AUTORI
Massimo Marino

Massimo Marino guarda molto teatro, di oggi e del passato. Ne scrive, su vecchi giornali di carta e sul web. E pure nei libri. Insegna. Ama i ritmi delle frasi, gli interstizi di silenzio tra le parole, gli orizzonti in cui gli alberi illustrano i palazzi.

19.01.2017

Una domenica di passioni / I fili del teatro. Scaldati, Eduardo, Leo

Come una lucerna, il pensiero umano crea storie che illuminano la grotta oscura. Fragili, infinite immagini come lampi tra rovine…     Assassina   Inizia così, con un canto dolce, strascicato come una salmodia, Assassina di Franco Scaldati, messo in scena da Enzo Vetrano e Stefano Randisi con la voce e i suoni dal vivo dei Fratelli Mancuso. Un viaggio di luce nell’oscuro, tra i detriti di esistenze marginali, come quelle di tutti, in una scena ambientata in un vecchio cesso pubblico abbandonato, azzurro e diroccato, tra animali visibili e invisibili che si divorano l’un l’altro, perennemente affamati, in lotta con l’ombra, che sfugge, che ci anticipa, che ci mangia, che ci sdoppia. Inizia così e risplende, Assassina, con quelle sue zone di profondo scuro, nella lingua dura...

12.01.2017

Prima della pensione in scena a Bologna / Le Belle Bandiere, Thomas Bernhard, il nazismo

Oddio, qualcuno avrà dimenticato accesa la suoneria del telefono, o addirittura è partita la musica stipata nella memoria di qualche cellulare. Un motivo classico, un violino, un pianoforte, i bassi. Una voce che canta sottotraccia, appena percepibile, sotto le parole di Elena Bucci che quasi danzando entra in scena, in quell’antro oscuro che è la casa delle sorelle Höller, lei, Vera, nomen omen, l’altra, Clara immobilizzata su una sedia a rotelle da quando un bombardamento americano, uno degli ultimi giorni di guerra, colpì la sua scuola, un’azione terroristica ribadisce il fratello, il Presidente di Tribunale, che le due donne aspettano nella caverna prigione, buia con qualche sprazzo di luce e ombre di sbarre, davanti a un asse da stiro per togliere pieghe alla toga del Giudice, con...

06.01.2017

Canti di augurio e dono / Il teatro segreto di Giuliano Scabia

Intona Laura Artioli, figlia di Eneide Notari, sorella quest’ultima di Ines, di Ersilio, di Sveno (nome di epico principe danese), di Dante, di Aurora, di Euridice, di Dalmazia, figli di Domenico Notari, detto Minghín, capomaggio dell’Appennino, muratore, volto scolpito nella pietra con occhi azzurri cielodimontagna; canta la nipote Laura, ormai proveniente dalla pianura, come tutti i nipoti:   Sempre negli infiniti mondi dentro il tempo appena nato che spera farsi eterno la vita dovunque fiorirà.   27 dicembre 2016. Siamo nella casa dei Notari, quella che fu abitata da Sveno, muratore anche lui come il padre e poeta nel tempo segreto, “murator sul foglio chino” a inventare ottave, come gli antichi poeti degli epici cantari. Siamo a Busana, nell’alto Appennino Reggiano, per gli...

07.12.2016

Un inedito pubblicato da L’orma / Brecht: il romanzo dei tui

Si sono inventati, quattro anni fa, una casa editrice, L’orma, che ha pubblicato finora testi raffinati di autori poco presenti sul mercato editoriale italiano. Il successo lo hanno ottenuto con Annie Ernaux: un’autrice che stava diventando sempre più “imprescindibile” (lo dicono loro e le passioni che ha suscitato) sul mercato europeo, e da noi rimaneva quasi ignota. Il catalogo dell’Orma comprende carteggi fuori dai canoni di grandi autori, in formato di pacchetti pronti per essere spediti. Sta rieditando tutta l’opera di E. T. A. Hoffmann. Ma le sue collane ammiraglie sono Kreuzeville e Kreuzeville Aleph. I due editori, Marco Federico Solari e Lorenzo Flabbi, traducono rispettivamente dal tedesco e dal francese, e perciò hanno deciso di intitolare a due grandi quartieri delle due...

27.10.2016

Teatro internazionale con Ert / Vie Festival: immagine, trasmissione, remake

Il rapporto tra rappresentazione dal vivo e immagini riprodotte, la pedagogia, il remake. Sembrano queste le linee guida della recente edizione di Vie Festival, un’invenzione di Emilia Romagna Teatro. È difficile sempre in un festival che non dichiari un indirizzo tematico individuare fili rossi. Eppure in quest’ultima rassegna internazionale di autunno firmata dal direttore uscente Pietro Valenti, tra molti spettacoli presentati, quelle tre tracce sembrano balzare evidenti, con alcune intersezioni particolarmente interessanti, con un evidente rilievo affidato al tema della trasmissione (della didattica, della pedagogia), strategico oggi nel nostro sistema teatrale (e politico e sociale) smemorato, alla deriva. Per questo lo conservo per ultimo, affrontando per primo quello del remake,...

13.10.2016

Dario Fo, comico contro

L’avevamo cercato in maggio Dario Fo, noi di Doppiozero, per un’intervista sui maestri. Gli avrei chiesto chi sono i maestri oggi, sottintendendo che lui, scanzonato comico, politico sempre di traverso, artista capace di sbalzare con un movimento di ciglia un personaggio, un carattere, un misfatto, un maestro lo era, anomalo, simile a quegli spiriti che in certe tradizioni popolari si divertono a mettere tutto sottosopra e poi, magari, ti fanno scoprire un tesoro. La cosa si è trascinata: non stava bene, non riusciva a parlare. L’intervista è saltata. I timori per la sua salute, si erano però quasi diradati quando è apparso di nuovo in pubblico a Cesenatico (il buon ritiro suo e di Franca Rame) per presentare l’ultimo libro che aveva scritto e una mostra di disegni, su Darwin. E ieri se...