AUTORI
Stefano Bartezzaghi

Stefano Bartezzaghi (Milano, 20 luglio 1962) è un giornalista e scrittore italiano. Si è laureato al DAMS (Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna) con Umberto Eco. Dal 1987 ha tenuto rubriche sui giochi, sui libri, sul linguaggio. Attualmente collabora con il quotidiano La Repubblica, per il quale pubblica le rubriche "Lessico e Nuvole", "Lapsus", "Fuori di Testo", e con il settimanale l'Espresso, con la rubrica di critica linguistica "Come dire". Dal 2010 è docente a contratto presso lo IULM - Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano, dove attualmente insegna "Teorie della creatività". Al tema della creatività ha dedicato il libro Il falò delle novità, nel quale prende in esame il rapporto tra creatività, linguaggio e nuovi media.

11.04.2016

Corvi, gabbiani, pappagalli e altri volatili impertinenti / Animali parlanti

Poco prima che l’uomo imparasse a fare tweet, ovvero a cinguettare, il filosofo David Rothenberg si è posto una domanda: Perché gli uccelli cantano? Per rispondere ha seguito due piste, corrispondenti alle sue due vocazioni. Da filosofo, ha studiato l’etologia, a partire dalla teoria di Plinio il Vecchio sulle gazze, che canterebbero per imitazione di rumori diversi, fra cui la voce umana:  «Esse amano pronunciare certe parole e non soltanto le importano, ma si divertono ed esercitando la loro diligenza e la loro riflessione fra sé, non nascondono il loro impegno. Si sa che possono anche morire vinte dalla difficoltà di una parola!».  (Naturalis Historia, X 118)   Ma poi Rothenberg è anche musicista e ha portato il suo sassofono soprano in oasi naturalistiche australiane,...

08.04.2016

L'ho conosciuto perché ha deciso lui / Del Giudice racconti e silenzio

Fino a qualche tempo fa chiedevo ai suoi amici come stava, poi a un certo punto ho capito che non era più il caso. Già la domanda mette una gran tristezza a chi la ascolta e che, per rispondere, proprio non troverebbe le parole. Di parole ci devono bastare quelle che Daniele ha scritto tempo fa, e oggi tornano sui banconi delle librerie. Ho conosciuto Daniele Del Giudice perché l'ha deciso lui. Non so bene come sia successo: mi ha mandato un suo libro in uscita e mi ha anche invitato alla cena milanese di presentazione. Si vede che amici comuni gli avevano parlato di me. Quel libro, oggi, mi richiede sempre un attimo di riflessione: non mi ricordo mai se si intitoli Mania o Anima, secondo l'anagramma del titolo che gli avevo offerto come un timido mazzolino di fiori, per ringraziarlo di...

26.03.2016

Un Meridiano “parallelo” / Gianni Celati, l'outsider che diventò un classico

Nessuno sarà più incredulo di Gianni Celati nell’accogliere il corposo Meridiano che raccoglie la sua narrativa (Celati. Romanzi, cronache e racconti, Mondadori, pagg. 1854). La preziosa collana dà sistematicità a classici anche contemporanei, ma una sistematica di Celati ha l’aria di una fantasticheria editoriale. Probabilmente lo è anche stata: la responsabile dei Meridiani, Renata Colorni, ci ha pensato dopo aver assistito a un’opera teatrale celatiana di incantevole e umana ambiguità, la Recita dell’attore Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto (qui non ripresa). I curatori non potevano che essere quei due. Marco Belpoliti, critico e studioso di letteratura e da decenni seguace di Celati, gli ha dedicato corsi di laurea, convegni, studi e, nel 2008, un ricco numero della rivista-libro...

23.02.2016

Come continuare a essere se stessi / Umberto Eco e il suo prossimo

Non so se quella Bustina di Minerva sia mai stata raccolta in volume, ma non mi pare. Raccontava una passeggiata per Manhattan, durante la quale aveva visto avanzare verso di lui una faccia sicuramente familiare. Sapeva di conoscere quell’uomo ma proprio non riusciva a ricostruire chi fosse e dove l’avesse visto; era anche molto preoccupato perché negli Stati Uniti non ricordare il nome di un conoscente al momento dei saluti è una forma di maleducazione abbastanza grave. Così scartabellava nella rubrica mentale, mentre era sempre più vicino al conoscente-sconosciuto, con quel po’ d’ansia che danno sempre le parole sulla punta della lingua, i lapsus di amnesia, i piccoli tombini che si possono aprire anche sul piano di una memoria prodigiosa come quella di Umberto Eco (a lezione mi ricordo...

31.12.2015

Il nuovo e il possibile

domani è ancora un giorno (sul serio?) di aprire gli occhi e di vedere:  qualcosa di buono, di dire: ho avuto torto. dolce giorno, in cui il va-da-sé va da sé, più o meno! che trionfo, cassandra, assaporare un futuro che ti confuta! qualcosa di nuovo che sia buono (il buono vecchio lo si conosce già...) (Hans Magnus Enzensberger, dubbio; traduzione di Nunzio La Fauci)       Nello scorso novembre il ministro Giuliano Poletti ha affermato, con le libertà sintattiche concesse dal discorso orale: «Dovremmo immaginare contratti che non abbiano come unico riferimento il rapporto ora/lavoro, ma misurare l'apporto dell'opera: la misurazione ora/lavoro è un attrezzo vecchio che frena rispetto a...

21.11.2015

Terrorismo e videogiochi

Anche nell'attacco a Parigi, i videogiochi. La tipica inquietudine che genitori, educatori e frettolosi commentatori provano nei confronti dei videogiochi, da quando questi ultimi sono nati, oggi prende proporzioni abnormi. Questo perché si è saputo che i reclutatori di Daesh attirano e addestrano terroristi con giochi come Call of Duty e l'organizzazione comunica anche attraverso le chat delle Playstation, efficienti e difficili da intercettare. L'ansia per l'adolescente di famiglia, la sua possibile dipendenza dal joystick e il possibile scambio fra vita virtuale e vita reale, si amplifica a dismisura, diventa una questione politica e militare di livello planetario. È la Realtà tutta, che oramai teme il proprio Game Over.   Nell'...