La seduzione è in crisi

La seduzione è entrata attualmente in una situazione di crisi, perché gli uomini tendono sempre più a spostare il loro sguardo dalle donne verso se stessi. Sono tesi cioè a curare soprattutto l’aspetto del loro corpo, che ritengono non all’altezza degli affascinanti modelli di bellezza continuamente proposti da parte dei media. E così succede alle donne, anch’esse sempre più orientate a dirigere il loro sguardo verso di sé anziché verso l’altro sesso. 

La seduzione, inoltre, ha bisogno di differenze. Che scatti cioè l’attrazione per qualcosa che è profondamente diverso da sé. Ma i sessi si stanno inesorabilmente avvicinando e mescolando tra di loro. L’uomo si “femminilizza”, mentre la donna, quando guarda l’altro sesso, lo fa attraverso un occhio sempre più “maschile”. Tradizionalmente, infatti, la cultura sessuale maschile si basava sul visivo, mentre quella femminile era legata a una sensorialità estesa a tutto il corpo. Ma il processo di emancipazione, che ha prodotto una crescente omologazione alla cultura maschile, ha fatto diventare “visive” anche le donne. Anche la pornografia, pertanto, è diventata qualcosa che riguarda il sesso femminile, perché, come ha sostenuto Michel Bozon nel volume Sociologie de la sexualité, «l’oggettivazione degli atti intimi permette al desiderio femminile di affrontare, da una nuova angolazione, la difficoltà che incontra ad emergere in una società dominata da scenari sessuali maschili» (p. 102). 

 

La principale responsabilità del divenire “visive” da parte delle donne è però probabilmente della crescente importanza del sistema mediatico, un sistema che si basa soprattutto sulle immagini e su quella cultura della visibilità che le caratterizza. A ciò vanno aggiunti anche altri fenomeni: la sovrabbondante circolazione odierna di segni relativi al sesso, l’incontrollata proliferazione d’immagini sessuali nelle strade e sugli schermi, il dilagare dei codici del porno al di fuori dei rigidi confini in cui erano stati tradizionalmente rinchiusi. Tutti fenomeni che rendono disponibile un’offerta di erotismo in numerosi canali di comunicazione, ma nel contempo indeboliscono il desiderio perché, rendendo normale quello che apparteneva all’ordine dell’eccezionale, tolgono il piacere della scoperta. Il linguaggio della seduzione invece, come ha messo in luce Jean Baudrillard nel volume Della seduzione, ha l’assoluta necessità di basarsi sulle limitazioni e sui segreti. 

 

Ph Richard Avedon.


La seduzione, infine, richiede tempo. I tempi seduttivi femminili sono sempre stati più lunghi di quelli maschili, perché quello femminile era un tempo ciclico, legato ai ritmi della natura, e la donna tendeva pertanto a protrarre la seduzione attraverso molteplici strategie. Ma ciò è incompatibile con società come le attuali, che sono caratterizzate da un’intensificazione dei ritmi dell’esistenza. 

Il fatto che la seduzione sia in crisi, non impedisce che essa sia comunque molto praticata. Tende però a esistere soprattutto attraverso dei segni spinti all’eccesso che assumono una natura ironica e caricaturale. Ciò che caratterizza oggi la seduzione è dunque la prevalenza di una strategia di “raffreddamento” tra i sessi. La stessa strategia che utilizzano molte persone che non si conoscono e parlano di amore e sesso attraverso il Web. Non tanto per poter poi incontrare fisicamente coloro con cui dialogano, quanto per attivare soprattutto una seduzione digitale dove ciò che viene detto sullo schermo prende il posto del sentire, del toccare e del vedere di persona. L’esperienza tende a ridursi a quello che viene provato all’interno dello schermo e il fatto di non sapere nulla l’uno dell’altro permette una disinibizione senza limiti all’interno della connessione digitale. La fantasia è salva e, non essendoci contatto fisico, non c’è nemmeno una possibile trasmissione di malattie sessuali. 

 

Tale forma di seduzione ha successo proprio perché consente di evitare il contatto diretto tra gli individui. Permette di sopperire al bisogno dell’altro senza avere conseguenze per il proprio Sé. Il vero incontro con l’altro comporta infatti necessariamente attenzione, pazienza e un complesso lavoro interiore che mette in discussione e riorganizza l’identità individuale.

Le strategie di seduzione stanno dunque cambiando profondamente e il segreto, l’illusione e l’apparenza, ovvero tutto quanto faceva parte del ricco armamentario della sfida seduttiva, si stanno progressivamente dileguando. La seduzione, certamente, è ancora viva, ma in una forma molto differente rispetto al passato: è quella che Baudrillard ha chiamato la «seduzione fredda», che passa «dalla sua accezione radicale (duale, rituale, agonistica, con una posta in gioco massima) alla sua accezione molle, la seduzione d’“atmosfera”, erotizzazione ludica di un universo senza poste in gioco» (p. 216). Siamo dunque nell’ambito di quel fenomeno che Baudrillard stesso ha chiamato «fascinazione», cioè una seduzione che si caratterizza per la sua natura totalmente artificiale.

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