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Silicon Valley

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Il dispositivo cellulare

In principio era la Legge di Moore.   In realtà non si tratta di una legge della fisica, quanto di una fortunata congettura che vale ancora oggi, 50 anni dopo. Gordon Moore la enunciò in un articolo molto tecnico[1] dove ipotizzava un raddoppio del numero di componenti fabbricati su un singolo chip ogni 18-24 mesi. Nella sua formulazione più generica e vaga attualmente in voga, assume che una qualche grandezza tecnica misurabile: la potenza di calcolo, la complessità del processore, la quantità di memoria che si può immagazzinare in un chip, raddoppi ogni due anni.   Per alcuni si tratta di una profezia che si auto-adempie: una volta definita come obiettivo tecnologico, sono stati messi in campo tutti quei parafernalia tecnologici che hanno reso possibile la sua continua riconferma. Altri, quelli che ritengono che la mancanza di un contrappeso di costi crescenti sia quasi una faccenda contro natura, continuano ad aspettare il giorno in cui questa crescita esponenziale dovrà, inevitabilmente, fermarsi. In effetti il nostro cervello primordiale fa fatica a comprendere concetti come “crescita esponenziale”....

San Francisco

Nonostante le spiacevoli traversie dei viaggi andati a male sappiamo che non sarà questo a fermarci. Le esperienze di viaggio ci insegnano che la prossima volta potrebbe andare meglio, anche quando tutte le evidenze volgono al peggio. C’è, nel viaggio, la forza di una sorpresa, l’idea di novità, la deriva profonda dell’avventura, quella che il filosofo Jankélévitch pensava fosse la chiave dell’idea di inizio, di ri-partenza o di qualcosa che “stacca” il tempo normale e lo fa diventare una freccia. C’è, nel viaggio, la busta a sorpresa che una volta si comprava in edicola. Non importava quel che c’era dentro, giornaletti, soldatini, cianfrusaglie, ma era l’aprirla il momento magico. Il viaggio è un avvio. E soprattutto esso è una riproposizione del presente, riporta il presente dove dovrebbe stare.   Adesso che sto ballando in un posto improbabile, nell’unico quartiere off rimasto a San Francisco, Bayview, un ghetto nero in cui la gentrification tarderà ad arrivare, adesso lo sento il presente. In una dark room di un bar malandato all’angolo della...

Matteo Renzi e l'ideologia californiana

Matteo Renzi non ha mai nascosto la sua passione per la cultura digitale: la visita alla Silicon Valley in forma ufficiale, il discorso di fronte ai ricercatori e ai 150 startupper italiani che lavorano lì, l’incontro con personaggi di punta quali Dick Costolo di Twitter, Marissa Mayer di Yahoo!, la prova degli occhiali di Google di fronte ai suoi fondatori Sergey Brin e Larry Page, hanno rappresentato semplicemente il coronamento di un’affinità elettiva che il nostro Presidente del Consiglio ha sempre esplicitamente rivendicato. Renzi è stato il primo politico italiano a saper tradurre le pratiche e i discorsi della cultura digitale in strategia comunicativa. Il suo stile oratorio è efficace e conciso come un tweet, i punti programmatici della sua azione politica si traducono spesso in slogan e hashtag, tormentoni adatti a circolare sui social network. La tendenza all’annuncite richiama la cultura dei Bar Camp americani, dove in pochi minuti si deve imbastire un elevator pitch che convinca una platea di investitori sulla bontà della propria idea di business.   Usando le stesse strategie discorsive di un moderno brand,...

Teaching- vs. research-universities

Come si definisce una buona politica industriale? Quali relazioni esistono con le politiche dell’istruzione superiore? E quale credito concedere alle retoriche su “innovazione dirompente” e start up? Sono queste le domande cui Gianfelice Rocca, presidente di Techint e fondatore dell’Istituto clinico Humanitas, già responsabile educativo di Confindustria, si propone di rispondere.   Un’analisi del sistema industriale italiano costituisce la premessa. Sono le industrie a media tecnologia, per Rocca, a meritare riconoscimento e sostegno strategico: la petrolchimica, l’elettrotecnica, la meccanica, l’automobilistica, la medicale, la nautica. Il mito della Silicon Valley (o del “giovane-Steve-Jobs-nel-garage-di-casa”) ci spinge a dimenticare una circostanza fondamentale: sono i settori industriali intermedi a sospingere l’economia italiana. L’Italia è più simile alla Germania che alla California, e può attendersi un maggiore beneficio da innovazioni di tipo incrementale.   I percorsi educativi superiori dovrebbero essere profondamente modificati per venire incontro alle esigenze...

Cercasi Status disperatamente

Eugène de Rastignac è un giovane arrivato a Parigi dalla provincia per studiare Giurisprudenza. Eugène non si laureerà mai, distratto dal fascino dell'alta società parigina e dalla rincorsa ossessiva dell'elevazione sociale attraverso la seduzione di donne altolocate. Questa è una storia di finzione (vedi alla voce Papà Goriot) che Balzac ambienta negli anni trenta dell'Ottocento, ma potrebbe accadere e sta accadendo ovunque nel mondo, oggi stesso. La ricerca disperata di status sociale è un mantra della commedia umana, non solo dei romanzi francesi dell'Ottocento. Se volessimo immaginare un remake di Papà Goriot oggi, che faccia avrebbe Rastignac e dove andrebbe alla ricerca di status? Forse il nostro Eugène oggi si vestirebbe da hipster e invece di iscriversi a Giurisprudenza nella capitale del diciannovesimo secolo, sarebbe un giovane americano di provincia iscritto a Stanford col sogno di fare lo startupper nella Silicon Valley. Non riuscirebbe a terminare Stanford, anche in questa versione e sarebbe un maniaco compulsivo dei social network, alla ricerca disperata di celebrities con le...

Captcha: queste strane parole

Ogni tanto succede, girando per la rete, di imbattersi in delle strane lettere aberrate da distorsioni, colori e disturbi vari. Ti chiedono di leggere e compilare. Si sbaglia (sempre), ci si arrabbia (sempre) e si tira avanti senza farsi tante domande (quasi sempre).   In realtà quelle curiose e anomale figure si chiamano Captcha, e la verità (per chi non lo sapesse) è che ci hanno messo anni, nelle pause pranzo da Starbucks nella Silicon Valley, per capire come risolvere il problema numero uno: la sicurezza. Come evitare che un computer riesca ad interagire con un server senza che effettivamente ci sia un essere umano a volerlo.   E già questo è interessante come questione sostanziale: l’idea, non banale, è che la vista (la capacità interpretativa del vedere) non sia replicabile da una macchina. La grafica, quella strana invenzione con cui gli umani interpretano informazioni attraverso grafie, spaziature, simboli e segni, per un calcolatore è terreno accidentato. E così, una decina di anni fa, per proteggere i loro server (e quindi le nostre vite), hanno messo a punto un sistema basato su...

Fondamenta del design

È forse la spettacolarizzazione e l’universale estetizzazione del mondo che ci circonda (come avrebbe potuto dire Walter Benjamin) la causa dell’affermarsi e del diffondersi oltremisura di istituzioni per la formazione nel campo del design? Purtroppo oggi in Italia, dopo un recente periodo di espansione dentro l’università pubblica - con punte, peraltro, di grande prestigio anche internazionale-, si rischia che il succulento mercato della didattica del design ritorni riserva esclusiva delle imprese scolastiche private. Le manovre ministeriali, talora benintenzionate ma incaute ed insipienti, talora direttamente malintenzionate, stanno causando grandi guasti. Porre dei vincoli alla moltiplicazione senza regole è buona cosa, ma attraverso un’applicazione puramente astratta e idealistica, e non aderente ai fenomeni, questi vincoli finiscono semplicemente per togliere di mezzo la concorrenza pubblica alle istituzione private.   È inconfutabilmente l’industria della cultura, dell’informazione e della comunicazione a possedere oggi il ruolo traente: è l’immagine guida della nostra cultura e...