Zazirocratie
Yves Citton

Yves Citton insegna Letteratura francese all'università di Grenoble e co-dirige la rivista "Multitudes". Le sue ultime pubblicazione sono: Pour une écologie de l’attention (Seuil, 2014), Gestes d’humanités. Anthropologie sauvage de nos expériences esthétiques (Armand Colin, 2012), Renverser l’insoutenable (Seuil, 2012), Zazirocratie. Très curieuse introduction à la biopolitique et à la critique de la croissance (Éditions Amsterdam, 2011). In italiano: Future Umanità. Quale avvenire per gli studi umanistici ?, trad. di Isabella Mattazzi, Palermo, Duepunti edizioni, 2012 e Mitocrazia. Storytelling e immaginario di sinistra, trad. di Giulia Bozzo Marzet Tremoloso con prefazione di Wu Ming 1, Roma, Edizioni Alegre, 2013
 

11.07.2014

Contro-finzioni in mediarchia

0.1 E se la democrazia non potesse né esistere né mantenersi, ma solo (forse?) sgorgare come una tensione, una contestazione, un movimento che si solleva contro – contro un regime oppressivo, contro un'ineguaglianza di fatto, contro un gesto scandaloso, contro un sistema degradante? Ovvero: e se essa potesse costituirsi come modo di autogoverno solo su scala piccolissima? Dieci persone? Venti? Cento, ma proprio al massimo? Certo non di più! Allora perché ostinarsi a parlare di "democrazia" per riferirsi a un sistema di governo applicato alla scala gigantesca di una metropoli, una regione, una nazione, un continente? Un "popolo"? (Come se chiamare in causa il "popolo" non abbia provocato di solito effetti disastrosi...)...

21.05.2014

La crisi dell'avvenire

Alla nostra epoca è riuscito l'exploit di parlare ininterrottamente della «crisi» senza riuscire in alcun modo ad affrontare i problemi alquanto reali che nutrono questa ipertrofia di discorsi di crisi. Di fronte a un'inflazione così accecante, la cosa migliore è forse di cominciare a porre alcune tesi dall'apparenza dogmatica, che avranno perlomeno il merito di fare un po' di piazza pulita (e forse di suscitare qualche discussione). Ciò che quotidianamente indendiamo e diciamo sulla «crisi» è illusorio almeno per tre ragioni:     1° I nostri discorsi attuali di crisi implicano una struttura narrativa ingannevole, per il fatto che ci incoraggiano a credere che tutto andava bene, che siamo in...