AUTORI
Marco Revelli
06.03.2018

Politiche, 4 marzo 2018 / LeU: missione impossibile

Si potrebbe dire, un po' per celia in po' sul serio, che in politica l'ex magistrato candidato non porta bene. E men che meno l'ex presidente di una delle camere... Ma sarebbe ingeneroso per le persone, oltre che superficiale per la storia (e la politologia).   In realtà il pessimo risultato di LeU viene da lontano. Prescinde, almeno in parte, da errori di conduzione della campagna elettorale (che pure ci sono stati, in alcuni casi anche gravi, come la dichiarata disponibilità a partecipare a un "governo di scopo"). E affonda le radici nel modo tutto sommato meccanico, da fusione a freddo tra gruppi dirigenti, esente da emozioni e partecipazioni "di popolo", con cui la lista è nata (simmetrico, tutto sommato, alla solitudine da numeri primi che aveva accompagnato le fasi della...

03.03.2018

L’Italia che crocifigge / La maestra e il licenziamento in tronco

Un licenziamento in tronco di un dipendente pubblico, da parte del segretario del partito di governo, in diretta televisiva, non si era mai visto. Per lo meno in democrazia.  È successo il 27 febbraio, quando la trasmissione Matrix, su Canale 5, ha mandato in onda le immagini registrate durante i tafferugli avvenuti a Torino in occasione di una protesta contro CasaPound, e tra queste, in particolare, quelle in cui compariva Lavinia Flavia Cassaro, maestra precaria presso una scuola elementare della periferia, ripresa in primo piano, sotto la pioggia, impegnata in una violenta invettiva contro la polizia: "Vigliacchi! Mi fate schifo..." E l'immancabile (in ogni rissa di tifoseria o studentesca) "Dovete morire...". Da cui la reprimenda renziana, favorita da un assist di Nicola Porro: "...

27.06.2017

Riflessione sulle elezioni amministrative / Sciopero generale del voto

Uno sciopero generale del voto. Non trovo altra espressione per descrivere queste amministrative d'inizio estate. Sciopero generale dell'elettorato nel suo complesso, col livello record dell'astensione schizzata quasi ovunque sotto la dead line del 50%. E sciopero generale dell'elettorato PD in particolare, con una vera e propria fuga di massa dal partito di Matteo Renzi pressoché ovunque, a cominciare dalle sue tradizionali roccaforti. Il PD – e con lui il centro-sinistra – perde male Genova (più di dieci punti di distacco). Perde male – malissimo – La Spezia (venti punti di distacco). Cade Sesto San Giovanni, la “Stalingrado d'Italia”, con 15 punti di distacco. E, analogamente, il “feudo” di Pistoia ritenuto sicuro (ancora 10 punti). Nemmeno L'Aquila, dove pure al primo turno si era...

11.06.2017

Un'analisi delle elezioni inglesi / Theresa May. Stupidità al potere

Dunque alla fine appena un pugno di voti (13,6 milioni contro 12,8) e un paio di punti percentuali (42,4 a 40) separano i Conservatives dal Labour. Anzi Theresa May da Jeremy Corbyn, perché nel bene (il secondo) e nel male (la prima) sono stati loro due a giocarsi la partita. Nemmeno lo sciagurato maggioritario secco inglese, che allunga in modo sproporzionato le distanze in termini di seggi (una sessantina in più al partito “maggiore” anche se di poco) stravolgendo il principio di rappresentanza, assicura una governabilità certa (mito di tutti gli aspiranti oligarchi). Il parlamento britannico rimane hang, “appeso” come si dice in gergo: in questo caso appeso all’alleanza con gli unionisti irlandesi del DUP (Democratic Unionist Party), che – se la May sopravviverà al voto di fiducia -...

08.07.2016

Destino e carattere / Generazione senza eroi

Sono tempi “amletici” quelli che stiamo vivendo: “out of joints” – “usciti fuori dai cardini” – su molti fronti, ma soprattutto su quello della politica. Con il Brexit, ora – evento da “fine del mondo” demartiniana per l’Europa. E prima ancora, qui in Italia, con la fantasmagorica tornata delle amministrative: i risultati, certo, in alcuni casi sorprendenti. Ma anche le settimane precedenti, in cui Matteo Renzi aveva provato a sovrapporre la sua personale crociata per il SI al Referendum costituzionale d’autunno alla campagna per i “suoi” sindaci alle amministrative, prima di accorgersi dell’errore commesso e farsi prudentemente (e inutilmente) da parte. Soprattutto quelle, erano state per me settimane di sofferenze, e anche di delusioni, di fronte alle giravolte, ai voltafaccia, ai...

22.06.2016

Torino, Italia: fine di una narrazione / Perché il Pd ha perso

A volte succede, che il mondo si rovesci in una notte. E l’inimmaginabile accada. Questa volta è successo “sotto la Mole”: un sistema di potere che sembrava solido come il marmo, senza incrinature, inattaccabile e insuperabile è saltato come il tappo di una bottiglia di spumante intiepidito. Cos’è successo a Torino? Semplice: una narrazione è andata giù come un castello di carte. È “scaduta”, potremmo dire, come per i prodotti da market troppo a lungo sul banco. Un modo di raccontare la città non è stato più creduto dai suoi abitanti. Non più da tutti, almeno. Dalla loro maggioranza. E anzi, li ha fatti incazzare. Era la narrazione che ha tenuto campo in questi anni, e ancora negli ultimi giorni, su tutti i media, pervasiva, totalitaria, asfissiante: quella della Torino “che ce l’ha fatta...