiplicare numeri e biglietti venduti e nel suo gigantismo ha ormai ampiamente superato il semplice confine di appuntamento rivolta agli appassionati: Lucca oggi è ormai tanto fenomeno di costume quanto ghiotta occasione per nuove opportunità di business da parte dei grossi gruppi multimediali, che sempre più investono in prodotti declinati su piattaforme differenti e rivolti a un pubblico assolutamente trasversale per gusto ed età. I numeri non mentono: parliamo di 271.208 biglietti strappati e di oltre 500.000 persone che hanno attraversato la città e i suoi allestimenti in soli 5 giorni con oltre 10.000 presenze per le iniziative legate al cinema dell'area Movie. Sono dati impressionanti e in tempi di campanilismi e conflitti consumatisi fra Milano e Torino intorno alle...

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I felini di Wanda Gág / Milioni di gatti

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Tre anni fa, a New York per una mostra di illustrazione alla Society of Illustrators di New York, ho approfittato delle fornitissime librerie della città, alcune delle quali specializzate in libri per ragazzi, per acquisti di picture book. In particolare titoli che da noi non sono pubblicati, ma che lì, oltreoceano, sono classici amati e celebri, che hanno formato generazioni di lettori. Così ho riempito una valigia e l'ho trascinata a Milano, fino a casa. Tuttavia i libri non li ho letti subito; alcuni sono rimasti in attesa. Come ogni cosa, anche i libri hanno necessità di un periodo di decantazione, acclimatazione, forse persino quarantena. Passare da una cultura all'altra, a meno che non si creda ciecamente nella globalizzazione, non è una questione così scontata, me ne sono accorta in dodici anni da editore alle prese con la vendita e l'acquisto dei diritti di edizione: al di là delle grandi, monumentali differenze culturali, vi sono una quantità di questioni più piccole, di sfumature, fattori che sembrano irrisori e invece hanno peso e si...

Michail Bulgakov letto solo ora / Il Maestro e Margherita

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Memore della lezione di E.T.A. Hoffmann e del Sogno di August Strindberg, Michail Bulgakov ha prodotto, con Il Maestro e Margherita, un ardito esperimento letterario di realtà aumentata destinato a influenzare in maniera sostanziale l'immaginario fantastico dell'ultimo quarto del novecento (si pensi a Neal Gaiman, tanto per fare un esempio). Va da sé che per uno scrittore russo che visse e lavorò nel pieno del fiorire del Realismo Socialista, l'adozione di simili numi tutelari significò una condanna all'invisibilità che lo condusse a uno stato di feroce prostrazione e a una fine ingloriosa. Il fantastico, nelle mani di Bulgakov, era in effetti allegoria nonché unico strumento satirico in grado di stare al passo con i tempi della sua vita sfortunata – e il tempo, come vedremo, è tempo perduto nel merito della censura che affondò il romanzo, tempo ritrovato in quello della sua pubblicazione. La trama è nota: nella città in cui si sta cercando di forgiare un nuovo modello di umanità si reca in visita Satana in persona, accompagnato da un collerico gatto...

Il classico di Jules Verne / Il giro del mondo in ottanta giorni

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Com’è piccolo il mondo! Dappertutto connesso! Scattanti locomotive e audaci bastimenti, ramificate strade di ferro e lunghi tragitti di pietra: meravigliose, formidabili sono le tecnologie della mobilità che ci permettono di raggiungere qualsiasi posto dell’Orbe in un solo batter di ciglio, in un istante sufficiente a dire eccoci, siamo arrivati fin qui! Soltanto un ostacolo si frappone tra noi e l’altrove, ed è la volontà! Volere è potere, dunque, per chiudere il cerchio.   Chiudere il cerchio di un incipit discutibile, o anche chiudere il cerchio del mondo, calcare ogni punto adagiato sulla sua cintura per colmarne infine di orme, a furia di calpestarli, tutti gli spazi disponibili; nella parossistica ambizione di chi prima d’altri, partito da un punto che non soltanto per comodo o per ispirazione geometrica chiameremo A (la lettera prima, il principio del verbo), voglia arrivare nuovamente allo stesso punto A, dopo aver attraversato in soli ottanta giorni geografie disparate: luoghi più o meno conosciuti abitati da esseri indigeni più o meno...