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Jennifer Egan

  Anche se deve il suo successo italiano alla fortunata traduzione per minimum fax de Il tempo è un bastardo, il romanzo con cui nel 2011 ha vinto il Premio Pulizer per la narrativa, Jennifer Egan è fin dalla metà degli anni Novanta una delle voci più brillanti e innovative della prosa statunitense. Cresciuta nella California della rivoluzione informatica e maturata come scrittrice nella New York di Paul Auster, condivide con la generazione dei burned children of America (da David Foster Wallace a Jonathan Lethem, da Jonathan Franzen a William T. Vollman) lo stesso bisogno di superare l’impasse in cui il romanzo americano postmoderno è entrato dopo le grandi narrazioni di fine millennio come Pastorale americana di Philip Roth o Underworld di Don DeLillo. Attraverso una scrittura che mescola generi diversi, dalla spy story alla sperimentazione avanguardistica, nel corso della sua opera Jennifer Egan ha continuato a interrogarsi su una domanda: come fare a sopravvivere a un mondo che ha negato il concetto stesso di autenticità e il cui orizzonte ultimo è la dissoluzione del Sé nel narcisismo delle immagini prodotte dalla tecnologia. In questo modo i suoi romanzi e racconti...

William Kentridge

  Artista di fama internazionale William Kentridge (Johannesburg, 1955) è ormai riconosciuto dentro e fuori dal circuito artistico in quanto testimone della condizione di segregazione vissuta dal Sudafrica durante l'Apartheid, in cui l'artista cresce. Le sue animazioni in stop motion nascono da un processo unico che parte del disegno in bianco e nero, a carboncino o pastello, e prosegue in un'ossessiva cancellazione e ricostruzione che delinea un mondo fatto di ombre, slittamenti, metamorfosi, fraintendimenti continui che sono metafora dell'indefinibile complessità del contesto geo-politico in cui vive, come del mondo in generale. Ma se è vero che Kentridge è portavoce di un cambiamento epocale della storia, è anche vero che tutto il suo lavoro non si risolve mai in una presa di posizione univoca ma anzi si districa nella continua messa in discussione di “identità” e “verità”. Ed è per questo che il suo lavoro continua ancora ad affascinare, a mantenere la forza di continuare a porre domande. Se i temi che porta nel suo lavoro gridano un'urgenza collettiva, il suo è in realtà un percorso a ritroso di soggettivazione, un cammino lento e ancora in atto dal fuori al dentro,...

Roberto Bolaño

Roberto Bolaño è ormai diventato un punto di riferimento obbligato non solo per gli scrittori dell'ultima generazione ma un vero e proprio oggetto di culto per moltissimi lettori. La sua opera è complessa e stratificata, ma l’autore ha metodicamente tracciato passaggi segreti da un libro all’altro in un fitto andirivieni di figure, temi e luoghi, che gli hanno permesso di accedere a ciò che lui stesso ha definito, in una celebre intervista del 1998, il paese di Extranjilandia, i cui abitanti sono tutti stranieri, anomali, marginali. Essi attraversano confini geografici, escono da un libro per entrare in un altro sotto mentite spoglie, travalicano superfici, si immergono in un’epoca per poi risalire in un altro contesto stori­co e/o geografico. Federica Arnoldi porta alla luce questi passaggi e traccia una mappa dei più importanti mostrandone la sostanziale unitarietà; segue le modulazioni della voce dell'autore nelle opere poetiche, narrative e saggistiche; segnala il ritorno e le trasformazioni dei personaggi; opera collegamenti tra le tematiche più ricorrenti e individua quelle più nascoste e personali, in una lettura serrata, condotta in modo molto originale, brillante e...

Bob Dylan

  Ogni anno, a più di settant'anni d’età, Dylan percorre l'America e il mondo con cento e più concerti. Se la sua voce sembra ormai uscire da una caverna, la sua scrittura si è fatta sempre più obliqua e sofisticata, e le sue allegorie dell'America sono ancora senza paragoni. È l'unico veterano degli anni Sessanta che può permettersi di eseguire soprattutto le sue canzoni più recenti, lasciando poco spazio ai successi di una volta. Sempre impenetrabile, distaccato, apparentemente disinteressato a tutto ciò che non gli ricordi il perduto mondo del blues, del folk e della musica di un tempo, appare fermamente convinto (ed è quasi una bestemmia nell'era dei social media) che il mondo debba giudicare le sue canzoni e non lui, e che a nessuno debba importare che cosa pensa e che cosa fa quando non è sul palco a cantare. Ma, come Dylan batte le strade d'America, così i tentacoli dell'America si insinuano nella sua opera, vanno a dar forma alle sue canzoni, alle interviste dove a volte i giornalisti gli strappano una frase illuminante e mai risolutiva, alla sua costante ricerca di una "giustizia" biblica, giudaica e cristiana, americana e insieme critica dell'America. Strutturato...

Elena Ferrante

  Chi è Elena Ferrante? Una donna? Un uomo? Un gruppo di scrittori che da oltre un ventennio pubblicano a turno, o collaborando insieme, con questo pseudonimo? Oppure una scrittrice capace di rovesciare come un guanto i propri temi per renderli  attualissimi, nel metodo e nel merito? Scomparse e tentativi di cancellazione di tutta un’esistenza, isolamenti micidiali, madri e figlie tormentate, genialità proprie e delle amiche, sororanze deleterie e ambivalenti: materia ferrantiana, segni persistenti con cui l’autrice rende riconoscibile un’Italia al femminile nient’affatto risaputa, che dagli anni Cinquanta arriva ai giorni nostri con tutte le contraddizioni del caso.  Frantume dopo frantume, ambivalenza per ambivalenza, l’opera di Elena Ferrante insiste come un’ingiunzione. Ostinata, prepotente, vitale.   Viviana Scarinci è nata a Roma nel 1973. Si occupa del fondo librario di poesia contemporanea di Morlupo. È autrice di vari libri di poesia e ha curato volumi e testi musicali; ha vinto il Pre- mio Lorenzo Montano e il Grinzane Cavour, per la sezione Scrivere i Colori; collabora a “Nuovi Argomenti”, “Leggendaria”, “L’Ulisse”, “Letterate Magazine”, “Il Segnale...

Peter Sloterdijk

  Sfere, antropotecnica, timotica, psicopolitica. Questi sono solo alcuni dei termini e dei concetti che uno dei più interessanti interpreti filosofici della contemporaneità, Peter Sloterdijk, ha coniato per esprimere la sua visione dell’uomo e del mondo contemporaneo. Dalla costituzione del soggetto a quella dei collettivi, dal comunismo al cristianesimo, dalla tecnica allo stress, questa introduzione in forma di dizionario tenta di dare al lettore che si avvicina alla lettura del filosofo tedesco una “cassetta degli attrezzi” per comprendere e poter apprezzare un mondo filosofico ironico e affascinante, provocatorio e geniale, come è quello del pensatore di Karlsruhe.   Antonio Lucci (1983), attualmente è borsista Post-Doc presso l’Excellence Cluster Topoi(Humboldt Universität- Freie Universität, Berlino), e insegna Estetica dei Nuovi Media presso la NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano. È dottore di ricerca in Filosofia (Trieste, 2012) e dal 2009 è Cultore di materia per la cattedra di Filosofie e problemi dell’intersoggettività dell’Università di Roma “La Sapienza”. Attualmente la sua attività di ricerca si concentra sui concetti di “retroazione” e “...

David Foster Wallace

  Si può amare uno scrittore alla follia fino a non distinguerne più i tratti? David Foster Wallace è la luce scura di un’intera generazione di lettori internazionali e italiani: uno spettro che torna spesso a visitarci. Un mito inimitabile e dalla tragica sorte, un grande innovatore dalla corsa interrotta. I suoi racconti, romanzi e reportage hanno ispirato battaglioni di scrittori incasinati, giornalisti creativi, critici in estasi, mode e tic che si sono diffuse viralmente su tutti i media: il suo romanzo-kolossal Infinite Jest è la Bibbia dei nostri anni Zero. Questo libro vuole essere introduzione e commiato, presentazione e possibile via d’uscita, per amare e allo stesso tempo distanziare l’autore dal troppo amore: un ritratto dell’autore come fantasma da affrancare. Per questo, prende il punto di vista del lettore – e del lettore italiano – come paradigmatico, compiendo un arco che va dalla vita (e altri dolori) di Wallace alle sue opere più rilevanti, passando per le tensioni e i piaceri cinestetici di leggere la sua prosa, gli influssi filosofici, da quelli noti ai meno battuti dalla critica, le relazioni e coincidenze con altri autori di un’esplosiva...

Slavoj Žižek

Come contrastare filosoficamente le narcosi singolari e collettive in cui le cosiddette società avanzate sembrano destinate a vivere? Come pensare una reale alternativa al modello di vita capitalistico? Come prendere consapevolezza delle strutture che ci pre-determinano? Detto in termini generali: quali sono, oggi, le condizioni di possibilità di una critica dell’ideologia? La monografia di Igor Pelgreffi ripercorre in modo organico il lavoro di Slavoj Žižek, fra i più discussi intellettuali contemporanei, mettendone in evidenza il peculiare stile-provocazione, che è elemento e metodo del pensiero del filosofo sloveno, e i principali snodi teorici: il soggetto, il Reale, la critica all’ideologia, la contraddizione, ma anche il tempo e l’esistenza.     Igor Pelgreffi, laureato in ingegneria e in filosofia, è dottore di ricerca in filosofia. Vive e lavora a Bologna, dove insegna nella scuola secondaria superiore. La sua ricerca verte sul rapporto fra morfologie testuali (in particolare la scrittura), teoresi e soggettività nel pensiero contemporaneo. Su questi temi ha pubblicato vari saggi su rivista e in volume, e ha curato Jacques Derrida, Nietzsche e la...

Georges Perec

  Il brillante saggio di Anna Stefi dedicato a Georges Perec, uno dei più grandi autori francesi del Novecento, procede per lemmi. Ogni lemma affronta un tema portante o un'opera significativa dell’autore e insieme costruisce il pezzo di un puzzle che va a completare una breve, ma molto densa immagine unitaria della sua figura e della sua opera così ampia e variegata. La scrittura di Anna Stefi, molto personale, intreccia fili sottili e a volte all'apparenza secondari per mettere in risalto la complessa trama delle implicazioni sotterranee e delle tecniche costruttive e di pensiero di un autore che adotta e sfida stili e generi diversi per venire a capo di ciò che nella realtà si muove sotto la soglia della percezione e dietro i meccanismi del pensiero e della costruzione della realtà.       Anna Stefi (1980), laureata in filosofia all’Università Statale di Milano, frequenta il dottorato in Teoria e analisi del testo presso l’Università di Bergamo. Redattrice editoriale della collana «Riga» (Marcos y Marcos), collabora con Doppiozero e Bookdetector. Scrive su Alfabeta2, Nuova Prosa, Elephant and Castle.       tra la vita e le...

Irène Némirovsky

Caso editoriale nel 2004, con la pubblicazione del romanzo postumo e incompiuto Suite francese, Irène Némirovsky raggiunse il successo che la vede oggi letta e famosa in tutto il mondo. La scrittrice che visse due volte era stata autrice di culto nella Francia degli anni ’20, fino al suo assassinio ad Auschwitz nel 1942. Nata a Kiev nel 1903, fuggita dalla Russia bolscevica, finì per mano nazista. Il suo nome cadde nell’oblio insieme all’opera. Grazie al manoscritto ritrovato più di sessant’anni dopo nella valigia che le figlie trascinarono in fuga dai carnefici dei genitori, Irène Némirovsky si conferma un classico universale. Con uno stile narrativo molto chiaro e coinvolgente, il saggio di Cinzia Bigliosi ripercorre la vita della scrittrice e lo sviluppo della sua opera nel loro intreccio. Il successo; i difficili rapporti famigliari (con la madre soprattutto); il tentativo fallito di diventare francese, ma quello riuscito di salvare le figlie; le polemiche sull'immagine a volte feroce degli ebrei nella sua opera, dimenticando che solo a un ebreo è concesso essere così maligno con il suo popolo, anche se i tempi poi hanno cambiato le carte in tavola... il recupero...

Gianikian e Ricci Lucchi

  C’è qualcosa di anacronistico nel rapporto che Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi intrattengono con le immagini mobili. È qualcosa che ha a che fare con la pacatezza, la calma, la dolcezza di uno sguardo attento, acuto: analitico. La velocità, il flusso ipercinetico della contemporaneità sembra non sfiorarli. La posatezza e l’attenzione che rivolgono ai materiali che andranno a comporre “il film” si addice alla relazione critica – certo – ma pure amorosa. La calma olimpica implicata in questi gesti simili a quelli di amanuensi medievali intenti a tradurre, trascrivere testi, rilegare pagine miniate, è richiesta spesso dallo stato in cui si trovano i materiali da consultare. Fragilità del supporto brunastro, contrazione del fotogramma, accartocciamento della base: questi materiali sono spesso infiammabili, e non solo per motivi di composizione chimica, ma soprattutto per ciò che mostrano. Nondimeno, la loro instabilità è pari alla delicatezza del tocco di colui che li maneggia. Sono lacerti di archivio; resti e rovine di un tempo remoto. Immagine e memoria. Immagine e materia. Meritano rispetto e tolleranza: esigono pazienza. «È un lavoro maniacale di rapina, da...

Francesca Woodman

  A più di trent’anni dalla sua scomparsa, Francesca Woodman è divenuta un’icona del panorama artistico contemporaneo, ridotta alla dimensione mitica e stereotipata dell’artista vittima ribelle della società. Questo saggio si propone di riportare la sua opera sotto la giusta luce, sottolineandone gli aspetti messi in ombra dal mito, a partire da ciò che effettivamente appare o manca nelle sue immagini. Il risultato è un’indagine critica su un’artista in bilico fra adolescenza ed età adulta, che ha utilizzato il medium fotografico fino a mostrarne i limiti concettuali e proponendo un’inedita lettura presessualizzata del corpo umano. Un’artista la cui storia è ancora oggi un caso da risolvere per gli interrogativi che continua a porre intorno all’uso della fotografia nel campo dell’arte.     Laureata in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale all’Università di Roma Tre nel 2011 con una tesi su Francesca Woodman, Veronica Vituzzi si occupa di cinema, arte e fotografia scrivendo per alcune testate online, tra cui www.doppiozero.com, e per la rivista Alfabeta2. Il suo blog è www.veronicavituzzi.wordpress.com. 

Emmanuel Carrère

  Carrère è un autore di culto e ora anche di successo, ovvero di massa. Fascino e intelligenza non bastano, Emmanuel Carrère è un grande scrittore, cosa che c’entra con il raccontare storie e nel suo caso storie di sé e di altri insieme. Legando la propria vita, i propri affetti a perfetti sconosciuti dal profilo etico e morale spesso quanto meno improbabile. Inventore di storie vere, Emmanuel Carrère racconta sostituendo il personaggio con l’uomo reale, l’autore con se stesso, il finale con una suggestione narrativa in perenne tensione. L’unico che rimane al proprio posto è il lettore, vero amore non dichiarato del grande autore francese. Luigi Grazioli fruga nei romanzi di Carrère, svela la sua bravura (e anche la sua furbizia) e ci restituisce un vero e proprio ritratto intimo della sua opera: una sala degli specchi dalla cui rifrazione è impossibile sfuggire. L’avversario, Vite che non sono la mia e ora Limonov sono solo alcuni dei libri che hanno reso celebre Carrère e inconsapevoli uomini qualunque elementi decisivi della sua storia di scrittore. Come è stato possibile? Qualche idea Luigi Grazioli ce l’ha.     Luigi Grazioli ha pubblicato i volumi di...