AUTORI
Matteo Brighenti

Matteo Brighenti, trentenne senza averne colpa, metà fiorentino e metà bolognese, sono un giornalista pubblicista a cui è esplosa tra le mani la critica teatrale. Ho una laurea magistrale in “Scienze della Politica e dei Processi Decisionali”, un Master di I° livello in “Critica Giornalistica” e un contratto da libraio a tempo indeterminato. Scrivere è la mia militanza, tweetto come se non ci fosse un domani, ma non so tenere di conto. Quindi, all’atto pratico, non so fare niente. Non sono però un intellettuale: sono solo uno che non si sa pettinare. @briguzia

 

28.06.2018

Teatro Farnese di Parma / Lenz: il Grande Teatro del Mondo

Un campo lungo sul lato oscuro della commedia umana. Lenz Fondazione inquadra Il Grande Teatro del Mondo da Calderón de la Barca nel Complesso Monumentale della Pilotta di Parma (18-23 giugno). Figure, azioni, caratteri, sono riconoscibili, ma rimangono inglobati nell’ambiente. È il circostante il vero Dio/Autore, predomina su tutto e tutti, anche sulla sua copia in scena, che pur distribuisce tra gli attori ruoli e parti, giudizi e sentenze. Per Francesco Pititto (testo e imagoturgia) e Maria Federica Maestri (installazione, costumi e regia) questo luogo è l’opera. E, viceversa, la parola è il luogo, come recita il titolo del focus del 21 giugno sullo spettacolo e su 27 anni di poetica in dialogo con il corpo muto di archivi, musei, ospedali, regge e palazzi.   Difatti, fin dal 1991...

07.06.2018

Fabbrica Europa / Drammaturgie dell’eterno presente

Niente si crea, niente si distrugge, tutto si ripete. Il futuro non ha memoria. È un ritorno, un “eterno ritorno”. Uguale e per tutti. Un bacio, un incontro, una sconfitta, sono sempre un bacio, un incontro, una sconfitta. Gli atti restano atti. Tali e quali. La superficie delle azioni è immobile e costante. Continua, anche tra spazi e tempi diversi o lontani. Il cosa ne sarà, può essere declinato solo al presente: cosa ne è. Gli orizzonti richiamati dal fiorentino Festival Fabbrica Europa 2018 (direzione artistica di Maurizia Settembri e Maurizio Busìa) “su cui affacciarsi e scorgere nuovi cammini possibili” appaiono quindi come l’ora, l’adesso, il preciso istante della scelta. Che fare, dove guardare, come agire. Una traiettoria intima e collettiva, umana e tecnologica, che abbiamo...

07.12.2017

Al Funaro “Aladino” di Matěj Forman / Maestria dell’illusione

Un teatro di marionette e ombre come una danza dei veli. Aladino di Matěj Forman appare e scompare da una sarabanda di paraventi mobili dalle forme orientaleggianti. Sono i negozi, le botteghe, gli empori che trasformano per un’ora la sala del Funaro di Pistoia nel gran bazar delle storie. Un’atmosfera di trambusto, andirivieni di compravendite, accoglie il pubblico fin da subito: performer in nero e oro, scarpe a punta, fez, gilet e fascia, offrono il tè ai nuovi arrivati. I contratti sono chiusi o ancora da chiudere, ma l’importante non è questo, è ritrovarsi, passare il tempo insieme, parlare, aprirsi, mentre il fumo del tè sale e le parole ci ricongiungono con l’alto: la saggezza, la generosità. La nebbia sottile di stasera racconta in prima nazionale Le mille e una notte e la favola...

01.09.2016

Orizzonti festival / Il teatro a Chiusi non è una follia

Prima di Orizzonti Festival 2016 erano quattro amici al Barretto Hakuna Matata. Adesso sono il ‘gruppo di ascolto’ del direttore artistico. Vorrebbero un luogo unico a Chiusi in cui riunire tutti gli eventi del Festivàl (lo chiamano così, alla Pippo Baudo, con l’accento sulla a). Andrea Cigni ribatte parola su parola, come se fosse in una riunione operativa, non a prendere il caffè nei giardini del Duomo, e spiega con allegra, gentile fermezza, che un festival deve aprirsi e integrarsi, stare dentro e uscire dalle mura, le sue e della città. Altrimenti non ha possibilità di sopravvivere né, probabilmente, ragioni di esistere. “Al di là del suo essere e avere ci sta simpatico” mi dicono a ‘seduta’ conclusa. E poi riprendono a discutere: ognuno ha la sua idea. Lo sentono loro, Orizzonti è...

30.06.2016

Lo 007 dell’arte italiana rivissuto dal Teatro dell’Elce / Il sogno di Rodolfo Siviero

Si è tolto le scarpe, si è sdraiato sul letto a baldacchino e ha chiuso gli occhi. Stefano Parigi ha fatto ciò che è scritto nel copione: Siviero si è addormentato. Eppure a me sembra di sentirne ancora il filo dei pensieri, mentre il pubblico esce ascoltando il respiro pacificato del fantasma che ci guidato ne Il sogno di Rodolfo Siviero, un percorso all’interno del Museo Casa Rodolfo Siviero nella palazzina di Giuseppe Poggi sul Lungarno Serristori, a Firenze, e un viaggio spettacolo che si dispiega nel soffio della memoria e delle riflessioni dello 007 dell’arte. Gli sono valsi quel soprannome i metodi rocamboleschi e avventurosi con i quali ha salvato gran parte del patrimonio artistico italiano durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, il fascino personale di uomo colto e raffinato...

10.03.2016

Un teatro sempre in bilico / Cuocolo-Bosetti: morire o ricordare

Forse che sì forse che no. Il motto, ripreso da una canzone d’amore, una ‘frottola amorosa’ del Cinquecento, percorre tutte le strade (prive di biforcazioni e quindi obbligate) del labirinto che decora il soffitto dell’omonima sala nell’Appartamento di Vincenzo I Gonzaga nel Palazzo Ducale di Mantova. Roberta cade in trappola – The Space Between è lassù, tra l’incertezza dell’amante appeso al filo di Arianna delle risposte dell’amato, in questo caso il tempo passato, e la tragica indagine sul resistere alla più banale e rassegnata quotidianità. Lo spettacolo di e con Renato Cuocolo e Roberta Bosetti, tredicesima parte in sedici anni dell’Interior Sites Project, è il nuovo passo fermo di...