AUTORI
Matteo Brighenti

Matteo Brighenti, trentenne senza averne colpa, metà fiorentino e metà bolognese, sono un giornalista pubblicista a cui è esplosa tra le mani la critica teatrale. Ho una laurea magistrale in “Scienze della Politica e dei Processi Decisionali”, un Master di I° livello in “Critica Giornalistica” e un contratto da libraio a tempo indeterminato. Scrivere è la mia militanza, tweetto come se non ci fosse un domani, ma non so tenere di conto. Quindi, all’atto pratico, non so fare niente. Non sono però un intellettuale: sono solo uno che non si sa pettinare. @briguzia

 

01.09.2016

Orizzonti festival / Il teatro a Chiusi non è una follia

Prima di Orizzonti Festival 2016 erano quattro amici al Barretto Hakuna Matata. Adesso sono il ‘gruppo di ascolto’ del direttore artistico. Vorrebbero un luogo unico a Chiusi in cui riunire tutti gli eventi del Festivàl (lo chiamano così, alla Pippo Baudo, con l’accento sulla a). Andrea Cigni ribatte parola su parola, come se fosse in una riunione operativa, non a prendere il caffè nei giardini del Duomo, e spiega con allegra, gentile fermezza, che un festival deve aprirsi e integrarsi, stare dentro e uscire dalle mura, le sue e della città. Altrimenti non ha possibilità di sopravvivere né, probabilmente, ragioni di esistere. “Al di là del suo essere e avere ci sta simpatico” mi dicono a ‘seduta’ conclusa. E poi riprendono a discutere: ognuno ha la sua idea. Lo sentono loro, Orizzonti è...

30.06.2016

Lo 007 dell’arte italiana rivissuto dal Teatro dell’Elce / Il sogno di Rodolfo Siviero

Si è tolto le scarpe, si è sdraiato sul letto a baldacchino e ha chiuso gli occhi. Stefano Parigi ha fatto ciò che è scritto nel copione: Siviero si è addormentato. Eppure a me sembra di sentirne ancora il filo dei pensieri, mentre il pubblico esce ascoltando il respiro pacificato del fantasma che ci guidato ne Il sogno di Rodolfo Siviero, un percorso all’interno del Museo Casa Rodolfo Siviero nella palazzina di Giuseppe Poggi sul Lungarno Serristori, a Firenze, e un viaggio spettacolo che si dispiega nel soffio della memoria e delle riflessioni dello 007 dell’arte. Gli sono valsi quel soprannome i metodi rocamboleschi e avventurosi con i quali ha salvato gran parte del patrimonio artistico italiano durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, il fascino personale di uomo colto e raffinato...

10.03.2016

Un teatro sempre in bilico / Cuocolo-Bosetti: morire o ricordare

Forse che sì forse che no. Il motto, ripreso da una canzone d’amore, una ‘frottola amorosa’ del Cinquecento, percorre tutte le strade (prive di biforcazioni e quindi obbligate) del labirinto che decora il soffitto dell’omonima sala nell’Appartamento di Vincenzo I Gonzaga nel Palazzo Ducale di Mantova. Roberta cade in trappola – The Space Between è lassù, tra l’incertezza dell’amante appeso al filo di Arianna delle risposte dell’amato, in questo caso il tempo passato, e la tragica indagine sul resistere alla più banale e rassegnata quotidianità. Lo spettacolo di e con Renato Cuocolo e Roberta Bosetti, tredicesima parte in sedici anni dell’Interior Sites Project, è il nuovo passo fermo di...

12.11.2015

Case Matte, teatro negli ex manicomi

Teatro documento violento quanto umano è Mombello – Voci da dentro il manicomio, realizzato da Teatro Periferico in collaborazione con la compagnia delleAli. Dopo due anni di repliche in scuole, caserme o carceri, lo spettacolo nato dalle storie di malati, medici, infermieri, assistenti sociali, che vissero e lavorarono all’interno dell’“Antonini”, l’ex ospedale psichiatrico di Mombello, frazione di Limbiate, vicino Milano, è stato il passo attorno a cui si è costruito Case Matte. Il cammino nei vecchi manicomi (questi dinosauri, come li ha definiti Giuliano Scabia nel convegno Case matte. Il teatro necessario), oggi chiusi e in molti casi minacciati dalla speculazione edilizia, ha toccato, tra settembre e ottobre, Limbiate, Genova...

27.08.2015

Gli Orizzonti mediterranei di Chiusi

Mustiola ha le mani giunte in preghiera e gli occhi bassi, penitenti e remissivi, guardano il bambino Gesù. Sulla tavola conservata nel Museo della Cattedrale di Chiusi, in provincia di Siena, e attribuita al pittore Marco Bigio (XVI secolo) la giovinezza della Santa è un pallore olivastro e schivo: mai penseresti che abbia esploso una fede che è corsa dalla Roma anticristiana fino a noi. Lo capisci in barca sul Lago di Chiusi, là dove si tramanda che il 3 luglio del 274 d.C. Mustiola abbia fatto del suo mantello una zattera e di Dio il suo sposo: Silvia Frasson ha alzato gli occhi della futura patrona della città all'altezza dei suoi carnefici e non li ha abbassati fino all'ultimo silenzio, contro un sole come ricoperto di rabbia e vergogna....

05.08.2015

Teatro Povero: un paese contro l’oblio

Il futuro è la costruzione di una festa carica di attesa. Oggi Gigino compie vent’anni e tutto il paese si stringe in un abbraccio di pietre e vento, di radici e rami. È l’ultimo rimasto di quell'età, con lui sorge l'ultima possibilità di sopravvivere nel cambiamento. Gli adulti sono disillusi da ciò che non hanno saputo realizzare, i vecchi si fanno forti di primavere che ricordano solo loro. Ma Gigino cosa ha deciso? Resta nel borgo di combattimento o va a lottare per sé altrove?   Non lo sappiamo, forse non lo sa nemmeno lui, sappiamo però cosa ha scelto la gente di Monticchiello nel 1967, 200 anime nel comune di Pienza, provincia di Siena, e cosa ha continuato a scegliere fino a ora, fino a Il paese che manca...