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Cina

(57 risultati)

Jazzi. Secondo natura / Pietre

  Jazzi è un programma di valorizzazione del patrimonio ambientale dell'area di Licusati (Camerota) a ovest dell pendici del Monte Bulgheria nel Parco Nazionale del Cilento e dell Vallo di Diano, per abitare la relazione con la natura.    La serie dei testi Secondo Natura vuole evidenziare il medesimo ritorno alle esperienze sensoriali riferendosi a quegli elementi che incontriamo ogni giorno nel mondo intorno a noi: acqua, vento, onde, nuvole, sabbia, polvere, pietre, stelle, eccetera. Un viaggio sensibile e intellegibile che auspichiamo, sulla scorta degli antichi poeti e filosofi, sia davvero secondo natura.   A tutti è capitato di raccogliere sassi sulla spiaggia del mare o sulle sponde di un lago, nell’alveo di un torrente o lungo un cammino di montagna, e di tornare dalle vacanze portando nelle valigie, o nello zaino, diversi “oggetti” destinati a fare bella mostra di sé su un tavolo, una scrivania o un davanzale.   Perché le pietre ci attirano? Cosa vediamo in esse? Cosa ci seduce e cattura della natura minerale? Nel mondo antico esisteva un vero e proprio culto per le pietre (lìthos e lapis). I corpi solidi, fissati al suolo, sia di piccole come...

Wang Qingsong. L’arte come impegno civile

L’ultima edizione della Biennale di Venezia ha voluto, nelle intenzioni programmatiche del suo curatore, il critico d’arte nigeriano-statunitense Okwui Enwezor, porre l’accento sul rapporto tra arte e impegno civile, privilegiando gli autori capaci con le loro opere di fare riflettere sulle molte emergenze che affliggono il mondo: dall’effetto-serra all’ambientalismo, al fondamentalismo islamico. Esemplari sotto questo ultimo aspetto le bandiere nere ammainate dell’artista colombiano Oscar Murillo, poste all’entrata del Padiglione Centrale ai Giardini (ex-Padiglione Italia).   Requesting Buddha, 1999   In un’epoca in cui l’arte sembra sempre più condizionata dal mercato, dai capricci dei collezionisti e dallo strapotere dei curatori, creare un’occasione ufficiale, come può essere quella della Biennale, per disseppellire una questione che, se vogliamo, sta al centro del dibattito su cosa sia l’arte, è da considerarsi senza dubbio meritevole e forse persino controcorrente. La domanda è: l’arte deve o non deve avere un’utilità sociale?   “L...

Da Milano a Pechino: crisi e rivoluzione

In una bella intervista a Paolo Di Stefano, per la Lettura del 23 Agosto, Pier Vincenzo Mengaldo lamenta la debolezza della letteratura italiana degli ultimi decenni. Piazza un'affermazione importante: ci vorrebbero più conflitti, per avere temi da affrontare. E poco prima, al contrario elencava temi non affrontati in modo esaustivo e coerente dal dibattito filosofico e sociale: l'immigrazione, la disoccupazione. Io aggiungerei: le nuove forme di famiglia, anche quella semplicemente etero. E la cura e la relazione con i figli, e tra generazioni. E lo sradicamento determinato da una società che costringe a sempre più frequenti cambi di ambiente di lavoro, o di lavoro stesso, e non penso solo a lavoro ad alto contenuto di conoscenze: tra gli italiani i laureati sono una minoranza. Mengaldo ha ragione.   Allora vorrei cominciare questo post come il mio precedente: torno in Italia e... questa volta non sono al bar, l'ambientazione è la cena da amici, e dopocena mollemente adagiati sui divani. Da tre anni sono lontano, e l'ultima scena forte che ricordo di Milano era quel giorno, tarda primavera in Piazza Duomo: aveva vinto...

Censura e democrazia

Torno in Italia e orecchio discorsi che mi piaccion poco. Ne trovo traccia sulla stampa, sui blog, sui magazine internazionali. Anche al bar, devo dire. Racconto che a Hong Kong c’è maretta, perché l’elezione a suffragio universale del Governatore, promessa per il 2017, rischia di ridursi – così comanderebbe il Partito da Pechino – a una farsa: gli Hongkonghesi sceglieranno il proprio Governatore tra due o tre nomi indicati da notabili fedeli alla Repubblica Popolare Cinese. Non è una farsa: è un imbroglio, un plateale tradimento degli accordi che regolano la graduale presa di sovranità sulla ex colonia britannica da parte della Cina.   A Milano, il furbetto della birra accanto non si esime dal commentare: e perché, da noi? No caro, da noi la democrazia c’è. Il popolo sovrano la esercita entro i limiti e nelle forme stabilite dalla Costituzione. E non a caso spuntano, piacciano o meno – a me meno – Grillini, Salvini, e Renziani a piè sospinto. A Hong Kong nulla di nuovo avrebbe possibilità di spuntare, se il diktat di Pechino passasse. Sì, mi dice birretta...

Per una breve storia della fotografia contemporanea cinese

Sembrano appartenere a un passato ormai remoto le immagini del documentario, Chung Kuo, che il regista Michelangelo Antonioni realizzò in Cina nei primi anni '70, invitato dal Primo Ministro Zhou Enlai, favorevole alla rottura dell'isolamento internazionale e all'avvicinamento agli USA, nonché esperto di propaganda. Scegliere Antonioni per divulgare al mondo gli esiti della straordinaria rivoluzione della “prospera Cina socialista” parve essere del tutto naturale, in quanto regista di fama mondiale, iscritto, inoltre, al Partito Comunista Italiano. Benché Antonioni fu costretto a riprendere delle scene programmate appositamente per lui, come le operaie che dopo il lavoro rimanevano a studiare il Libretto Rosso del Presidente Mao o i bambini che giocavano all'asilo, al cineasta italiano non sfuggirono povertà e arretratezza; riuscì, infatti, a catturare molte immagini autentiche, ad esempio la scarsità di merci nei mercati agricoli, Piazza Tienanmen attraversata da qualche bicicletta e nessuna automobile. Le intenzioni di Antonioni, lungi dall'essere malevole – di fatti il regista rimase positivamente...

Social media e nuovi confini nel sud-est turco

Tutti noi abbiamo utilizzato qualche social media almeno una volta nella nostra vita, e molti di noi trascorrono molte ore ogni giorno su piattaforme social. Siamo anche abituati ai dibattiti accademici e giornalistici sull’utilizzo dei social media in Italia, in Europa o negli Stati Uniti; ma sappiamo molto poco sugli utilizzi di piattaforme come Facebook e WhatsApp in altri paesi del mondo. Un anno fa Facebook aveva quasi un miliardo e mezzo di utenti attivi, ma solo una parte di questi vive nel cosidetto “Occidente”. Cosa sappiamo di tutti gli altri? Spesso diamo per scontato che una stessa tecnologia abbia effetti simili ovunque, in culture e società diverse. In linguaggio accademico, l’idea secondo cui una tecnologia possa esistere ed avere degli effetti indipendetemente dalle persone che la utilizzano viene chiamata determinismo tecnologico. Tuttavia, l’antropologia e altre scienze sociali hanno dimostrato che le tecnologie, così come gli oggetti materiali che ci circondano, esistono solamente nell’interazione con le persone che le utilizzano. Una stessa piattaforma digitale può quindi essere utilizzata in molti modi...

Fuggire da Pyongyang

La Corea del Nord è un grosso buco nero. Non è la Svizzera pulita e ordinata che pretenderebbe Antonio Razzi, uno che con l'italiano arranca e sembra avere più dimestichezza con le serre di pomodori che con i Lager. La Corea del Nord è un buco nero che separa le macchie luminose della Cina e della Corea del Sud, nelle immagini notturne scattate dai satelliti. La Corea del Nord è un buco nero anche per le organizzazioni internazionali che si occupano di diritti umani. La Corea del Nord, forse proprio in virtù del suo essere oscura e impenetrabile, è un tema interessante per i lettori italiani: in soli quattro mesi, il libro di Blaine Harden Fuga dal Campo 14, pubblicato da Codice Edizioni, ha venduto più di ventimila copie. I lettori italiani, evidentemente, sono meno creduli dei loro politici.     Fuga dal Campo 14 racconta l'inferno di Shin Dong-hyuk, l'unica persona nata in un campo di prigionia nordcoreano che sia riuscita a scappare e raccontare la sua storia. A scriverla ci ha pensato Blaine Harden, giornalista americano che per quindici anni ha lavorato come corrispondente estero per il...

Huang Rui, dalla Cina andata e ritorno

Huang Rui nasce a Pechino nel 1952. A seguito della Rivoluzione Culturale, viene inviato nella Mongolia Interna dove lavora come bracciante agricolo. Alla fine degli anni ‘70 ritorna a Pechino. Il governo cinese ha appena lanciato una nuova campagna, quella delle “Quattro Modernizzazioni”, enunciata da uno degli uomini più influenti del partito, Zhou Enlai. La sua formazione è da autodidatta. Solo dopo il 1976 inizia una sua attività pubblica come intellettuale e artista; nel 1978 co-pubblica assieme ai poeti Bei Dao e Mang Ke la rivista Jintian (“Oggi”), la più importante del periodo post-rivoluzionario. Sempre in questi anni l’artista fonda, insieme a Ma Desheng, Yan Li, Wang Keping, Yang Yiping, Ai Weiwei e altri ancora, il gruppo Xing Xing (“Le Stelle”). Si tratta della prima significativa esperienza di arte contemporanea in Cina. Con una serie di iniziative che hanno tutto il sapore di happening ante litteram, il gruppo crede nella possibilità di un’arte d’avanguardia indipendente dalle istituzioni, libera espressione dell’individuo. Nella prassi artistica, tale esigenza si...

Cosa scrive l'Asia?

Di recente mi sono trovato a fronteggiare un uditorio pechinese – molto internazionale però – ricevendone domande. Nessuna sorpresa: il moderatore mi conosce, tante volte si è parlato di quel che mi interessa. Cinque anni da editore specializzato sull’Asia, e ora ho un libro da comporre per le mani. Allora mi si domanda soprattutto di Cina e India, paesi diversi ma in corsa parallela: la narrativa giovane è il punto, ma non di letteratura sola si parla bensì di società. Eccole, quattro domande e risposte.   La Cina è la fabbrica del mondo. Lo è l’Asia orientale tutta, e del Sud (l’India). Esiste allora una Letteratura o (per evitar maiuscole) una narrativa che la racconti? Che ne racconti condizioni e conflitti?     No, ho dovuto rispondere. Ho dovuto spiegare la mia sorpresa in particolare in Cina, la mia delusione. Di sicuro vanno emendati gli scrittori meno giovani – sempre legati, in Cina, a una cosiddetta ‘rural literature’, centrata sul villaggio o sulle relazioni nel quartiere, storie buffe molto spesso, storie tragiche quando si apre il capitolo (unico...

La società facciale

Thomas Macho, filosofo tedesco tra i più acuti e influenti, per quanto ancora poco noto in Italia, ha scritto che viviamo in una “società facciale”, la quale possiede la prerogativa di produrre volti senza sosta. A ogni angolo di strada, su ogni tabellone, la pubblicità c’insegue con volti, così che “senza un volto, nulla osa più invadere lo spazio riservato alle affissioni”. Che dunque la nostra sia una società fondata sulle facce, lo storico dell’arte e iconologo Hans Belting lo dice sin dalle prime pagine del suo ponderoso saggio, Facce. Storia del volto (tr. it. di C. Baldacci e P. Conte, pp. 359). E con ogni probabilità lo studioso tedesco non conosce, o ricorda, la celebre espressione berlusconiana “metterci la faccia”, che ha segnato una intera stagione politica ed elettorale. Ma a noi basta accendere la televisione e guardare un qualsiasi programma, da X Factor a Masterchef, per ricordarci che è così: lo spettacolo come la politica è invasa dalle facce. I volti sono stati commercializzati e politicizzati, ribadisce giustamente l’iconologo nel suo...

Un altro accesso all’alterità

«L’esteriorità si constata, l’alterità si costruisce», è il graffio che incide la quarta di copertina di una recente opera di François Jullien dall’eloquente titolo Contro la comparazione. Lo “scarto” e il “tra”. Un altro accesso all’alterità (Mimesis, 2014). Con questo testo – tratto dalla sua prima lezione per la Chaire sur l’altérité promossa a Parigi nel 2011 presso la Maison des Sciences de l’Homme – Jullien ci permette di entrare nel vivo del suo “cantiere”, termine quanto mai appropriato per descrivere il lavoro di scavo operato dal filosofo francese tra l’Europa e la Cina.   Lungi dall’abdicare dall’Occidente in favore dell’Oriente, la sinologia di Jullien rappresenta piuttosto una «decostruzione dal di fuori» (p. 34) del pensiero europeo, una fuoriuscita tanto da Atene quanto da Gerusalemme e, soprattutto, dalle ingombranti categorie che si portano dietro. Prima tra tutte quella che rappresenta la grande madre genitrice della filosofia occidentale, da Platone a Heidegger: l’...

Come la questione gay sta cambiando il mondo

“In questo quartiere si è sempre ben accolti, a patto di consumare. In altri posti in Messico i gay non sono rispettati come dovrebbero”: è con questa frase, contenuta nei primi capitoli di Global Gay, che si potrebbe idealmente riassumere l'indagine sociologica di Frédéric Martel. Pubblicato da Feltrinelli (traduzione di Giorgia Fracca) e da poco in libreria, Global Gay (con sottotitolo originale Come la questione gay sta cambiando il mondo) è un viaggio di cinque anni in 45 paesi, una ricerca sul campo con incontri e interviste ai protagonisti della vita gay nel mondo, un tentativo di restituire il quadro di una situazione variegata e complessa, che tenta di trasformare in storytelling le informazioni spesso sintetizzate in infografiche e cartine tematiche.   Qual è la situazione dei diritti dei gay nel mondo? Com'è la vita quotidiana di uomini e donne GLBT in paesi ancora arretrati dal punto di vista dei diritti umani, come Cuba, l'Iran o la Cina? Per dare ordine a un progetto così ambizioso e impegnativo, Martel adotta un modello di confronto tra il globale e il locale, adattandolo alla...

Han Dong non è d'accordo

Han Dong non è d'accordo, a dir poco: è questa la cifra della conversazione.   Ci siamo visti più volte in questi due giorni, questa è l'ultima sera a Nanchino. Mi porta a cena in una ristorante autenticamente nanchinese: ieri è stata cucina dello Yunnan, la migliore forse, e sopratutto quella che viene dallo stato dove lui, come altri scrittori, artisti, registi e poeti vuole prima o poi trasferirsi. Foresta semitropicale e campagna in altura: la meta è Dali, nel nordovest, un'eterna primavera, non lontano dal confine con il Laos. La Toscana dei cinesi.   Cucina di Nanchino: sì, le specialità ci sono, il ristorante è annunciato da file di lampade di carta gialla: epperò uguale uguale a quello dove mi capita di pranzare in un centro commerciale  di Pechino. Diverse postazioni tutt'intorno, ciascuna ha la sua specialità, sia carne o pesce, o ravioli o verdura o noodles. Ci si siede nel grande salone, tavolini bassi  e sgabelli, e quando la pietanza è pronta i cuochi levano alte grida a richiamare i camerieri vestiti in costume tradizionale.   Lo stile...

Tiziano Terzani, Un’idea di destino

“7 ottobre 1996, Francoforte. Fiera del Libro. Mai più. 10 ottobre 1996, Amburgo. Spiegel addio. 16-19 ottobre 1996 Cernobbio. Aspen. Basta con questo mondo. […] Viviamo in strani tempi dove la letteratura è pubbliche relazioni, dove quel che si produce non conta, basta che venda, dove le relazioni sono virtuali, dove la conoscenza viene uccisa dall’informazione, dove le menzogne sono vendute come verità, dove la dittatura della mente domina la democrazia, dove i cittadini e le menzogne sono al centro dell’universo. La moralità è persa, tutti i criteri sono economici, l’economia mette fuori gioco l’etica e l’estetica. Dove può condurre questo credere solo nell’economia?”   In quei dieci giorni del 1996, a 57 anni, Tiziano Terzani traccia uno spartiacque determinante nella sua vita e nella sua scrittura. È tutto in mezza pagina dei suoi diari appena pubblicati da Longanesi con il titolo Un’idea di destino. Diari di una vita straordinaria. Il libro, che esce a dieci anni dalla sua scomparsa, raccoglie una piccola parte delle 3500 pagine che Terzani aveva...

Net-neutrality addio

Net-neutrality della Rete addio. È la prima valutazione del voto in base al quale il «Federal Communication Committee» statunitense ha approvato il piano presentato ieri dal suo presidente, il democratico Tom Wheeler, nella sessione di lavoro per discutere le nuovo norme per regolamentare l'accesso al Web. Il nuovo regolamento, che è il primo di una serie di interventi della Fcc per rendere operativo il progetto chiamato spavaldamente «Open Internet», acquisisce molte delle richieste da parte dei grandi fornitori di accesso al web di una differenziazione della velocità di navigazione nella Rete in base il costo di connessione. Una logica in base alla quale «più paghi più vai veloce» che, secondo imprese come Comcast, Verizon, Time Warner Cable e At&t, oltre a rendere Internet più appetibile per società che basano il loro business sulla Rete, può favorire strategie imprenditoriali che tendono all'innovazione di prodotto e di processo.   Una posizione, questa degli Internet provider, fortemente contestata da altre major della Rete e dai social network (Google, Facebook,...

Madri e figli. Il cinema di Roberto Minervini

Ho incontrato Roberto Minervini a Sarajevo nell’estate del 2013, quando eravamo lì entrambi per il festival cinematografico. Ci eravamo conosciuti a Karlovy Vari e allora avevo visto due dei suoi lavori e mi erano piaciuti molto, avevo apprezzato anche la sua compagnia e la sua storia di italiano che vive in Texas. Così ho pensato di fargli un’intervista, bevendo una birra mentre aspettavamo di andare a vedere un film. L’intervista aveva come proposito quello di raccontare un giovane regista indipendente negli Stati Uniti.   Roberto, aiutami a raccontare in due parole la tua carriera di regista. Ho iniziato nove anni fa, dopo il master in media studies a New York. L’obiettivo era quello dell’insegnamento, tant’è che mi ero già iscritto a un dottorato in Storia del cinema in Spagna, quindi iniziai a lavorare per una casa di produzione di documentari, poi a fare cortometraggi e video musicali... Dopo me ne andai a insegnare cinema nelle Filippine, dove rimasi due anni. Al rientro negli Stati Uniti mi spostai nel 2007 nel Texas, a Houston, dove ho iniziato a lavorare alla serie di lungometraggi; ho appena...

Addii all’ombra delle magnolie

Dobbiamo alle magnolie orientali, caducifoglie e arbustive, le prime sontuose fioriture primaverili. Tra marzo e aprile i rami ancora nudi si ricoprono, a seconda delle varietà, di nuvolose, sfarfallanti corolle bianche, crema, rosa o viola-porpora. Solo a petali caduti compaiono le foglie poi, in autunno, sul finire del ciclo vegetativo, i frutti attraenti quando scoprono i semi scarlatti.   Il genere, antichissimo (abbiamo fossili risalenti a cinque milioni di anni fa), venne così battezzato in onore di Pierre Magnol (1638-1715) che introdusse in botanica il concetto di famiglia. Alla fine del Seicento gli inglesi scoprirono le specie arboree, sempreverdi e fragranti, d’origine americana: la virginiana prima (1688), poi la più diffusa grandiflora.   Tra le asiatiche, la prima a giungere in Europa fu la Magnolia denudata, introdotta dalla Cina in Inghilterra nel 1789 da Sir Joseph Banks. La seguirono le più piccole della specie: la liliflora, con foglie appuntite e lunghi petali porpora, variamente sfumati di chiaro, più tardi la nipponica stellata, amatissima per le trine dei fiori dai petali ricadenti. Tutte hanno le...

Cina: visto, non visto

La Cina come gli Usa? Tutti in caccia della famosa carta verde? Sembra di sì. Si è avverato quanto previsto dopo il cambio della guardia, con il Congresso del PCC del novembre 2012: cambia il regime di permessi di residenza e soggiorno per gli stranieri nel Paese di Mezzo. E cambia proprio tutto: le agenzie italiane che hanno sempre fatto da tramite con l’Ambasciata rispondono sconsolate che oramai è così. Siano professionisti inviati da aziende italiane per qualche mese sul suolo cinese, o perfino assegnati di stanza in Cina per un anno, la procedura per la concessione di visti di lavoro o visti business è diventata un muro invalicabile.   Senza una ragione apparente vengono rifiutati i visti, le agenzie in Italia ti concedono visti turistici con due entrate di 30 gg ciascuno. All’expat non verranno posti ostacoli alla propria attività di lavoro nel paese, ma lo si costringe a uscire a passare il confine dopo un mese (un weekend a Hong Kong è la soluzione più utilizzata, anche se basta camminare fino alla frontiera pedonale tra Shenzhen e Hong Kong, uscire, fare dietro front, e si è di nuovo...

Est/Ovest: la guerra delle lingue

Voglio qui dimostrare la mia tesi: che sia in atto sul continente asiatico una battaglia strisciante, un braccio di ferro tra la lingua inglese e la lingua cinese (e di conserva le più deboli lingue locali come l’indonesiano, e le lingue indiane) che si svelerà presto. Ma devo prenderla alla larga. Prima una citazione: Xiaolu Guo, Jhumpa Lahiri e Jonathan Franzen a colloquio al Jaipur Literature Festival. Denuncia Xiaolu Guo: la letteratura angloamericana è sopravvalutata. È solo un problema di capacità di diffusione grazie al medium linguistico che si è imposto come globale. Un bell’articolo sul Guardian riporta la ricchezza di quel dibattito. Io credo che questa battaglia tra le lingue non sia che il riflesso di uno scontro (non ancora una guerra) a bassa intensità che si sta preparando nella contrapposizione tra il/i nuovo/i gigante/i asitico/i, Cina in testa a tutti ovviamente, e l’Occidente. Per ora, si parla di softpower. Ne ho già scritto su questo blog: gli Istituti Confucio pompano prodotti culturali cinesi in linea con le direttive del Partito, siano essi cinema o narrativa. E il governo apre i...

Contro la mistica dell’austerità

Nel 2013 la Cina è cresciuta del 7,7% e nel 2014 il Pil sarà all'8,2%. Gli Usa arriveranno a +2,9%. Il Pil crescerà dello zero virgola in Italia. L’Europa e gli Stati Uniti versano in una stagnazione che durerà anni, serve una trasformazione politica e un altro paradigma per la crescita e l’occupazione.    «Uscire dall’Euro è un’idea insensata - afferma l'autore de Il colpo di stato di banche e governi (Einaudi) - occorre ridiscutere i trattati Ue e lo Statuto della Bce, riportare la finanza al servizio dell'economia reale».         Professor Gallino, la crisi è finita?   Per nulla. La Cina è un caso a parte, mentre la situazione degli Stati Uniti non è affatto quella che si dipinge. L’attuale presidente della Fed, Ben Bernanke, ha detto che ormai il tasso di disoccupazione è un parametro poco rappresentativo. Infatti la disoccupazione effettiva, che comprende sia gli «scoraggiati» o i part-time che vorrebbero lavorare a tempo pieno, è molto più elevata di quanto sembri. Gli Stati Uniti hanno potuto permettersi di pompare migliaia di miliardi di dollari nell'economia, ma i risultati sono stati abbastanza modesti. Il piano di...

Una papera tra il Partito e le Masse

I monumenti della Cina sono spesso rifatti: la manutenzione di un tempio, quasi sempre in legno, consiste secolo dopo secolo nella sostituzione della colonna marcescente con una nuova di zecca, nell’intaglio di un nuovo pannello colorato ridipinto per l’occasione, ma anche nella sostituzione di una vecchia tegola con una nuova: anche le figure animali che discendono gli spigoli dei tetti dei templi e risalgono il loro ricciolo, vengono semplicemente gettate via e scolpite ex novo. E la sensazione di postmodernità posticcia è costante, forse un po’ deludente per il visitatore che non può distinguere tra un edificio costruito di recente e uno che data secoli.   Eppure i cinesi hanno un vero e proprio culto per le proprie antichità, la gita turistica aziendale e familiare è tradizione che affonda le radici in epoche premercato, e ora, con una classe media che ha soldi da spendere, diventa il primo lusso che ci si concede.   A Pechino una meta anche delle semplici gite fuori porta domenicali è il Summer Palace, una successione di edifici storici arrampicati su una collina sovrastante il Lago Kunming che...

Il regno delle donne

Ricardo Coler, nato a Buenos Aires nel 1956, è medico e fotoreporter. Di lui Nottetempo ha tradotto Eterna giovinezza indagine sulla popolazione ultracentenaria che vive a Vicabamba in Ecuador. Nel regno delle donne, scritto dopo la sua permanenza in Cina, nella regione dello Yunnan, è uscito in edizione originale nel 2008 ed è diventato un best-seller mondiale.   Il regno delle donne descrive il suo soggiorno in Cina, presso un villaggio dell’etnia Mosuo. Distribuiti su un altipiano a 2600 metri, intorno al lago Loshui, i venticinquemila esponenti di questa etnia, arrivata dal Tibet nel XIII secolo, vivono da allora in una struttura sociale che lei ha definito di puro matriarcato, che nemmeno Mao è riuscito a cambiare. Può spiegare come il matriarcato definisca la formazione della famiglia e la gestione della società?
   Nella società matriarcale la famiglia è molto importante, molto di più di quanto lo sia da noi. È formata dalla matriarca, dai suoi figli, siano essi maschi o femmine, e dai nipoti. Non esistono i mariti. È una famiglia inseparabile in cui neanche le propriet...

Cina: editori, che si fa?

Dunque ci siamo arrivati. Gli editori di tutto il mondo trovano sulle loro scrivanie proposte allettanti di provenienza cinese: contributi di traduzione, pubblicazione e marketing. All’apparato degli Istituti Confucio, presenti in tutto il mondo e già da tempo in tiro a promuovere cultura cinese all’estero, si affiancano mucchietti di soldini gratis che favoriranno la diffusione della letteratura, contemporanea e classica, del Paese di Mezzo.   La accresciuta influenza geopolitica va affiancata a una operazione di penetrazione culturale, che avrà esiti interessanti senz’altro, ma è mossa da un potere totalitario determinato a insegnarci ciò che è buono e ciò che non lo è. E’ capitato anche alla mia casa editrice: abbiamo accettato volentieri un nome interessante, un autore della generazione di Yu Hua e Su Tong, per intenderci, bravo ma meno conosciuto. Poi abbiamo ribaltato la situazione: abbiamo fatto noi due nomi di autori che seguiamo da un pezzo e di cui stiamo mettendo in piano editoriale la pubblicazione: la risposta è lapalissiana: ci dispiace, ma non fanno parte delle Associazioni...

Roberto Saviano: intervista sulle merci

Le merci ci sono sempre sembrate il tema dominante di Roberto Saviano. Anche "Zero Zero Zero" tratta di un ennesimo prodotto di consumo: la cocaina. Merce debordiana per eccellenza, che contiene in se' anche lo spettacolo. Dalle merci però nasce anche il linguaggio pubblicitario. In cerca di nuove verità sulla pubblicità abbiamo quindi chiesto a Saviano un incontro proprio su questo tema. Quella che segue è la sintesi di una più ampia intervista, registrata in aprile e pubblicata su Bill 7 in luglio.   Hai cercato la verità sulle merci fin dal racconto sul porto di Napoli che apre "Gomorra". Oggi parli di quella contemporanea per eccellenza: la cocaina. È un tema che ti eri prefisso fin dall’inizio? O ti ha attirato man mano? Mi ha attirato man mano, mentre mi interessavo ai meccanismi del reale. La merce mi è sembrata innanzitutto un elemento di sintesi. Nella complessità del vivere, una lattina o una penna sono la sintesi di un percorso infinito, che è culturale, è chimico… il tutto, sintetizzato poi da un comun denominatore: ISO. Ossia i...