AUTORI
Vanni Codeluppi
19.04.2017

La folla / Hawthorne e Poe: all’origine dei media

Lo scrittore americano Nathaniel Hawthorne ha descritto nel racconto Wakefield l’originale comportamento di un uomo londinese che ha improvvisamente deciso di abbandonare la sua abitazione e la moglie, ma di rimanere comunque a vivere per vent’anni, seppure in incognito, nelle immediate vicinanze. Ha voluto cioè lasciare il suo ambiente quotidiano per vivere nello spazio urbano e per confondersi con la folla che lo abita. Come ha scritto però Alberto Abruzzese «La folla londinese accoglie in sé Wakefield, lo ospita, lo divide e insieme preserva, lo danna e insieme salva». Si può dire dunque che la massa opera in qualche misura come i media. In essa ci si perde, ma ci si può anche ritrovare. A patto naturalmente di accettare senza remore quello che essa propone: entrare totalmente in un’...

14.03.2017

Quel che ci fa vedere il mondo è anche quel che ci acceca / Immagini dappertutto

  Il 15/16 marzo a Torino due giorni di incontri sul tema delle immagini e della violenza: come dobbiamo e vogliamo rapportarci a tutte queste immagini che pervadono e ossessionano la società occidentale? Che effetto ha il predominio dell’immagine sulla costruzione e tradizione del nostro canone culturale? È possibile formulare un’etica dell’immagine per il XXI secolo? Doppiozero riprende qui un contributo di Vanni Codeluppi per contribuire a costruire un dibattito attorno al tema, urgente e fondamentale.   L’immagine ha una storia molto lunga alle spalle, in quanto è nata probabilmente con gli esseri umani. Con la capacità cioè di questi di estrarre dalla realtà che li circonda e di trasformare in simboli gli elementi presenti nell’ambiente di vita. Una capacità che era già...

07.03.2017

Libertà, razionalità, corpo e comunità / Musica

La musica classica ha sviluppato, già a partire dall’Inghilterra del XVII secolo, delle precise regole di comportamento che gli spettatori devono seguire durante i concerti: vestiti adeguati, divieto di parlare, bere e mangiare durante l’esecuzione, applausi di consenso, bis finali. Nella musica giovanile, invece, tali regole sono state largamente destrutturate. Rimangono attive soltanto quelle che consentono di creare un canale di comunicazione con i musicisti, come gli applausi e i bis. D’altronde, la musica giovanile rappresenta un ambito nel quale la dimensione corporale è particolarmente sviluppata. Lo dimostra l’importanza del suo legame con la performance dal vivo, ovvero il momento del concerto. Questo, infatti, è in grado di costruire un’intensa partecipazione fisica delle...

04.03.2017

Guerre mediatiche / Baudrillard e lo spirito del terrorismo

Il 6 marzo sarà il decimo anniversario dalla scomparsa di Jean Baudrillard. L’editore FrancoAngeli pubblicherà per questa occasione il volume Pornografia del terrorismo, raccolta dei principali saggi dedicati dal sociologo francese al terrorismo. Presentiamo in anteprima un estratto dalla prefazione di Vanni Codeluppi, che ha curato il volume.   Le società occidentali hanno costruito il loro successo nei secoli facendo costantemente agli individui delle promesse di benessere e felicità. Ciò le ha portate a tentare di eliminare ogni negatività e soprattutto la negatività più forte di tutte: la morte. Baudrillard ha accuratamente descritto questo fenomeno nel suo saggio probabilmente più significativo: Lo scambio simbolico e la morte. Nel quale però ha anche sostenuto che la morte, e...

15.02.2017

La disponibilità degli individui alla sottomissione / La passività delle masse

Le società contemporanee hanno bisogno della massa, ma questa ha costituito un problema sin dal momento della sua apparizione, nelle prime forme di metropoli sviluppatesi durante l’Ottocento. Non a caso scrittori lungimiranti come Poe e Baudelaire, all’epoca, hanno avvertito l’esistenza di tutto ciò. La massa è problematica perché si presenta come un aggregato estremamente ampio di individui, ma privo di organizzazione e composto di soggetti isolati e incapaci di interagire tra loro in modo significativo. Gustave Le Bon, alla fine dell’Ottocento, nel celebre volume Psicologia delle folle (Longanesi), ha interpretato la massa come il risultato di un processo di omologazione: «Quali che siano gli individui che compongono la folla, per simili o diversi che possano essere il loro modo di...

17.01.2017

I media creano i luoghi / Cosa ci può dire ancora McLuhan?

Il canadese Marshall McLuhan è stato probabilmente il più importante studioso dei media. È scomparso quasi quarant’anni fa, nel 1980, ma i principali concetti teorici che ha elaborato sono ancora notevolmente conosciuti e continuano in gran parte a essere efficaci per spiegare il funzionamento della comunicazione contemporanea. Certo, vanno sviluppati e aggiornati, dato il consistente tempo che è passato dalla loro comparsa. Ha dunque senso parlare ancora oggi di McLuhan se si è in grado di riprendere e migliorare le sue idee, come ha fatto in passato il suo allievo Derrick De Kerckhove in alcuni dei suoi migliori libri. Ma McLuhan può anche essere ripreso per collocarlo all’interno dell’evoluzione del dibattito culturale e cercare di sistematizzare quello che le sue idee hanno generato...