Paesi
Franco Arminio

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente. Ha scritto molti libri in versi e in prosa. Si definisce paesologo e in questa veste ha realizzato anche vari documentari.

12.02.2017

L’umanità come ditta di trasloco

È in atto un gigantesco esodo, il più grande della storia. Non mi riferisco al dramma delle migrazioni dal Sud al Nord del mondo, non mi riferisco al genocidio silenzioso causato dai sessanta milioni di persone che ogni anno si traferiscono verso le metropoli. L’esodo a cui mi riferisco è insieme serissimo e frivolo, e forse più che un esodo dovremmo chiamarlo trasloco. Si cambia casa, si va a vivere in Rete, dal condominio reale al condominio digitale. È una cosa che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Pure io sto traslocando e mentre scrivo questo articolo faccio un pezzo di trasloco, come se impacchettassi un lampadario da accendere nella nuova casa. Il trasloco avviene nei bar, per strada, nei treni, ovunque si vede un essere umano con un cellulare in mano: li chiamiamo ancora...

01.02.2017

Da domani in libreria / Cedi la strada agli alberi

La poesia è un mucchietto di neve In un mondo col sale in mano.   La poesia è amputazione. Scrivere è annusare la rosa che non c’è.     Il naufragio della letteratura   Una volta c’era la letteratura e poi c’erano gli scrittori. Immaginate un mare con i pesci dentro. Adesso ci sono solo i pesci, tanti, di tutte le taglie, ma il mare è come se fosse sparito. È successo in poco tempo, e non ce l’ha comunicato un esperto. Ce ne siamo accorti incontrando un poeta da vicino, parlando con un narratore al telefono. Abbiamo sentito che qualcosa non c’era più. Ognuno ha i suoi libri, le sue parole, sono sparite le strade che mettevano in comunicazione uno scrittore con l’altro, tra chi muore e chi vive non c’è alcuna differenza, non c’è differenza tra chi lotta e chi è vile....

20.01.2017

Canto per l'Appennino / Neve e terremoto

Il cuore degli altri   Il terremoto con la neve. La sedia rotta su cui stanno seduti i paesi. Ci sono giorni in cui non ha senso pensare agli affari propri. Ci sono giorni in cui bisogna avere il cuore degli altri, il cuore tuo da solo non serve a niente. Devi stare dentro il batticuore di tutti. E invece ora siamo in questo gioco in cui ognuno si espone al mondo col suo corpo, con un pensiero, col suo niente, e in questo modo sfama la noia, in questo modo facciamo amicizia con il nulla invece di avversarlo, invece di piangere per chi trema. Adesso c’è chi ha paura di arrivare al sonno, c’è chi ha freddo. Pensate a chi in quelle terre è malato, pensate ai vecchi, pensate all’osso rotto, allo stomaco che non digerisce, pensate al tumore alla gola, pensate al lutto, pensate ai brutti...

13.01.2017

Un paese emigrato e terremotato

Che lavoro fai? Lavoro in Germania. Che lavoro? Gelataio ambulante, sei mesi all’anno, da marzo a settembre. Dove lavori? In un paese vicino Stoccarda. Come ti chiami? Nicola Melillo. Vai da solo in Germania? No, con due di Colliano. Per chi lavorate? Il padrone è di Palomonte. Quanto guadagnate? Novecento euro di stipendio, più novecento di provvigione. E nei sei mesi che stai qui che fai? Prima ho lavorato in un ospizio a Lioni, poi è finita. Comunque pagavano poco, dieci euro al giorno. Con chi vivi? Con i miei genitori. Che fanno? Un po’ di campagna, e poi accudiscono mia nonna, praticamente la sua pensione è l’unica entrata sicura. Castelnuovo di Conza comincia così. Siamo nel punto dove la provincia di Salerno confina con le province di Avellino e di Potenza. Sono le undici del...

11.09.2016

Dopo il sisma / Al mio paese la terra trema sempre

Al mio paese la terra trema sempre, terremoto a oltranza. Ora abbiamo un paese nuovo e un paese vecchio. Il paese nuovo è brutto, come tutti i paesi nuovi. Il paese vecchio è bello, perché il brutto è tutto concentrato nel nuovo. Allora il mio consiglio è di non fare paesi nuovi. Bisogna rifare il paese dov’era. Rifare il paese, non solo le case, un paese non è una somma di case. Rifare un paese dunque non è questione solo di architetti e urbanisti. Spesso i paesi nuovi danno la sensazione di essere un catalogo di materiali edili.   Torniamo indietro. Prima del paese nuovo ci sono le tende, poi i prefabbricati. Ci sono gli articoli dei giornali e i servizi televisivi, c’è la commozione delle prime ore, ci sono gli aiuti e le polemiche. I terremoti un poco si somigliano. I terremoti...

05.06.2016

Sguardi / Congedo dal paese e dalla vita

Non importa che torno sempre qui dai miei giri, il mio rapporto con questo paese non c’è più. Il paese non aspetta il mio ritorno, non ha una casella per me, non sa dove mettermi e io non so dove mettermi. Sto in casa e quando esco parlo al telefono, non parlo col paese. Quando non parlo al telefono cammino alla larga, sul bordo. Il paese forse è ancora vivo in me, ma io non vivo più nel paese. Forse la mia paura di cadere a terra morto non è altro che la paura della mia casa sospesa sull’orlo della frana. Io ho pensato che la paura fosse di mia madre, invece è la casa che ha paura. I cani la notte quando abbaiano sembrano volerla tirare giù. La mia vita nel mondo prosegue attraverso le mie parole. Vado in giro a dire cose sul mondo e sui paesi, ma io non sono più una persona del mio...