AUTORI
Marilena Renda

Marilena Renda è nata a Erice nel 1976, ha vissuto a Roma e Palermo e vive a Milano, dove insegna, scrive e traduce. È laureata in Lingue e ha conseguito un dottorato in Italianistica con una tesi su ebraismo e letteratura nel ‘900. Nel 2010 è uscita per Gaffi la monografia: Bassani, Giorgio. Un ebreo italiano e nel 2012 per dot.com press il poema Ruggine. Collabora ad Alfabeta2 e Poesia.

05.01.2017

Infanzie / Il libro dei bambini soli

È da poco uscita per il Saggiatore l’opera prima di Enrico Sibilla, traduttore e copywriter milanese alla sua prima prova narrativa. Qualche anno fa mi fece leggere le prime pagine di un testo che stava scrivendo, un romanzo sulla strage di Gorla, il bombardamento alleato del 1944 che colpì una scuola media di Milano uccidendo 184 bambini. Non mi ha stupito quindi che questo libro porti come titolo Il libro dei bambini soli; l’autore ha forse accantonato quel progetto narrativo, ma il tema dell’infanzia si rivela centrale nel suo immaginario, poiché ognuno di questi lunghi racconti ne rivela una diversa sfumatura. Per ognuno di noi l’infanzia è, tra le altre cose, lo scenario della più sterminata solitudine e delle più grandi umiliazioni: non importa quanto sei stato amato, dice Sibilla...

09.05.2015

Dario Fani. Ti seguirò fuori dall'acqua

In Tu che mi guardi tu che mi racconti (Feltrinelli 1997), Adriana Cavarero rifletteva sulla narrazione come momento decisivo per la strutturazione dell'identità (Edipo, che ha bisogno di raccontare la sua storia per scoprire chi è), e citava Borges, che nella Biografia di Tadeo Isidoro Cruz scrive: “qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà di un solo momento: il momento in cui l'uomo sa per sempre chi è”. Fedele a questo principio, Borges non racconta tutte le notti di Isidoro, bensì solo “la notte in cui finalmente vide il proprio volto, la notte in cui finalmente udì il proprio nome. Intesa bene, quella notte consuma la sua storia; per dir meglio, un istante di quella notte, un atto di...

13.03.2015

Helen Keller, Il silenzio delle conchiglie

Il racconto della vita di Helen Keller, sordocieca, attivista, figura centrale nel Novecento americano – cosa ha realizzato, quanto lontano si è spinta nel Novecento appena trascorso malgrado la sua radicale infermità, o forse proprio grazie alla spinta propulsiva della malattia, e indubbiamente grazie a un’energia, un coraggio e un’intelligenza fuori dal comune – richiede prima di tutto il tentativo di descrivere la potenza dei segni. I sensi sono qualcosa che tradizionalmente diamo per scontato; diamo per acquisito il legame che un bambino stabilisce attraverso la vista e l’udito tra l’oggetto e la parola che lo rappresenta, certo arbitrariamente, ma in modo stabile. Lo racconta il film di Arthur Penn sulla vita di Helen Keller The...

17.10.2014

Bambini fragili

Insegno da sette anni. Ho iniziato con le supplenze, per gioco e soprattutto per avere un doppio canale, accanto a quello che nei primi Duemila mi appariva come il mio lavoro principale: lo studio, la ricerca, ma anche la scrittura, la traduzione. Dopo un anno di pausa passato a chiedermi dove andare e cosa fare, ho cominciare a fare sostegno ai disabili (al momento giusto ciò che deve ci trova sempre), e quello è stato il momento in cui ho cominciato a fare sul serio. Fin dal primo giorno la scuola è stata per me il luogo in cui agire tutte le mie contraddizioni e imparare, io nella relazione con i miei alunni (io prima ancora dei miei alunni) a non tremare davanti ai compiti difficili e a fare ciò che si deve nel migliore possibile dei modi. Queste note sono...

11.10.2014

Scicli è la più bella delle città del mondo

Da qualche tempo mi capita, arrivando in un posto nuovo, di trovarci molto di conosciuto. Non si tratta esattamente dell'impressione di aver visto il posto, e quindi di ritornarci, quanto piuttosto del fatto, mentre lo vedo e lo attraverso, che alla novità del paesaggio si sovrappongono fotogrammi di altrove, angoli di strade, dettagli di palazzi, insegne di bar, salite e discese per cui il corpo è già passato, in un tempo e luogo che quasi mai è possibile definire. Presumo che dopo qualche anno la memoria dei luoghi tenda a confondersi e a mescolare dettagli; è per questo che arrivando a Scicli per la prima volta non è stata una sorpresa riconoscere nelle sue vie e nella sua conformazione fisica – tutta stretta tra montagne e chiese,...

11.08.2014

Il racconto della festa

“È una festa alla povertà”, dice il venditore di libri usati di via Vittorio Emanuele all'indomani del festino. “Non è una festa, ma il racconto della festa”, rincara la dose il mio amico Nicolò che, come me, assiste per la prima volta al festino di Santa Rosalia, da 390 anni momento clou del culto della fanciulla nata intorno al 1128 che secondo la leggenda e la devozione popolare liberò dalla peste Palermo nel 1624.   Come accade ormai da qualche anno, il festino – che cade nella prima metà di luglio, quindi in un'atmosfera anche meteorologicamente torrida – porta a galla le tensioni sociali di una città da molti definita come “in ginocchio”, in cui il centro storico cade...