L'utopia di Wikipedia

Wikipedia è il tentativo più audace e ambizioso di raccogliere e condividere la conoscenza umana. È un progetto gigantesco e generoso, un'utopia di straordinaria fertilità, che ha coinvolto milioni di volontari di tutto il mondo per un obiettivo comune: mettere il sapere di tutti, in tutti i campi, a disposizione di tutti. È una delle esperienze che meglio caratterizza la rete, o meglio il web 2.0, nato dalla collaborazione di tutti gli utenti – o perlomeno, di tutti gli utenti di buona volontà: è “la nave ammiraglia della flotta della 'citizen science' (…) e l'esempio più lampante della 'dilettantizzazione', o, più esattamente, del revival dello studioso dilettante” (Peter Brown, Dall'Encyclopédie a Wikipedia, Il Mulino, Bologna, 2013).

Il successo è innegabile, visti il numero di collaboratori coinvolti, la quantità di voci pubblicate, il successo di pubblico. È da anni tra i 10 siti più visitati del mondo, nell'agosto 2015 dichiarava di essere presente in oltre 291 lingue (di cui circa 280 attive), con 35 milioni di voci (di cui circa 1,3 milioni in italiano) e 135 milioni di pagine. Già nel 2006 gli utenti che avevano fatto più di 5 interventi erano oltre 75.000. 

 

Online dal 15 gennaio 2001, Wikipedia è l'evoluzione di Nupedia, un'enciclopedia online con voci scritte da esperti e riviste da uno staff redazionale. È stata fondata da Jim Wales (che ancora la guida) e da Larry Sanger, che nel marzo 2002 ha lasciato in polemica con la visione “anti-redazionale” Wales. A partire dalle nuove tecnologie digitali – la diffusione mondiale dei contenuti e la gratuità dell'accesso alla rete, la possibilità di aggiornamenti in tempo reale, con i collaboratori connessi da tutti gli angoli del pianeta – Wales ha avuto una duplice intuizione, semplice e radicale. In un'epoca di scolarizzazione e sapere diffuso, è inutile e forse controproducente utilizzare gli esperti: “I professori meritano il massimo rispetto. Però sono anche quelli più rigidi, che poi non vogliono più modificare di una virgola il loro intervento. I nostri collaboratori sono esperti, talvolta ossessionati da un tema, ma soprattutto si divertono. Chi cancella qualcosa viene interrogato, c’è una grande trasparenza su come lavoriamo” (Jim Wales, “Corriere della Sera”, 20 ottobre 2009). Un processo di scrittura collettivo, aperto e libero – questa la seconda intuizione da cui è partita la sua visione – porterà progressivamente, inevitabilmente a una enciclopedia affidabile e completa, almeno per quanto riguarda le esigenze di sapere condivise, correggendo eventuali errori e imprecisioni (nel corso di 15 anni, sono state effettuate oltre 2 miliardi di modifiche alle voci). 

 

Nell'utopia di Wikipedia, la "mano invisibile di internet” dovrebbe garantire gli obiettivi che in una tradizionale enciclopedia erano faticosamente (e costosamente) assicurati da un lavoro progettuale e redazionale complesso e sofisticato. 

Un’enciclopedia dovrebbe contenere, in maniera corretta e aggiornata, tutte e solo le informazioni rilevanti per il suo pubblico; l’ampiezza relativa delle singole voci implica un giudizio sull’importanza e sul valore degli argomenti o dei personaggi trattati. 

I requisiti che permettono di raggiungere questi obiettivi sono diversi e intrecciati:

attendibilità: vengono chiamati a collaborare sulle singole voci autori ritenuti competenti di quella materia o di quell’argomento; l'editore discute con loro l’impostazione e l'ampiezza della voce, controlla la correttezza dei dati e se necessario interviene a correggere, emendare, integrare;

leggibilità: l'editore interviene sul testo anche per migliorarne la chiarezza, in modo che risulti facilmente comprensibile e (se possibile) sintetico;

coerenza: al livello più elementare, la data della battaglia di Waterloo deve essere la stessa nelle voci dedicate a Napoleone Bonaparte, a Wellington, alla Francia, alla Gran Bretagna eccetera eccetera; la coerenza però non interessa soltanto i dati di fatto, riguarda anche i giudizi di valore: così, se alla voce Alessandro Manzoni si dice che si tratta di un grandissimo scrittore di livello europeo, nella voce dedicata alla letteratura italiana non lo si potrà descrivere come un autore mediocre;

correttezza e obiettività: l'editore, come nel caso di un libro e di un giornale, si fa garante di quello che pubblica, risponde a critiche e obiezioni (anche sul piano giudiziario) e nelle nuove edizioni può correggere o emendare il testo.

 

Il progetto di Wikipedia aggiorna e radicalizza il modello illuminista dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alambert, che a sua volta modernizzava le enciclopedie compilate a partire dal Medioevo. Per i creatori dell'Encyclopédie il sapere doveva essere democratico: non doveva essere proprietà esclusiva di un gruppo chiuso, ma patrimonio dell’intera umanità; e dunque doveva essere reso accessibile a tutti. Per Wikipedia il sapere è democratico anche in un altro senso, sul versante della produzione: l'autore non è più l'esperto, ma la comunità – pressoché infinita e autoregolata – dei frequentatori di internet, a prescindere dalla competenza di ciascun collaboratore, sia dal punto di vista delle conoscenze sulla materia trattata, sia dal punto di vista dell'esperienza editoriale. I collaboratori si mobilitano spesso in base a un interesse o una passione personale: molte voci, spesso tra le più dettagliate, sono opera di fan. Non esiste un editore che compila la lista delle voci, valutando inclusioni ed esclusioni. Il percorso attraverso non passa tanto dagli studi e dalle ricerche della ristretta cerchia di una élite di scienziati ed esperti, ma dalla discussione e dal dibattito pubblico, che alla fine produrrà il consenso. Wikipedia rappresenta un prototipo della riflessività tipica del web 2.0: le pratiche sociali vengono costantemente esaminate e riformate alla luce dei nuovi dati acquisiti in merito a queste stesse pratiche; di conseguenza alcune voci presentano un aspetto “autocritico”, con messaggi come “La neutralità di questa voce è contestata”, oppure “Questa voce richiede ulteriori citazioni di verifica. Puoi contribuire a migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili. Il materiale privo di fonti o riferimenti può essere contestato e rimosso”.

 

Dal punto di vista pragmatico, i risultati sono eccellenti. Fermo restando che, come nota ironicamente Jim Wales, “non esistono filtri per la stupidità”, nel 2005 la rivista scientifica “Nature” ha riportato i risultati di uno studio secondo cui le voci scientifiche in Wikipedia erano comparabili in accuratezza a quelle presenti nell'Encyclopedia Britannica; secondo uno studio condotto nel 2012 dalla società Epic e da alcuni ricercatori dell'università di Oxford, Wikipedia è divenuta più precisa, documentata e aggiornata rispetto alla Britannica.

Tuttavia problemi e criticità non mancano. Wikipedia si presenta come una enciclopedia tradizionale, ma sotto diversi aspetti è molto diversa. “Sicuramente se si volesse basare Wikipedia sulla sua attendibilità si verrebbe subito tagliati fuori dalla discussione. Il concetto è che Wikipedia non può assicurare l’attendibilità dei testi in quanto è, per sua natura, uno strumento dinamico… Wikipedia non vuole essere un’enciclopedia attendibile; vuole invece riformulare il concetto stesso di attendibilità, sostituendolo piuttosto con quello di verificabilità: ogni affermazione deve poter essere controllabile.” 

Se seguiamo su Wikipedia il link collegato a "Verificabile", possiamo leggere: “‘Verificabile’ significa che chiunque può controllare quanto legge, ovvero verificare se quanto afferma il contributo è già stato realmente pubblicato da una fonte attendibile.” Alla voce “Fonti attendibili” si legge invece che “sono quelle di autori e pubblicazioni considerate come affidabili o autorevoli in relazione al soggetto in esame [...] Le pubblicazioni attendibili sono quelle con una struttura definita che consente il controllo delle informazioni e le revisioni editoriali.” È un circolo vizioso, ma Wikipedia pubblica puntigliosamente i link alle fonti cui attinge, a differenza della maggior parte delle enciclopedie, che garantiscono l'attendibilità dell'opera grazie alla credibilità e all'autorevolezza degli autori e dell’editore, che ne è anche legalmente responsabile. 

 

 

Nel corso del tempo, sono emersi altri problemi. Il più fastidioso, ma anche quello immediatamente evidente e dunque più facile da arginare, sono i troll o i collaboratori interessati a sostenere determinate tesi (ma anche a insultare il prossimo). Si presume che i collaboratori non abbiano una loro agenda personale, proprie convinzioni o posizioni politiche, interessi economici; con questi disturbatori, la procedura della discussione per ottenere consenso è ovviamente inefficace; ben presto i collaboratori di internet hanno iniziato a impegnarsi sempre di più nella cancellazione o nella correzione di interventi errati, maliziosi, maligni, che nella stesura di nuove voci (che ha subito un progressivo rallentamento). “I temi che riguardano religione, politica e storia sono controversi in tutte le edizioni. In generale, possiamo affermare che il 25% delle mille voci più dibattute sono legate ad argomenti politici”, ha spiegato Taha Yasseri, co-autore della ricerca The Most Controversial Topics in Wikipedia (vedi “la Lettura”, 6 settembre 2015). Nel 2010 fu lo stesso Wales a operare una censura: “Il sito si stava riempiendo di pornografia, senza che la direzione facesse nulla al riguardo. Sono intervenuto in prima persona per porre fine al malinteso e far capire a tutti che Wikipedia non tollera la pornografia” (“la Repubblica - Affari & Finanza”, 31 maggio 2010). Per alcuni collaboratori, è stato “un tradimento dello spirito di Wikipedia”.

I “cancellatori”, che sono ormai diventati più numerosi degli “scrittori”, sono molto efficienti: secondo uno studio IBM, il tempo medio di permanenza di un errore è di 5 minuti.

 

Tra i collaboratori più assidui dell'edizione italiana c'è Marco Chemello, che in dieci anni ha compilato 400 voci e controllato 50.000 lemmi pubblicati da altri. Adesso è “wikipediano in residenza”, collabora cioè con musei come il Mart di Rovereto, il Museo della Scienza e della Tecnologia e la Fondazione BEIC di Milano “per preparare il personale a scrivere nell'enciclopedia digitale, contribuendo così con materiale di qualità” (“la Repubblica”, 31 marzo 2016).

Altre caratteristiche portano a conseguenze negative sul medio e lungo periodo. A dettare la scelta dei lemmi e la loro estensione sono gli interessi dei collaboratori: così può capitare che una videoblogger rischi di avere una voce più lunga e dettagliata di quella di Wolfgang Amadeus Mozart; questi squilibri vengono amplificati perché non ci sono vincoli riguardo al numero e alla lunghezza delle singole voci, e anzi Wikipedia punta proprio a coprire l’ampiezza potenzialmente infinita del sapere. 

 

Un altro rischio è il “nuovismo”, inevitabile in tutte le enciclopedie: la tendenza a privilegiare, nel corso degli aggiornamenti, gli eventi man mano che accadono, creando una sproporzione tra le voci relative al presente (o al passato prossimo) e quelle relative a personaggi ed eventi più antichi. In un'enciclopedia online, costantemente aggiornata (e che fa di questa caratteristica uno dei suoi punti di forza, rispetto alla stabilità delle consorelle cartacee), questa tendenza si accentua drammaticamente. Come ha spiegato Umberto Eco nel 2010 al Salone Internazionale del Libro di Torino: “La cultura del web non permette la latenza della memoria, tutto viene ricordato e messo sullo stesso piano, senza gerarchie di importanza. L'esempio migliore è Wikipedia, fatta e controllata dagli utenti ma che rischia di confondere le fonti e, alla lunga, senza opportuni interventi, rischia di confondere più che aiutare e di indebolire la cultura in generale”. Insieme al “nuovismo” si avverte anche un certo “pigrismo”, ovvero la tendenza a riproporre punti di vista consolidati e dunque informazioni parziali. Lo stesso Jim Wales ha rilevato che Wikipedia risente del fatto che la maggioranza dei collaboratori siano maschi, e che dunque gli argomenti di interesse maschile (come lo sport) tendano a essere preponderanti. 

 

Per ovviare ad alcuni di questi inconvenienti, Wikipedia ha dovuto ben presto rinunciare all’ideale di una “democrazia diretta del sapere”. Alla fine del 2005, il giornalista John Seigenthaler Sr. protestò perché nella sua biografia erano state inserite informazioni false: di conseguenza, la possibilità di creare nuove voci venne limitata ai soli utenti registrati. 

“Wikipedia ha messo in atto una serie di procedure per limitare alcuni aspetti negativi. Per esempio, queste sono le motivazioni per la cancellazione di una voce:

1. se la voce viola il diritto d’autore (e cioè copia pezzi già pubblicati e protetti);

2. se la voce è promozionale/pubblicitaria/personale;

3. se la voce non è di argomento enciclopedico (argomenti e/o eventi particolari);

4. se la voce è troppo breve (!) (probabilmente per eliminare slogan, approvazioni, insulti ecc.).

E l’attendibilità, la veridicità delle cose affermate nella voce? Ebbene, per Wikipedia non è rilevante” (Francesco Antinucci, L’algoritmo al potere, p. 83).

 

Wikipedia si è dunque dotata di una struttura redazionale, sempre più complessa e stratificata, e ha sviluppato procedure e strumenti precisamente codificate, messe a punto anche negli incontri Wikimania, il raduno mondiale dell'esercito di volontari che nell'edizione del giugno 2016 a Esino Lario, che ha visto la partecipazione di un migliaio su circa 80.000 volontari selezionati in una trentina paesi (sull'incontro è in corso la realizzazione di un documentario a cura di Chiara Campana e Lorenzo Faggi, dal titolo provvisorio Le allettanti promesse).

Sono state attivate funzioni come CheckUser (più o meno “controlla l’utente”), un'interfaccia che possono solo usare gli utenti abilitati: nel caso venga segnalato un molestatore, il software individua l’IP da cui si è collegato, l’ID e le password usate; e può capire se ha mandato email a un altro utente usando quelle credenziali. Diventa così possibile interdire l’accesso per un certo periodo, e annullare i suoi precedenti interventi (chi si avvale di questa facoltà è a sua volta sottoposto al controllo di un supervisore). L’Oversight o Suppression (supervisione o soppressione) è la facoltà di nascondere revisioni e nomi utente. Solo un altro Supervisore può ripristinare gli interventi nascosti.

 

Per la gestione dei contenuti, Wikipedia ha una struttura con gerarchie assai precise, di cui si trova traccia nel sito, dall’Oversighter (supervisore), che può nascondere revisioni e interventi di altri utenti, all'Administrator (amministratore, noto anche come “Sysop”) di un Wiki, che ha la facoltà di cancellare e ripristinare le pagine, di vedere le revisioni nascoste, di bloccare e sbloccare utenti e indirizzi IP; di bloccare e sbloccare le pagine; di intervenire sulle pagine bloccate; di intervenire sull’interfaccia e sui file di configurazione degli utenti; di importare pagine da altri Wiki; di aggiungere o rimuovere membri in alcuni gruppi. Il Bureaucrat (burocrate) può tra l’altro promuovere altri utenti al livello di Administrator o Bureaucrat; può aggiungere o espellere gli utenti da un gruppo; può assegnare un diverso nome a un utente. Lo Steward ha gli stessi compiti del Burocrat, ma in comunità più piccole, con minor traffico e aggiornamenti meno frequenti. L’Arbitration Committee ("ArbCom", collegio arbitrale) è un piccolo gruppo di utenti affidabili, che ha il compito di risolvere e dispute altrimenti insolubili.

Ora, per individuare le correzioni “maligne”, quelle che danneggiano un articolo e che vengono considerate “in malafede”, Wikipedia utilizza da qualche tempo un software, Ores: “Già oggi”, ha dichiarato Dario Taborelli, informatico-capo della Wikimedia Foundation, “circa la metà degli errori sono beccati dal software” (“la Repubblica”, 10 gennaio 2016).

 

Una ulteriore preoccupazione per il futuro di Wikipedia è la diminuzione del numero di collaboratori, che ha iniziato a diventare preoccupante nel primo trimestre 2009 (49.000 contributors, contro i 4900 del corrispondente periodo del 2008); lo stesso Jim Wales ha espresso le sue preoccupazioni nella conferenza annuale di Wikipedia nell'agosto 2011: “Nessuno vuole più aggiornarla. (..) Non stiamo reintegrando il numero di editori, non la considero una crisi gravissima, ma importante». La mancanza di collaboratori sarebbe dovuta al fatto che le persone che avevano contribuito a far diventare Wikipedia una fonte importante di informazioni sul web, sono invecchiate, si sono sposate, si sono hanno costruite una famiglia e impiegano il loro tempo in modo diverso. Quando nel 2001 venne lanciata Wikipedia, la folta schiera di "nerd" che animava il web era in fermento all'idea di costruire una nuova risorsa di notizie accessibile a tutti gratuitamente. Ma a ormai un decennio dalla sua nascita, l'entusiasmo sembra essersi disperso. I social network ci hanno messo lo zampino, le energie degli adolescenti appassionati di informatica che collaboravano con Wikipedia, sono state assorbite da Facebook, Twitter e company” (“La Stampa”, 5 agosto 2011).

 

Di recente sarebbe calato anche il numero di utenti del sito: nel gennaio del 2014, Subodh Varma su “The Economic Times” ha sostenuto che Wikipiedia in quell'anno aveva perso quasi il 10% di pagine viste. Forse sta cambiando l'approccio alla rete: “si utilizza Google con minor frequenza di un tempo (….) Il mondo web si informa sempre più attraverso i social network e non con un principio di gerarchia delle notizie (…) aspettando che la notizia arrivi, come una barchetta di carta in un oceano” (Roberto Cotroneo, “Sette”, 18 settembre 2015).

Un ultimo aspetto riguarda la sostenibilità economica, sul lungo periodo, di un progetto basato sul volontariato, ma alti costi di gestione, per la struttura informatica e i server necessari a garantire un mole di dati e un traffico enorme. Finora il rifiuto della pubblicità è stato categorico: “Non ho niente contro la pubblicità, ma mi piace pensare a Wikipedia come a un tempio per la mente, e nel tempio gli spot non stanno bene”, ha spiegato Jim Wales (“la Repubblica”, 10 gennaio 2016). Wikipedia, che ha 280 dipendenti e un bilancio da 68 milioni di dollari, si è retta grazie alla filantropia di finanziatori e mecenati, attraverso la Wikimedia Foundation, ente no-profit nato nel 2003: ma non è detto che questo meccanismo possa continuare all’infinito, soprattutto considerando il fatto che i costi di struttura sono crescenti. Come ha scritto Andrew Lih, il più grande nemico di una rivoluzione è il suo successo, Wikipedia “può ritenersi soddisfatta di ciò che ha raggiunto oppure può cercare modalità innovative per rimanere all'avanguardia nei progetti di collaborazione su Internet” (Andrew Lih, La rivoluzione di Wikipedia, Codice, Torino, 2010, p. 264). Oggi, quando ha praticamente superato (e forse reso definitivamente obsoleti) i concorrenti tradizionali, la più grande enciclopedia del mondo ha un ruolo e una responsabilità ancora maggiori.

 

Questo articolo è già uscito in Pretext, agosto 2016.

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