AUTORI
Piersandra Di Matteo
24.11.2016

Sky and the Family Stone / Storie di parentela secondo ZimmerFrei

“Non farò figli per questo Paese”. Quarantatré giovani, una dopo l’altra, pronunciano questa frase in primo piano. È Stop Kidding, la video-installazione che ZimmerFrei presenta al padiglione dei giovani artisti italiani della Biennale di Venezia 2003, quando sono passati poco più di tre anni dall’apparizione sulla scena italiana del collettivo composto da Massimo Carozzi, Anna de Manincor e Anna Rispoli. Un filo teso congiunge quella pronuncia netta e frontale che mirava a “spaccare la membrana protettiva tra corpo singolo e corpo sociale” e il progetto Family Affair che ZimmerFrei sta sviluppando da più di un anno in diverse città europee (Lille, Valenciennes, Varsavia, Budapest, Torres Novas, Milano, Losanna), sperimentando un formato partecipativo che tiene uniti video, archivio...

09.06.2016

Teatro musicale contemporaneo / Nell’officina sensibile di Heiner Goebbels

Fast Forward Festival, rassegna dedicata al teatro musicale contemporaneo, promosso dal Teatro dell’Opera di Roma, a cura di Giorgio Battistelli, apre con Schwarz auf Weiss (Nero su bianco), storico lavoro del regista e compositore tedesco Heiner Goebbels, a cui il nostro paese ha tributato di recente il Premio Franco Quadri 2015, per aver “contribuito a cambiare il modo di concepire il rapporto tra teatro e musica nella nostra epoca, estendendo la conoscenza dell’arte alla vita pubblica”.   Schwarz auf Weiss è l’omaggio per il maestro, il compagno, l’amico scomparso. È ideato da Heiner Goebbels con l’Ensemble Modern di Francoforte, quando, in corso di lavorazione, sopraggiunge la notizia della morte di Heiner Müller (1995). Ed è un tessuto connettivale spesso e osmotico, nutrito...

30.04.2012

Lo specchio e il suo doppio: Muna Mussie

Il lavoro performativo di Muna Mussie, artista eritrea naturalizzata italiana e residente a Bruxelles, si fonda su una formalizzazione minuta dell’atto scenico. Sempre a un passo da una impressione di non-costruito o costruito troppo, nelle sue performance l’eccesso di struttura e il difetto di dinamica drammatica sono la condizione per creare un senso-della-misura che fa della scena uno spazio dell’intimità. Elementi ricorrenti della sua ricerca sono la dimensione del gioco (infantile), una componente implicitamente politica connessa al suo specifico portato autobiografico – segnato da “una doppia identità culturale per provenienza e per adozione” –, il tema di una timida femminilità, il nocciolo duro del riconoscimento...