AUTORI
Chiara De Nardi
10.03.2017

Nicola Gardini / Viva il latino

Viva il latino è una gioiosa dissertazione dedicata a una lingua data per morta. Non si tratta però di epitaffio, bensì di lettera d'amore, di quelle che nel corso dei secoli altri innamorati folgorati dal suo mistero e dalla sua esattezza le hanno spedito. Ma è anche una decisa presa di posizione, una romantica battaglia per non lasciar morire, cessando di prestarvi ascolto, il “più vistoso monumento alla civiltà della parola umana e alla fede nelle possibilità del linguaggio”. Anche qui, come in ogni sentimentale dichiarazione e in ogni difesa appassionata, c'è dell'autobiografia, la narrazione in filigrana di tutte le fasi dell'innamoramento, ma la forza dell'argomentazione è tutta nella voce degli autori che Gardini interpella e lascia parlare, cercando di tradurne discorsi e segreti...

10.12.2016

Lydie Salvayre / Non piangere. L'eredità del male

Montse ha quindici anni quando viene portata dalla madre in casa di una facoltosa famiglia di proprietari terrieri della zona per sostituire la precedente domestica, licenziata perché puzzava di cipolla. I señores Burgos esaminano la ragazza, non la fanno sedere, non le danno la mano. Jaime Burgos, il capofamiglia, la squadra e si rivolge infine alla moglie con un complimento soddisfatto, violento come uno schiaffo: “ha un'aria molto umile”, ovvero niente grilli per la testa, nessuna ambizione, una facile e docile sottomissione.  Le donne vengono congedate e in strada Montse sbraita, impreca, grida la sua offesa e gonfia la sua protesta sul marciapiede, mentre la madre la supplica a bassa voce di tacere e perlustra con occhi preoccupati la via deserta. Il giorno dopo è il 19 luglio...

02.07.2016

Il suo libro più recente / Elena Stancanelli. La femmina nuda

La femmina nuda di Elena Stancanelli è la confessione di un anno di follia, un altro studio ravvicinato di quel particolare tipo di dolore femminile causato dall'abbandono, tradizionalmente più pazzo, più affilato, devastante e autolesionista del corrispettivo maschile.   Anna, dopo cinque anni di convivenza, scopre l'infedeltà recidiva del suo uomo. Lui se ne va di casa, ma a intermittenza e lei non lo lascia andare via definitivamente, ci rimane attaccata, a lui e alle sue appendici digitali, alla sua pagina facebook, all'assurdità della vita di quell'uomo che continua senza di lei, nonostante lei.   La protagonista descrive gli avvitamenti del suo tormento in una lettera a Valentina, saggia amica e punto fermo nella tempesta della sua follia: è lei la seconda persona...

19.06.2016

Caterina Bonvicini. Tutte le donne di… / Sesso e fallimento

Tutte le donne di Vittorio lo aspettano la vigilia di Natale, sedute intorno al risotto con i porri e al branzino con le patate al forno. Ci sono la moglie, l'ex moglie, le due figlie, la madre, la sorella e l'amante. Lui non c'è. Dà forfait. Avvisa giusto la figlia più giovane con un sms e lascia tutte appese a quell'abbandono, a fare i conti con la sua ingombrante assenza. La scomparsa, la fuga, la perdita di un uomo è il movente per raccontare le sue donne, “le donne di”, e quella preposizione che esige appartenenza e proprietà è il pretesto per tenere insieme tutte quelle declinazioni del femminile, senza lasciarle sbriciolare ognuna nelle sua personale confessione di fragilità («ci sembrava di essere una cosa o un'altra per colpa o per merito suo. Ora siamo quello che siamo, senza...

03.04.2016

Da Thomas Pynchon a Roberto Bolaño / Il romanzo massimalista

«Il sistema letterario contemporaneo è troppo frammentato perché si possa parlare di un centro, configurandosi piuttosto come uno spazio policentrico e fluttuante, all'interno del quale la tensione massimalista risulta particolarmente marcata». Non è tuttavia inutile, proprio a partire da questa tensione, cercare di circoscrivere uno spazio che potrebbe caratterizzare al meglio la magmatica landa del postmoderno letterario, priva di riferimenti stabili e di testi sacri, una brulicante distesa di voci che si sovrappongono e si contendono primati impossibili, e rintracciare, se possibile, qualche trattogenerale che permetta di orientarsi al suo interno e magari definire un genere che più di ogni altro lo contraddistinguerebbe. Secondo Stefano Ercolino questo nuovo genere, che si configura...

05.12.2015

La grafica in doppiozero

Grafica italiana, lo stile della modernità. Marco Belpoliti   La grande lezione della grafica italiana, che metta mano a un libro come a una scatola di spaghetti, al marchio di un supermercato come ad una sigla televisiva, è quella della lettura: leggere e far leggere. L’immagine è sempre leggibile, sia essa un disegno o una lettera. […] Una volta Calvino, parlando dei suoi lettori, ha scritto che lo scrittore deve supporre un pubblico che ne sa più di lui, più colto e intelligente dello scrittore stesso. Così ci hanno immaginato i grafici italiani per i due lunghi decenni della modernità italiana, prima che l’utopia della comunicazione s’infilasse nel tunnel del consumo e del marketing pubblicitario, che si...