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Giovanna Zoboli

Giovanna Zoboli è nata nel 1962 a Milano, dove vive e lavora. Ha collaborato con numerose case editrici come redattrice, curatrice ed editor. È autrice di poesie, racconti, storie e romanzi per ragazzi e non, editi in Italia e all’estero. Dal 1994, si occupa di letteratura per l’infanzia. Insieme a Paolo Canton, ha creato, nel 1998, I Libri a naso e, nel 2004, i Topipittori, marchi editoriali specializzati in volumi illustrati. I suoi libri hanno ottenuto riconoscimenti italiani e stranieri, come il premio Andersen 2007 e 2008 per miglior albo 0-6, e come il White Ravens 2004 e 2005. Nel 2006, con il personaggio di Pilly, ha vinto il premio Comicon Micheluzzi, come miglior sceneggiatrice di striscia umoristica.

08.06.2017

I bambini e la paura / L'importanza di perdersi nel bosco

Dopo l'attentato di Manchester, nel quale al termine di un concerto di Ariana Grande sono rimasti uccisi numerosi ragazzi la maggior parte dei quali ancora minorenni, come dopo ogni atto di terrorismo su media e social network è circolata la domanda “Come spiegare gli attentati ai bambini”. Famiglia Punto Zero, social di promozione culturale della genitorialità e approfondimenti tematici sulla famiglia, ha girato la domanda a Nadia Terranova, scrittrice per adulti e ragazzi, che tiene una bella pagina dedicata alla letteratura per l'infanzia sull'inserto Robinson. «Il problema – ha risposto Terranova – non è svegliarsi ogni volta e chiedersi come spiegare gli attentati ai bambini, il problema è che bambini a cui le favole sono state edulcorate, a cui non si può più leggere niente perché...

01.05.2017

Infanzia di Nathalie Sarraute / La battaglia delle parole

Accade spesso che qualcuno mi chieda perché scrivo libri per ragazzi. Difficile trovare una risposta per qualcosa che non è precisamente frutto di una decisione. Fra l’altro, non mi sono mai pensata come “scrittrice” e continuo a non pensarmi come tale. Sulla carta d’identità, alla voce professione ho riportato editore. Non mi è mai capitato di utilizzare per me stessa la definizione di “scrittrice”. E non per scelta: semplicemente quando accade di dovermi definire, non ci penso. Il problema, con le parole, è questo: la medesima parola appartiene a domini diversi e in questi domini fissa permessi e divieti specifici. Nel mio dominio, il termine scrittrice non è riferibile a me.  È interessante, e non facile, cercare di venire a capo del momento in cui e delle modalità con cui il...

09.03.2017

Con gli occhi della mente / Bellezza e bruttezza nella fiaba

Nei tempi antichi, quando desiderare serviva ancora a qualcosa, c’era un re, le cui figlie erano tutte belle, ma la più giovane era così bella che perfino il sole, che pure ha visto tante cose, sempre si meravigliava, quando le brillava in volto. Vicino al castello del re c’era un gran bosco tenebroso e nel bosco, sotto un vecchio tiglio, c’era una fontana. Nelle ore più calde del giorno, la principessina andava nel bosco e sedeva sul ciglio della fresca sorgente. E quando si annoiava, prendeva una palla d’oro, la buttava in alto e la ripigliava; e questo era il suo gioco preferito. Ora avvenne un giorno che la palla d’oro della principessa non ricadde nella manina ch’essa tendeva in alto, ma cadde a terra e rotolò proprio nell’acqua. La principessa la seguì con lo sguardo, ma la palla...

24.12.2016

L'ironia malinconica di Wilde / E baciò sulla bocca il Principe Felice

Il Principe Felice di Oscar Wilde comincia dove di solito le fiabe si sono concluse da un pezzo. Cioè, molto dopo il canonico lieto fine: il principe ha già vissuto la sua splendida vita (nella reggia di Sans Souci, puntualizza nel racconto, accennando al suo passato di spensieratezza ed egoismi) e infine è morto. È allora che la cittadinanza, grata, l'ha trasformato nell'icona del più invidiabile dei destini: un principe gigantesco e tutto d'oro, svettante sulla città, su un'imponente colonna, con due zaffiri al posto degli occhi e un rubino sull'elsa della spada; così più in alto di ogni cosa da risultare irraggiungibile.  Che l'omaggio della cittadinanza sia, in verità, di sopraffina perfidia lo racconta lo stesso Principe alla fatua rondinella, coprotagonista in questa storia...

26.11.2016

I felini di Wanda Gág / Milioni di gatti

Abbiamo affidato ai nostri autori la lettura di un classico che non conoscevano, da leggere come se fosse fresco di stampa.   Tre anni fa, a New York per una mostra di illustrazione alla Society of Illustrators di New York, ho approfittato delle fornitissime librerie della città, alcune delle quali specializzate in libri per ragazzi, per acquisti di picture book. In particolare titoli che da noi non sono pubblicati, ma che lì, oltreoceano, sono classici amati e celebri, che hanno formato generazioni di lettori. Così ho riempito una valigia e l'ho trascinata a Milano, fino a casa. Tuttavia i libri non li ho letti subito; alcuni sono rimasti in attesa. Come ogni cosa, anche i libri hanno necessità di un periodo di decantazione, acclimatazione, forse persino quarantena. Passare da una...

07.10.2016

Provvisto di occhi, vai

Recentemente ho visitato la mostra Emilio Vedova. Disegni alla Fondazione Vedova di Venezia. Su una lunga parete, un inesauribile tappeto di segni, forme, colore: 347 disegni l'uno accanto all'altro senza soluzione di continuità, realizzati in epoche diverse, su diverso supporto, in diverso formato, con diverse tecniche. L'impatto è fortissimo. Germano Celant, curatore di questo ipnotico allestimento, non ha seguito un criterio cronologico o tematico o dimensionale, o qualsiasi altro criterio immediatamente riconoscibile. Lo spettatore è messo di fronte a una superficie dinamica, traboccante, complicata, difficile da leggere e da dominare da cui lo sguardo è rapito, ma fatica a trovare modalità di lettura. All'ingresso della mostra è disponibile un pieghevole che riporta la mappa dei...